Alimentazione della Capra Incinta: Fabbisogno Nutrizionale

Molte scuderie scelgono di ospitare capre, spesso nane, per intrattenere i bambini o fare compagnia ai cavalli. Tuttavia, è essenziale conoscere le specifiche esigenze di alimentazione e mantenimento di questi animali per garantire la loro salute e benessere.

Il Ricovero e il Recinto Ideali

La capanna ideale per le capre deve essere semplice, composta da una tettoia e almeno tre pareti lungo i lati più esposti al vento, con un'apertura che permetta loro di entrare e uscire liberamente. All'interno, un ripiano rialzato, asciutto e ben protetto, offre un luogo ideale per riposare. Il fondo della capanna dovrebbe essere di terra battuta, evitando cemento e ghiaia. È fondamentale che ci sia spazio coperto sufficiente per tutte le capre per coricarsi e che abbiano accesso al rifugio in ogni momento.

Reprimere le Fughe

Il recinto deve essere parzialmente interrato o rinforzato per impedire alle capre di sollevarlo. Alcuni esperti consigliano recinti a basso voltaggio per proteggere le capre da predatori esterni, come i cani. Le capre possono tentare di evadere scavando nel terreno, ma tendono a non allontanarsi troppo dal recinto dove si trova la capanna.

L'Abbeveratoio

L'acqua è essenziale per la sopravvivenza delle capre. Il fabbisogno di acqua è influenzato da attività fisiologiche come la gravidanza e l'allattamento. Pertanto, è fondamentale fornire alle capre un accesso libero all'acqua fresca e pulita 24 ore su 24, assicurandosi che la fonte sia sempre piena e pulita.

L'Alimento Ideale per le Capre

Erba da pascolo, fieno essiccato o pellettato e una piccola parte di cereali sono ottime fonti di calorie per le capre. Poiché le capre sono anatomicamente progettate per digerire le fibre, foraggi come pascoli, foglie e fieno a stelo lungo o pellettato sono la base ideale della loro alimentazione. Per capre con requisiti energetici più elevati, come quelle in allattamento o in crescita, si possono aggiungere granaglie, scegliendo prodotti specifici per capre e seguendo le indicazioni di alimentazione sulla confezione. Generalmente, i mangimi per capre sono a base di grano, soia e avena.

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Il Fabbisogno Proteico

Il fabbisogno proteico varia in base alla funzione fisiologica della capra. Capre incinte, in allattamento o in crescita richiedono un apporto proteico maggiore rispetto a una capra matura. Pascoli d'erba e foraggi a stelo lungo sono adatti per capre con basse esigenze proteiche, mentre per le altre si possono aggiungere i cereali.

Minerali e Vitamine Essenziali

Le capre necessitano di una serie di minerali per rimanere in salute, tra cui sale (sodio e cloruro), calcio, fosforo, magnesio, selenio, rame e zinco. Un modo semplice per garantire un adeguato apporto di minerali è fornire una fonte minerale granulare a scelta libera, composta per il 50% da sale minerale in tracce e per il 50% da fosfato bicalcico.

Le vitamine che più probabilmente richiedono integrazione sono la vitamina A e la vitamina D. Le vitamine del gruppo B, la vitamina C e la vitamina K sono sintetizzate nel corpo e non sono generalmente considerate essenziali nella dieta. Se le capre hanno accesso a foraggi verdi freschi o pascolano libere, il fabbisogno di vitamina A è spesso soddisfatto. L'integrazione di vitamina D è necessaria solo se le capre sono confinate in fienili senza luce solare. In alternativa al granulato vitaminico, si possono offrire frutta e verdura fresche in quantità moderata.

Fabbisogni Energetici delle Capre Adulte

L’alimentazione delle capre adulte varia con il ciclo riproduttivo, dalla messa in asciutta alla fine della lattazione successiva.

Asciutta e Gravidanza

L’alimentazione durante questa fase deve mantenere la capra in una condizione corporea ottimale, evitando un eccessivo ingrassamento che può creare problemi al parto. Fino al terzo mese di gestazione, il fabbisogno alimentare della capra è come quello del mantenimento. A partire dal quarto mese di gestazione, i fabbisogni aumentano in modo esponenziale fino al parto. Al termine della gestazione il livello di ingestione tende a diminuire per la riduzione di volume del rumine dovuta alla crescita del/i feto/i.

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Come unità di misura del fabbisogno energetico si adotta la UFL, unità foraggera latte; essa corrisponde alla quantità di energia netta per la produzione di latte (ENL) contenuta in 1 Kg di orzo di riferimento (1 UFL = 1700 Kcal di ENL). Il fabbisogno in condizioni di mantenimento, da mantenere durante i primi tre mesi di gestazione, prevede una concentrazione energetica della razione di 0,65 UFL/Kg SSI (sostanza secca ingerita). A partire dal quarto mese di gestazione, è necessario raggiungere 0,75 UFL/Kg SSI, fino ad arrivare a 0,85 UFL/Kg SSI al quinto mese.

Per raggiungere questi valori, è bene:

  • non eccedere con il concentrato, ma utilizzare foraggi di elevata qualità e appetibilità, in modo da massimizzare l’ingestione;
  • mantenere il volume del rumine elevato, per evitare un calo di ingestione a inizio lattazione;
  • non far ingrassare le capre durante la gestazione, per prevenire la tossiemia gravidica.

Lattazione

Durante la lattazione, il periodo più critico è quello dal parto al picco di lattazione, poiché il livello di ingestione si riduce portando ad un bilancio energetico negativo. Questo è compensato con la mobilizzazione del grasso di riserva, che se troppo intensa porta a chetosi. È bene quindi evitare, in gravidanza, da un lato un eccessivo utilizzo di concentrati, che riducono la mobilità e il volume ruminale, causando diminuzione di ingestione, e dall’altro indurre nella capra gravida uno stato di iponutrizione, che causa eccessiva lipomobilizzazione.

Nel caso di capre ad alta produzione, è necessario somministrare, dopo 3-4 settimane dal parto, una razione con un livello energetico di 1-1,05 UFL/Kg SSI. È consigliabile raggiungere questo valore gradualmente, per non provocare dismetabolie, e ancora non eccedere con i concentrati. Dal 2°-3° mese di lattazione, la capacità di ingestione aumenta e la produzione di latte diminuisce. In questo periodo cessa la lipomobilizzazione e comincia il deposito di grasso; è necessario quindi ridurre il contenuto energetico della razione per evitare ingrassamento delle capre, diminuendo la quantità di concentrati nella dieta.

Alimentazione delle Caprette da Rimonta

L’obiettivo è preparare le caprette in modo che verso i 7-8 mesi possano affrontare la gravidanza in maniera ottimale, almeno negli allevamenti di tipo intensivo. Per far questo è necessario che, al momento del primo salto, raggiungano un peso corporeo pari al 60% del peso vivo adulto e, al momento del parto, un peso pari al 75% del peso vivo adulto. Per far questo è necessario curare molto bene l’alimentazione nelle tre fasi di crescita delle caprette.

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Alimentazione Lattea

Questa fase ha durata variabile, da 4 settimane a 6 mesi, e l’allattamento può essere naturale o artificiale. Negli allevamenti estensivi o in quelli da carne prevale l’allattamento naturale e di lunga durata, mentre in quelli intensivi da latte prevale l’allattamento artificiale di breve durata.

È però sempre fondamentale che il capretto appena nato assuma, entro le prime ore di vita, il colostro, ricco di immunoglobuline che lo proteggono da infezioni di batteri e virus. Se il colostro non è assunto direttamente dalla madre, bisogna somministrare circa 100 ml di colostro/Kg di peso vivo per 2-3 pasti giornalieri. In questi casi il colostro sarà congelato, se proveniente da animali sani, o di vacca. Dopo due giorni di somministrazione di colostro, si passa al latte intero di capra o di vacca o a latte in polvere ricostituito, fino almeno alla quarta-quinta settimana.

Se si impiega latte in polvere ricostituito, questo deve essere di buona qualità, con un tenore in grasso tra il 15 e il 25% e in proteine tra il 20 e il 25% sul secco; non deve avere eccesso di lattosio per non indurre diarrea. Un’alternativa al latte in polvere è il latte acido, che ha il vantaggio di ridurre i disturbi digestivi.

Svezzamento

La tecnica di svezzamento varia a seconda del tipo di allevamento. In quello estensivo o semi-estensivo, dove le caprette crescono sotto le madri, lo svezzamento avviene nell’arco di 2-6 mesi in modo graduale. In quello intensivo, invece, avviene o in modo progressivo o con passaggio netto da latte ad alimento solido.

Lo svezzamento dovrebbe cominciare quando il capretto ha raggiunto un peso pari a 2,5 volte quello della nascita. Sicuramente lo svezzamento graduale rende più facile il cambio di dieta. I concentrati specifici per svezzamento e accrescimento devono avere un contenuto proteico elevato (18-20% per svezzamento e 16-18% per accrescimento). È consigliabile somministrare il concentrato inizialmente in più pasti ed in piccole dosi per suscitare la curiosità delle caprette e favorire l’ingestione. Per regolare il tenore proteico è possibile aggiungere cereali, es. 60% concentrato al 18% proteina + 40% cereale = concentrato al 16% proteina.

È importante che le caprette abbiano sempre a disposizione acqua fresca e pulita e facilmente accessibile. I foraggi devono essere di ottima qualità e a disposizione già dalla 3° settimana, per favorire lo sviluppo del rumine. Il pascolo rappresenta un’ottima risorsa per l’allevamento delle caprette da rimonta, ma è necessario osservare alcune precauzioni:

  • non far pascolare le caprette su parcelle già pascolate da ovi-caprini, per evitare il rischio di parassitosi;
  • il pascolo deve avere essenze appetibili e tagliate da poche settimane o pascolate in precedenza da bovini o equini (altezza del cotico erboso 7-12 cm);
  • l’uscita al pascolo deve avvenire intorno ai 4-5 mesi per animali svezzati a 2 mesi;
  • il tempo dedicato al pascolamento deve essere graduale e progressivo nell’arco di 2 settimane, per non creare squilibri alimentari.

Fabbisogni Energetici dei Becchi

Durante il mantenimento, i fabbisogni dei becchi sono analoghi a quelle delle capre adulte, con una richiesta energetica superiore del 10%. Durante la stagione di monta, invece, i fabbisogni crescono del 15% circa. A partire da 6 settimane prima delle monte e per tutta la loro durata, bisogna integrare con concentrati ricchi in cereali (300-600 g/giorno a seconda del peso del becco).

Tossiemia Gravidica

La tossiemia gravidica è una malattia metabolica tipica di pecore e capre che colpisce verso la fine della gravidanza. Si riconosce perché gli animali ammalati sembrano addormentati, non mangiano, sono costipati, vagano, si isolano, digrignano i denti. L’incidenza di questa malattia non è elevata (1-2%), ma il tasso di mortalità può raggiungere l’80%. Colpisce principalmente animali con più parti o con gravidanze gemellari. Il rischio di contrarre la tossiemia gravidica può aumentare se le pecore e le capre sono grasse.

In sede diagnostica si può confondere con la listeriosi, la poliencefalomalacia, la cenurosi, l’ipocalcemia (anche se sono spesso associate) e l’ipomagnesiemia. La certezza diagnostica si ha analizzando il sangue. In ogni caso, a fine gravidanza nei soggetti a rischio si possono trovare valori di glicemia compresi tra 20 e 40 mg/dl. Di grande valore diagnostico è la misurazione della concentrazione dei corpi chetonici BHB nel sangue. Valori minori di 0.8 mM/L sono considerati normali, valori compresi tra 0.8 e 1.6 mMol/L sono ritenuti espressione di moderata mal nutrizione, mentre valori maggiori di 1.6 mM/L sono considerati sintomo di grave malnutrizione. Già ad un valore di 3 mM/L è possibile osservare i segni clinici della tossiemia gravidica.

La prevenzione e la diagnosi della tossiemia gravidica sono piuttosto complesse, e la terapia difficile e potenzialmente pericolosa, per cui è bene rivolgersi ad un veterinario esperto di patologia ovina e caprina.

Nutrienti Essenziali in Gravidanza

Secondo i L.A.R.N. (livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti per la popolazione italiana) del 1996, dettati dalla S.I.N.U. (Soc. Nutrienti da implementare in gravidanza sono la vitamina B12, per la formazione dei globuli rossi, presente in uova, carni e formaggi; la vitamina A, per la crescita fetale, presente negli spinaci, nei broccoli, nelle verdure verde scuro in generale, così come nelle carote e nella frutta di colore giallo o arancione. Ugualmente importante è l’assunzione di vitamina D, per l’osteogenesi fetali e l’assorbimento del calcio, e di vitamina C, che fa aumentare l’assorbimento del ferro. Il ferro, che spesso deve essere integrato quotidianamente, deve garantire sufficiente apporto di sangue al bambino.

Per ogni dubbio, è sempre consigliabile consultare il proprio veterinario.

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