L’esplorazione spaziale ha sempre rappresentato una delle sfide più significative per l’umanità. Immaginate di fluttuare nello spazio, osservando la Terra da una prospettiva unica. Un sogno, non è vero? Be’, per alcune persone, per un certo periodo di tempo, questa è la quotidianità. Parliamo degli astronauti, in particolare di quelli che vivono e lavorano nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), come Samantha Cristoforetti.
Tra le tante domande e curiosità che emergono immaginando la vita di questi abitanti spaziali, ce n’è una che ricorre spesso: cosa mangiano gli astronauti mentre sono lassù? La dieta degli astronauti è meticolosamente studiata per garantire sì un apporto nutrizionale completo e la salute dell’intero organismo, ma anche per la sopravvivenza stessa in un luogo così estremo e sottoposto all’assenza di gravità.
Perché tanta attenzione alla dieta? Cosa accade al corpo nello spazio?
Forse non lo sapete, ma vivere in condizioni di microgravità ha un profondo impatto sulla fisiologia umana. Ad esempio, gli astronauti sperimentano una riduzione della densità ossea e della massa muscolare, in quanto, senza la gravità terrestre, i loro corpi non devono lavorare tanto per sostenersi (per questo devono allenarsi ogni giorno). Anche il sistema cardiovascolare subisce dei cambiamenti, con il fluire del sangue che si redistribuisce verso la parte superiore del corpo, causando il caratteristico “volto gonfio” degli astronauti.
Queste condizioni estreme influenzano anche l’assorbimento di alcuni nutrienti, come il ferro, il sodio e alcune vitamine, specialmente la D a causa della mancata esposizione solare. La dieta spaziale, quindi, non solo deve fornire energia e nutrimento, ma anche aiutare a mitigare questi effetti. Cibi ricchi di calcio e vitamina D, per esempio, sono essenziali per la salute delle ossa, mentre un equilibrio adeguato di proteine aiuta a mantenere la massa muscolare. Invece, sono da evitare cibi ad alto contenuto di sodio dato che questo tende ad accumularsi, allo stesso tempo bisogna ridurre l’assunzione di ferro. La corretta idratazione è altrettanto cruciale, dato che il senso di sete può essere alterato nello spazio.
Un lavoro certosino, dunque, che viene concordato mesi prima della partenza. La dieta in orbita è attentamente studiata secondo quanto appena visto, ma non solo: ci sono altri aspetti da considerare, come gusti personali, esigenze specifiche della singola persona, per non parlare poi di altri aspetti tecnici che vedremo tra poco. In generale, però, sono previsti 3 pasti al giorno, più snack e spuntini per completare il tutto. L’apporto calorico è di circa 3000 kcal al giorno per gli uomini e 2000 kcal per le donne, e in genere il menu si ripete ogni 7-8 giorni.
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Cosa mangiano gli astronauti?
Contrariamente a quanto si possa pensare, gli astronauti che vivono e lavorano sulla ISS hanno a disposizione una varietà sorprendente di cibi e bevande, un po’ come accade sulla Terra. Solo che tutto deve essere progettato per essere pratico e sicuro in un ambiente a microgravità: ad esempio, i pasti sono liofilizzati, disidratati o in scatola.
Tra gli alimenti più comuni ci sono frutta secca, noci, piatti pronti liofilizzati come pasta, riso e zuppe, tortillas speciali ideali per preparare dei sandwich arrotolati, oltre a snack come barrette energetiche, biscotti e cioccolato. Le bevande sono generalmente fornite in sacche con una cannuccia speciale per evitare pericolose fuoriuscite, e includono caffè, tè, succhi di frutta e, naturalmente, acqua.
Esempio di Menu Spaziale
- Colazione: cereali con latte in polvere, biscotti, yogurt liofilizzato e uova strapazzate liofilizzate.
- Pranzo e Cena: pasta con sugo, riso con pollo e zuppe di verdure, legumi e carne, formaggio, pesce con salsa tartara, noodles istantanei, cocktail di gamberi speziato, tutto liofilizzato e facilmente reidratabile.
Ci sono anche diversi cibi che gli astronauti non possono mangiare nello spazio a causa delle condizioni di microgravità e delle limitazioni tecnologiche. Ad esempio, vietatissimi cibi che producono briciole, come il pane: un serio pericolo sono proprio i FOD, ovvero Foreign Object Debris, eventuali briciole perse dai cibi consumati dagli astronauti che possono fluttuare, infilarsi nelle le apparecchiature e danneggiarle. Anche sale e pepe sono banditi nella loro forma originale e vengono proposti sotto forma di spezia liquida.
Come si cucina nello spazio?
Cucinare nello spazio è - per ovvi motivi - un’attività molto diversa rispetto alla Terra: niente fornelli a gas e padelle! Gli astronauti non possono assolutamente accendere un fuoco: niente spaghettata, quindi, anche perché il vapore non andrebbe molto d’accordo con la strumentazione di bordo.
Gli alimenti sono confezionati in porzioni singole e sigillati in modo da evitare qualsiasi contaminazione, mentre i condimenti vengono forniti in forma liquida, sempre per evitare che finiscano negli occhi degli astronauti o in qualche circuito elettrico. Mangiare nello spazio richiede anche un po’ di… pratica: il cibo non deve fluttuare mentre gli astronauti provano a mangiarlo, per questo motivo deve essere attaccato al vassoio o contenuto in sacche.
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Ne sono senz’altro felici i moderni astronauti: il cibo nello spazio ha subito una notevole evoluzione dai tempi dei primi cosmonauti a oggi. Durante le primissime missioni spaziali negli anni ‘60, gli astronauti avevano a disposizione cibi molto semplici, spesso contenuti in tubetti simili a quelli del dentifricio, e pastiglie nutrienti. Fortunatamente, con il progredire della tecnologia e della comprensione delle esigenze nutrizionali degli astronauti, la varietà e la qualità del cibo spaziale sono migliorate in maniera significativa.
Oggi, sulla Stazione Spaziale Internazionale, gli astronauti godono di un’ampia selezione di piatti che spaziano da opzioni internazionali a pasti personalizzati. Le tecniche di conservazione avanzate consentono di mantenere il gusto e i valori nutrizionali. Inoltre, ci sono anche tentativi di coltivare cibo fresco nello spazio grazie all’idroponica o all’aeroponica, come verdure e microgreens, per migliorare ulteriormente l’apporto nutrizionale e offrire maggiore varietà.
L'Importanza del Comfort Food e della Personalizzazione
Tra le cose più curiose che riguardano l’alimentazione degli astronauti, troviamo il fatto che gli astronauti hanno accesso a una varietà di cibi internazionali per mantenere l’interesse per il cibo durante le lunghe missioni. Ad esempio, possono gustare cibi messicani, italiani, giapponesi e russi. A proposito di comfort food nello spazio invece, tra tutti i cibi proposti agli astronauti, la pizza è risultata essere il preferito, ma è stata adattata per il consumo nello spazio, dove non si devono produrre briciole. Viene servita in forma di tortilla con ingredienti come pomodoro, formaggio e altri condimenti.
Moltissimi chef da tutto il mondo collaborano con la NASA per approntare i menu ideali per ogni missione spaziale, nutrire al meglio gli astronauti e gratificarli con un buon pasto anche quando si trovano in orbita. Uno di questi chef è l’italiano Stefano Polato, originario di Monselice in provincia di Padova che ha raccontato: “La pietanza più strana, ma altrettanto efficace ed efficiente che ho realizzato per lo spazio, è stata una barretta spezza fame a base di farina di grillo“.
Esempi di pasti consumati dagli astronauti
- Tortilla con formaggio e peperoni: per evitare che le briciole di pane si disperdano nell’ambiente a gravità zero, gli astronauti spesso optano per tortillas al posto del pane.
- Zuppa di pollo con verdure: le zuppe in scatola sono un elemento comune nelle diete degli astronauti. La zuppa di pollo con verdure è una scelta popolare, poiché fornisce nutrimento e comfort.
- Polpette di manzo con salsa barbecue: per un tocco di barbecue nello spazio, gli astronauti possono gustare delle polpette di manzo con salsa barbecue. Le polpette vengono preparate in modo da essere facilmente maneggiabili in ambiente a gravità zero, e la salsa barbecue viene fornita in confezioni apposite.
- Torta di mele: anche nello spazio, gli astronauti possono indulgere in dessert occasionali. La torta di mele è una scelta popolare grazie alla sua durata e alla sua resistenza alla scomposizione.
- Bevande in polvere: le bevande in polvere, come il succo d’arancia o il caffè, sono essenziali per mantenere gli astronauti idratati e svegli.
Innovazioni e Ricerca Continua
La NASA progetta di mandare i suoi astronauti su Marte nel 2030. L’Agenzia spaziale giapponese (JAXA) punta alla Luna, che conta di raggiungere nel 2040. Nel frattempo aumentano interesse e investimenti nel turismo spaziale: SpaceX, Blue Origin, Virgin Galactic vogliono portare nello spazio chiunque (o quasi, visto che il costo di un volo parte da 100.000 dollari). L’esplorazione spaziale è un’impresa eccitante il cui successo dipenderà principalmente dalla tecnologia: sarà sufficientemente evoluta e affidabile per far fronte alle sfide dello spazio?
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Con il progredire della ricerca, il menù spaziale degli astronauti comincia a definirsi. Una cosa è certa, mangeranno microalghe: ricchissime di proteine, contengono pure antiossidanti che aiutano a “tenere botta” alle radiazioni ionizzanti. Se non bastasse resistono a condizioni estreme e hanno un elevato tasso fotosintetico, cioè producono tanta biomassa. Nel simposio ASI si è parlato anche del pomodoro nano “San Marziano”, arricchito di antiossidanti e resistente alle radiazioni spaziali, e della lenticchia d’acqua (Wolffia globosa), la pianta più piccola e a crescita veloce del mondo (raddoppia la biomassa in poco più di 24 ore) che è pure iperproteica, resistente alle radiazioni e senza scarti di produzione.
Infine, cosa c’è di meglio di un sorso di birra o un calice di vino per completare il pasto? C’è chi ha provato a far crescere il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) in condizioni di microgravità: c’è riuscito, scoprendo persino che la bassa gravità aumenta la velocità di propagazione e fermentazione del lievito (certo, bisognerà capire dove prendere il mosto). E inoltre, anche se non ci saranno brindisi, mandar giù “pillole di vino” che sanno davvero di vino darà l’impressione di sorseggiare un Cabernet.
La Dieta degli Astronauti: Un Mito da Sfatare
In ogni caso, è evidente che la dieta degli astronauti sia ben lontana da quella che promette di far perdere 10 kg in due settimane, anche perché uno degli obiettivi dei menu spaziali è quello di non far perdere muscolatura e peso agli astronauti, ma nemmeno la voglia di mangiare.
Da dove nasce la dieta degli astronauti? Quella che oggi è conosciuta come la dieta degli astronauti però, è in realtà stata in passato soltanto una ricerca scientifica, mai applicata sulla pelle degli astronauti. Questo punto va precisato, poiché questo regime dietetico altamente restrittivo e ipocalorico avrebbe potuto mettere a repentaglio la salute degli astronauti ed è rischioso per tutti quelli che si apprestano a seguirlo.
A renderlo così pericoloso non sono soltanto le 500 kcal al giorno (che rappresentano già di per sè un rischio molto importante per il nostro organismo), ma anche l’esclusione dalla dieta di nutrienti fondamentali per fornire le giuste energie, vitamine, sali minerali, zuccheri e grassi di cui ha bisogno il nostro corpo. Trattandosi di una dieta estremamente ipocalorica e ristretta, non equilibrata e responsabile dell’esclusione di alcuni alimenti interessanti dal punto di vista nutrizionale, l’unico beneficio da segnalare è la perdita di peso. Sebbene non sia certo che si possa ottenere il risultato sperato, ovvero quello di perdere 10 kg in meno di 2 settimane.
Rischi della Dieta Ipocalorica
- perdita di massa muscolare
- carenza di nutrienti
- affaticamento e debolezza
- problemi digestivi
- rallentamento del metabolismo
- rischi per il cuore
Come approfondito negli scorsi paragrafi, quella che è stata definita dieta degli astronauti è in realtà un programma di ricerca che non è mai stato messo in pratica. Del resto, sottoporre degli atleti e scienziati a una dieta da 500 kcal in un posto in cui è fondamentale essere lucidi e stare bene come lo spazio, sarebbe stata una follia.
Conclusioni
Come abbiamo visto, mangiare nello spazio è una sfida che unisce tecnologia, scienza e un pizzico di creatività. La dieta degli astronauti è progettata per essere pratica, nutriente ma anche gustosa, tenendo conto delle peculiarità della vita a bordo della ISS.
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