Alimentazione, allattamento e stitichezza nel neonato: cause e rimedi

La stitichezza nei neonati è un problema piuttosto comune che può causare disagio e preoccupazione, soprattutto data la difficoltà di comunicazione con il tuo piccolo. È importante comprendere le possibili cause di questo disturbo e adottare le giuste strategie per affrontarlo e prevenirlo. Ecco qualche consiglio.

Stitichezza nel neonato: come individuarla

La stitichezza nei neonati non è sempre facile da definire, poiché il ritmo delle evacuazioni può variare molto da bambino a bambino, soprattutto nei primi mesi di vita. Di norma i lattanti evacuano 2-3 volte al giorno, ma il numero delle evacuazioni può variare molto da bambino a bambino. Alcuni lattanti ad esempio svuotano il loro intestino più volte al giorno, mentre altri solo una volta al giorno.

In generale, si può parlare di stitichezza nel neonato quando:

  • le feci sono dure, a palline e faticose da espellere;
  • il neonato appare sofferente, piange e si agita durante l'evacuazione;
  • il numero di evacuazioni è molto ridotto rispetto alla norma (meno di 1-2 volte al giorno);
  • il neonato rifiuta il cibo o appare irritabile.

Tuttavia, è importante distinguere la vera e propria stitichezza dalla dischezia del lattante, una condizione molto comune nei primi mesi di vita dovuta all'immaturità dei muscoli responsabili dell'evacuazione. In questo caso, il neonato si sforza durante la defecazione ma emette feci normali.

La stipsi non è solo un problema di frequenza con cui i bambini evacuano, ma anche di consistenza delle feci. Quelle di una persona stitica sono dure, spesso a palline (mai sentito nominare le feci caprine?), stentano ad uscire. Questo avviene a causa del transito lento nel colon. La maggior parte dell’acqua contenuta nelle feci viene assorbita dall’intestino e quindi si induriscono e fanno fatica ad essere espulse.

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Arriverà presto il momento in cui dovrai togliere il pannolino e a quel punto potrai tenere maggiormente sotto controllo la sua regolarità intestinale.

Le cause della stitichezza nei neonati

Ci sono diverse ragioni per cui un neonato potrebbe soffrire di stitichezza. Scopriamo assieme le principali.

Infiammazione intestinale

Contrariamente all'idea comune, la stitichezza non è causata da una mancata coordinazione dei movimenti intestinali, ma piuttosto da un quadro infiammatorio a livello dell'intestino. Questo altera i movimenti intestinali (ovvero la cosiddetta la peristalsi) e la capacità contrattile dell'intestino, rendendo difficoltosa l'evacuazione. In questi casi, il pediatra saprà aiutarti per ritrovare il benesse gastrointestinale del piccolo.

Allattamento al seno e latte artificiale

I neonati allattati al seno tendono ad evacuare con meno frequenza, poiché il latte materno è molto digeribile e lascia pochi residui fecali: per intenderci, nei primi 28 giorni di vita un neonato allattato al seno potrebbe evacuare in media molte volte al giorno (fino a otto), ma può anche capitare che ciò accada una volta ogni quattro-cinque giorni. Non è una scienza esatta!

In generale possiamo affermare che è raro che un neonato allattato al seno sia stitico. Il latte materno ha pochissime scorie (che sono ciò che compone in misura maggiore le feci), viene completamente assorbito e quindi produce residui scarsi. Quindi, il numero di evacuazioni del neonato dipende essenzialmente dal ritmo con cui si scarica, che è personalissimo.

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Nel caso dei bambini alimentati con latte artificiale invece potrebbe capitare maggiormente di soffrire di stitichezza. Ciò non significa che il latte artificiale la provochi di default: ogni bambino è diverso ed esistono diversi tipi di latte artificiale per venire incontro a tutte le esigenze.

Nel latte formulato manca il lattulosio, uno zucchero che è naturalmente presente in quello materno e che aiuta la regolarità intestinale. Lo stesso vale per l’allattamento misto in cui le poppate di latte materno si alternano a quelle di artificiale. Esiste quindi una correlazione tra allattamento artificiale o misto e stitichezza.

Se il bambino viene alimentato solo con il biberon, si consiglia di controllare che il dosaggio sia corretto e che la quantità di acqua sia sufficiente in base all’utilizzo del misurino fornito nella confezione.

Se il tuo bambino ha una predisposizione per le feci dure, potrebbe giovare passare al nostro latte HiPP Combiotic®. I latti HiPP Combiotic® contengono anche importanti prebiotici (GOS del lattosio) che aiutano a lubrificare le feci e quindi a renderle più morbide.

Stress e ansia

Situazioni di stress o ansia, sia per il neonato che per i genitori, possono influenzare negativamente il funzionamento dell'intestino e causare stitichezza. Trovare delle soluzioni per rassicurare il piccolo (e anche te!) saranno rimedio anche per ritrovare la corretta evacuazione.

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Sincronizzazione dei movimenti

La stitichezza nei neonati può essere causata anche da una mancata sincronizzazione dei movimenti necessari per l'evacuazione. In particolare, alcuni bambini molto piccoli hanno difficoltà a dilatare lo sfintere anale nel momento in cui si contraggono i muscoli addominali. In questi casi, anche senza alcuna stimolazione, il neonato riesce comunque a evacuare, seppur in tempi più lunghi.

I rimedi per la stitichezza del neonato

Le cause sono molteplici, ma per fortuna anche i rimedi. La stitichezza, o stipsi, è un disturbo intestinale legato alla defecazione, che si caratterizza per una ridotta frequenza settimanale delle evacuazioni (alterazione dell’alvo). Si tratta di un problema molto frequente in età pediatrica, che può avere conseguenze importanti sulla salute e sulla qualità di vita del bambino.

La stitichezza si manifesta quando le feci scendono troppo lentamente lungo il colon, perdendo gran parte dell’acqua da cui sono costituite, che viene assorbita dall’intestino: in questo modo diventano dure e il bambino fatica ad espellerle. La causa più frequente della stitichezza in età pediatrica è la ritenzione fecale funzionale. Questo succede perché, in seguito a un’esperienza spiacevole o dolorosa legata all’espulsione delle feci (es. educazione al vasino precoce o coercitiva, interruzione dei giochi, disagio nell’uso dei servizi igienici scolastici, presenza di ragadi anali, ecc.), il bambino può avere paura di defecare.

Dopo aver escluso eventuali cause organiche della stipsi nel bambino, lo scopo principale della terapia è di ristabilire un normale ritmo di evacuazioni con un intervento che non abbia effetti sfavorevoli e che comporti un beneficio reale per il piccolo. Il successo dipende dalla stretta collaborazione tra bambino, famiglia e specialista.

Fai in modo che il tuo bambino si muova con regolarità perché rotolare e sgambettare stimola la digestione. Accarezza o massaggia delicatamente il pancino del tuo bambino in senso orario. Anche il movimento o massaggi delicati possono aiutare la digestione. Un buon rimedio per la stitichezza è fare un bagnetto caldo al neonato; l’acqua calda infatti può aiutarlo a rilassare i muscoli e ad avviare i movimenti intestinali.

Praticare regolare attività fisica (ludica-sportiva) per favorire i normali movimenti intestinali. L’attività fisica costante, per due o tre volte a settimana, è indispensabile per una buona digestione, per una corretta motilità dell’intestino, per la prevenzione dell’obesità e per abituare il piccolo ad investire tempo in attività sane e socializzanti.

Quando nella dieta del bambino vengono introdotti alimenti complementari, le feci diventano spesso più dure e le evacuazioni si fanno più irregolari. È normale anche che il bambino debba spingere con maggior forza. Per rendere le feci più morbide possono esserti utili i seguenti consigli:

  • Fai in modo che il bambino beva a sufficienza. Un po’ di tisana o succhi di frutta che favoriscono l’evacuazione (ad es. HiPP Mela) offerti tra un pasto e l’altro sono spesso efficaci per alleviare i disturbi.
  • Nella dieta del bimbo si raccomanda di utilizzare prodotti che rendano meno compatte le feci (sull’etichetta sono riportate le informazioni sugli effetti sull’evacuazione), come ad esempio HiPP “Mela”, oppure preparati a base di cereali integrali (ad esempio HiPP Frutta mista e cereali ).

Una dieta quantitativamente corretta e bilanciata, con l’inserimento di alcuni cibi specifici, può migliorare la funzionalità intestinale del bambino senza eliminare alcun alimento importante per la crescita.

Ecco alcuni consigli alimentari:

  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici e cibi raffinati (cioè sottoposti a numerosi e ripetuti processi di lavorazione).
  • Non saltare mai la colazione!
  • Incentivare il consumo di frutta fresca agli spuntini.
  • Abituare il bambino o la bambina ai sapori di tutte le verdure, sia cotte che crude, di ogni tipo di legumi e di pesce, delle varie tipologie di pasta e di carne. Il gusto per i cibi si acquista nel primo anno di vita.
  • Variare il più possibile la dieta per consentire di assumere tutti i nutrienti. I bambini e gli adolescenti, in particolare nei pasti principali, devono abituarsi a mangiare di tutto.
  • Se a tavola i genitori mangeranno gli stessi cibi, il bambino troverà “normale” imitarli, per sentirsi “grande”.
  • Chiedere un parere al pediatra circa la possibilità o meno di assumere integratori di fibre solubili (psillio, guar, glucomannano, inulina) oppure insolubili, come la crusca, per garantire una regolarità intestinale.
  • Verdura di stagione, cruda e cotta, da assumere in porzioni abbondanti. Le verdure possono essere consumate liberamente. La varietà nella scelta (ortaggi di colori e tipi diversi) permette di introdurre correttamente i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo del bambino.
  • Frutta, da consumare preferibilmente con la buccia (se commestibile e ben lavata), poiché è la parte che contiene più fibre. Preferire, in particolare, prugne secche, kiwi (da mangiare al mattino a stomaco vuoto), fichi, pere, albicocche e banane molto mature. Utile contro la stipsi anche la frutta cotta, es. mele cotte.
  • Legumi (es.
  • Latte, da preferire fresco (max. mezzo litro al giorno), e yogurt da assumere quotidianamente (2 porzioni al giorno). Utile nei casi di stipsi anche il latte fermentato.
  • Formaggi, sia freschi (mozzarella, crescenza, ecc.) che stagionati come Grana Padano DOP. Ricordiamo che il formaggio può essere consumato come secondo piatto (non come contorno!) alternandolo a carne e uova.
  • Acqua, almeno 1,5 litri al giorno, liscia o moderatamente frizzante. Variare la qualità dell’acqua consente di recuperare i diversi sali minerali in quantità variabile a seconda della fonte di provenienza.

Inoltre:

  • Eliminare il fecaloma (disingombro fecale). La presenza di una massa di feci dure (fecaloma) nella regione addominale inferiore (visibile alla radiografia) o nell’ampolla rettale va rimossa. Questo è un intervento indispensabile prima di iniziare qualsiasi tipo di trattamento, può essere effettuata con l’assunzione orale di lassativi o con un enteroclisma.
  • Praticare il toilette training: dopo i pasti principali, il bambino dovrà fare sedute al bagno di circa 10 minuti, ma senza troppe sollecitazioni da parte degli adulti.

La merenda di metà mattina e di metà pomeriggio non dovrebbe essere costituita dalla classica merendina o dal pacchetto di salatini. Molto meglio un panino con pomodoro, origano e scaglie di Grana Padano DOP, oppure frutta fresca, un pugnetto di frutta secca o un vasetto di yogurt.

Coliche gassose

Le coliche infantili (anche dette coliche gassose) rappresentano uno dei più frequenti disturbi nei primi tre mesi di vita. A caratterizzarle è un pianto intenso e inconsolabile, apparentemente privo di una ragione: non c’è (spesso) una malattia a giustificarle né tanto meno è (sempre) «colpa» della fame.

Per riconoscerle, si utilizzano i i criteri di Wessel, nello specifico la «regola del 3». Si può parlare di colica quando un neonato piange più di tre ore al giorno, più di tre giorni alla settimana, per oltre tre settimane. Il pianto che accompagna la colica si riferisce a un dolore addominale acuto e improvviso, prevalentemente serale: accompagnato da agitazione, arrossamento del volto, tensione addominale, flessione degli arti inferiori sull’addome e meteorismo.

Come noto, le coliche infantili costituiscono uno dei disturbi più comuni nei primi mesi di vita, con una prevalenza variabile dal 3 al 40 per cento. E rappresentano un motivo di allarme e preoccupazione per molti genitori che, di fronte al pianto inconsolabile di un bambino, non sanno come comportarsi. Anche perché, benché la ricerca sia attiva, le cause del disturbo sono ancora sconosciute. Tante ipotesi e poche certezze. La più ovvia è che le coliche siano dovute all’eccesso di gas prodotti dai batteri intestinali o ingeriti fino all’ultima parte dell’apparato digerente. I riscontri scientifici, però, sono deboli per trasformare questa congettura in una certezza. Da qui il proliferare di altre ipotesi, che vanno dalla presenza di disturbi della motilità intestinale a un particolare assetto del microbiota. Fino alla possibilità che il neonato abbia un’allergia alle proteine del latte.

Non esiste, al momento, una terapia in grado di risolvere i sintomi della colica gassosa in un neonato. Le manifestazioni tendono a regredire e a scomparire una volta raggiunta i tre mesi (se persistono, è il caso di interpellare il pediatra per valutare la presenza di altre problematiche). Nessuno dei farmaci utilizzati (a partire dal simeticone) si è finora dimostrato efficace negli studi finora condotti. Ragion per cui «l’utilizzo della terapia farmacologica deve essere limitato e riservato a casi individuati dal pediatra come necessari e per brevi periodi», aggiunge lo specialista. Tra questi, può tornare utile la supplementazione con alcuni probiotici (a base di Lactobacillus reuteri) e l’utilizzo di alcuni fitoterapici a base di finocchio, camomilla e melissa.

Alimentazione della madre durante l'allattamento

Mangiare sano è importante durante tutta la vita. E, ancora di più, durante la gravidanza e l'allattamento, quando il corpo della madre ha bisogno di una quantità extra di energia e quindi di nutrimento. Una parte di questa richiesta energetica viene sopperita utilizzando il grasso corporeo accumulato durante la gravidanza. Una dieta equilibrata aiuta la mamma a mantenere un ottimo stato di salute, indispensabile per prendersi cura non solo di se stessa, ma anche del nuovo bambino. Inoltre, attraverso il latte materno, il neonato assorbe tutto quello che la madre mangia. Una dieta sana si fonda sull'assunzione equilibrata di tutti gli elementi nutrizionali.

Nel caso in cui la mamma stia assumendo integratori di ferro, è importante tenere a mente che questi possono aumentare la costipazione.

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