Nei paesi industrializzati è aumentata la prevalenza di malattie correlate all’alimentazione quali diabete, malattie cardiovascolari e tumori. È necessario quindi, divulgare i principi di una sana e corretta alimentazione ed orientare la popolazione verso comportamenti alimentari più salutari. Vista la sua semplicità grafica e comunicativa, la piramide è stata spesso utilizzata come strumento divulgativo per indicazioni e linee guida in ambito nutrizionale. Esistono numerosi modelli di piramide adattati ai diversi regimi alimentari: la piramide della dieta mediterranea, la piramide alimentare vegetariana e tante altre.
Questa guida è il risultato di un grande lavoro editoriale da parte del team Isomed, ed è stata validata dal Direttore Medico Scientifico, il dott. Roberto Maugeri, medico chirurgo con una lunga esperienza clinica nella gestione dell’obesità e delle patologie metaboliche. L’obiettivo è fare definitiva chiarezza su uno dei protocolli nutrizionali più discussi e promettenti degli ultimi anni. Si tratta, con tutta probabilità, della guida più completa e ricca di informazioni sulla dieta chetogenica oggi disponibile in lingua italiana.
Cos'è la Dieta Chetogenica?
La dieta chetogenica è caratterizzata da un contenuto molto basso di carboidrati (5-10% delle calorie), quantità moderata di proteine (15-25%) e alto contenuto di grassi (70-80%). L'obiettivo è raggiungere lo stato di chetosi, dove l'organismo utilizza i chetoni come fonte principale di energia invece del glucosio. La dieta chetogenica è, nella sua essenza, un piano alimentare a bassissimo contenuto di carboidrati, limitato a non più di 50 g al giorno.
Il termine chetogenico è di derivazione greca e significa letteralmente capace di produrre chetoni. Esistono diversi trattamenti capaci di indurre questo potenziale effetto: la dieta chetogenica classica (DC), la variante con grassi a catena media (MCT), la dieta Atkins Modificata (MAD) e la dieta a basso indica glicemico (LGIT). La DC è il protocollo chetogenico ancora oggi più studiato ed utilizzato nella pratica clinica, in particolare in epoca pediatrica.
La Dieta Chetogenica a Contenuto Energetico Molto Basso (VLCKD)
La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (VLCKD, Very Low Calorie Ketogenic Diet) è un trattamento dietetico a scopo terapeutico, caratterizzato da un apporto calorico estremamente ridotto, una forte limitazione dei carboidrati (meno di 50 g al giorno), una restrizione dei grassi (10-15 g/die sotto forma di olio extravergine d’oliva) e un apporto normoproteico controllato, tra i 65 e i 90 grammi di proteine ad alto valore biologico. Negli ultimi decenni, la dieta chetogenica VLCKD ha guadagnato un ruolo sempre più centrale nel trattamento non solo dell’obesità e del sovrappeso, ma anche di numerose patologie correlate. La dieta chetogenica a contenuto energetico molto basso (Very Low Calorie Ketogenic Diet) ha assunto negli ultimi cinquant’anni un ruolo centrale nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso, nonché nella gestione di numerose patologie associate.
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Origini e Principi Fisiologici
La dieta chetogenica ha radici profonde nella medicina clinica, dove inizialmente trovò impiego nel trattamento dell’epilessia. Tuttavia, è solo verso la metà degli anni ’70 che il professor George Blackburn dell’Università di Harvard, considerato il padre della moderna Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD), iniziò a definire in maniera sistematica i principi di quella che allora veniva descritta come “digiuno con risparmio proteico”.
I principi fisiologici alla base della dieta chetogenica sono relativamente semplici. Quando il glucosio introdotto con la dieta è presente in quantità sufficienti, esso rappresenta il substrato energetico preferenziale della maggior parte dei tessuti. Una dieta con un contenuto estremamente ridotto di zuccheri (tra i 30 e i 50 g/die) e grassi (circa 10-15 g di olio extravergine d’oliva) - come avviene nel protocollo chetogenico - determina una riduzione dei livelli di insulina e un aumento del glucagone. L’adozione di un protocollo VLCKD, con un apporto glucidico non superiore ai 50 g/die, provoca nelle prime ore una lieve riduzione della glicemia, che stimola la secrezione di glucagone. A partire da quel momento, il fabbisogno energetico dell’organismo è soddisfatto grazie all’utilizzo dei trigliceridi accumulati nel tessuto adiposo e alla gluconeogenesi.
Dal punto di vista fisiologico, il principale fattore che regola la produzione dei corpi chetonici è il contenuto di glicogeno epatico, il cui compito è mantenere stabile la glicemia. Quando l’apporto di carboidrati scende sotto i 50 g/die, si verifica un abbassamento della glicemia, con conseguente riduzione dell’attività insulinica e aumento del glucagone. Segue un ulteriore calo della glicemia, che riduce il rapporto insulina/glucagone, dando avvio all’attivazione del catabolismo dei trigliceridi.
I Corpi Chetonici
Contrariamente a quanto si pensi, i corpi chetonici non sono dannosi per l’organismo. I corpi chetonici rappresentano un substrato energetico alla pari di zuccheri e grassi. L’acquisizione della capacità di utilizzare i corpi chetonici come fonte energetica anche per il cervello ha rappresentato un passaggio evolutivo cruciale, perché ha permesso di sfruttare l’energia accumulata negli acidi grassi liberi durante il digiuno, preservando la massa magra. La chetogenesi, in soggetti sani, non è pericolosa. La produzione controllata dei corpi chetonici permette un dimagrimento fisiologico e senza difficoltà.
Elementi Chiave della Dieta Chetogenica
- Limitazione dell’assunzione di carboidrati, che non deve superare i 50 g al giorno.
- Corretto apporto di proteine ad elevato valore biologico.
- Limitazione dei grassi alimentari.
- Le fibre vegetali sono fondamentali per completare il senso di sazietà e per regolarizzare la funzione intestinale, prevenendo la stipsi.
Vantaggi della Dieta Chetogenica
Anche dal punto di vista psicologico la VLEKT presenta alcuni vantaggi che consentono una migliore tolleranza dello “stare a dieta”. La rapidità nella perdita di peso rafforza la motivazione ed evita quello scoraggiamento che spesso accompagna un dimagrimento lento e faticoso. L’assenza della fame non innesca il senso di deprivazione e non genera quel malessere che normalmente si accompagna alle restrizioni alimentari, sia sul piano fisico che su quello emotivo. Nel corso della dieta non si registrano alterazioni dell’umore, anzi, compare una diffusa sensazione di benessere che contribuisce a mantenere l’equilibrio psico-emotivo, a rinforzare la fiducia in sé stessi e a sostenere la motivazione nel tempo.
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Molti pazienti apprezzano la possibilità di seguire la dieta anche fuori casa, senza pesare gli alimenti o stravolgere le proprie abitudini. Il raggiungimento degli obiettivi è strettamente legato al miglioramento della fiducia in sé stessi, con una riduzione del rischio di abbandono della dieta. Un apporto mirato di proteine ad alto valore biologico garantisce la conservazione della massa magra, essenziale per il mantenimento del metabolismo basale. L’effetto ipoglucidico della dieta riduce la stimolazione insulinica. Le fibre collagene, principali componenti proteici della pelle, necessitano di aminoacidi specifici per il loro turnover. È prevista inoltre una fase di transizione, durante la quale si consolidano i risultati ottenuti e si rafforza l’abitudine al nuovo stile alimentare, offrendo al paziente la serenità di poter mantenere il peso raggiunto.
Considerazioni Importanti
La dieta non deve MAI essere intrapresa in autonomia o con metodiche “Fai da te”. Infatti necessita sempre di supplementazioni vitaminico/minerali specifiche e personalizzate. Non abbiamo ancora raccolto abbastanza dati per confermare con assoluta sicurezza che la dieta chetogenica possa essere sostenuta continuativamente per tutta la vita, in particolare nelle formule più restrittive e nei soggetti non affetti da patologia. Deve rimanere assolutamente cosi.
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