La calprotectina è una proteina che lega sostanze come il calcio e lo zinco. Nell'organismo si trova quasi ovunque, ma è presente soprattutto all'interno dei granulociti neutrofili, dei monociti e dei macrofagi.
La normale funzione della calprotectina è, dunque, quella di contrastare lo sviluppo di batteri e funghi all'interno del corpo (attività antimicrobica). La calprotectina è una proteina di 36 kDa, capace di legare il calcio e lo zinco. Presente un po’ in tutti i distretti del corpo umano, si concentra principalmente nel citoplasma dei granulociti neutrofili.
In concentrazioni inferiori, la calprotectina è presente anche nei monociti e nei macrofagi che da essi derivano; queste cellule, similmente ai neutrofili, sono globuli bianchi preposti a fagocitare - quindi a inglobare, digerire e distruggere - particelle estranee penetrate nell'organismo, compresi i microrganismi (verso i quali sono più attivi i neutrofili). Dal momento che i processi flogistici si accompagnano tipicamente a un accumulo di leucociti neutrofili e di macrofagi nei tessuti infiammati, la calprotectina può essere utilizzata come marker indiretto di infiammazione. Infatti, per quanto esposto, i livelli di calprotectina nel plasma tendono ad aumentare in maniera aspecifica in corrispondenza di fenomeni infiammatori.
Dosaggio della Calprotectina Fecale
Il dosaggio della calprotectina fecale viene eseguito su un piccolo quantitativo di feci, raccolto in un apposito contenitore pulito. Non è richiesto il digiuno. Astenersi da attività fisiche pesanti nei due giorni che precedono il test. In vista dell'esame, il medico può suggerire la sospensione della terapia con farmaci anti-infiammatori non steroidei (inclusa l'aspirina) e inibitori dell'acidità gastrica. Non sospendere l’assunzione di questi medicinali di propria iniziativa e rispettare in tal senso le direttive mediche.
L’esame per la calprotectina fecale permette di comprendere la localizzazione di un’infiammazione. L’attivazione del sistema immunitario a livello intestinale porta al richiamo di cellule dal sistema immunitario, neutrofili compresi; quest’ultimi, una volta attivati, rilasciano varie proteine tra cui proprio la calprotectina.
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Il dosaggio fecale della calprotectina è l'unico esame che può fornire indicazioni sulla sede dell'infiammazione. La determinazione del parametro nel plasma evidenzia, invece, uno stato flogistico che può essere localizzato ovunque.
Calprotectina fecale e Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IBD)
Aumenti consistenti della calprotectina nelle feci si riscontrano soprattutto nelle malattie infiammatorie croniche dell'intestino (rettocolite ulcerosa, Morbo di Crohn) e in neoplasie del tratto gastroenterico di grado elevato. Le più comuni tra le IBD sono il morbo di Crohn e le coliti ulcerose. Le persone affette da tali patologie hanno tipicamente momenti di acutizzazione alternati a periodi di remissione, durante i quali i sintomi si placano.
Diversi studi hanno dimostrato che elevati livelli di calprotectina nelle feci hanno un significato predittivo migliore per le malattie infiammatorie intestinali, rispetto ad altri markers tipici dell’infiammazione, quali PCR e VES. Il dosaggio della calprotectina fecale è infatti in grado di evidenziare stati infiammatori in stadi così lievi o precoci da non essere sufficienti a modificare i valori di VES o PCR. Il medico può prescrivere anche l'esecuzione di analisi del sangue che indichino la presenza e la severità dell'infiammazione, quali la velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina C-reattiva (PCR).
Infine, per la conferma diagnostica di IBD, il paziente può essere sottoposto a un esame endoscopico (colonscopia o sigmoidoscopia). L’eliminazione di calprotectina nelle feci è, inoltre, un buon marcatore di recidiva nei soggetti affetti da malattie infiammatorie intestinali, dato il suo maggior incremento nelle fasi clinicamente attive della malattia.
Calprotectina fecale bassa e Sindrome del Colon Irritabile (IBS)
Come anticipato, la calprotectina fecale non è invece aumentata nelle persone con patologie non organiche, spesso di tipo funzionale, come la sindrome del colon irritabile (IBS). Nel caso l'esame evidenzi bassi livelli di calprotectina fecale, vi è un'elevata possibilità che non esistano patologie organiche intestinali; di conseguenza, i disturbi gastro-intestinali che hanno indotto il medico a prescrivere l'esame, sono probabilmente riconducibili alla sindrome dell'intestino irritabile, ad altre patologie funzionali o a celiachia.
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Tuttavia, per determinare l'esatta causa dell'infiammazione e dei sintomi che il paziente riporta, sono spesso necessari ulteriori accertamenti, come la colonscopia o l'ecografia dell'addome.
Interpretazione dei Risultati
I valori di riferimento sono leggermente variabili da laboratorio a laboratorio. Attenzione: i valori e l'intervallo di riferimento dell'esame possono variare leggermente in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.
I valori normali variano a seconda del metodo utilizzato. In ogni caso è fondamentale eseguire la raccolta delle feci correttamente. Per ottenere risultati affidabili è fondamentale eseguire la raccolta delle feci correttamente. Per garantire un corretto risultato, comunque, è importante che il Paziente rispetti le indicazioni del centro di analisi:
- usare l’apposito recipiente sterile munito di cucchiaino interno;
- mettere le feci in un recipiente tipo vaso da notte, evitando di mescolarle con le urine, con l’acqua del wc o con i suoi detergenti;
- raccogliere il campione con l’apposita spatolina in tre punti diversi delle feci, sino a riempire metà circa del recipiente, in modo da ottenere un campione il più omogeneo possibile;
- scrivere il nome sull’etichetta del sistema per la raccolta delle feci;
- portare il contenitore in laboratorio entro alcune ore, oppure, in caso di raccolta di più campioni, conservarlo in frigorifero;
- non eseguire il test di ricerca del sangue occulto nelle feci durante le mestruazioni, in presenza di emorroidi sanguinanti o quando si perde sangue con le urine;
- nel caso del test immunologico, la dieta sarà meno importante.
Ecco una tabella riassuntiva dei valori di riferimento tipici:
| Valore | Interpretazione |
|---|---|
| Negativo < 50 mg/Kg | Assenza di infiammazione significativa |
| Debolmente positivo > 50 - 100 mg/Kg | Possibile infiammazione lieve |
| Positivo > 100 mg/Kg | Infiammazione attiva |
NOTA: in età pediatrica il valore cut-off di 50 µg/g di feci è valido a partire dai 4 anni.
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