Le ragadi anali sono lesioni cutanee del canale anale causate nella maggior parte dei casi dall’espulsione di feci dure o voluminose. A seconda della gravità, queste possono formarsi sia sulla parte esterna dell’ano che su quella interna.
Di solito si formano a causa dello sforzo attuato al momento dell’evacuazione che provoca un’eccessiva dilatazione del canale anale e che, in determinate situazioni, predispone alla lacerazione della parete.
La dilatazione del canale anale durante l’espulsione delle feci ostacola il processo di guarigione e di cicatrizzazione, il ché provoca dolore che si protrae a causa delle numerose terminazioni nervose presenti.
Purtroppo è un disturbo che tende alla cronicizzazione ed alla recidiva anche perché il ridotto afflusso di sangue in quella zona ne ritarda considerevolmente la guarigione.
Sintomi Comuni delle Ragadi Anali
La lesione anale può mostrarsi di colore rosso brillante e provocare un forte dolore durante e dopo la defecazione. I sintomi più comuni sono quelli paragonabili ad un taglio (dolore puntorio), seguito spesso da una immediata sensazione di bruciore.
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Dopo la defecazione si può anche avere emissione di sangue rosso vivo e il forte dolore può estendersi alla muscolatura anteriore del pavimento pelvico.
Il più delle volte il dolore può manifestarsi anche dopo qualche ora e l’intensità può variare a seconda della dimensione della lacerazione, che può essere anche molto piccola.
La profondità delle ragadi anali è variabile, da superficiale a profonda, con raggiungimento del muscolo sfintere sottostante. All'esame visivo, le ragadi superficiali possono mostrarsi come dei tagli talmente sottili da risultare difficilmente identificabili; in genere, guariscono spontaneamente in circa due settimane.
Le ragadi possono mostrarsi di colore rosso brillante e palesarsi fin da subito con tracce di sangue fresco (di colore rosso vivo) nella carta igienica.
Inizialmente le ragadi anali possono causare dei fastidi più lievi quali prurito e/o bruciore. La zona anale è riccamente innervata: anche una lesione superficiale può risultare particolarmente fastidiosa.
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Come Curare le Ragadi Anali con la Dieta
In relazione alla gravità della patologia, è possibile protendere verso 3 diversi approcci terapeutici: medico, chirurgico o nutrizionale. L’obiettivo primario dell’approccio nutrizionale consiste nella regolarizzazione dell’alvo e quindi del transito intestinale, cosicché le lesioni possano cicatrizzarsi in maniera naturale nel giro di qualche giorno (di solito da 4 a 8 giorni).
E’ ovvio però che nei casi più gravi la sola dieta non è risolutiva e bisogna ricorrere necessariamente ad una visita medica specialistica, ma nella maggior parte dei casi una corretta alimentazione può essere una soluzione.
Gli obiettivi dell’approccio nutrizionale sono due: riequilibrare la funzione dell’intestino e ridurre la consistenza delle feci per mantenerle quanto più molli.
Per ridurre la consistenza delle feci, invece, dovremo riequilibrare l’alimentazione con una dieta specifica.
Nel primo caso il consiglio è di utilizzare due integratori alimentari di estrazione naturale (nutraceutici). Ce ne sono molti in commercio.
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Consigli Alimentari Utili
- Incrementare l’assunzione di cibi ad alto contenuto di fibre solubili come ad esempio legumi, avena, orzo, frutta fresca e broccoli.
- E’ consigliabile incrementare anche l’utilizzo di oli vegetali (olio di cocco, olio di mais, olio di soia, ecc…), perchè incidono di molto sulla velocità di transito del cibo nell’intestino.
- Molto importante è ingerire una notevole quantità di acqua (oltre 2 litri al giorno).
Cibi da Evitare in Caso di Ragadi Anali
Oltre alla modifica della consistenza fecale, si può ottenere un'ulteriore riduzione della sintomatologia dolorosa eliminando gli agenti irritanti dalla dieta.
In generale è di rilevante importanza eliminare o quantomeno ridurre tutti i cibi irritanti per l’intestino come ad esempio il peperoncino, il pepe nero, lo zenzero, l’aglio e la cipolla.
Stesso discorso vale anche per le bevande alcoliche e quelle eccitanti come tè e caffè e cacao.
In caso di diarrea bisogna evitare tutti i cibi lassativi come ad esempio il kiwi, il brodo di verdure, le mele cotte, la liquirizia, ecc…
In caso di stipsi, invece, bisogna evitare i cibi astringenti come ad esempio le banane, il tè, il limone, ecc…
Va detto poi che una dieta troppo ricca di grassi e di proteine altera il pH fecale e di conseguenza la flora batterica intestinale.
NB. Le ragadi NON sono emorroidi; pur interessando (più o meno) lo stesso tratto di intestino e, nonostante abbiano varie cause in comune, devono essere trattate farmacologicamente in maniera differente.
Come avviene per la proctite, anche le ragadi anali possono essere favorite da certe infezioni sessualmente trasmissibili, che favoriscono la rottura del tessuto con conseguente fessurazione.
In genere, nei casi meno gravi, la dieta è sufficiente a far si che le ragadi anali si cicatrizzino del tutto.
Nel caso in cui la terapia alimentare fallisca o riesca ad ammorbidire le feci solo in parte, diventa fondamentale diminuire la pressione intra-addominale e la conseguente distensione eccessiva (o troppo brusca) dell'ano.
Inoltre, può essere molto utile l'impiego di pomate lubrificanti, purché non siano finalizzate alla cura delle emorroidi.
Contrariamente agli adulti, nei quali la disidratazione è solamente uno dei vari fattori predisponenti, nei neonati la disidratazione costituisce un elemento di primaria importanza. I genitori dovranno quindi assicurarsi che la quota di latte materno sia sufficiente e che, nel caso si utilizzino delle formule artificiali, che il rapporto di diluizione risulti corretto.
La maggior parte delle ragadi anali tendono a guarire da sole. Le ragadi anali sono un disturbo di cui si può soffrire a qualsiasi età, ed è comunemente riscontrabile anche nei bambini.
Alcuni fattori possono provocare delle lacerazioni o abrasioni alla mucosa anale. Tra questi:
- Stipsi ostinata.
- Gravidanza.
Il dolore provocato durante la defecazione induce il soggetto a rimandare questo momento. Le ragadi anali, insieme alle emorroidi, sono un’altra delle possibili complicanze delle future mamme.
Praticare un’attività fisica che sia moderata ma regolare.
Nel caso in cui la terapia medica non consenta la guarigione completa delle ragadi anali, l’intervento chirurgico è il solo metodo risolutivo del disturbo.
Come già detto la ragade è una sorta di ferita che si crea all’interno dell’ano, mentre le emorroidi sono dei plessi venosi che si trovano a livello dell’ano e che possono andare incontro a congestione e infiammazione talvolta gonfiandosi e protrudendo all’esterno.
Per combattere la ragade è sempre meglio partire dall’alimentazione. Visto che il disturbo è causato in larga parte dalla durezza delle feci è meglio includere nella propria dieta sostanze nutritive che favoriscono l’evacuazione.
Occorre introdurre nella propria dieta quotidiana alimenti come: frutta e verdura, cereali integrali, che apportano fibre e regolano le funzioni intestinali.
In più occorre evitare cibi irritanti troppo piccanti e speziati. Risulta molto utile, inoltre, bere molta acqua.
A queste indicazioni è importante associare una buona igiene intima e una regolare attività fisica. Ragadi rimedi della nonna: immergersi in un bagno caldo per 10 o 20 minuti al giorno, soprattutto dopo essere andati di corpo, aiuta a rilassare lo sfintere e lo aiuta a guarire.
Esistono diversi rimedi per la cura delle ragadi anali. Accanto ai rimedi come la dieta o gli esercizi spesso è necessario associare farmaci per le ragadi. Questa prevede l’utilizzo di farmaci ad uso topico (pomate o creme) che possono alleviare il dolore e favorire la cicatrizzazione della zona interessata: i prodotti più utilizzati sono le creme rettali come nel caso della nifedipina, che fa parte della classe farmacologica dei calcio-antagonisti, utili a favorire un’azione rilassante della muscolatura liscia dell’ano.
Quando i trattamenti ambulatoriali o topici falliscono o non hanno effetto per lungo tempo, l’intervento chirurgico rappresenta una soluzione alternativa e spesso definitiva.
Spesso, le ragadi vengono confuse con le emorroidi avendo alcuni sintomi in comune con quest’altra patologia ma è di fondamentale importanza saper distinguere i due disturbi in modo da adottare il trattamento specifico adatto a contrastarli e, possibilmente, a prevenirne l’insorgenza.
Il sintomo che è più indicativo del fatto che si tratti proprio di ragadi anali (e non di emorroidi) è il dolore che si avverte quando si defeca e che può essere molto intenso.
Dopo l'evacuazione, il dolore può perdurare ed essere accompagnato da sanguinamento rettale, spia del fatto che il tessuto cutaneo che si trova in corrispondenza dell'ano si è lacerato, provocando la fuoriuscita di sangue rosso vivo.
Trascorse 6-8 settimane dalla prima comparsa delle ragadi, questa patologia potrebbe cronicizzarsi. Per evitarlo, bisogna seguire un regime alimentare che comprenda cibi ricchi di fibre, come frutta, verdura, cereali integrali e crusca.
Tra i rimedi naturali per le ragadi anali, nel caso in cui questo disturbo si fosse già presentato, annoveriamo gli impacchi con acqua non troppo calda dopo l’evacuazione, per circa 10 minuti.
Anche l’utilizzo di dilatatori anali e di pomate, creme e compresse a base di centella e ippocastano risultano molto efficaci nel favorire il ripristino di una circolazione ottimale, anche nella zona anale.
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