Il primo grande scontro tra modelli alimentari differenti si verifica con l'arrivo dei barbari nell'Impero Romano.
A scontrarsi sono il modello alimentare tendenzialmente vegetariano, che oggi chiamiamo “mediterraneo”, a base di olio, vino e grano con pochissimi allevamenti per piccole produzioni di formaggi, e il sistema alimentare di popolazioni nomadi che non coltivavano la terra ma avevano allevamenti di maiali nei boschi che utilizzavano per la loro caccia ed approvvigionamento.
Come afferma Massimo Montanari, ordinario di storia medioevale e docente presso l’Università di Bologna al Master europeo su "Storia e cultura dell'alimentazione", questa contrapposizione tra diverse civiltà e modelli alimentari si fa sempre più particolarmente cruda e spigolosa fino a quando i rapporti di forza tra «barbari» e impero a poco a poco si invertono, rendendo difficile il processo di assimilazione e mettendo in crisi l'identità stessa della cultura e della tradizione romana, che sembra crollare di fronte all'irrompere di un «diverso» non più addomesticabile.
Contrapposizione di Modelli Alimentari
A scontrarsi sono il modello tendenzialmente vegetariano dei popoli civilizzati del Mediterraneo a base di olio, vino e grano con il sistema alimentare delle popolazioni definite dai romani stessi «barbari», ossia le tribù germaniche che si cibano principalmente di carne e prodotti animali come latte e formaggi.
Schematismi, certo: anche i «barbari» coltivavano e consumavano cereali (da cui traevano anche la cervogia, culturalmente contrapposta al vino); anche i romani, come è noto, allevavano animali e mangiavano carne. Eppure i miti alimentari della civiltà mediterranea - la classica triade grano-vino-olio - continuano a nutrire nel profondo la cultura romana.
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Al sistema di alimentazione romano si affianca un sistema nordico in cui prevale la carne, in particolare quella di maiale. Polente di frumento lasciano il posto a pappe di avena e focacce d’orzo, l’olio al lardo e al burro. Come bevande si scelgono latte di giumenta, sidro derivato dalla fermentazione di frutti selvatici e la cervogia (specie di birra fatta con orzo o avena fermentati).
Un altra contrapposizione vi era tra la birra e il vino, entrambe bevande alcoliche con ruolo fondamentale nei rituali sacri nelle rispettive religioni. Nel XXII secolo il figlio di Enrico II Plantageneto si rifiutava di bere vino considerandolo una bevanda straniera. Altri racconti ci parlano di santi che, prima della diffusione della religione cristiana, versavano a terra enormi contenitori di birra, bevanda pagana dei barbari, che contenevano oscure forze demoniache.
La Carne come Simbolo di Potenza
La tensione drammatica di vicende politiche e sociali trova riscontro e si rispecchia perfettamente nella contrapposizione di modelli alimentari che le fonti romane dell'epoca mettono in luce: soprattutto le biografie degli imperatori del III e IV secolo, raccolte nella cosiddetta “Historia Augusta”.
I «veri» romani vi appaiono orgogliosamente affezionati al consumo dei prodotti della terra: cereali, legumi, verdure, frutta. I «barbari» si manifestano come divoratori di carne che disprezzano gli alimenti vegetali.
Massimo “il Trace”, primo imperatore romano di origini barbare, per esempio, è presentato come un uomo dall’aspetto gigantesco, grande mangiatore di carne che si vantava di non aver mai assaggiato ortaggi.
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Dalle fonti storiche si ricava che l'aspetto dell'imperatore fosse spaventoso, dotato di una forza sovrumana, e di un'altezza fuori del comune. Egli è uno dei tanti modelli ideologici rappresentativi dello scontro delle due civiltà. I valori dei nuovi conquistatori son legati ad una visione del potere rappresentato dalla forza fisica, dal vigore e dalla capacità di combattere che si rispecchia nel consumo di carne, fonte di potenza ed energia.
La carne diventa così il valore alimentare per eccellenza: nell’Epistola “De observatione ciborum” scritta da Antimo (medico greco di origine ma vissuto alla Corte di Teodorico, Re dei Goti), il capitolo più lungo è dedicato al lardo.
Antimo dedica anche una considerazione alle carni crude e consiglia di evitare il più possibile il consumo, poiché i cibi ben cotti sono più facilmente digeribili.
Miti e Realtà Alimentari
A queste abitudini alimentari, prettamente vegetariane, si contrappone la mitologia nordica che narra di un grande cinghiale o maiale, lo “Sæhrímnir”, delle cui carni inesauribili si nutrono guerrieri nel mondo ultraterreno, nel Valhalla.
Nella mitolologia narrata dallo storico islandese Snorri Sturluson, nell'”Edda in prosa” si racconta infatti di come il maiale “Sæhrímnir” venga cucinato ogni giorno dal cuoco Andhrímnir nel calderone Eldhrimnir, e che la sera successiva sia magicamente di nuovo intero pronto per essere ancora cucinato a mangiato.
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Conseguenze e Riflessioni
Ma non era solo la carne causa di scontro tra le due civiltà. Le popolazioni italiche non conoscevano gli utilizzi dello strutto in cucina, così come i barbari non utilizzavano l’olio. Lo storico Massimo Montanari considera quella dello strutto la prima “invasione”.
Nel XV secolo, grazie alla diffusione degli allevamenti bovini c’è una maggiore disponibilità di burro che acquisisce maggiore diffusione in Italia.
La dieta degli antichi romani era composta principalmente da frutta e verdura, cereali integrali, carne e pesce, pollame, maiale e manzo, frattaglie, legumi come lenticchie e fagioli, uova e latticini costituiti principalmente da formaggio.
E’ ovvio che la civiltà a tavola è proprio nella curiosità per la cultura degli altri, assaggiare cibi diversi, conoscerne le preparazione nelle ricette tradizionali di altre regioni e provare ad inserirla nelle proprie. Così come è ovvio che la barbarie a tavola sta nel consumo senza scelta critica, nel cibo spazzatura delle multinazionali e dei fast food, nella grandi aziende “nazionali” che fanno della precarietà dei lavoratori la propria ricchezza, nella comodità della consegna a domicilio quando piove grazie a dei riders che sulla strada bagnata sono costretti a correre per consegnare in orario lasciandoci qualche volta la pelle.
Tabella Comparativa dei Modelli Alimentari
| Caratteristica | Dieta Romana | Dieta dei Barbari |
|---|---|---|
| Base | Cereali (grano, orzo), olio d'oliva, vino, legumi, verdure | Carne (soprattutto maiale), latte e formaggi, cervogia |
| Grassi | Olio d'oliva | Lardo, burro |
| Bevande | Vino | Cervogia, latte di giumenta, sidro |
| Importanza della carne | Limitata, consumata in occasioni speciali | Centrale, simbolo di potenza e forza |
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