Come Calcolare i Carboidrati negli Alimenti: Una Guida Dettagliata

La conta dei carboidrati nel diabete (CHO counting) è un metodo che nasce per pianificare il pasto del paziente diabetico (in particolare con diabete tipo 1) e determinare la dose d’insulina necessaria per metabolizzare la quantità di carboidrati consumati. Consiste nel calcolare la quantità totale di carboidrati assunti in un pasto e determinare l’esatta dose di insulina da somministrare.

Numerosi studi scientifici dimostrano l’efficacia di questo metodo nel raggiungimento degli obiettivi glicemici prefissati (obiettivi target di glicemia, emoglobina glicata) garantendo un’ampia flessibilità nella scelta dei cibi e delle porzioni.

Carboidrati e Diabete: Perché Contarli?

Perché l’aumento della glicemia post-prandiale, dopo un pasto misto, è determinato - NON SOLO MA PRINCIPALMENTE - dal quantitativo di carboidrati consumati. Per farlo, occorre calcolare quanti carboidrati si consumano visto che la glicemia è influenzata prevalentemente da questi nutrienti. I carboidrati o zuccheri o glucidi sono il macronutriente maggiormente responsabile del picco glicemico postprandiale e rappresentano la principale fonte di energia per il nostro corpo. Vengono identificati con la sigla CHO.

Una persona con diabete ha come priorità il conteggio dei carboidrati (tecnica del counting), che deve effettuare a ogni pasto, per poter calcolare l’entità del rialzo glicemico provocato da un pasto a prevalente contenuto di carboidrati, e di compensarlo in maniera adeguata con l’insulina. La tecnica del counting si basa su un presupposto importante: l’aumento della glicemia dopo un pasto misto è dovuto al quantitativo di carboidrati presenti, di conseguenza la dose di insulina prima del pasto deve essere proporzionale al contenuto di carboidrati del pasto stesso.

Ecco perché è così importante che la persona con diabete conosca la quantità di carboidrati assunti in ciascun pasto. Questa attività potrebbe apparire titanica ma in realtà non lo è, perché è tutta una questione di routine.

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Imparare correttamente il calcolo dei carboidrati non è difficile ma all’inizio è consigliato farsi seguire da un esperto. Il razionale è quello di somministrare - a ciascun pasto - l’esatta dose di insulina necessaria a metabolizzare i carboidrati assunti. Altrimenti, dosi di insulina maggiori alle necessità possono causare ipoglicemia mentre dosi insufficienti possono causare una condizione di iperglicemia.

I Passaggi Chiave per il Calcolo dei Carboidrati

Il primo passo verso l’apprendimento della tecnica corretta di conteggio dei carboidrati è saperli distinguere. Una volta individuati, occorre conoscerne il peso e sapere qual è il loro contenuto percentuale di carboidrati.

1° STEP: Identificare i Gruppi di Alimenti Contenenti Carboidrati (CHO)

Con la tabella seguente potete imparare quali sono i gruppi di alimenti contenenti i CHO.

CARBOIDRATI O ZUCCHERI (CHO) PROTEINE GRASSI DI ORIGINE ANIMALE GRASSI DI ORIGINE VEGETALE
PANE E PASTA Si, in maniera prevalente SI NO in quantità minime
CEREALI E DERIVATI IN GENERE Si, in maniera prevalente SI NO in quantità minime
LATTE E LATTICINI Si, contengono uno zucchero, il lattosio SI SI NO
CARNE, PESCE, UOVA In misura nulla o molto bassa SI SI SI
LEGUMI SI SI NO SI
FRUTTA Si, contengono uno zucchero, il fruttosio In misura trascurabile NO In misura trascurabile
VERDURA Si, in misura trascurabile ad eccezione delle patate In misura trascurabile NO In misura trascurabile
CONDIMENTI NO NO Burro, margarina, strutto, lardo, panna. Olio d’oliva e di semi

I carboidrati si trovano negli alimenti vegetali e si distinguono in carboidrati semplici (noti come "zuccheri") e carboidrati complessi. I carboidrati complessi sono presenti soprattutto nei cereali, ma anche nei legumi e nelle verdure.

I carboidrati li troviamo nei seguenti alimenti:

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  • Cereali (pane, pasta, cracker, grissini);
  • Frutta;
  • Verdura e tuberi (patate e patate dolci);
  • Birra e alcuni superalcolici;
  • Dolci;
  • Alimenti che terminano in “-osio”, come saccarosio, glucosio, destrosio, maltosio, fruttosio, ecc.

2° STEP: Determinare la Quantità di Carboidrati negli Alimenti

In questa fase occorre utilizzare delle tabelle o delle app che aiutino a determinare il contenuto di carboidrati negli alimenti. Possono essere utilizzati anche atlanti fotografici, etichette nutrizionali, libri o siti con tabelle nutrizionali. Quelle di maggiore riferimento anche per noi nutrizionisti sono le tabelle nutrizionali di composizione degli alimenti del CREA (in italiano).

3° STEP: Contare i Carboidrati del Pasto in Base alle Porzioni

Per poter contare in maniera attendibile i carboidrati occorre partire dalla giusta quantità/porzione di alimento. All’inizio, quando si è meno pratici, può essere utile usare una bilancia da cucina per poi passare a un “metodo volumetrico”:

  • utensili da cucina;
  • porzione dei cibi identificata con i volumi della mano;
  • o ancora l’utilizzo di atlanti visuali o la stima visiva, per i più “esperti”.

In caso di alimenti confezionati, è bene leggere attentamente le etichette.

4 Cose da Ricordare che Riguardano i CHO

  • I CHO si misurano in grammi (g).
  • Non confondere il peso dell’alimento con i grammi di carboidrati (un alimento può pesare 200 grammi ma contenere solo 15 g di CHO).
  • Controllare se i CHO sono segnalati in base al peso crudo, cotto, presenza/assenza di scarto.
  • Il peso cotto di un alimento non corrisponde praticamente mai o quasi mai al peso a crudo e quindi vanno utilizzate degli atlanti cartacei o delle app o delle tabelle che ci facciano risalire dal peso cotto al peso crudo, utili soprattutto quando siamo fuori casa.

Stabilita la quantità di alimento che si intende mangiare occorre fare il seguente calcolo:

Peso dell’alimento (g) x CHO (g) : 100

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Esempio: 100 gr. di mela contengono 13 gr. di carboidrati, cioè il 13%. Con 250 gr. di mela si avrà 250 gr. × 13 / 100 = 32.5 gr. di carboidrati.

Sommando i risultati di tutte le pietanze di un pasto si ha una stima attendibile della quantità totale di carboidrati di un pasto.

Esempio: Pasta al pomodoro

  • Pasta al pomodoro 80 g 80 x 74 : 100 59 g
  • Petto di pollo alla piastra 100 g 100 x 1 : 100 1 g
  • Olio d’oliva 1 cucchiaino
  • Pane 30 g 30 x 56 : 100 17 g
  • Finocchi crudi in insalata 150 g 1 x 150 : 100 1,5 g
  • Una mela 150 g 150 x 12 :100 18 g
  • TOTALE CARBOIDRATI 96,5

4° STEP: Calcolare la Quantità di Insulina

Nel passo successivo occorre calcolare quante unità di insulina sono necessarie per metabolizzare la quantità di carboidrati consumata e riportare la glicemia in un range di valori accettabili. Per fare questo calcolo è necessario conoscere il proprio rapporto insulina/carboidrati (Rapporto I:CHO), ovvero bisogna sapere quanti grammi di carboidrati sono metabolizzati da un’unità di insulina, per ogni pasto. Questo dato è individuale, dipende dalla sensibilità all’insulina di ciascun soggetto e deve essere impostato insieme al proprio diabetologo in maniera empirica dal momento della diagnosi e della presa in carico.

Il proprio rapporto I:CHO per ogni pasto si calcola dividendo i CHO totali del pasto per le unità di insulina. Solitamente è un valore compreso tra 8 e 15. Varia a ogni pasto della giornata, compresi gli spuntini.

Prendendo ad esempio un rapporto insulina/carboidrati di 10 e il pasto ipotizzato in precedenza, il calcolo da fare è il seguente:

96,5 g (CHO totali del pasto) / 10 (rapporto I:CHO) = 9,65 unità di insulina

Quanta insulina è necessaria? Occorre poi contare quante unità di insulina sono necessarie per il pasto. Per saperlo, è fondamentale conoscere il rapporto insulina/carboidrati, cioè quanti grammi di insulina vengono bruciati nel nostro organismo da una unità. Il dato è soggettivo e va stabilito dal diabetologo.

Ipotizziamo un rapporto carboidrati/insulina pari a 14 (ogni unità di insulina brucia 14g di carboidrati) e consideriamo un menu con 174,8 gr Avremo 174,8 gr di carboidrati assunti / 14 (rapporto carboidrati /insulina) = 12, 4 unità di insulina necessarie.

Il totale dei carboidrati assunti - o da assumere durante il pasto- viene diviso per la quantità in grammi di carboidrati coperti da una unità di insulina per ottenere il numero di unità di insulina necessarie.

La dose totale di insulina giornaliera corrisponde alla somma di tutte le unità di insulina, inclusa l’insulina lenta, somministrate nell’arco della giornata.

5° STEP: Come Effettuare le Correzioni

Arrivati a questo punto occorre capire se è necessaria una correzione del bolo di insulina pre-prandiale. Può capitare di dover adeguare la dose di insulina se si riscontra una glicemia troppo alta prima di un pasto. Per calcolare la quantità supplementare di insulina a quella già prevista occorre calcolare il cosiddetto fattore di sensibilità all’insulina.

Esso si ottiene dividendo un numero fisso (1500 per chi usa l’insulina rapida o 1800 per chi usa l’analogo) per il numero totale di unità giornaliere (la media). Il valore ottenuto rappresenterà la quantità di calo glicemico espresso in mg/dl ottenibile aggiungendo un’unità di insulina.

Ipotizzando una quantità totale di insulina rapida giornaliera di 60, il calcolo sarebbe il seguente:

1500 / 60 = 25 mg/dl

A questo punto è sufficiente dividere l’eccedenza di glicemia misurata rispetto al valore ottimale per il fattore di sensibilità per ottenere le unità di insulina da aggiungere a quanto già calcolato per correggere la glicemia.

Ipotizzando un’eccedenza di glicemia pari a 93 mg/dl il calcolo sarebbe il seguente:

93 / 25 = 3,72 unità di insulina

N.B. Questo tipo di correzione è valida solo qualora venga effettuata prima del pasto.

I Calcolatori di Bolo

In commercio esistono alcuni glucometri in grado di fare anche da calcolatori di bolo di insulina, inserendo comunque la quota di carboidrati che si intende consumare a ogni pasto; quindi i sistemi fanno il conto ma la stima dei carboidrati, la loro grammatura, va sempre fatta dal paziente. Nel Free-Style Libre, esiste la funzione di calcolatore di bolo che però è attivabile solo con un codice rilasciato dal proprio diabetologo.

Il “consiglio bolo” è una funzione tipica di tutti i microinfusori con sistema integrato che suggerisce il bolo di insulina più appropriato sulla base di alcuni parametri che devono essere inseriti dal paziente e concordati con il team diabetologico: periodi temporali, intervallo obiettivo, rapporto insulina/CHO, fattore di sensibilità insulinica, tempo di azione insulina (insulina residua). Il calcolo di quest’ultimo parametro da parte del microinfusore è importante soprattutto nel caso in cui ci si somministrano molti boli in poco tempo e quindi si realizza una sovrapposizione di azione di diversi boli iniettati (e quindi un rischio di picchi ipoglicemici) che deve essere tenuta presente: in questi casi, è necessario sapere quanto insulina del bolo precedente è ancora attiva (insulina residua o insulina on board).

Nei calcolatori di bolo dei microinfusori si ha modo di identificare una sorta di tempo di azione dell’insulina che avverte di quanta insulina si ha ancora in circolo. In chi usa le penne, occorre stimare che la quota di insulina rapida che si sta facendo indicativamente durerà quattro ore, quindi si può ipotizzare: 25% (1^ ora), 25% (2^ ora), 25% (3^ ora), 25% (4^ ora) di insulina metabolizzata ogni ora.

Bolo di Correzione Post-Prandiale

Quando voglio andare a fare un bolo di correzione post-prandiale, dovrò calcolare la quantità di insulina necessaria per correggere l’iperglicemia entro 4 ore dall’ultima iniezione di insulina (per evitare una successiva ipoglicemia data da troppa insulina nel sangue), applicando la seguente formula:

(Glicemia attuale - Glicemia target) / Fattore di sensibilità

Esempio Riassuntivo

  • Il tuo valore di glicemia pre-prandiale è 220 mg/dl
  • L’obiettivo da raggiungere (glicemia target) è 100 mg/dl
  • Di solito, fai un supplemento di 1 U di insulina ogni 40 mg/dl come correzione
  • Con il pasto, hai pianificato di consumare 85 g di carboidrati
  • Il tuo rapporto carboidrati / insulina è 1:12 (1 U ogni 12 grammi di CHO)

Quante Unità di Insulina rapida saranno necessarie per coprire l’effetto iperglicemizzante del pasto e correggere l’iperglicemia?

  • INSULINA PASTO-CENTRICA → 85/12 = 7 Unità di insulina
  • INSULINA GLUCO-CENTRICA → (220-100)/40 = 3 Unità di insulina

La quantità di insulina rapida totale da somministrarmi prima di questo pasto sono 10 Unità di insulina.

NOTA BENE: è opportuno prima di applicare i consigli inseriti in questa pagina confrontarsi con il proprio medico.

Ulteriori Considerazioni sui Carboidrati

Un regime alimentare bilanciato comprende sempre una quota di carboidrati, che però può - anzi deve - essere variata a seconda dei casi e delle individualità.

Cosa sono i Carboidrati?

I carboidrati, detti anche idrati di carbonio, zuccheri o glucidi, sono un macronutriente, come le proteine e i grassi.

Quali sono i Cibi con Carboidrati?

In misura diversa moltissimi cibi presentano una quantità di carboidrati più o meno alta.

Quali Carboidrati Evitare?

La risposta breve è: nessuno, se l’obiettivo è uno stile di vita sostenibile a lungo termine. Tuttavia, se vuoi ottimizzare la tua alimentazione, i carboidrati da limitare sono quelli semplici e raffinati: dolci, bibite zuccherate, merendine confezionate e prodotti da forno industriali.

Fabbisogno Giornaliero di Carboidrati

Determinare il fabbisogno di carboidrati varia in base a diversi fattori individuali legati alla genetica, allo stile di vita e alla situazione anagrafica. Per una persona sedentaria, l’apporto giornaliero di carboidrati è generalmente tra 3 e 5 g/kg di peso corporeo. Per gli atleti, l’apporto di carboidrati può arrivare fino a 8-12 g/kg di peso corporeo nei periodi di allenamento intenso.

Carboidrati e Massa Muscolare

Per aumentare la massa muscolare si dovrebbero assumere al giorno circa 4-7 gr di carboidrati per chilo di peso corporeo.

Alimenti Privi di Carboidrati

Ci sono alcuni alimenti hanno solo tracce di carboidrati, e che possono essere quindi considerati privi.

Carboidrati a Cena

Quello che conta non è quando, ma quanto. Anzi, una corretta porzione di carboidrati nel pasto serale sembra favorire il sonno, poiché stimolano la produzione di triptofano, precursore della serotonina.

Alternativa alla Pasta a Pranzo

Esistono molte alternative alla pasta per un pranzo equilibrato. Concentrati sul conteggio dei carboidrati per gestire al meglio la glicemia.

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