L'idea che sia possibile combattere il cancro rendendo basico il pH dei tessuti con un intervento dietetico esterno è priva di fondamento scientifico. Nessuna dieta da sola può curare il cancro. Esaminiamo cosa dice la ricerca scientifica e quali sono i principi di una corretta alimentazione antitumorale.
Comprendere il pH
Partendo dal pH è necessario fissare una volta per tutte una definizione, anche perché c’è molta confusione in merito. Innanzitutto, pH è l’acronimo di potere degli H+, detti idrogenioni (power of Hydrogens); che corrisponde a un valore preciso: logaritmo in base 10 (o negativo) della concentrazione di H+ in un mezzo. Questo significa che un valore di 0,1 in realtà corrisponde a 1. Per cui quando si definisce il valore normale del pH arterioso in 7,4, si dice in effetti che noi siamo alcalini, mentre affermando che il pH medio di un tumore è 6,5 si dice che i tumori sono acidi.
Inoltre, il mantenimento di un pH arterioso intorno al valore di 7,4 comporta un continuo controllo del pH al livello di tutti i distretti dell’organismo.
L'importanza dell'acqua
Non abbiamo nel nostro genoma geni che portano alla produzione dell’acqua, nonostante siamo costituiti da acqua per il 70%. Questo significa che l’acqua la dobbiamo necessariamente assumere dall’esterno. Fra le caratteristiche dell’acqua più importanti c’è il pH, che deve essere necessariamente alcalino, con un valore compreso fra 9 e 10. Le acque che beviamo sono per lo più acide, comprese quelle in commercio. Va considerato anche che la presenza di un basso residuo corrisponde quasi sempre a un pH inferiore a 7, mediamente dovuto al fatto che un basso residuo è dovuto a un basso contenuto di sali. Per essere chiari, l’acqua distillata è acida e per molti versi velenosa. Le acque, però, si stanno acidificando anche a causa delle piogge acide e della presenza di sostanze velenose nell’acqua piovana.
Per varie ragioni si riduce progressivamente l’assunzione di acqua fino ad arrivare a berne quantità ridicole motivando questo comportamento con la mancanza di sete. Ma bere acqua non può essere una opzione! Si deve bere una quantità di acqua giornaliera intorno ai due litri perché il nostro corpo ne ha bisogno sia per rimpiazzare l’acqua consumata che per trasportare, tramite il sistema vascolare, i nutrienti dall’esterno all’interno del corpo e gli scarti dall’interno all’esterno di esso. Ogni singolo compartimento del nostro corpo ne ha bisogno.
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Ci sono organi ed apparati che sono costituiti di percentuali di acqua impressionanti (90% e più); fra questi troviamo il cervello, le grandi articolazioni, i dischi intervertebrali, ecc. Voi capite bene che se si beve poco il nostro cervello funziona male (le visioni che hanno le persone che fanno lunghe marce nel deserto senza bere sono dovute alla disidratazione) e anche le nostre articolazioni funzionano malissimo. Quando esse cominciano a scricchiolare, il motivo è che si stanno disidratando. É importante, inoltre, sottolineare che l’acqua è essenziale per il funzionamento dei nostri sistemi tampone naturali basati sulla formazione dello ione bicarbonato HCO3-. Il ruolo dell’acqua alcalina è quello di agevolare e, quindi, implementare il processo basilare dei sistemi tamponi.
Cos'è la Dieta Alcalina?
La cosiddetta dieta alcalina si basa sull’assunzione di alimenti che, secondo chi la sostiene, dovrebbero portare il pH del corpo verso l’alcalinità (il contrario dell’acidità). Secondo alcuni questa dieta avrebbe proprietà benefiche anche contro il cancro. La base teorica, per così dire, di questa credenza non scientifica è spiegata in dettaglio in questa scheda.
Il pH misura la concentrazione degli ioni idrogeno in un liquido, e quindi la sua acidità o alcalinità. I valori del pH vanno da 0, proprio degli acidi più forti, fino a 14, che rappresenta il massimo dell’alcalinità. Le sostanze alcaline sono dette anche basi, e una sostanza con pH molto alto è definita una base forte.
I succhi gastrici che ci aiutano a digerire i cibi sono fortemente acidi (hanno un pH compreso tra 1 e 2): contengono infatti acido cloridrico. Il sangue e i tessuti sono leggermente alcalini, con lievi oscillazioni attorno al valore di pH 7,4. L’equilibrio attorno a questo valore (con limitate escursioni fino a 7,3 o a 7,5 per qualche minuto) è cruciale per il funzionamento dell’organismo. Questo equilibrio, detto equilibrio acido-base, è mantenuto grazie a meccanismi automatici molto efficienti, basati sulla respirazione (che insieme all’aria espirata fa uscire dall’organismo le sostanze volatili in eccesso).
Quando assumiamo una sostanza acida o una alcalina, il corpo si mette subito in moto: alcuni sensori avvertono lo squilibrio e attivano i meccanismi che permettono al pH del sangue di tornare al valore di 7,4. Se qualcosa non funziona, l’organismo entra in uno stato di acidosi metabolica o, al contrario, di alcalosi metabolica, che rischia di portare alla morte in breve tempo.
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L'Ipotetica Relazione con il Cancro
Queste premesse sono necessarie per rispondere alla domanda cruciale: che senso ha una dieta alcalina che punta ad alcalinizzare l’organismo dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada? Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell'organismo perché siamo costruiti in modo da impedire che questo avvenga.
Si possono davvero trarre benefici anticancro mangiando cibi che al di fuori dell’organismo tendono a essere basici, come alcuni frutti e alcuni legumi? A tale scopo, la risposta è no. Qualunque cibo viene infatti rapidamente in contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco, che sono molto acidi e ne neutralizzano l’alcalinità, rendendo l’alimento neutro o addirittura acido prima ancora di essere assimilato.
Se anche esistesse un cibo capace di mantenere la propria alcalinità dopo aver attraversato lo stomaco, e di alterare il pH del sangue e dei tessuti, l’organismo attiverebbe sofisticati ed efficienti meccanismi automatici per riportare immediatamente il pH ai valori normali, attorno a 7,4. In caso contrario tutto il corpo si troverebbe in pochi minuti in stato di alcalosi metabolica, e sarebbe necessario l’intervento urgente di un'équipe medica per evitare la morte.
Cosa Dice la Ricerca Scientifica
In una recente revisione della letteratura scientifica, ossia un’analisi degli articoli in cui gli scienziati hanno descritto i risultati di numerose ricerche, non è stata riscontrata alcuna evidenza che la dieta alcalina influenzi la formazione di un tumore o che possa curare un tumore già esistente. Si è visto che particolari tipi di cellule tumorali coltivate in laboratorio crescono meglio in un ambiente acido. L’ambiente di laboratorio è tuttavia ben diverso dal corpo umano, il cui pH dovrebbe in teoria cambiare interamente per modificare il pH del microambiente in cui crescono le cellule malate. Come abbiamo già detto, questo non è possibile.
È stato accertato che la dieta o l’assunzione di integratori possono influenzare il pH delle urine (con un aumento di 0,2-1,2 unità), ma non il pH del sangue (che varia al massimo di 0,02 unità). I risultati di uno studio che ha coinvolto quasi 30.000 uomini finlandesi hanno escluso che l’acidità della dieta aumenti il rischio di tumore della vescica. Non ci sono studi che dimostrino un effetto di una dieta alcalina su tumori già formati. Nel caso del cancro della vescica, non si può escludere che l’alcalinizzazione delle urine possa persino interferire con i trattamenti antitumorali.
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I risultati di uno studio successivo hanno indicato che diete classificate come acide si associno a un rischio più elevato di tumori del seno, in particolare delle forme negative per il recettore degli estrogeni (ER) e dei tumori di tipo triplo negativo (particolarmente difficili da curare). I dati ottenuti in un altro studio hanno collegato tali diete a un aumento dei livelli di infiammazione e della concentrazione di zucchero nel sangue, fattori che aumentano il rischio di tumore alla mammella.
Attenzione alle Correlazioni
Coloro che vogliono dimostrare un nesso tra l’alcalinità della dieta ed eventuali effetti benefici per la salute riportano correlazioni che possono trarre in inganno. Nel caso della dieta, si può certamente affermare che ridurre l’apporto di carne e fritti e favorire il consumo di frutta e verdura sia una mossa intelligente, perché corrisponde a ciò che noi oggi sappiamo essere la migliore dieta in grado di ridurre il rischio di numerosi tipi di cancro. Ciò però non ha nulla a che fare con la basicità o l’acidità degli alimenti.
Alimentazione e Stile di Vita Antitumorale
Quando si parla di stile di vita sano la prima cosa che viene in mente, insieme all’attività fisica, è sicuramente l’adozione di una corretta alimentazione antitumorale. Alcuni studiosi ritengono infatti che uno stile di vita anti-fisiologico basato su una dieta composta principalmente da cibi acidificanti e da inattività fisica possa creare un ambiente favorevole alla comparsa di tumori.
Rispetto alla possibilità o meno di controllare l’acidità del nostro corpo attraverso l’alimentazione, altri esperti consigliano al contrario di ridimensionare i benefici che una dieta alcalina garantirebbe. Il nostro organismo infatti, regola autonomamente il proprio pH attraverso i reni e la respirazione proteggendosi da solo contro le variazioni del pH; inoltre, è stato messo in luce, anche il più alcalino degli alimenti dopo l’ingestione viene a contatto con i succhi gastrici che, essendo molto acidi, neutralizzano la sua alcalinità.
Cosa Mangiare e Cosa Evitare
L’importante è mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata, che comprenda sempre carboidrati (pasta, pane, riso, dolci), proteine (carne, pesce, uova, legumi), grassi (olio, grassi vegetali), vitamine, minerali e oligoelementi (verdura e frutta, sia cotta che cruda). Per tale motivo non è consigliabile eliminare alcun ingrediente dalla propria alimentazione, nemmeno i grassi. Una dieta equilibrata soddisfa il fabbisogno calorico dell’organismo, consente di mantenere il peso, preserva le difese immunitarie e, indirettamente, contribuisce ad aumentare le possibilità di sconfiggere il tumore.
Supercibi e Alimenti Processati
Si definiscono supercibi quegli alimenti che dovrebbero portare grandi benefici a chi li consuma, quali aglio, avena, barbabietola, carota, cipolla, cavolfiore, broccolo, verza, curcuma, frutti di bosco, grano saraceno, legumi, limone, noci, pomodoro, semi di sesamo, soia, tè verde, uva nera, verdure a foglia verde (bieta, spinaci, ecc.). Nonostante possiedano proprietà salutari per l’organismo, questi alimenti non sono in grado di prevenire l’insorgenza di un tumore, nemmeno se consumati in grandi quantità.
Gli alimenti processati sono prodotti a preparazione industriale relativamente semplici ottenuti aggiungendo sale, olio, zucchero o altri ingredienti ad alimenti freschi consumati così come presenti in natura. Gli alimenti ultra-processati sono alimenti confezionati che hanno subito diversi processi di trasformazione industriale volti a modellare, sottrarre o aggiungere sostanze, raffinare, modificarne la struttura fino a trasformarli nei prodotti confezionati che approdano sulle nostre tavole. Gli alimenti ultra-processati contengono una lunga lista di ingredienti (da cinque in su) usati allo scopo di esaltarne i sapori e renderne più gradevole la consistenza, mentre pochi nutrienti utili per l’organismo come vitamine e fibre.
Miti e Realtà sull'Alimentazione e il Cancro
Esistono molti miti sull'alimentazione e il cancro. Ecco alcune risposte basate su evidenze scientifiche:
- Non esiste una dieta specifica per prevenire lo sviluppo di un tumore. L’importante è mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata.
- I cibi non possono influire sul livello di acidità del corpo.
- La carne rossa non è un alimento da demonizzare in una dieta sana nemmeno nei pazienti oncologici.
- Non vi sono attualmente prove che dimostrino i benefici per la salute di una dieta vegana.
- Non è consigliabile seguire una dieta ipocalorica nei pazienti che si sottopongono alle terapie antitumorali.
Conclusioni
Nessuno studio rigoroso ha mai dimostrato che le diete alcaline abbiano alcun effetto di prevenzione o cura del cancro a causa del pH. Chi suggerisce queste diete enfatizza l’importanza di consumare frutta, verdura, radici, tuberi e legumi, riducendo l’apporto di proteine. Questi alimenti possono certamente avere effetti protettivi contro i tumori, ma a causa dei nutrienti e delle altre sostanze che contengono, e non perché possano influenzare il pH dell’organismo.
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