Acidità di stomaco: Dieta e consigli utili

Il bruciore di stomaco (pirosi gastrica) è un disturbo caratterizzato da una sensazione più o meno accentuata di bruciore percepito alla base dello sterno. Spesso, il fastidio arriva a diffondersi all’esofago e alla faringe. Ma se abbiamo bruciore di stomaco, cosa mangiare per non aggravare il fastidio? Scopriamo di più.

Cause del bruciore di stomaco

In relazione alla causa, spesso il bruciore allo stomaco è accompagnato da altri fastidi:

  • Difficoltà o dolore durante la deglutizione
  • Erosione dentale
  • Nausea
  • Respiro sibilante
  • Tosse secca e persistente
  • Vomito

Il bruciore di stomaco è frequentemente associato al reflusso gastrico. Altre cause di bruciore di stomaco possono essere difficoltà digestive, ernia iatale, ulcera gastrica e peptica.

Anche in gravidanza può comparire un fastidioso bruciore di stomaco, soprattutto nel terzo trimestre: perché? Ecco le ragioni principali:

  • Lo svuotamento gastrico risente ancora dell’influsso del progesterone, l’ormone che favorisce un corretto andamento della gravidanza. La digestione rallenta e la valvola che collega lo stomaco all’esofago, il cardias, può allentarsi. Ciò può causare la risalita di succhi gastrici dallo stomaco. Questa condizione provoca una sgradevole sensazione di bruciore retrosternale.
  • L’utero continua ad aumentare di volume, fino a raggiungere l’arcata costale. Ciò provoca una compressione dello stomaco verso l’alto, provocando la tipica sensazione di “pienezza”.

In caso di bruciore allo stomaco, le scelte alimentari ricoprono un ruolo importante sia nella gestione, sia nella prevenzione del disturbo. Inoltre, possiamo individuare alcune regole comportamentali utili a ridurre il problema.

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Cibi consigliati in caso di bruciore allo stomaco

Se soffriamo di bruciore di stomaco, cosa mangiare? Tra gli alimenti alleati dello stomaco in caso di pirosi gastrica possiamo individuare:

  • Carote, patate, finocchio anche lessati.
  • Carne magra (pollame, tacchino) cotta alla griglia o al cartoccio e condita con olio extra vergine di oliva a crudo.
  • Pesce magro (merluzzo, sogliola, platessa, nasello) cotto al forno, alla griglia, al vapore e condito con olio extra vergine di oliva a crudo.
  • Pane, pasta, riso, cereali integrali, crusca e fiocchi d’avena.
  • Banane, mele, pere, anche ridotti in purea o frullati.
  • Legumi, valida fonte proteica e di fibre vegetali.
  • Tisane a base di carciofo, tarassaco, cumino, malva e finocchio che aiutano a lenire acidità, bruciore, cattiva digestione.
  • Camomilla, con effetto blandamente sedativo.

Cosa mangiare a colazione

Fare una prima colazione sana e bilanciata non solo aiuta a cominciare bene la giornata in termini di equilibrio calorico e di metabolismo, ma aiuta anche a sostenere il processo digestivo a cui va incontro il nostro corpo dopo una notte a digiuno.

Ecco qualche suggerimento su cosa mangiare:

  • latte scremato
  • cereali, meglio se integrali
  • formaggi freschi, magri e non fermentati
  • frutta ben matura e non acida: fichi, mele e banane
  • ricotta fresca magra
  • yogurt scremato
  • pane tostato (evitate i biscotti o preferite quelli leggeri o fatti in casa)

Evitate invece:

  • succo d’arancia
  • cioccolata
  • frutta secca
  • burro
  • margarina

Regole comportamentali per ridurre il bruciore di stomaco

  • Preferire cotture leggere. La cottura dei cibi è un aspetto da non sottovalutare. Infatti, preparazioni leggere come lessatura, cottura alla griglia, al forno o al vapore renderanno le pietanze più leggere e facilmente digeribili.
  • Fare pasti moderati. I pasti non dovrebbero essere troppo abbondanti, specie la sera, anche perché il bruciore di stomaco dato da una cattiva digestione potrebbe influire sulla qualità del riposo notturno.
  • Consumare cinque piccoli pasti al giorno sarebbe ideale: colazione, pranzo e cena più due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio. Consumare uno spezza fame ci consentirà di evitare lunghe ore di digiuno.
  • Mangiare lentamente e masticare a lungo. Infatti, ricordiamo che la prima fase della digestione avviene nella bocca.
  • Evitare di bere liquidi troppo caldi. Meglio acqua naturale o camomilla poco zuccherata e a temperatura ambiente.
  • Quando serve, può essere d’aiuto l’azione dei citrati. Sodio citrato e potassio citrato contribuiscono a tamponare l’iperacidità gastrica che può insorgere occasionalmente.
  • Mangiare lentamente, perché una corretta masticazione rende più agevole la digestione e riduce i tempi di permanenza gastrica del cibo, e restare seduti una decina di minuti al termine del pasto.
  • Evitare pasti abbondanti (specie alla sera), ripartendoli invece nell'arco della giornata e mantenendo il più possibile orari regolari senza mai saltare un pasto o ritardarlo eccessivamente.
  • Per evitare di aggiungere troppo sale senza penalizzare il gusto, l'ideale è insaporire piatti crudi e cotti con erbe aromatiche come salvia, rosmarino, timo, origano, dragoncello, basilico, menta ecc., o spezie come la curcuma e il curry dolce, che contengono anche numerosi microelementi utili ed esercitano un'azione favorevole sulla digestione.
  • Fate attività fisica, ma non dopo aver mangiato, in modo da favorire la normale attività gastrointestinale. Sì invece ad una passeggiata tranquilla.
  • Anticipate l’orario della cena e aspettate che passino almeno due-tre ore prima di coricarvi.
  • Non siate discontinui nella vostra routine alimentare giornaliera, rispettate modalità e orari per quanto vi è possibile.

Alimenti da evitare se abbiamo bruciore allo stomaco

Per attenuare e prevenire la ricomparsa del disturbo, ecco quali alimenti sarebbe meglio limitare o evitare:

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  • Spezie piccanti, specie se consumate in quantità elevate, poiché potrebbero contribuire ad aumentare l’infiammazione a livello della mucosa gastrica.
  • Estratti per brodo o di carne, minestre pronte (stimolano la secrezione gastrica).
  • Formaggi piccanti e fermentati, di lenta digestione.
  • Insaccati salati, di lenta digestione.
  • Cioccolata, poiché ad azione irritativa della mucosa gastrica.
  • Alimenti fritti, perché durante la frittura dei cibi viene prodotta l’acroleina, una sostanza irritante per mucosa gastrica.

Sarebbe opportuno anche evitare l’assunzione di alcune bevande:

  • Bibite gassate
  • Alcolici e superalcolici
  • Succo di pomodoro o di agrumi
  • Tè al limone, caffè, cole, bevande contenenti caffeina o metilxantine (tè, cola, cioccolato) perché causano reflusso.

Da evitare, in linea generale, l’assunzione di caffè, bevande contenenti caffeina o metilxantine (tè, coca cola, cioccolato) perché determinano reflusso; inoltre le spezie se consumate in quantità elevate, le bevande gassate, i liquidi caldi o troppo caldi.

Un’altra tipologia di carboidrati a rischio elevato sono i prodotti da forno lievitati soprattutto se conditi e farciti possono rivelarsi un vero “macigno” per lo stomaco, determinando acidità e gonfiore dopo i pasti.

Rimedi per l’acidità di stomaco

Ci sono tanti rimedi per combattere l’acidità. Alcuni sono tradizionali e casalinghi, come il bicarbonato, il limone, il miele. Vediamo in dettaglio quando vanno bene e quando non funzionano.

Bicarbonato

Il bicarbonato è uno dei rimedi più tradizionali e casalinghi usati contro l’acidità di stomaco. In effetti un cucchiaino di bicarbonato sciolto nell’acqua dona un sollievo immediato e temporaneo contro l’acidità, ma non è in grado di intervenire sulle cause che la scatenano. Pertanto il suo utilizzo deve essere occasionale.

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Limone

E’ noto che un mezzo succo di limone fresco in un bicchiere d’acqua, meglio se tiepida, bevuta ogni mattina è un toccasana per la salute. Anche con l’aggiunta del miele.

Il limone svolge un’azione tampone a livello dello stomaco e facilita la digestione.

Latte

La prima risposta potrebbe essere un sì: il latte è un cibo alcalino e la sua basicità nell’immediato ha un effetto positivo che va a contrastare l’acidità. Però il latte intero è ricco di grassi e proteine che aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco.

Miele

Un cucchiaino di miele prima di ogni pasto aiuta a creare una protezione per l’esofago contro i reflussi acidi. Per permettere che ciò avvenga non bisogna prendere acqua almeno una ventina di minuti dopo aver preso il miele in modo che non si diluisca e non si disperdano i suoi effetti.

Caffè

Il caffè non gode certo la fama di essere una bevanda salutare. Anzi è una delle sostanze bandite perché non fa bene soprattutto se lo si beve a stomaco vuoto. Il caffè bevuto a digiuno danneggia lo stomaco perché stimola la produzione di acido cloridrico e irrita la mucosa gastrica.

A tutti è capitato, almeno una volta, di provare quella fastidiosa sensazione di bruciore di stomaco. Il senso di acidità di stomaco può presentarsi in maniera occasionale, in seguito ad esempio a pasti abbondanti o ricchi di piatti difficili da digerire per lo stomaco. In altri casi ci si può ritrovare invece a fare i conti con un bruciore di stomaco persistente, che si manifesta anche a seguito di pasti leggeri o addirittura quando si è a digiuno. In tali situazioni, è possibile che ci si ritrovi a fare i conti con una malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).

Tipologie di cottura consigliate

  • Lessatura (sottovuoto o in pentola)
  • Al forno in cartoccio
  • Vasocottura
  • In padella, a fuoco dolce

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