L'acido urico è una sostanza fisiologicamente prodotta dal nostro organismo, in particolare, un prodotto di scarto che viene filtrato dai reni ed eliminato attraverso le urine e le feci. L'acido urico è uno degli indicatori più comuni del funzionamento dei reni. L'esame dell'acido urico viene utilizzato per rilevare o monitorare i livelli di questo metabolita.
Acido Urico: Cos'è e Come Viene Misurato
L'acido urico è il prodotto terminale della degradazione delle purine (adenina e guanina). Quest'ultime sono basi azotate che costituiscono elementi del nostro corpo, come il DNA presente nel nucleo delle cellule. L'acido urico circola nel sangue, in parte libero ed in parte legato a proteine di trasporto. L'uricemia è il parametro che esprime la quantità di acido urico presente nel circolo ematico.
Il dosaggio dell'uricemia avviene dopo un prelievo di sangue da una vena dell'avambraccio. Il dosaggio dell'uricemia prevede che il paziente sia a digiuno da almeno 8-10 ore prima del prelievo, ma è possibile bere piccole quantità di acqua.
Iperuricemia: Cause e Fattori di Rischio
Con il termine di iperuricemia si intende un aumento dei valori di acido urico nel sangue superiori alla norma. Una delle cause principali dell'iperuricemia è l’eccesso di introduzione di purine, ovvero delle sostanze azotate che vanno a formare il nostro DNA. Possono essere prodotte dal metabolismo del nostro corpo o derivare invece dalla degradazione di alcuni alimenti. Un’altra causa dell’aumento dell’acido urico nel sangue è legato alla sua ridotta eliminazione attraverso l’apparato renale, un'alimentazione ricca di purine.
Se l'acido urico è prodotto in eccesso o non viene eliminato in modo sufficiente dai reni, può accumularsi nell'organismo. L'aumentata sintesi del metabolita si può riscontrare in caso di un'incrementata morte cellulare (come accade quando si è sottoposti ad alcuni trattamenti chemioterapici o radioterapici per il cancro). Quanto maggiore è il livello e la durata dell'iperuricemia, tanto più elevata è la probabilità di sviluppare la gotta.
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Acido Urico Basso (Ipouricemia): Cause e Sintomi
Bassi livelli di acido urico nel sangue vengono riscontrati meno spesso rispetto all'iperuricemia. I sintomi che si possono riscontrare in presenza di acido urico basso dipendono strettamente dalla causa da cui è provocata la diminuzione.
Una diminuzione della concentrazione del metabolita nel sangue può dipendere da un'alterata funzionalità renale (nefropatie acute o croniche). Le concentrazioni del metabolita variano con l'età ed il sesso e, così come accade per qualsiasi altro tipo di esame per valutare i parametri del sangue, è bene ricordare che ogni laboratorio di analisi può avere un range di riferimento. Queste condizioni si possono riscontrare in numerose problematiche.
Innanzitutto, una diminuzione del metabolita nel sangue e nelle urine può dipendere da un'alterata funzionalità renale, transitoria o cronica. Pertanto, l'acido urico basso si può osservare nell'ambito di qualsiasi processo patologico a carico dei reni (nefropatie). Tra queste condizioni rientra la sindrome di Fanconi (caratterizzata da difetti multipli nel riassorbimento tubulare prossimale). Più semplicemente, il ridotto quantitativo del metabolita può risultare dal digiuno o da una scarsa assunzione di proteine animali e purine derivanti da alimenti come fegato, reni, acciughe e sardine.
L'ipouricemia, ossia la bassa concentrazione di acido urico nel sangue, si riscontra anche nelle emopatie, come l'anemia, il mieloma multiplo ed il linfoma di Hodgkin. Valori ridotti del metabolita possono essere causati dall'esposizione a sostanze tossiche.
Un'altra causa dell'acido urico basso sono alcune terapie farmacologiche che hanno come effetto quello di inibire il riassorbimento tubulare del metabolita a livello del rene. In particolare, basse concentrazioni si riscontrano in corso di trattamenti a base di estrogeni e cortisonici. Anche l'assunzione di aspirina o di altri salicilati ad alte dosi riduce la concentrazione di acido urico; questi farmaci possono essere utilizzati per trattare, ad esempio, l'artrite reumatoide.
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Acido Urico e Infezioni delle Vie Urinarie (UTI)
Le UTI non complicate sono infezioni molto comuni. Lo spettro di agenti patogeni è sovrapponibile per le UTI non complicate del tratto urinario superiore ed inferiore, con Escherichia Coli come patogeno responsabile del 70-95% dei casi e Staphylococcus saprophyticus, epidermidis e fecalis in circa il 10-15%. Occasionalmente vengono isolate altre Enterobacteriacee come Proteus Mirabilis e Klebsiella spp.
La recettività alla colonizzazione batterica delle cellule dell’epitelio vaginale è la prima delle possibili cause ascendenti di infezioni vie urinarie. Un’infezione subclinica della prostata è associata nell’uomo ad una maggior incidenza di infezione delle vie urinarie.
Le infezioni ricorrenti delle vie urinarie (RUTI) vengono definite in letteratura come tre episodi di UTI nel corso degli ultimi 12 mesi o come due episodi negli ultimi 6 mesi. I fattori di rischio per RUTI sono genetici e comportamentali. I fattori comportamentali associati a RUTI comprendono l’attività sessuale, con un rischio particolarmente alto nelle donne che usano spermicidi, la frequenza dei rapporti, l’uso di spermicidi, l’età della prima UTI e un’anamnesi di UTI nella madre, cosa che suggerisce il ruolo di fattori genetici e/o di esposizioni ambientali a lungo termine.
Cistite: Cause e Rimedi Fitoterapici
Uno dei disturbi più frequenti riguardanti le vie urinarie, soprattutto nella donna, è senz'altro la cistite; essa è un'infiammazione della mucosa vescicale che colpisce oltre il 40% delle donne in età fertile, molto fastidiosa, dolorosa, irritante, talvolta frequente o ciclica. In effetti, molti comportamenti della nostra vita quotidiana possono favorire l'insorgere e soprattutto il recidivare di infezioni batteriche o virali, ma anche di infiammazioni sterili, non legate cioè all'intervento di agenti microbici, come ad esempio quelle causate dall'eliminazione di materiali renali microcristallini (sabbia renale o microcalcoli) che ne possono costituire l'agente scatenante.
Possiamo senz'altro affermare che oggi tanti comportamenti tipici dello stile di vita moderno, costituiscono sempre più spesso la causa dello scatenarsi della malattia e hanno quasi completamente soppiantato le antiche cause batteriche, che un tempo erano in buona parte dipendenti da scarsa igiene della persona e degli ambienti domestici e lavorativi.
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In particolare un gran numero di infezioni ricorrenti sono legate all'enorme frequenza di alterazioni della flora batterica intestinale (disbiosi intestinale), anch'esse conseguenza delle situazioni suddette. Le disbiosi intestinali diventano vere e proprie sorgenti autogene di infezioni urinarie, specialmente nella donna per le caratteristiche anatomiche dell'apparato urinario, ma che sono ormai comuni anche nell'uomo a causa dei disturbi prostatici.
Quando il ricorso alle terapie classiche non ottiene i risultati sperati, o per supportarne l'azione, possiamo ricorrere a numerosi principi attivi vegetali che si sono rivelati benefici per contrastare le più comuni infiammazioni localizzate a livello delle vie urinarie. Analizziamone alcuni, descrivendo le piante più comunemente usate come ad esempio l'Uva ursina, il Cranberry o Mirtillo di palude, il Pompelmo, il Ginepro, l'Equiseto, il Mais.
- Uva Ursina: L'azione elettiva dell'Uva ursina è quella antisettica delle vie urinarie; la sua azione è favorita dalle urine alcaline per cui, se queste non lo fossero, si dovrà renderle tali con la somministrazione di bicarbonato di sodio o di altri alcalinizzanti urinari. E' quindi utilizzata in caso di infiammazioni delle vie urinarie, come cistite, infiammazioni del rene, uretrite, ipertrofia prostatica.
- Cranberry: Il Mirtillo americano contiene significative quantità di antocianosidi, flavonoidi, acido citrico, malico, chinico e ippurico, e numerose altre sostanze dalle proprietà antibatteriche, che esplicano la loro azione soprattutto a livello dell'apparato urinario. Studi recenti hanno dimostrato che il succo dei frutti di questa pianta ha la capacità di rendere antiadesiva la superficie delle mucose, ciò che inibisce l'adesione cellulare dei vari batteri patogeni responsabili delle infezioni urinarie, fra cui anche l'Escherichia coli.
- Pompelmo (Estratto dei semi): L'estratto dei semi di Pompelmo, (o G.S.E., Grapefruit Seed Extract) contiene un'elevata concentrazione di bioflavonoidi e la sua azione battericida si esplica sulla membrana cellulare dei microrganismi, modificandone la permeabilità e le attività enzimatiche, sino alla morte del microrganismo stesso.
- Ginepro: Ha un'azione antisettica e diuretica, ma anche antispasmodica della muscolatura liscia.
- Equiseto: Sfrutta l'elevata capacità diuretica, ma essa è anche emostatica, remineralizzante, particolarmente per l'apparato scheletrico e per il trofismo dei tessuti connettivi.
- Mais: Ha proprietà diuretiche, elimina l'acido urico e i fosfati, ma soprattutto è calmante della sintomatologia dolorosa nelle affezioni delle vie urinarie, quindi è indicata in caso di litiasi urinaria e affezioni delle vie urinarie come cistiti e nefriti.
Per completare infine l'azione delle piante utili alla salute dell'apparato urinario è bene fare un uso regolare, a cicli da ripetere abbastanza spesso, di fermenti lattici probiotici, come il Lactobacillus sporogenes, che ha un'alta capacita di proliferazione e di fissazione nell'ambiente intestinale, aiutando così a limitare le infezioni autogene di cui abbiamo parlato.