Molte persone che vivono storie simili a quella di Alice Mangione incontrano spesso frustrazione nel non riuscire a raggiungere i risultati voluti con le diete. Spesso, si avverte un senso di impotenza e frustrazione, accompagnato da un grande vuoto che si cerca di riempire con il cibo.
Il Problema delle Diete Restrittive
Le diete, soprattutto se fatte in modo inadeguato, spesso non portano a buoni risultati. Anzi, rischiano di aumentare il senso di inadeguatezza, frustrazione e impotenza. Questo termine, "dieta", è stato inflazionato ed utilizzato per promuovere diete che promettono grandi risultati in poco tempo. In realtà la parola dieta deriva dal greco e significa: regime alimentare, stile di vita.
È comprensibile provare una grande frustrazione davanti a tale problematica. Le diete sono spesso un'arma a doppio taglio, e spesso il problema è più di tipo psicologico.
L'Importanza di un Approccio Multidisciplinare
I disturbi alimentari sono multifattoriali. Un percorso multidisciplinare insieme a uno psicologo/psicoterapeuta è di grande aiuto per imparare a relazionarsi col cibo in maniera serena, senza sentirsi ossessionati dalla parola dieta. In questi casi è assolutamente necessario seguire una terapia multidisciplinare (psicologica e medica).
Spesso i problemi con il cibo sono legati ai vissuti emotivi, come una strategia di gestione di un'emozione intollerabile. Il cibo non è solo un oggetto di nutrimento ma ha tutto un valore psichico che lega il rapporto con il cibo al rapporto con gli altri e con l’immagine che si ha di sè. Per questo se l’alimentazione diviene il teatro di scontri e conflitti intra e interpersonali le diete possono solo fino ad un certo punto.
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Il Ruolo della Psicologia
Un percorso psicologico potrebbe aiutare a divenire più consapevoli dei pensieri e delle emozioni che stanno dietro agli episodi di alimentazione incontrollata, così da imparare a gestirli e trovare una soluzione veramente efficace e più risolutiva della dieta. Un’alimentazione incontrollata, è di solito poco in relazione a stimoli di fame e sazietà. Va perciò compresa meglio la natura della sua spinta a nutrirsi. In genere c’è una relazione tra impulso a nutrirsi e i sentimenti di inadeguatezza e incapacità.
Un punto di partenza potrebbe essere quello di chiedere una visita presso l'ambulatorio di dietologia dell'ospedale, lì penso sia più facile entrare in contatto con questi specialisti o quanto meno avere indicazioni su dove poterli consultare. Chiedere aiuto ad un terapeuta e/o un nutrizionista potrebbe essere un primo passo verso lo stare meglio con se stessi. Il senso di inadeguatezza e di incapacità delle volte emergono quando ancora non si è trovato un modo o una strategia adeguata per affrontare le cose.
Prima di tutto deve iniziare a rivolgersi a se stessa con parole più gentili. Non esiste una dieta universale che vada bene a tutti, ognuno di noi è diverso e sono sicura che quando si sentirà pronta raggiungerà i suoi obbiettivi.
Consigli Pratici
- Rivolgersi ad un centro specializzato per i disturbi alimentari.
- Consultare un dietologo (medico) o un nutrizionista (specialista dell'alimentazione).
- Intraprendere un percorso psicoterapeutico per esplorare le cause del comportamento alimentare.
- Considerare percorsi di psicoeducazione di gruppo.
L'Alimentazione degli Atleti: L'Esempio di Alice Mangione
Per gli atleti impegnati nelle Olimpiadi, come Alice Mangione, i giorni che precedono le gare sono delicatissimi: è tutto pronto, si tratta di raggiungere l’equilibrio perfetto per il massimo risultato. Un equilibrio che passa anche dall’alimentazione. È il momento di recuperare al meglio, muscolarmente, dal punto di vista fisiologico e mentalmente, quindi tanti antiossidanti e vitamine.
Anche nell’alimentazione pre-gara ci sono grosse differenze in base allo sport praticato: chi ha in gara uno sforzo prolungato, per esempio, fa il carico di carboidrati complessi nei giorni precedenti per massimizzare le riserve di glicogeno. Attenzione anche al fattore caldo: soprattutto per le gare più lunghe l’idratazione è fondamentale.
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Non esiste un cibo magico, sicuramente però frutta e verdure, indispensabili per un apporto giornaliero di antiossidanti, vitamine, sali minerali e prebiotici indispensabili a contrastare i radicali liberi prodotti con l’esercizio fisico intenso o prolungato.
Il pasto pre-gara consiste in carboidrati complessi in dose adeguata allo sforzo, proteine e grassi, in particolare acidi grassi a corta catena, che assicurano subito energia.
Personalizzazione della Dieta
Non ci si concentra sulle calorie - è un approccio sbagliato che non porta nulla di buono se non ossessioni che distraggono dall’impegno sportivo. E’ importante comprendere di quale emozione si tratti e quali sono le strategie specifiche che lei mette in atto.
Per Lorenzo Simonelli e Zaynab Dosso, per esempio, come per tutti gli altri atleti della Nazionale, “l’alimentazione è stata calzata sulle abitudini, le preferenze alimentari e la cultura alimentare. Oltre ad una accurata valutazione della composizione corporea è stato determinato e monitorato nel tempo il metabolismo basale tramite l’utilizzo della calorimetria. In tal modo si è riusciti a personalizzare al massimo le indicazioni ed è stato possibile apportare modifiche puntuali durante i mesi di preparazione e nei vari periodi di gara”.
Entrambi seguono una dieta onnivora, bilanciata per la loro disciplina, caratterizzata da forza, esplosività, potenza ed elasticità. Quindi con un’attenzione particolare all’apporto proteico e alla gestione di grassi e carboidrati. Il timing nutrizionale poi è importantissimo, ovvero apportare il nutriente giusto al momento opportuno al fine di poter massimizzare lo stimolo allenante e velocizzare i tempi di recupero.
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