Camminare, un’azione quotidiana che compiamo spesso senza pensarci, è diventata con il tempo non solo un mezzo per spostarsi, ma una forma autentica di espressione del nostro benessere. Ora possiamo quantificare ogni nostro passo, valutarne la distanza percorsa e le calorie consumate, ma al di là dei dati numerici, cosa rappresenta veramente per noi?
Molti si chiedono: “Quanti chilometri sto realmente percorrendo con i passi che faccio ogni giorno?
La Lunghezza del Passo: Un Parametro Variabile
La natura dinamica del camminare si riflette nell’unicità del passo di ogni individuo. Quando parliamo della “lunghezza del passo”, ci stiamo riferendo alla distanza tra il tallone di un piede e il tallone dell’altro mentre camminiamo. Se prendiamo come riferimento la popolazione generale, noteremo che un passo medio di un adulto si aggira intorno ai 0,70 - 0,75 metri. Questo dato, però, è solo una stima approssimativa che fa da ponte tra le differenze individuali.
L’altezza è uno dei principali determinanti: una persona più alta tende ad avere passi più lunghi rispetto a una più bassa. Ma l’equazione non è così semplice. Anche il sesso gioca un ruolo, con le donne che spesso hanno una lunghezza del passo leggermente minore rispetto agli uomini, a parità di altezza. L’età introduce un altro livello di variabilità. Infine, il ritmo della camminata ha un impatto significativo. Quando si cammina lentamente, il passo potrebbe essere più corto; al contrario, una camminata più veloce o energica tende ad allungare la lunghezza del passo.
Passi e Distanza: Alcuni Esempi
In ogni caso risulta che le persone più basse di 170 cm (ovvero 1,70 m) abbiano un passo la cui lunghezza è di circa 60 cm (= 0,60 m). Quindi, per le persone più basse di 1,70 m, 20.000 passi corrispondono a una distanza di circa 12,0 km. La lunghezza media del passo di una persona alta più di 1,70 m è pari a 70 cm. Pertanto, un passo romano, così come lo intendiamo noi, corrisponde a una distanza di 1,48 : 2 = 0,74 m. I bersaglieri, durante la marcia, adottano il "passo celere" la cui lunghezza è pari a 86 centimetri (= 0,86 m).
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Calorie Bruciate e Benefici della Camminata
Le calorie bruciate durante la camminata dipendono da vari fattori, come il peso corporeo, l’età, il sesso e l’intensità della camminata. Oltre alla spesa calorica, camminare ha numerosi altri benefici. Camminare è un modo eccellente per mantenere un buon stato di salute. Con le tecnologie odierne, abbiamo la possibilità di monitorare i nostri progressi quotidiani. Ma oltre ai numeri, l’importante è muoversi, godersi ogni passo e sentire i benefici che il camminare apporta al nostro corpo e alla nostra mente.
Le statistiche dicono che, nella vita quotidiana, facendo la spesa, andando al lavoro, portando fuori il cane e passeggiando vicino a casa percorriamo circa 6.000 passi ogni giorno. Allo scopo di prevenire malattie cardiovascolari ed eccessi di peso, cardiologi e dietologi consigliano invece di fare almeno 10.000 passi al giorno. Per svolgere un'attività fisica molto intensa si può anche arrivare a pensare di percorrere 20.000 passi al giorno.
Quanti Passi al Giorno per Dimagrire?
Riuscire a stabilire valori universali di dimagrimento in relazione alla camminata non è semplice perché a influenzare il calcolo sono diversi fattori. A incidere, infatti, è il peso della persona che cammina e il suo metabolismo di base ma anche la velocità con la quale lo fa e il ritmo. Di conseguenza, si può dire che 10.000 passi corrispondano a circa 500 calorie bruciate. Questa stima però vale per una persona di circa 80 Kg, che cammini a un ritmo sostenuto ma non troppo. Tramutando il numero di passi da percorrere in spazio fisico, ai arriva a capire a quanto corrispondano 10.000 passi. La distanza equivalente è di circa 8 km. In media, infatti, facendo 2.000 passi si percorrono circa 1.6 km.
Alzi la mano chi non pensa di perdere almeno un chilo dopo la grandi abbuffate delle feste. Ebbene, per perdere un chilo bisogna bruciare in media tra le 7.000 e le 9.000 calorie (in realtà chilocalorie, cioè l'unità di misura dell'energia fornita dai cibi), ma le variabili in gioco sono molte e variano da individuo a individuo (età, peso, sesso, metabolismo). In entrambi i casi l'accento va posto sulla perdita di massa grassa e non sul numerino che compare sulla bilancia: pesare un chilo in meno non significa essere dimagriti di un chilo.
Mentre per sottrarre al corpo un chilo di massa grassa occorre bruciare, cioè consumare, anche attraverso l'attività fisica, una certa quantità delle calorie introdotte con il cibo. E/o, naturalmente, limitare l'assunzione di alimenti molto calorici. Ad esempio, per calcolare il dispendio energetico di una corsa, basta moltiplicare il numero di km percorsi per il proprio peso corporeo e per un coefficiente di 0,9. Un podista di 80 kg, correndo per 10 km avrà bruciato 720 calorie. Ma quanti grassi avrà perso? In questo caso occorre dividere per 20 il peso per la distanza percorsa, quindi il risultato è...
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Fortunatamente (per i più pigri), però, non tutto il dimagrimento dipende dall'attività fisica, anzi. Questo articolo di Simone Valtieri è tratto da Focus D&R 62.
Consigli Utili
Se questo non è possibile, si può cercare di aggiungere ai propria spostamenti alcuni momenti a piedi. Se si usano i mezzi pubblici si può ad esempio scendere la fermata prima della propria destinazione o salire quella dopo rispetto al solito, così da camminare per un breve tratto.
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