L’alimentazione del bambino a 1 anno entra in una fase nuova che segna il superamento dello svezzamento e l’inizio di una dieta ricca e varia. In questa fase, i pasti iniziano a diventare più simili a quelli di mamma e papà, con una divisione progressiva in portate che rispecchia le abitudini alimentari della famiglia. Cosa può mangiare un bimbo di 12 mesi? «Compiuto l’anno, la dieta del bambino è ormai libera. Cosa si intende con questo termine? Vuol dire che tutti gli alimenti e i nutrienti sono stati inseriti nella sua alimentazione.
Lo schema rigido basato sulla rotazione fissa degli alimenti nei 14 pasti principali della settimana, seguito nel secondo semestre di vita, viene gradualmente abbandonato. La dieta può essere pertanto più libera, similmente a quanto accade per noi adulti. L’importante è garantire che tutti gli alimenti vengano inseriti e offerti al bambino. «Le porzioni di cereali sono la principale fonte calorica. Latte e derivati apportano il calcio, per la costruzione del tessuto osseo. Frutta e verdura sono portatori di fibre vegetali, vitamine e sali minerali.
«Con questo tipo di schema i genitori possono comporre dei menu che presentino, nell’arco della settimana, l’alternanza dei cibi, così come succede per gli adulti. L’uovo intero può essere dato anche due volte a settimana; i legumi 3 o 4 volte. Quali sono le giuste quantità di alimenti per un bambino di un anno? «Le quantità rimangono libere e di solito il bambino sa benissimo autoregolarsi».
Nutrienti Fondamentali per Bambini
Per definire il corretto fabbisogno nutrizionale si fa riferimento ai valori indicati dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia). A tavola non devono mai mancare alimenti ricchi di ferro, zinco, calcio e vitamina D, che giocano un ruolo essenziale per la crescita delle ossa, lo sviluppo cognitivo e il sistema immunitario. Offrire una dieta equilibrata e varia in questa fase aiuterà il vostro piccolo a crescere sano e pieno di energia.
Il Ferro: Un Alleato Fondamentale per la Crescita
Il ferro è un nutriente essenziale per la salute e lo sviluppo del vostro bambino: contribuisce alla formazione del sangue, supporta il sistema immunitario e favorisce lo sviluppo del cervello. Secondo le ultime raccomandazioni LARN, l’assunzione giornaliera di ferro dovrebbe essere:
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- 8 mg al giorno per i bambini da 1 a 3 anni
- 11 mg al giorno dai 4 ai 6 anni
Per prevenire carenze di ferro, è importante non introdurre il latte vaccino prima del primo anno di vita. Anche dopo l’anno, è meglio preferire i latti di crescita, che contengono più ferro rispetto al latte vaccino tradizionale. Attenzione a non esagerare con la quantità: il consiglio è non superare i 300-400 ml di latte al giorno, perché si rischierebbe di ridurre l’assunzione di altri alimenti necessari.
Nella dieta quotidiana del vostro bambino non devono mancare:
- Carne e pesce, ottime fonti di ferro altamente assorbibile.
- Frutta e verdura, come gli agrumi (anche spremuti), i kiwi, i broccoli, i peperoni e i pomodori; tutti alimenti ricchi di vitamina C, che facilitano l’assorbimento del ferro.
Un’alimentazione bilanciata è la chiave per garantire al vostro piccolo tutte le risorse di cui ha bisogno per crescere forte e sano.
Lo Zinco: Un Aiuto per le Difese Immunitarie
Lo zinco è un minerale essenziale per il corretto sviluppo e il funzionamento del sistema immunitario del bambino. Se lo zinco manca, le difese immunitarie risultano indebolite, possono comparire problemi alla pelle e persino un rallentamento nella crescita. Secondo le più recenti indicazioni LARN:
- I bambini tra 1 e 3 anni dovrebbero assumere 5 mg di zinco al giorno
- Tra 4 e 6 anni il fabbisogno sale a 6 mg al giorno
Per garantire un apporto adeguato di zinco, è importante inserire nella dieta del vostro piccolo alcuni alimenti ricchi di questo nutriente, come:
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- Carne e tuorlo d’uovo, che contengono lo zinco in una forma facilmente assorbibile.
- Cereali integrali, che oltre a fornire zinco, forniscono fibre importanti per il favorire il corretto funzionamento dell’intestino.
- Legumi secchi, un’alternativa nutriente e bilanciata, il cui consumo previo ammollo migliora la disponibilità di questo minerale.
Un’alimentazione varia ed equilibrata permette al vostro bambino di crescere sano, con un sistema immunitario forte e pronto a difenderlo.
Il Calcio: Nutriente Fondamentale per Ossa Forti
Il calcio è un minerale fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Oltre a costituire la struttura di ossa e denti, svolge numerosi ruoli essenziali nel corpo: partecipa alla contrazione muscolare, alla conduzione nervosa, alla coagulazione del sangue e garantisce il corretto funzionamento delle membrane cellulari e dei capillari. Secondo le più recenti indicazioni LARN:
- I bambini tra 1 e 3 anni hanno bisogno di 510 mg di calcio al giorno.
- Tra 4 e 6 anni, il fabbisogno sale a 900 mg al giorno.
Per aiutarvi a farvi un’idea delle quantità, ecco alcuni esempi:
- 100 g di parmigiano contengono 1155 mg di calcio.
- 100 g di Emmental ne apportano 1145 mg.
- Il tuorlo d’uovo di gallina, equivalente ad una porzione di 15 g, fornisce 17 mg di calcio.
- 100 g di spinaci ne contengono 78 mg.
Affinché il calcio venga correttamente assorbito dall’intestino, è necessaria la vitamina D, un’alleata preziosa che favorisce il deposito del calcio nelle ossa. Anche un ormone chiamato Paratormone svolge un ruolo chiave nell’equilibrio di questo importante nutriente.
Assicuratevi di offrire al vostro bambino alimenti ricchi di calcio come formaggi, latticini, uova e verdure a foglia verde. Una dieta equilibrata, accompagnata da un po’ di esposizione al sole per la produzione naturale di vitamina D, aiuterà il vostro piccolo a crescere con ossa forti e sane.
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La Vitamina D: Sole, Alimentazione e Crescita
La vitamina D è essenziale per la salute a tutte le età, ma è particolarmente importante nei bambini, nei neonati, durante l’adolescenza, e durante gravidanza e allattamento. Questa vitamina liposolubile gioca un ruolo cruciale, poiché facilita l’assorbimento del calcio, contribuendo così allo sviluppo sano di ossa e denti. Inoltre, è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario.
La vitamina D viene principalmente prodotta dal nostro corpo in seguito all’esposizione al sole. Tuttavia, può essere assunta anche con la dieta, anche se gli alimenti che la contengono in quantità rilevanti sono piuttosto limitati. Tra questi, ci sono l’olio di fegato di merluzzo, il pesce (come dentice, merluzzo, orata, palombo, sogliola e salmone), il latte, i latticini e le uova.
Quantità di Alimenti e Proteine
Quante proteine per un bambino di un anno? «Tuttavia, bisogna fare una certa attenzione alla quantità delle proteine. In presenza di situazioni che, a buon senso, mettono in allarme il genitore, si può chiedere la valutazione da parte del pediatra». La quantità consigliata per le proteine è di 30 g di carne e 50 g di pesce (pesati a crudo). «Sono indicate le carni magre, preferibilmente non bovine. Orientarsi su pollo, tacchino, coniglio. Preferire il pesce pescato rispetto a quello allevato, alternare le tipologie. Evitare i molluschi per via della consistenza gommosa, finché il bambino non avrà un ottimo livello di masticazione.
Consigli Pratici per l'Alimentazione
Quanta pasta per un bambino di un anno? Cosa fare se il bambino è senza denti? «Proporre ogni tipo di alimento spappolato, schiacciato, mai tagliato in pezzi. In ogni caso non importa se il bambino ha o meno i denti: tutto il cibo deve essere ben cotto, molle e schiacciato. Nessun cibo è bandito purché la modalità di presentazione sia adeguata. «L’unico alimento che non è opportuno presentare da solo è la carne, perché molto fibrosa e per diventare morbida richiede la salivazione e la masticazione con i molari. La carne va presentata sotto forma di sughi, ragù o polpette.
Aumenta la curiosità verso il cibo degli adulti: come comportarsi? «Intorno a questa età il bambino comincia ad avere interesse verso il cibo degli adulti. Finché è soddisfatto e accetta il piatto unico con alimenti mescolati fra loro, seguiamo questa modalità.
«La giornata alimentare parte al risveglio con la colazione. A metà mattina il bambino può mangiare frutta fresca (questo spuntino di metà mattina può anche essere saltato). Il pranzo dovrebbe avvenire entro le 13 in modo da permettere il riposo pomeridiano e di non ritardare troppo l’addormentamento serale.
«La cena - a seconda delle abitudini familiari - può essere collocata fra le 18.30 e le 20, in modo che poi il bambino si addormenti, eventualmente bevendo una moderata quantità di latte prima della nanna.
Creare Buone Abitudini Alimentari
L’alimentazione continua a giocare un ruolo fondamentale per la crescita e lo sviluppo anche dopo l’anno di vita. Offrite al vostro piccolo un’alimentazione il più possibile varia ed equilibrata: limitate sale e zuccheri, preferendo cotture semplici con pochi grassi. L’olio extravergine d’oliva, usato a crudo, resta il condimento migliore. È importante non usare mai il cibo come premio o consolazione e aiutare i bambini a sviluppare buone abitudini fin da subito. Sedersi a tavola con calma e senza distrazioni, come la TV o i giochi, renderà il momento del pasto più sereno e piacevole per tutta la famiglia.
Sovrappeso e Obesità: Un'Emergenza Globale
«Nel mondo occidentale una delle emergenze di salute in età pediatrica è il sovrappeso», avverte la specialista. «I genitori devono fare attenzione a come si insegna a mangiare ai propri figli, a quali abitudini si danno. Il problema dell’alimentazione inadeguata nei bambini è un’emergenza a livello mondiale.
«Mangiare ha a che fare con le abitudini quotidiane: per questo stabilire la consuetudine a mangiare seguendo buone norme previene molte delle future patologie dell’età adulta. I dati del nostro Paese riferiscono che il 20-30% della popolazione è in sovrappeso. La percentuale varia da regione a regione.
Quando possono comparire sovrappeso e obesità? «Sovrappeso e obesità si manifestano mediamente intorno ai 7-8 anni, ma le basi si mettono molto prima. Sono strettamente collegate al modo in cui il bambino ha imparato a mangiare.
Tabella Riepilogativa Apporto Giornaliero Consigliato
A 12 mesi, il tuo bambino ha bisogno di mangiare ogni giorno cibi appartenenti a tutti i gruppi di alimenti.
| Gruppo di Alimenti | Apporto Giornaliero* | Porzioni di Esempio |
|---|---|---|
| Latte | 500 ml | 125-250 ml |
| Cereali e Derivati | 50-60 g di pasta o riso (divisi tra pranzo e cena), più 10-20 g di prodotti da forno (biscottini, fette biscottate, pane) |
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| Verdure | 150-200 g |
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| Frutta | 170 ml | 60 ml di frutta grattugiata, schiacciata o leggermente cotta, tagliata e sbucciata |
| Carne/Pesce | 40 g | 40 g di carne o pesce facili da masticare, a pranzo o a cena |
| Altre fonti di proteine | Alternare |
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* Il tuo bambino può avere bisogno di quantità maggiori o minori di quelle indicate; cerca sempre di cogliere e asseconda i suoi segnali di fame e sazietà.
Equilibrio a Tavola: Consigli Utili
I seguenti suggerimenti possono aiutarti a insegnare al tuo bambino le regole di base per nutrirsi correttamente e adottare così abitudini alimentari sane che lo accompagneranno per tutta la vita:
- Scegli gli alimenti giusti: Durante la transizione dal latte a una dieta "solida" e più varia, può aumentare il rischio di carenze nutrizionali.
- Non forzare il bambino a mangiare: Rispetta i suoi tempi e i suoi gusti.
- Offri varietà: Proponi cibi diversi per abituarlo a sapori nuovi.
- Rendi il pasto un momento piacevole: Evita distrazioni e crea un ambiente sereno.
Alimentazione Sana: Le Basi
Cosa si intende quando si parla di alimentazione sana per i bambini? È l’insieme di abitudini quotidiane che offre all’organismo infantile tutti i nutrienti necessari a “carburare”, ovvero consumare energia da spendere ogni giorno per crescere. L’alimentazione sana, fin dall’infanzia, è uno dei pilastri in questo senso. Per creare sane abitudini nei bambini, è importante offrire loro fin da subito un buon esempio da seguire. Il primo passo, infatti, è quello di migliorare l’alimentazione dell’intera famiglia, perché presto o tardi i piccoli imiteranno i comportamenti dei genitori.
Dunque, quando si parla di alimentazione dei bambini, a cosa occorre fare attenzione? Il primo trucco è quello di far sparire i cibi processati dalla lista della spesa e far entrare in casa gli alimenti nella loro versione naturale.
- Frutta e verdura in abbondanza.
- Cibi ricchi in carboidrati, a cominciare dai cereali in tutte le loro forme (pasta, riso e altri cereali in chicco, pane e altri farinacei, cereali in fiocchi o soffiati).
- Cibi ricchi in proteine, ovvero carne, pesce, uova, formaggi, legumi.
In generale, l’utilizzo di alimenti processati, in particolar modo durante lo svezzamento, dovrebbe essere minimo o nullo. Questi cibi, infatti, si trovano sulla punta della piramide alimentare; in famiglia si dovrebbe mangiare con grande frequenza ciò che sta alla base di essa e raramente ciò che sta all’apice.
Fino ai 3 anni è bene evitare i cibi ad alto rischio di contaminazione batterica come carni, pesci e uova crudi, nonché il formaggio preparato con latte non pastorizzato. Lo zucchero (anche sotto forma di sciroppo d’acero, amido di riso, sciroppo d’uva…) e i prodotti che ne contengono (biscotti, yogurt alla frutta, merendine…) non dovrebbero trovar posto nella nostra alimentazione.
Svezzamento e Alimentazione Complementare
Nell’arco della vita l’alimentazione subisce due importanti cambiamenti: il primo è il passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina, quando il neonato comincia a nutrirsi con il latte materno o con la formula artificiale. Per i primi 6 mesi di vita, il lattante soddisfa pienamente i propri fabbisogni con il latte: non gli serve nient’altro, né tisane né acqua, né frutta o biscotti. Questo percorso chiamato comunemente “svezzamento” - ma è più corretta la definizione “alimentazione complementare” - dura mesi e si può considerare concluso quando il bambino è in grado di soddisfare i propri fabbisogni nutrizionali senza ricorrere al latte.
Nei primi mesi dello svezzamento si consiglia di non eccedere con gli alimenti ricchi in fibre (cereali integrali, legumi con la buccia e passati di verdura) perché sono alimenti poco densi caloricamente che danno un senso di sazietà precoce, riempiendo il piccolo stomaco del lattante. Intorno ai 12 mesi il bimbo realizza mediamente cinque pasti (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena) e assume ancora una buona quota di latte che copre circa la metà del fabbisogno calorico. Il pranzo e la cena si possono comporre in modo simile, mentre la colazione e la merenda sono occasioni utili per introdurre una fonte di energia, come una porzione di cereali, frutta fresca e a guscio.
Proseguendo con lo svezzamento, il bambino impara a masticare sempre meglio e gestisce il cibo facilmente, arrivando ad assumerne maggiori quantità. Anche l’arrivo della dentizione aiuta, permettendo di triturare i cibi più duri, ed egli sarà in grado di controllare sempre meglio i movimenti delle proprie mani per usare con una certa abilità cucchiaino e forchetta. La composizione del pasto non cambia rispetto a quella del primo anno, ma si possono offrire consistenze più dure e croccanti, pur prestando sempre attenzione agli alimenti a rischio soffocamento. Si possono offrire con maggior frequenza alimenti ricchi in fibre come cereali integrali e legumi con buccia, senza eccedere.
Alimentazione a 18 Mesi
L’alimentazione verso i 18 mesi di vita somiglia maggiormente a quella di un adulto: il bimbo è maggiormente autonomo nel mangiare da solo, è capace di usare le posate e non sporcarsi, anche la verbalizzazione procede ed egli impara a esprimere molto bene se è sazio, se ha appetito o se ha sete. Dal punto di vista nutrizionale c’è un cambiamento perché l’organismo a questa età non è soggetto a una crescita accelerata come quella dei primi mesi di vita, perciò il pasto deve essere meno denso dal punto di vista calorico, proprio come nell’adulto. Da questo momento in poi invece la parte principale è costituita da verdure e frutta, che dovrebbero, insieme, coprire metà di un piatto ideale.
A questa età, infatti, la presenza di molte verdure nel piatto spesso non incontra i gusti del bambino che, invece, attraversa un periodo particolare dello sviluppo, in cui predilige alcuni gruppi alimentari rispetto ad altri (in particolare, la maggior parte dei bimbi di questa età tende a scartare le verdure). Tutto ciò non costituisce assolutamente un problema. Si tratta di una fase passeggera, chiamata “neofobia”, inizia verso i 2 anni, raggiunge un picco intorno ai 3 anni e sfuma intorno ai 5 anni. Si tratta di un normale adattamento dei bambini alla necessità di assumere solo cibi sicuri per il timore di cibi nuovi.
Cibi Consigliati
Tutti i genitori vogliono avere consigli su quali cibi non possono mancare nella dieta dei loro piccoli. Talvolta vi mancano le idee per le merende nell’arco della settimana? Non c’è bisogno di pensare a preparazioni complicate, basta anche offrire un frutto di stagione diverso nei vari giorni della settimana, accompagnato o meno da pane se l’appetito è molto.
Sono fondamentali anche i cereali in tutte le loro declinazioni, non solo pasta, ma anche cereali in chicco, in fiocchi, soffiati, in farine per fare comodi pancake o polenta, o anche nelle forme più apprezzate come pane, pizza, grissini, taralli… L’importante è variare il tipo di cereale, fare cioè attenzione a non offrire ai bambini solo prodotti del grano, ma abituarli a consumare ad esempio pasta di farro, pane di segale, cereali soffiati di quinoa.
Altri alimenti importantissimi sono i legumi. Non si tratta affatto, come molti pensano, di un contorno: sono a tutti gli effetti un secondo piatto e andrebbero consumati quasi tutti i giorni (all’interno dei 14 pasti settimanali, almeno quattro-cinque volte come fonte proteica del pasto). Il pesce, scelto preferibilmente di piccola taglia, è un alimento con buone proprietà nutrizionali, da preferire rispetto a carne, formaggi e uova.
Dopo il Compimento dell'Anno
Dopo il compimento dell’anno, i bambini possono mangiare quasi di tutto, adeguandosi alle abitudini e ai gusti della famiglia, naturalmente con buon senso:
- La pasta: gli si può offrire la prima pastasciuttina, preferendo la pasta a base di farina “diastasata”, cioè trattata in modo da essere più digeribile.
- La frutta e la verdura: non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione dei più piccoli in quanto, oltre a fornire vitamine e sali minerali, sono ricche di fibre e cellulosa.
- L’uovo intero: le uova sono ottime sostitute della carne per la loro ricchezza di proteine, grassi, ferro e altri sali minerali.
- La carne: il piccolo può mangiare i suoi primi pezzi di carne interi: meglio preferire le carni magre, come pollo, coniglio, vitello, tacchino.
- Il latte: il bambino ha bisogno di latte, preziosa fonte di calcio e di proteine. Se il piccolo non lo ama o lo tollera poco, si può sostituirlo con lo yogurt o il formaggio grana.
A Partire dai 15 Mesi
A partire dai 15 mesi è possibile offrire al bimbo una pastina con passata di pomodoro e legumi decorticati. I legumi possono essere offerti senza limitazione di qualità dai 12 mesi, ad eccezione dei bimbi che presentino favismo. Nonostante il bambino abbia compiuto un anno si ritene utile porre attenzione ancora alle solanaceae (peperoni e melanzane) ad eccezione delle patate che devono essere considerati dei carboidrati, come i cereali.
La frutta a guscio e i semi oleosi si possono offrire ancora in crema per favorirne l'assorbimento e la digestione, la frutta disidratata può essere offerta a merenda a pezzettini (datteri, uva passa, albicocche). Via libera ad estratti prodotti con verdura e frutta fresche (non più di 100 ml) da offrire prima di merenda o prima dei pasti, magari suddividendoli in 50 ml per due volte al giorno in modo da non saziare troppo prima del pasto.
Il latte rimane il latte materno o formulato ma è possibile introdurre anche le bevande vegetali, dette impropriamente “latti vegetali”. Tra tutti i tipi di bevande vegetali esistenti i latte di soja risulta molto proteico e quindi non adatto sotto i 3 anni di vita; gli altri possono essere offerti a patto che non contengano zucchero o sale.