Alimentazione Basica: Tabella degli Alimenti e Principi Fondamentali

Se consumiamo alimenti poco salutari, è risaputo che ciò può causare gonfiore e difficoltà digestive. Se questo tipo di alimentazione diventa un'abitudine, è probabile che aumenteremo di peso e potremmo sviluppare seri problemi di salute in futuro.

Il pH e l'Organismo

L'ambiente dello stomaco è acido, con un pH compreso tra 1 e 1,6. Questa acidità svolge un'azione antibatterica, proteggendo lo stomaco dalle infezioni e facilitando la digestione.

Il nostro sangue, al contrario, è leggermente alcalino, con un intervallo di pH fisiologico tra 7,38 e 7,42. L'organismo si impegna a mantenere costante questo valore per evitare conseguenze negative.

Infatti, variazioni significative del pH possono causare:

  • Alterazioni nella struttura delle proteine, rendendole inefficienti.
  • Problemi al sistema nervoso, come confusione, coma o persino la morte.
  • Squilibri elettrolitici, con alterazioni nella concentrazione di minerali essenziali come il potassio, che possono portare ad aritmie cardiache.

Il Sistema Tampone del Sangue

Il sangue è una soluzione tampone grazie alla presenza di composti che stabilizzano il pH, tra cui l'anidride carbonica e il bicarbonato.

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Se per un qualsiasi motivo aumentano gli acidi (esercizio fisico, dieta ricca di proteine o di grassi, malattie…), aumenta la concentrazione di ioni idrogeno quindi si produce più anidride carbonica e acqua, di fatto eliminando gli ioni idrogeno in eccesso.

Altri tamponi, che agiscono in maniera simile, sono le proteine (alcuni aminoacidi hanno la capacità di legarsi agli ioni idrogeno o di cederli) e i fosfati (molecole formate da fosforo e ossigeno, con una carica negativa molto forte che attraggono gli ioni idrogeno).

Questo meccanismo non è sufficiente da solo: i tamponi sono limitati, una volta che una molecola ha reagito non è più utilizzabile.

Dieta Alcalina: Verità e Falsi Miti

Una sostanza si definisce acida se il suo pH si trova intorno ad un valore compreso fra 0 e 7; mentre fra 7 e 14 si definisce basica.

Non si consiglia di attuare una vera e propria “dieta alcalina”, ad oggi priva di adeguato supporto scientifico secondo cui dovrebbe esistere un regime alimentare secondo il quale, introducendo determinati “alimenti alcalini” in grado di “alcalinizzare” l’organismo, si otterrebbero enormi benefici per la salute.

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In ambito scientifico, la dieta alcalina non ha trovato riscontri in termini di efficacia.

Questo perché l'organismo è perfettamente in grado di compensare il pH degli alimenti, i quali non hanno il potere di acidificare o alcalinizzare il sangue.

La dieta alcalina consiglia di consumare ogni giorno il 70-80% di alimenti alcalini ed il 20-30% di alimenti acidi.

L'acidità di un alimento non si misura allo stato fresco, ma sulle ceneri (minerali) che rimangono dopo la combustione.

Il nostro sangue è leggermente alcalino ed in condizioni normali il suo pH varia tra 7,35 e 7,45.

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Il mantenimento di questi valori è dato dal sottile equilibrio tra produzione ed escrezione di sostanze alcaline ed acide, a cui partecipano soprattutto i reni ed i polmoni.

Indipendentemente dalla dieta, il normale metabolismo genera ogni giorno enormi quantità di acidi volatili (eliminati con la respirazione) e fissi (eliminati dal rene).

Oltre ai sistemi omeostatici già descritti, intervengono altri meccanismi biologici chiamati sistemi tampone, capaci di neutralizzare efficacemente parte degli acidi.

Tra questi, il principale è il sistema acido carbonico/bicarbonato di sodio.

Più rare, ma pur sempre possibili, sono le condizioni di alcalosi metabolica, che si accompagnano a crampi, spasmi muscolari, irritabilità ed ipereccitabilità.

Il Concetto di PRAL

Il PRAL è un metodo scientificamente validato, proposto da Remer e Manz, frequentemente utilizzato per calcolare il bilancio chimico delle molecole acidificanti e alcalinizzanti di un alimento o di un integratore.

Per la stima, il PRAL tiene in considerazione le variabili di:

  • Proteine totali
  • Zolfo degli amminoacidi solforati
  • Fosforo (P)
  • Potassio (K)
  • Magnesio (Mg)
  • Calcio (Ca) presenti nell'alimento, e
  • La produzione di acidi e basi endogeni rispetto al contenuto dei singoli minerali e amminoacidi coinvolti.

Dal punto di vista pratico, i prodotti con PRAL negativo (PRAL - ) risultano potenzialmente alcalinizzanti (es. ortaggi e frutti), mentre gli alimenti con PRAL positivo (PRAL +) possiedono un effetto acidificante (es.

Gli elementi che determinano il PRAL positivo, quindi l'abbassamento del pH sanguigno sono prevalentemente lo zolfo (S) e il fosforo (P); al contrario, gli elementi che determinano il PRAL negativo e alzano il pH sanguigno sono: il magnesio (Mg), il potassio (K) e il calcio (Ca).

Gli alimenti con PRAL + aumentano sensibilmente la presenza di ioni idrogeno nel sangue (H+) e la Net Acid Excretion (NAE - Escrezione Acida Netta), ovvero il parametro che si correla all'eliminazione del calcio con le urine (escrezione urinaria del calcio); questo meccanismo è decisamente fondamentale nella valutazione di una dieta sana ed equilibrata, soprattutto quando si prendono in esame alcuni soggetti ad alto rischio di osteoporosi (donne, anziani, chi ha familiarità per osteoporosi, ex rachitici ecc).

Se ne evince che, per ottenere un regime alimentare equilibrato, risulta essenziale associare SEMPRE alimenti alcalinizzanti ad alimenti con PRAL + (o integratori, ad es. proteine in polvere), con l'obbiettivo di contrastare l'abbassamento del pH sanguigno e scongiurare l'eventualità di un aumento della NAE e dell'escrezione urinaria del calcio.

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