Alimentazione Cinese e Prevenzione dei Tumori: Un Approccio Integrato

Il tema delle interazioni tra farmaci oncologici e prodotti naturali è stato recentemente al centro di diversi eventi, inclusi incontri con pazienti oncologici e un evento su alimentazione e cancro tenutosi all'EXPO nel 2015.

Da uno studio pubblicato nel 2011 emerge che un paziente oncologico su tre usa erbe, in particolare aloe, e uno su cinque usa supplementi a base di vitamine.

Un'altra ricerca italiana rivela che il 65% dei pazienti con leucemia linfocitica cronica ricorre a medicine complementari e che tè verde e aloe sono i rimedi più usati.

È fondamentale distinguere tra l'utilizzo delle erbe come antitumorali e come integrazione alle cure, anche se il confine non è sempre chiaro.

Grazie ai social network e al passaparola, i pazienti si pongono domande sull'efficacia di zenzero, curcuma, aglio e cipolla contro i tumori.

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Piante e farmaci possono essere amici, ma non tutto ciò che è naturale è innocuo.

Esistono piante tossiche e alcune erbe possono interferire con l'azione dei farmaci, aumentando o diminuendo l'assorbimento e il processo di trasformazione dei farmaci nell'organismo.

Per esempio, iperico e gingko possono aumentare il metabolismo di farmaci antitumorali, diminuendone l'efficacia, mentre pompelmo e aglio potrebbero avere conseguenze opposte.

Una chiara comunicazione tra paziente e medico è indispensabile per evitare rischi o danni, dato che siamo solo all'inizio della comprensione delle interazioni tra farmaci oncologici e preparati a base di piante.

Fitoestrogeni e Tumori

I fitoestrogeni sono composti di origine vegetale con una struttura chimica e alcune funzioni simili a quelle degli estrogeni prodotti dall’organismo umano. Le fonti principali di questi composti sono legumi, frutta e verdura.

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Tra gli alimenti più ricchi di fitoestrogeni, la soia occupa senza dubbio il primo posto: contiene infatti fino a 100 diversi tipi di fitoestrogeni (soprattutto gli isoflavoni genisteina, daidzeina e gliciteina), oltre a una serie di altri composti che ne fanno un alimento chiave per un’alimentazione salutare.

Molti studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione fra consumo di alimenti ricchi in fitoestrogeni (per esempio la soia) e una diminuzione del rischio di tumore del seno. Meno chiari, ma nella stessa direzione, sono i dati per altri tipi di tumore.

Non ci sono prove certe del legame fra consumo di fitoestrogeni negli alimenti e aumento del rischio di tumori particolarmente sensibili agli ormoni (seno, endometrio, prostata).

Dopo una diagnosi di tumore, è importante parlare con il medico dell’eventuale rischio legato al consumo di fitoestrogeni.

Molti studi hanno mostrato che queste sostanze offrono benefici per il sistema cardiovascolare, aiutano le donne in menopausa a ridurre i sintomi più fastidiosi, riducono il rischio di osteoporosi e hanno un effetto protettivo contro diversi tipi di tumore.

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È stato osservato che in alcuni casi le molecole vegetali si comportano come interferenti endocrini, ovvero, a seconda del contesto, possono ampliare o ridurre l’effetto degli estrogeni endogeni (cioè prodotti dall’organismo), comportando effetti negativi per la salute.

Gli esperti dell’American Cancer Society spiegano per esempio che gli estrogeni della soia sembrano non avere un effetto negativo sul rischio di sviluppare un tumore del seno e, anzi, in base ai dati ottenuti in studi su popolazioni asiatiche, sembrano ridurlo.

Gli autori di un’analisi i cui risultati sono stati pubblicati nel 2022 sulla rivista Cancers hanno valutato i dati raccolti in 7 diversi studi precedenti, in cui erano state coinvolte donne con diagnosi di tumore del seno. I risultati non hanno mostrato effetti avversi del consumo di soia sul ritorno della malattia o sulla mortalità (sia generale, sia legata al tumore).

Diverso è il discorso legato ai supplementi a base di fitoestrogeni: non serve assumerli a scopo preventivo e non ci sono ancora dati sufficienti a escludere effetti negativi sulla salute.

In sostanza, il consumo di soia e altri alimenti contenenti fitoestrogeni non è di per sé controindicato per nessuno, anche se in caso di una precedente diagnosi di tumore è sempre meglio rivolgersi all’oncologo per capire cosa è meglio portare a tavola.

Uno studio svolto in Asia difficilmente sarà confrontabile con uno svolto in occidente, dato che sono diverse le caratteristiche genetiche delle persone coinvolte, e di conseguenza le interazioni degli organismi con i fitoestrogeni. Ma soprattutto sono differenti le abitudini alimentari.

È poi stato dimostrato che gli animali di laboratorio utilizzati per studiare l’effetto dei fitoestrogeni utilizzano queste molecole in modo diverso dagli esseri umani. Di conseguenza l’impatto del consumo di fitoestrogeni sulla salute umana non può essere dedotto né estrapolato dai risultati ottenuti in studi preclinici.

Dati tutti questi fattori confondenti, gli esperti sono cauti e sostengono che al momento, la strategia migliore è evitare gli eccessi in un senso o nell'altro: niente paura dei fitoestrogeni, ma tanta consapevolezza e informazione.

Medicina Cinese e Trattamento del Cancro

Nella Medicina Cinese (MC) la neoplasia è intesa come manifestazione locale di una malattia costituzionale. Mentre la MC focalizza il trattamento su tutto il corpo, la medicina occidentale tratta il problema come localizzato.

Il concetto di neoplasia nella MC è una diffusa resistenza nel corpo mentre i fattori oncologici crescono. Quindi il trattamento è focalizzato sulla riduzione della resistenza del corpo piuttosto che attaccare direttamente la malattia.

Il successo della MC non è l’eliminazione totale della neoplasia (sempre auspicabile ma spesso impossibile) ma portare il paziente a sopravvivere e mantenere una buona qualità della vita coesistendo con una stabilizzazione della neoplasia.

Per la la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) il trattamento del cancro può essere suddiviso in 4 fasi:

  1. Diagnosi iniziale, includendo la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia;
  2. Ricostituzione seguente al trattamento chemioterapico;
  3. Aggiuntivo trattamento per eliminare le cellule residue;
  4. Ricostituzione a lungo tempo per prevenire le recidive e le metastasi.

L’integrazione fra Medicina Tradizionale Cinese e Medicina Occidentale porta benefici al paziente in ogni stadio della malattia.

I trattamenti di MTC sono usati sia nel pre-chirurgico per migliorare la salute generale del paziente sia nel post-chirurgico per ridurre i sintomi e promuovere il ripristino e l’integrità e l’unità fisica.

Protocolli di MTC sono stati sviluppati per sopprimere la crescita neoplastica, promuovere l’apoptosi, bloccare la neoangiogenesi e la metastatizzazione e prevenire le recidive.

La Medicina Tradizionale Cinese dà al paziente neoplastico buona confidenza nel combattere la malattia migliorando la qualità della vita.

La teoria, la pratica e l’approccio della Medicina Tradizionale Cinese e della nuova Medicina Cinese (MC) alla Oncologia differiscono significativamente dalla Medicina Occidentale (MO).

Il cancro nella MC è visto come una manifestazione locale di una malattia sistemica occorsa dentro strutture e funzioni del corpo. Esiste una teoria ed un sistema pratico di trattare la malattia neoplastica con regole ben stabilite.

Le integrazioni fra MC e MO sono state per molte decadi praticate ed è stato dimostrato che la MC è un ottimo adiuvante della MO come trattamento della neoplasia.

La MC tratta varie strategie anticancro: come bloccare la crescita cellulare; indurre differenziazione cellulare; promuovere l’apoptosi, facilitare l’anti-angiogenesi; ridurre le ricadute, la metastatizzazione e lo sviluppo del cancro; fare la prevenzione.

Quando combinata la MO e la MC abbiamo più efficacia, riduzione degli effetti collaterali, aumento dell’effetto terapeutico della chemioterapia e radioterapia.

La MC può anche aiutare la preparazione per il ripristino della chirurgia, l’aggiustamento della risposta biologica, migliora la qualità della vita e la prognosi a lungo termine.

Molti oncologi non vogliono che i propri pazienti assumano qualsiasi sostanza che essi non prescrivano, inclusa la dieta, durante i trattamenti.

Correntemente solo l’agopuntura è la modalità di MC accettata che può essere utilizzata durante il trattamento oncologico occidentale.

La MC lega nelle applicazioni generali l’uso dei rimedi naturali, ed è importante esplorare come la MC può essere pienamente integrata con la MO aumentando gli effetti dei trattamenti antineoplastici.

La MC integrativa e la MO oncologica possono essere praticate nello stesso reparto, dagli stessi medici per gli stessi pazienti.

L’oncologia integrata usa i principi della medicina tradizionale Cinese per la malattia neoplastica come una guida e combina la conoscenza della MO (fisiopatologia, diagnosi e farmacologia) per formulare i protocolli di trattamento.

L’efficacia della Medicina Integrata Cinese e l’Oncologia Occidentale è stata provata essere meglio della MC o MO usate da sole.

La base strategica quindi sarà aumentare la resistenza dell’organismo ed eliminare i fattori favorenti la crescita tumorale. Fra queste sarà necessario aumentare l’attività del Sist. Immunitario riuscendo a scoprire le mutazioni cancerose.

Con il supporto di Qi si andrà a recuperare i danni da chemio e radioterapia.

Il corso della malattia cancerosa può essere visto come un confronto dinamico fra normale funzione del corpo e crescita neoplastica.

Come abbiamo visto questo può essere suddiviso in quattro stadi:

  1. Diagnosi iniziale: quando la oncogenesi è il fattore preponderante e ciò è seguito da chirurgia, chemioterapia e radioterapia come anche da erbe anticancro per eliminare tutte le cellule cancerose. Nello stesso tempo la MC può essere utilizzata per mitigare gli effetti tossici della Medicina Occidentale, ed aumentare l’efficacia della stessa.
  2. Ripristino a seguito dei trattamenti aggressivi, dopo che il tumore è stato sconfitto. Il trattamento è focalizzato sul miglioramento del midollo osseo e del Sist. Immunitario. La MC è usata per migliorare lo stato generale.
  3. Trattamenti addizionali sono usati per eliminare le residue cellule neoplastiche.
  4. Un ripristino a lungo termine usando terapie di supporto e metodi adiuvanti per prevenire le ricadute.

Il successo della MC nella lotta contro il cancro non si basa solo sulla totale eliminazione. Se non è possibile eradicare completamente la neoplasia, l’obiettivo principale rimane la coesistenza del paziente con la patologia ed una qualità della vita regolare.

La proposta della Medicina Integrata Cinese e la Medicina Occidentale Oncologica è il prolungamente della vita e migliorare la qualità della vita.

Così se le condizioni del paziente possono essere stabilizzate, la sopravvivenza è prolungata, l’efficacia del trattamento avrà più riscontro perché il paziente starà meglio.

L’obiettivo è trasformale la malattia neoplastica in una patologia cronica.

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