Alimentazione: Dattero Cinese, Benefici e Proprietà

Il dattero è il frutto commestibile della palma da datteri (Phoenix dactylifera) (fam. Arecaceae). Tipico frutto dell’Africa settentrionale e dell’Asia occidentale sino ai fiumi Tigri ed Eufrate, il dattero è caratteristico dei Paesi a clima caldo. Il dattero è più propriamente una bacca.

Il tronco della palma da dattero, ruvido e rugoso, è rivestito da squame, residui dei peduncoli di foglie vecchie. I datteri sono bacche carnose ovate alle estremità, lunghe da 4 a 6 cm, contenenti un “nucleo” allungato, segnato con un solco longitudinale. Ciò che è colloquialmente noto come il “nucleo” o “nocciolo” del dattero, avvolto nell’endocarpo membranoso, è in realtà il seme molto duro ed appuntito.

Esistono due tipologie di datteri, a polpa dura o molle: i primi sono particolarmente rinomati dai Paesi Arabi, dunque maggiormente coltivati e commercializzati. Esistono molte varietà, ognuna con caratteristiche uniche.

Proprietà Nutrizionali del Dattero

Il dattero fresco, quando raggiunge la maturità, è un frutto fragile e delicato da trasportare. In parte è per questo motivo che viene essiccato (dal 70% di acqua si arriva al 20%). Il suo valore energetico, da essiccato, è di 287 kcal per 100 grammi; sono costituiti dal 50-70% di zuccheri (glucosio, fruttosio e saccarosio), 20-30% di acqua, 2,7% di proteine e 0,60% di grassi. Contiene anche vitamine (B2, B3, B5 e B6), una piccola quantità di vitamina C e sali minerali (potassio e calcio). Inoltre, la polpa del frutto è fonte di magnesio.

Ad ogni modo, il magnesio non rappresenta l’unico minerale contenuto nel dattero; si ricorda anche il ferro, il potassio, il rame, lo zinco, il calcio, il manganese ed il fosforo. Sono ricchi di ferro, fibre e antiossidanti.

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Utilizzo in Cucina

Ovviamente, i datteri possono essere gustati "al naturale"; in ambito culinario, i datteri si abbinano perfettamente a formaggi e mascarpone, oppure a frutta secca come noci, mandorle o nocciole. I datteri più carnosi, quelli a polpa molle, sono talvolta sfruttati per preparare mieli (o, per meglio dire, sciroppi). I datteri a pasta dura, invece, possono subire processi di essiccazione per essere successivamente ridotti in farina. Il cosiddetto vino di datteri si ottiene invece dalla fermentazione dei frutti omonimi, lasciati macerare in acqua. Dal tronco della possente palma, si ricava una sorta di soluzione lattiginosa, dal sapore originale e dolce.

Secondo la tradizione musulmana, il dattero è il frutto del paradiso, un frutto miracoloso per le sue numerose virtù nutrizionali. Nel Corano, è menzionato in particolare in Maryam, la diciannovesima Sūra.

Giuggiole: Il Dattero Cinese

Tra settembre e i primi di ottobre arrivano a maturazione le giuggiole, frutto antichissimo oggi purtroppo meno diffuso rispetto ad altri, ricco di buone proprietà nutritive e ideale per uno spuntino goloso e sano. Vediamo più nel dettaglio perché può essere un’ottima idea aggiungerle al menù di fine estate.

Ziziphus zizyphus è la pianta delle Giuggiole, nota anche come Natsume, Tsao o più semplicemente dattero cinese. Esistono opinioni discordanti circa l'origine del giuggiolo: alcuni autori ritengono che la pianta sia originaria dell'Asia - dove tuttora viene intensamente coltivata - altri sono convinti che il giuggiolo sia nativo dell'Africa settentrionale e che solo successivamente sia stato esportato in Oriente.

Le giuggiole, note anche come "dattero cinese", sono frutti antichi ma spesso trascurati nella cultura alimentare occidentale. Recentemente, hanno ricominciato ad attirare l'attenzione grazie ai benefici che sono in grado di apportare. In Italia, dove piccole produzioni artigianali si stanno espandendo - come nel Veneto con il celebre “brodo di giuggiole” - questa pianta offre un esempio concreto di come tradizione, nutrizione e ricerca possano convergere. Ecco allora quali sono i nutrimenti che un consumo di giuggiole può garantire.

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Da dove vengono e cosa sono Le giuggiole sono i frutti del giuggiolo (Ziziphus jujuba), una pianta appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae, originaria dell’Asia, in particolare della Cina, dove è coltivata da oltre 4.000 anni. In seguito, si è diffusa anche in Medio Oriente, nel bacino del Mediterraneo e in alcune zone dell’Europa. In Italia è presente soprattutto in alcune regioni del Centro e del Nord, come il Veneto, dove viene anche utilizzata per la produzione del tradizionale liquore "brodo di giuggiole".

Il giuggiolo può avere portamento di pianta o di arbusto, può raggiungere i 7 metri di altezza e ha rami dal caratteristico aspetto contorto. Le giuggiole sono delle drupe, con dimensioni simili a quelle di un’oliva. Il pericarpo, la buccia, è inizialmente verde brillante ma maturando assume un bel colore marrone-rossastro; il mesocarpo, la polpa, è biancastra, dapprima coccrante quindi di consistenza sempre più farinosa.

Quando i frutti del giuggiolo vengono raccolti immaturi, risultano leggermente aciduli al gusto, sapore talvolta paragonabile a quello della mela. I semi presentano un endocarpo resistente e duro: per questo motivo, faticano a germogliare. Al fine di ovviare all'inconveniente, è consigliato tagliare con una forbice appropriata le punte del seme, per favorire la penetrazione dell'umidità del terreno e la conseguente germogliazione del seme.

Valori Nutritivi delle Giuggiole (per 100g)

Elementi Giuggiole (100 g)
Acqua 77,86 g
Energia 79 kcal
Proteine 1,2 g
Grassi 0,2 g
Carboidrati 20,23 g
Calcio 21 mg
Ferro 0,48 mg
Magnesio 10 mg
Fosforo 23 mg
Potassio 250 mg
Sodio 3 mg
Zinco 0,05 mg
Vitamina C 69 mg
Tiamina 0,02 mg
Riboflavina 0,04 mg
Niacina 0,9 mg
Vitamina B6 0,081 mg
Vitamina A, RAE -

Osservando le giuggiole dal punto di vista nutrizionale, si nota la presenza di abbondante vitamina C, molto utile al sistema immunitario quando inizia a rinfrescare e durante il cambio di stagione. Buona anche la componente di flavonoidi, dall’azione antiossidante, la presenza di provitamina A e di vitamine del gruppo B. Tra i minerali presenti in buone quantità troviamo potassio, calcio, fosforo, magnesio e ferro. La percentuale di acqua nel frutto fresco è vicina all’80%, i grassi sono irrilevanti.

Le giuggiole si possono consumare direttamente appena raccolte oppure fare essiccare. Una volta essiccate, come tutti i frutti concentrano nutrienti e zuccheri, diventando più caloriche. Il valore energetico per 100 grammi di giuggiole essiccate è di circa 290 calorie.

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Quando sono ancora poco mature il sapore delle giuggiole è acidulo e ricorda vagamente la mela, per diventare via via più dolce e zuccherino con il passare del tempo. Anche il colore varia notevolmente in base al grado di maturazione, da verde-arancione a rosso scuro, mentre la buccia raggrinzisce fino a rendere le giuggiole simili ai datteri.

In cucina le giuggiole mature possono essere aggiunte all’impasto di plumcake, torte e biscotti e sono ottime per realizzare marmellate e conserve. Un’ottima soluzione per conservarle nel tempo, considerato che la stagionalità è piuttosto breve, è sciropparle o metterle sotto spirito.

Proprietà e Benefici per la Salute

  • Proprietà antiossidanti: le giuggiole sono ricche di flavonoidi e vitamine. Queste molecole proteggono l’organismo dall'invecchiamento cellulare, poiché contrastano la formazione fisiologica di radicali liberi e rallentano il danno provocato da queste molecole verso proteine ed altre componenti cellulari.
  • Proprietà lassative: le giuggiole hanno un blando effetto lassativo legato principalmente alla presenza di antrachinoni, sostanze che stimolano la peristalsi intestinale.
  • Proprietà antinfiammatorie: nella tradizione cinese le giuggiole vengono utilizzate a fini terapeutici da diversi millenni.
  • Proprietà calmanti: le giuggiole vengono utilizzate dalla medicina alternativa come sedativo per ridurre gli stati di nervosismo ed irritabilità.

Le giuggiole sono note per le loro proprietà digestive, particolarmente spiccate quando vengono consumate in forma di liquore o di sciroppo. La presenza di mucillagini e antrachinoni le rende inoltre utili in caso di intestino pigro.

Un altro impiego noto delle giuggiole in fitoterapia è legato alla loro azione antinfiammatoria per gola e bronchi. A questo scopo, e come rimedio per la tosse, si consumano in decotto, facendo bollire i frutti privati del nocciolo e lasciando riposare il liquido almeno una decina di minuti prima di filtrarlo e berlo con l’aggiunta di un cucchiaio di miele.

Nella medicina tradizionale cinese le giuggiole sono anche considerate un buon rimedio contro nervosismo, insonnia e stati d’ansia. Le giuggiole sono talvolta utilizzate anche in cosmetica per la produzione di creme e unguenti, come estratto naturale dall’azione antietà.

Le giuggiole, frutti del giuggiolo (Ziziphus jujuba), sono apprezzate non solo per il loro gusto delizioso ma anche per i numerosi benefici per la salute. Ricche di nutrienti essenziali e composti bioattivi, le giuggiole possono supportare diverse funzioni corporee, migliorare la salute generale e prevenire varie malattie.

Controindicazioni

  • Pazienti diabetici: le giuggiole sono ricche di zuccheri semplici, che vengono rapidamente assorbiti dal nostro organismo a seguito della loro introduzione con la dieta. Secondo le linee guida AMD (Associazione Medici Diabetologi) in presenza di una patologia diabetica è opportuno ridurre il consumo degli zuccheri semplici e preferire alimenti che contengono carboidrati complessi, come gli amidi.
  • Dieta dimagrante: a causa dell’elevato contenuto calorico, è meglio orientarsi su altri tipi di frutta qualora si cerchi di intraprendere una dieta dimagrante.
  • Reazioni Allergiche: Sebbene rare, alcune persone sono allergiche alle giuggiole.
  • Farmaci Sedativi: Le giuggiole, avendo proprietà sedative, e potenziano gli effetti dei farmaci sedativi e ansiolitici.
  • Farmaci per il Diabete: Le giuggiole influenzano i livelli di zucchero nel sangue.

Non si conoscono particolari controindicazioni al consumo di giuggiole, servirà accortezza solo nel considerare la componente zuccherina, piuttosto alta soprattutto nei frutti essiccati, sconsigliati in caso di iperglicemia.

Le giuggiole sono generalmente sicure per la maggior parte delle persone. Tuttavia, un consumo eccessivo può causare effetti lassativi.

Nonostante i numerosi benefici, il consumo di giuggiole non è privo di potenziali controindicazioni, specialmente in alcune condizioni, fra cui il diabete: anche se alcuni studi indicano un effetto ipoglicemizzante, le giuggiole sono comunque ricche di zuccheri naturali. Nei soggetti diabetici, è fondamentale moderarne il consumo e valutarne l’effetto glicemico individuale insieme al proprio medico.

In persone con intestino sensibile, l’elevato contenuto di fibre può causare gonfiore o crampi se consumate in eccesso. Sebbene rare, sono state documentate reazioni allergiche a componenti della pianta. I composti sedativi delle giuggiole possono potenziare l’effetto di farmaci ansiolitici o ipnotici. In questi casi, è consigliabile consultare il medico prima di introdurle nella dieta.

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