Più di un italiano su quattro soffre di colesterolo alto, un fattore di rischio significativo per le malattie cardiovascolari, tra le principali cause di morte nei Paesi occidentali. Ridurre i livelli di colesterolo è un approccio di riferimento per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Fortunatamente, contrastare il colesterolo alto è possibile attraverso un approccio integrato che combina modifiche dello stile di vita, dieta e, in alcuni casi, farmaci.
Il Legame tra Colesterolo e Peso Corporeo
Il sovrappeso e l’obesità sono definiti come un accumulo di grasso anormale o eccessivo che può avere conseguenze pericolose sulla salute. A livello mondiale nel 2016, oltre 1,9 miliardi di adulti di età pari o superiore a 18 anni erano in sovrappeso; di questi, oltre 650 milioni erano obesi. Le persone obese mostrano spesso anomalie nel metabolismo dei lipidi: circa il 60-70% dei pazienti con obesità è dislipidemico. Per questo, ma non solo, i pazienti obesi sono ad aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
L'indice di massa corporea (BMI, in inglese) è uno strumento che misura il peso corporeo in relazione all'altezza. Un BMI compreso tra 25 kg/m² e 30 kg/m² è considerato sovrappeso, mentre un valore superiore a 30 kg/m² è classificato come obesità. L'obesità è associata a livelli elevati di trigliceridi e colesterolo LDL-C, oltre a livelli ridotti di colesterolo HDL-C. Inoltre, l'obesità può aumentare il rischio di altre patologie, come diabete e ipertensione. Tutti questi fattori, insieme, possono aumentare il rischio di sviluppare disturbi cardiovascolari. Oltre al BMI, anche la distribuzione del grasso corporeo è un indicatore delle condizioni di salute legate all'obesità.
Da una metanalisi di un grande gruppo di studi è emerso che nelle persone in sovrappeso per ogni kg di peso perduto si assiste ad un aumento di circa 0,35 mg/dL dei livelli plasmatici di colesterolo HDL. Anche modesti cali di peso possono ridurre il rischio cardiovascolare (ad esempio del 5-10%) anche se si rimane all’interno dell’intervallo di obesità. Per ogni chilo perso si riducono di 1,28 mg/dL quello “cattivo” e di 4 mg/dL i trigliceridi.
Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ha valutato l’associazione tra perdita di peso e variazioni del profilo lipidico, colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi, in adulti sovrappeso od obesi. I risultati hanno mostrato una relazione proporzionale tra perdita di peso e miglioramento del profilo lipidico. In particolare, dopo 12 mesi di interventi sullo stile di vita, ogni chilogrammo perso era associato a una riduzione media di 4 mg/dL dei trigliceridi, 1,28 mg/dL del colesterolo LDL e a un incremento di 0,46 mg/dL del colesterolo HDL, quello “buono”.
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Modifiche dello Stile di Vita
Uno stile di vita sedentario è associato a livelli elevati di colesterolo. Lo stile di vita sedentario è qualsiasi comportamento che comporta un dispendio energetico inferiore a 1,5 unità di equivalente metabolico (MET). Alcune attività sedentarie comuni includono stare seduti e sdraiati. Un stile di vita attivo può aiutarti a combattere la dislipidemia.
Adottare uno stile di vita attivo ogni giorno. Cerca di camminare di più, usa le scale invece dell’ascensore, fai pause attive se lavori alla scrivania e trova modi creativi per incorporare più movimento nella tua routine quotidiana. Se tua moglie ti chiede di portare fuori la spazzatura non lamentarti, lo fa per il tuo bene.
Esercizio Fisico
L'attività aerobica regolare aumenta i livelli di colesterolo HDL dal 3 al 9% in persone adulte, sane e precedentemente sedentarie. Gli esercizi aerobici comprendono esercizi di resistenza cardiorespiratoria, come corsa, jogging e ciclismo. Fare esercizio aerobico per 150 minuti a settimana (tre giorni a settimana, con ogni sessione della durata di 50-60 minuti) per un periodo di 12 settimane o più migliora i livelli di colesterolo HDL e riduce i livelli di trigliceridi e colesterolo LDL.
L'allenamento con resistenza implica il rafforzamento dei muscoli utilizzando il peso corporeo o resistenza esterna ed esercizi per caricare tutti i principali muscoli del corpo, come le gambe, le braccia, il petto e la parte bassa della schiena. Questi esercizi possono essere eseguiti tre volte a settimana, con ogni sessione della durata di 45-50 minuti. Il tuo medico potrebbe raccomandarti 30 minuti di esercizio di qualsiasi tipo al giorno, per 4-5 giorni alla settimana, per migliorare i tuoi livelli di colesterolo. Inoltre, uno stile di vita attivo aiuta anche a gestire l'ipertensione e il diabete.
Di seguito una tabella riassuntiva degli effetti dell'esercizio fisico sul colesterolo:
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| Tipo di Esercizio | Frequenza | Durata | Benefici |
|---|---|---|---|
| Aerobico | 3 volte a settimana | 50-60 minuti per sessione | Aumenta il colesterolo HDL, riduce trigliceridi e colesterolo LDL |
| Resistenza | 3 volte a settimana | 45-50 minuti per sessione | Rafforza i muscoli |
Alimentazione
E’ importante precisare che se il colesterolo è alto per colesterolemia familiare o altri meccanismi “genetici”, sia l’alimentazione che l’attività fisica hanno un potere molto limitato e quasi sicuramente si dovranno assumere integratori di riso rosso o statine a lungo andare. Il colesterolo presente nell’organismo deriva sia dalla sintesi endogena sia da fattori esogeni (alimenti). I carboidrati non hanno effetti sulla diminuzione delle LDL ma sono ottimi sostituti dei grassi saturi. E’ molto importante assumere fibra alimentare, contenuta nella frutta (soprattutto nella buccia, se edibile), nella verdura, nei legumi e nei cereali integrali.
La dieta per dimagrire è una normale dieta ipocalorica, in cui considerare gli accorgimenti dietetici prima elencati. La dieta ipocalorica prevede di instaurare un deficit calorico di 300-500 kcal/die in modo da perdere 0.5-1 kg/settimana. La dieta, però, da sola non basta: oltre all’alimentazione, avere una vita attiva e praticare regolarmente esercizio fisico migliorano i valori della colesterolemia.
La dieta mediterranea è l’approccio con il maggior numero di prove a favore, e non solo per il colesterolo. È anche la dieta più sostenibile nel lungo termine, con evidenze solide di riduzione della mortalità cardiovascolare. Una dieta a base vegetale, povera di grassi animali e ricca di fibre, può ridurre l’LDL anche in modo importante, soprattutto se ben bilanciata e con basso contenuto di grassi saturi.
Terapia Farmacologica: Le Statine
Le statine, come atorvastatina, simvastatina e rosuvastatina, sono farmaci che inibiscono un enzima chiave nella produzione del colesterolo nel fegato. Per molti pazienti le statine forniscono una falsa rassicurazione, portandole a credere che il farmaco possa compensare pessime scelte alimentari e una vita sedentaria.
L'uso delle statine è controindicato nelle persone con gravi malattie del fegato, o nel caso in cui si sospetti un problema al fegato per il riscontro di valori alterati delle analisi del sangue. L'assunzione delle statine è controindicata durante la gravidanza e l'allattamento perché non sono disponibili dati certi sulla loro sicurezza. Le statine vanno prese con cautela da tutte le persone che hanno un rischio più alto di sviluppare effetti collaterali quali la miopatia (malattia dei muscoli) o la rabdomiolisi (rottura delle fibre muscolari).
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L'interazione con altri farmaci è uno degli aspetti più critici della terapia con le statine. Le persone che assumono statine, prendono spesso anche altri farmaci che possono modificare l'effetto o la sicurezza delle statine, ad esempio riducendone l'efficacia o aumentando la possibilità di sviluppare effetti collaterali, come la miopatia. È importante sapere che se durante la terapia con le statine dovesse essere necessario prendere anche uno di questi farmaci, il medico potrebbe prescrivere un medicinale alternativo alle statine oppure potrebbe abbassarne il dosaggio. Il succo di pompelmo può interagire con alcune statine e aumentare il rischio di sviluppare effetti collaterali. Il medico può consigliare di evitarne l'uso oppure di consumarne in quantità limitate.
Per avere dettagli completi sulle precauzioni da usare e sulle possibili interazioni con altri medicinali, è consigliabile leggere il foglietto illustrativo presente nella confezione del farmaco. Altrettanto importante è intervenire con ulteriori modifiche del proprio stile di vita; particolare attenzione andrà posta all'astensione dal fumo, alla perdita di peso, ove necessario, e ad eventuali modifiche dell'apporto alimentare.