La Nutrizione Enterale è la somministrazione di alimenti direttamente nello stomaco o nell’intestino mediante l’impiego di apposite sonde. Questa nutrizione si attua solitamente tramite una sonda che, inserita attraverso una narice o attraverso la parete addominale, arriva direttamente nello stomaco o nell’intestino.
Questa sonda non è altro che un tubo, di materiale morbido e flessibile, attraverso il quale vengono introdotte miscele nutritive. La nutrizione enterale domiciliare è la procedura più utilizzata per fornire un corretto supporto alimentare al paziente senza ricorrere a periodi di ospedalizzazione più o meno lunghi, ma non solo. La nutrizione artificiale per via enterale serve a fornire sostanze nutritive e idratazione al paziente che non è in grado di bere e mangiare liquidi e cibo in quantità tale da soddisfare il proprio fabbisogno nutrizionale.
Le ragioni che provocano l’impedimento possono essere le più diverse: la causa, ad esempio, potrebbe essere un intervento chirurgico, una patologia cronica o una patologia in forma acuta oppure l’esigenza di ricevere le cure di fine vita. A meno che non vi siano altre motivazioni che richiedono il ricovero, a fronte del regolare funzionamento dell’apparato digerente e di fronte al parere positivo dell’equipe medica, il trattamento viene comodamente effettuato in casa ed è per questo che si parla di nutrizione enterale domiciliare.
Tipologie di Sonde e Modalità di Inserimento
Il sondino naso-gastrico può essere posizionato presso il domicilio o durante il ricovero ospedaliero. Viene introdotto attraverso una narice fino a raggiungere lo stomaco e permette la somministrazione di alimenti liquidi. Quando è prevedibile un lungo periodo di nutrizione enterale è preferibile che la sonda sia introdotta direttamente nello stomaco o nel primo tratto di intestino (digiuno) attraverso la parete addominale (stomia).
Si tratta di un piccolo intervento chirurgico eseguito in ospedale, in anestesia locale. Sia la sonda gastrostomica che quella digiunostomica possono rimanere in sede fino a un anno. La sonda gastrica è fornita di dispositivi interni ed esterni che ne impediscono la fuoriuscita. Se la sonda è del tipo “rimovibile dall’esterno”, potrà essere sostituita dal medico anche a casa.
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In base al posizionamento e alla tipologia del dispositivo scelto, si parla di nutrizione artificiale domiciliare per via enterale attraverso:
- Un sondino enterale, che può essere il sondino naso gastrico che entra da una narice per terminare nello stomaco, il sondino orogastrico che inizia nella bocca per terminare nello stomaco il sondino naso enterico che entra nel naso per terminare nell'intestino;
- La stomia gastrica o gastrostomia, dove la sonda viene posizionata all’altezza dello stomaco;
- La stomia del digiuno o digiunostomia, dove la sonda viene posizionata all’altezza del digiuno.
Infine, il posizionamento della sonda dipende dalle esigenze del paziente dal punto di vista della nutrizione e dalle sue capacità digestive, dalla dimensione del tubicino che si utilizza per l’infusione e dalla durata dei pasti somministrati per via enterale.
Modalità di Somministrazione
Nella nutrizione enterale domiciliare per via enterale esistono tre differenti modalità di somministrazione delle miscele nutritive:
- La somministrazione tramite nutripompa (o pompa nutrizionale): si tratta della modalità più utilizzata perché la pompa è un dispositivo elettronico che permette di gestire in modo preciso i tempi e la velocità con cui si somministra la miscela.
- La somministrazione a gravità (o a caduta): ad oggi, viene prescritta più di rado e le linee guida delle società scientifiche la sconsigliano perché la velocità di somministrazione, regolata attraverso un morsetto posizionato sul deflussore, risulta essere meno precisa rispetto all’utilizzo di una nutripompa elettrica.
- La somministrazione a bolo (mediante l’utilizzo di una siringa).
La pompa: i nutrienti sono infusi tramite pompa, in forma continua nelle 24 ore o ciclica per la durata di 12-18 ore (notturna o diurna). Nella nutrizione enterale è consigliato l’uso della pompa. La pompa è un’apparecchiatura elettronica che consente di somministrare con regolarità e precisione il flusso della miscela. È dotata di una batteria che garantisce il funzionamento anche in caso di assenza di corrente.
Quando suona l’allarme, seguire le istruzioni dettagliatamente descritte nel manuale di funzionamento, che devono essere oggetto di addestramento da parte dell’infermiere al momento della consegna della pompa. La pompa deve essere mantenuta pulita rimuovendo quotidianamente la polvere ed utilizzando eventualmente un panno umido.
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Con sistema “a caduta” (goccia a goccia per gravità): non si utilizza la pompa, ma un regolatore di flusso manuale (rotella) come per le fleboclisi.
In bolo: in alcuni casi i nutrienti sono somministrati con una grossa siringa (120 millilitri) in quantità di circa 120-360 ml per 4/6 volte al giorno. Questa modalità può causare alcuni effetti collaterali (nausea, vomito, rigurgito, diarrea) legati principalmente all’eccessiva velocità di riempimento dello stomaco, e alla possibile contaminazione degli alimenti.
Preparazione e Somministrazione della Miscela Nutritiva
Per la preparazione e somministrazione della miscela, è necessario avere a disposizione:
- Miscela nutritiva
- Telino o panno pulito
- Deflussore: tubicino flessibile che serve per far scendere la miscela nutrizionale dal contenitore fino alla sonda
- Siringa con cono
- Tappi in plastica con membrana perforabile
- Piantana di supporto per la pompa e per la miscela nutritiva, cestello porta bottiglia
Istruzioni per la preparazione:
- Preparare il piano di lavoro vicino al luogo in cui avverrà la somministrazione: deve essere lavato con una soluzione detergente (acqua e sapone) e asciugato accuratamente utilizzando carta assorbente da cucina (vanno evitate le spugnette perché rappresentano un possibile ricettacolo di germi).
- Se non controindicato, durante il giorno la somministrazione può essere effettuata con la persona in posizione seduta (sulla sedia o in poltrona); se eseguita con persona a letto (diurna o notturna) far assumere una posizione semiseduta, sollevando la testiera del letto o utilizzando alcuni cuscini: ciò diminuisce il rischio che la miscela dallo stomaco possa risalire nell’esofago e da qui passare nelle vie respiratorie.
- Agitare il flacone prima di aprire la confezione.
- Aprire il sacchetto del deflussore senza estrarlo dalla confezione.
- Eliminare il tappo metallico del flacone e applicare il tappo perforabile.
- Inserire il deflussore monouso con la parte più appuntita nel tappo perforabile.
- Capovolgere e mettere il flacone nel cestello appeso alla piantana e collegare il deflussore alla pompa.
- Fare fuoriuscire tutta l’aria dal deflussore riempiendolo con la miscela nutritiva.
- Lavare la sonda con acqua e collegarla al deflussore.
Somministrazione dei Farmaci
Il medico avrà cura di prescrivere, quando possibile, farmaci in forma liquida (gocce, sciroppi). Nel caso in cui vengano prescritte compresse queste devono essere polverizzate e diluite in acqua tenendo presente che piccoli frammenti potrebbero ostruire la sonda. Una volta frantumati e diluiti in acqua i farmaci vanno somministrati immediatamente perché potrebbero alterarsi.
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Procedura per la somministrazione dei farmaci:
- Preparare sul piano di appoggio pulito, il farmaco, un bicchiere, una siringa e dell’acqua.
- Evitare di mescolare farmaci diversi e rispettare gli orari prescritti.
- Interrompere la nutrizione (se in corso).
- Lavare la sonda con 30/40 ml di acqua.
- Diluire il farmaco in 10/15 ml d’acqua, aspirarlo con la siringa e iniettarlo nella sonda; lavare il bicchiere in cui si è diluito il farmaco e somministrare l’acqua di lavaggio per recuperare tutto il farmaco. Ripetere questo passaggio per ciascun farmaco che si deve somministrare.
Cura della Sonda e della Stomia
Per evitare che la sonda si occluda deve essere regolarmente lavata con acqua naturale, utilizzando una grossa siringa. Qualora nella fase di introduzione dell’acqua si avvertisse resistenza è bene ripetere il lavaggio più volte.
Nonostante la nutrizione avvenga attraverso la sonda è necessario effettuare almeno due volte al giorno la pulizia della bocca. Ciò garantisce senso di benessere alla persona e perviene problemi quali alitosi, sensazione di bocca impastata, disturbi alle mucose e ai denti. Anche la dentiera deve essere quotidianamente pulita.
Il sondino, che da una narice viene inserito fino allo stomaco, viene tenuto in sede da un cerotto. Il cerotto di ancoraggio va sostituito almeno ogni 2/3 giorni e ogni volta che è sporco o che tende a staccarsi. Esistono diverse modalità e sedi di fissaggio: al naso, sulla fronte, sulla guancia. Con l’aiuto dell’infermiere potrà essere scelta quella migliore per ogni singolo caso.
- Sulla fronte fra due strati di cerotto, uno inferiore direttamente sulla pelle, a cui si sovrappone il sondino che viene fissato con un altro cerotto.
- Direttamente sul naso con le due estremità di una striscia sottile di cerotto che a cravatta avvolge il sondino.
Durante il primo mese dopo il posizionamento della sonda, la medicazione è affidata all’infermiere delle cure domiciliari. Successivamente la stomia non necessita più di medicazione: una regolare pulizia della cute attorno alla sonda è sufficiente ad evitare irritazioni e infezioni. Ispezionare la pelle giornalmente e segnalare al medico o all’infermiere l’eventuale presenza di arrossamento, gonfiore, dolore o cute molto calda.
Istruzioni per la pulizia della stomia:
- Rimuovere la vecchia medicazione.
- Pulire la pelle con acqua e sapone, lavando anche la zona sotto la placca di ancoraggio.
Nella digiunostomia la sonda, inserita nel primo tratto dell’intestino, è di piccolo calibro per cui bisogna fare particolare attenzione a prevenire le ostruzioni (vedere indicazioni per il corretto lavaggio della sonda). La gestione della medicazione che viene affidata ai familiari è simile a quella descritta per la gastrostomia.
Gestione Domiciliare: Cosa Serve
Per praticare la nutrizione enterale domiciliare servono:
- La miscela
- Il deflussore
- Il nutripompa
Miscela per alimentazione artificiale
Le miscele, cioè gli alimenti in forma liquida da somministrare per via enterale, vengono scelte dal medico in base alle esigenze nutritive del paziente e sono complete ed equilibrate dal punto di vista nutrizionale. Vengono distribuite all’interno di contenitori per alimenti in vetro o in plastica con una capienza minima di 500ml, il flacone deve essere somministrato a temperatura ambiente e consumato entro 24 ore dall’apertura.
Deflussore per alimentazione artificiale
Il deflussore per alimentazione artificiale è il tubo che permette alla miscela di passare dal flacone alla sonda e deve essere sostituito ogni 24 ore.
Nutripompa per alimentazione artificiale
La nutripompa per l’alimentazione artificiale non è altro che un apparecchio elettronico che consente una regolazione precisa, costante e sicura del passaggio della miscela. Dopo aver preparato l’occorrente è sufficiente impostare la velocità di infusione oraria prescritta (in termini di ml/ora).
Gestione Domiciliare: Cosa Fare
Prima di iniziare l’infusione delle sostanze nutritive per la nutrizione enterale domiciliare si devono:
- Disinfettare le mani e il piano d’appoggio che si andrà a utilizzare.
- Controllare la correttezza del preparato e la sua data di scadenza.
- Sostituire il deflussore usato con un nuovo dispositivo sterile.
- Impostare la velocità di somministrazione così come è stato prescritto dal medico.
- Controllare il corretto posizionamento del sondino o della sonda da stomia del paziente: qualora la sonda non dovesse essere nella posizione corretta, è necessario non iniziare o sospendere l’infusione per avvisare subito l’assistenza domiciliare o il team nutrizionale.
Vantaggi della Nutrizione Artificiale a Domicilio
La nutrizione enterale domiciliare ha come obiettivo il miglioramento complessivo della qualità di vita del paziente ed è spesso preferibile alla nutrizione parenterale perché presenta innumerevoli vantaggi tra cui:
- Bassi rischi e poche complicanze.
- Una buona tolleranza da parte del paziente.
- Il mantenimento di un tratto gastrointestinale attivo in tutte le sue funzioni.
- Facile gestione domiciliare.
Complicanze Possibili
Durante la somministrazione della nutrizione enterale si possono verificare alcuni inconvenienti. È la perdita cronica di liquidi che si manifesta quando il volume di acqua somministrata non è sufficiente a garantire il fabbisogno giornaliero (0.8-1.5 litri/giorno circa). È un sintomo che può associarsi a nausea, bruciore o tensione addominale.
La polmonite da ab-ingestis è la complicanza più temibile nei soggetti portatori di SNG. I soggetti più a rischio sono quelli in stato di incoscienza o con deficit neurologici. Il rischio di aspirazione aumenta quando respiro e nutrizione sono simultaneamente garantiti da sonde.
Esiste inoltre una significativa correlazione tra la permanenza dei set di somministrazione e l’incidenza di contaminazione batterica: il 23.8% dei set di somministrazione può considerarsi contaminato dopo le prime 24 ore, percentuale che aumenta fino al 42.9% dopo 48 ore.
Ulteriori Considerazioni
Anche se in un primo momento può spaventare, è bene sapere che si tratta di una soluzione sicura oltre che dell’opzione migliore per proseguire un trattamento senza dover rinunciare all’affetto dei propri cari e utile a vivere una quotidianità il più normale possibile. In questo caso, è il personale ospedaliero a fornire tutto il supporto - anche psicologico, se necessario - al paziente e/o ai familiari che se ne prenderanno cura.