Alimentazione dei Delfini: Cosa Mangiano e Come Sopravvivono

Meravigliosi e complessi, i delfini sono esseri straordinari tutti da scoprire. I delfini sono mammiferi marini dell’ordine dei cetacei. Possono essere osservati in una grande varietà di ambienti acquatici: dagli oceani ai fiumi. Esistono 42 specie di delfini, mentre 7 sono le specie di focene della famiglia Phocoenidae, dall’aspetto simile ai delfini. La maggior parte di questi sono delfini oceanici della famiglia Delphinidae, che conta 38 sottospecie. Sono animali longevi e in natura possono vivere anche fino ai 50 anni.

Introduzione: Meraviglie Marine

Tra tutti i mammiferi acquatici esistenti, sicuramente il più conosciuto e il più ammirato è il delfino. Questo animale lo si trova maggiormente nel Mar delle Galapagos, dov’è possibile incontrare sia la specie più comune chiamata Delphinus Delphinis sia il delfino conosciuto come naso di bottiglia, il cui nome scientifico è Tursiops Truncatus. I delfini sono tra le creature marine più affascinanti e intelligenti del nostro pianeta. Noti per la loro agilità, intelligenza e comportamento sociale, questi mammiferi acquatici hanno suscitato l’interesse degli scienziati e del pubblico per decenni.

I delfini sono predatori apicali nei loro ecosistemi, il che significa che occupano la cima della catena alimentare marina. Uno degli aspetti più intriganti dei delfini riguarda la loro alimentazione. La loro vita però è un inferno per colpa dell'uomo. Imprigionati, sfruttati, cacciati e uccisi nei modi più orribili.

Caratteristiche Generali dei Delfini

Ma quali sono le caratteristiche del delfino? Qual è la sua alimentazione e dove vive? Il delfino ha una lunghezza di circa 200-250 cm, il suo peso invece mediamente si aggira intorno ai 70-130 kg e la durata della sua vita va dai 25 ai 30 anni. Per essere in grado di nuotare in modo agevole il delfino, come d’altronde ogni altro cetaceo, è dotato di un corpo decisamente idrodinamico, la pelle invece si presenta come molto liscia e assolutamente glabra, ovvero senza peli, e questo gli consente di vincere la resistenza dell’acqua tramite la secrezione di olio oppure di muco.

Proprio per questo all’interno della pelle sono presenti delle speciali creste cutanee che consentono al delfino di ostacolare la creazione dei vortici, mentre la produzione di specifiche secrezioni oleose gli consentono sia di annullare la turbolenza presente all’interno dell’acqua sia di scivolare molto agevolmente in superficie.

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Il delfino ha la capacità di nuotare per molti giorni raggiungendo una velocità di 18-20 km/h, ovviamente questa non è la sua velocità massima perchè può navigare molto più speditamente raggiungendo al massimo i 45 km/h. Grazie alle natatoie e alla pinna dorsale il delfino è in grado sia di restare in equilibrio sia di non perdere la rotta, mentre la coda gli da un grande aiuto a introdurre il corpo in acqua durante l’immersione, questo è possibile grazie al fatto che le caratteristiche anatomiche così specifiche della coda dei cetacei, a differenza delle code dei pesci, le hanno permesso un’evoluzione in orizzontale, il movimento durante la nuota inoltre è consentita dalla pinna caudale perchè, non avendo una struttura ossea ma essendo dotata di una consistente muscolatura e di solidi fasci fibrosi, riesce a dare ai suoi lobi delle vigorose battute verticali.

I muscoli della coda sono differenti da tutti quelli degli altri mammiferi, infatti hanno una potenza che risulta essere dieci volte superiore e questo permette al delfino di compiere un movimento verso l’alto che produce lo spostamento, mentre per riportare il corpo alla posizione di partenza viene utilizzato il ritorno passivo verso il basso. Questi movimenti consentono al delfino di effettuare dei movimenti senza causare degli attriti, in quanto nella parte conclusiva del corpo si verifica un flusso laminare che è in grado di dividersi in questa sezione, inoltre il delfino è anche molto bravo ed estremamente abile nel cavalcare le onde utilizzando la corrente prodotta dal vento o dalla prua delle navi, quindi questo vuol dire che per compiere quest’azione non usa la sua forza muscolare.

Le dimensioni dei delfini sono di gran lunga superiori a quelle degli animali a sangue freddo in quanto sono mammiferi a sangue caldo, quindi questo comporta che devono riuscire a trattenere il calore corporeo che viene generato all’interno per poi essere rilasciato per mezzo dell’epidermide, per riuscire a rimanere caldi i delfini producono molto più calore di quello che rilasciano e il calore viene trattenuto anche grazie al fatto che sotto la pelle è presente un abbondante strato di grasso.

I delfini hanno una famiglia numerosa. Gli esemplari maschi vivono intensamente il branco e sono in grado di coltivare le loro amicizie, stringendo alleanze e legami duraturi nel tempo. I delfini sono animali estremamente brillanti e tra i più intelligenti che vi siano sulla faccia della Terra. I delfini chiacchierano vivacemente proprio come noi esseri umani producendo una vasta gamma di suoni e lo fanno con i loro simili e non solo.

Cosa Mangiano i Delfini

L’alimentazione dei delfini è costituita prevalentemente da pesci, calamari e crostacei. La loro dieta è principalmente composta da pesci e cefalopodi, ma varia significativamente a seconda della specie, dell’habitat e della disponibilità di prede. I delfini sono mammiferi carnivori che si comportano come predatori attivi nel loro habitat e che di solito cacciano in gruppo. La loro dieta varia in base alla disponibilità di cibo nel loro ambiente e al periodo dell’anno.

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L’adulto raggiunge circa i 2 metri di lunghezza e il peso di 90 kg. I maschi hanno dimensioni leggermente maggiori rispetto alle femmine. L’alimentazione del delfino comune è composta da pesci come acciughe, sardine, aringhe e altre specie di dimensioni simili, ma anche da Cefalopodi come seppie e calamari.

La dieta dei delfini è composta principalmente da pesci e calamari, ma può includere anche crostacei e piccoli invertebrati marini. I delfini costieri tendono a consumare una maggiore varietà di specie rispetto ai loro cugini pelagici, adattandosi alle risorse disponibili nel loro specifico habitat.

Esistono oltre 40 specie di delfini, e ciascuna ha le sue preferenze alimentari e strategie di caccia. Ad esempio, il delfino comune (Delphinus delphis) si nutre principalmente di pesci di scuola e calamari, mentre l’orca (Orcinus orca), che è tecnicamente un delfino, ha una dieta molto più ampia che può includere pesci, foche, e persino balene di piccole dimensioni.

I delfini appena nati, come il resto dei mammiferi, si nutrono del latte materno, che fornisce loro tutte le sostanze nutritive necessarie, fino a circa un anno e mezzo, quando iniziano a consumare progressivamente altri tipi di cibo, fino a raggiungere l'età adulta. Una volta raggiunta questa fase, sono completamente indipendenti e autonomi e possono cacciare le loro prede da soli.Quando raggiungono il pieno sviluppo, la loro dieta è esclusivamente carnivora. Nonostante posseggano denti (il numero può variare da 50 a 100, a seconda della specie), i delfini non masticano il cibo, ma lo ingoiano intero, quindi i denti servono solo a strappare la carne della loro preda. Per nutrirsi questi animali, generalmente, cominciano dalla testa della loro preda.

Alcuni studi sostengono infatti che questo comportamento permette loro di mantenere la spina dorsale e le pinne indietro, quindi di poter maneggiare meglio la preda e di non danneggiarsi la gola. I delfini adulti possono consumare prede che raggiungono i 5 kg, mentre i delfini più piccoli e più giovani si nutrono di prede più piccole.

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Alcuni degli animali preferiti dai delfini sono:

  • Pesci
  • Polpi
  • Calamari
  • Crostacei
  • Moscardini
  • Tartarughe marine

Per quanto riguarda il loro fabbisogno alimentare alcuni studi suggeriscono che un delfino adulto al giorno dovrebbe consumare circa 1/3 del suo peso corporeo.

Tecniche di Caccia dei Delfini

Di solito ingoiano la preda per intero, ma hanno varie tecniche di caccia: dai colpi di coda alla produzione di bolle per portare il loro cibo in superficie. I delfini utilizzano una varietà di tecniche di caccia per catturare le loro prede. Una delle più note è la tecnica dell’eco-localizzazione, che consente loro di localizzare le prede emettendo suoni che rimbalzano sugli oggetti circostanti.

I delfini utilizzano una varietà di tecniche per cacciare e consumare il cibo. Una delle strategie più note è l’uso dell’ecolocalizzazione per localizzare le prede. Alcune specie di delfini utilizzano anche tattiche di caccia cooperative, circondando banchi di pesci e restringendo il cerchio per catturare più facilmente le prede.

Questi animali mettono in atto diverse tecniche di caccia, che vi presentiamo di seguito:

  • Ecolocalizzazione (bisonar): Gli animali ecolocalizzatori emettono suoni nell'ambiente e ascoltano gli echi che rimbalzano da diversi oggetti. Gli echi sono usati per localizzare, identificare e stimare la distanza degli oggetti. I delfini, dunque, hanno la capacità di emettere onde sonore che permettono loro di captare la posizione degli animali circostanti, e quindi di agire come radar, permettendo loro di conoscere l'esatta posizione della loro preda.
  • Pascolo: D'altra parte, usano la velocità del nuoto creando dei vortici a U, dove rinchiudono la loro preda. Questa tecnica si chiama "pascolo", viene praticata in gruppo e, mentre rinchiudono la preda, si alternano per mangiare.
  • Effetto sorpresa: Secondo alcuni ricercatori, i delfini sono anche in grado di stordire le loro potenziali prede attraverso la generazione di suoni o rumori, rendendo più facile la loro cattura.
  • Aquaplanning: Un'altra tecnica, utilizzata dal tursìope (Tursiops truncatus), per esempio, è quella di spingere i banchi in acque basse e poco profonde in modo che possano essere catturati dalle reti dei pescatori. Questa tecnica è conosciuta come "aquaplanning".

Habitat e Abitudini Migratorie

L’habitat in cui vive un delfino influisce significativamente sulle sue abitudini alimentari. I delfini che abitano in acque costiere hanno accesso a una maggiore varietà di prede rispetto a quelli che vivono in acque aperte. Di conseguenza, i delfini costieri possono avere una dieta più varia e specializzata.

Come molti altri animali, i delfini migrano alla ricerca di cibo, poiché rimangono a lungo nella stessa zona ed esauriscono rapidamente le loro prede.

Molte specie di delfini hanno delle abitudini migratorie periodiche per quanto riguarda la ricerca di cibo. Questo perché, nel caso in cui i gruppi rimangano nello stesso posto a lungo, il cibo si esaurirebbe rapidamente.

Come Sappiamo Cosa Mangiano i Delfini

Gran parte delle nostre conoscenze sul comportamento dei delfini si basano sulle ricerche condotte sugli esemplari in cattività. Tuttavia, tali osservazioni non sono molto attendibili per comprendere l’alimentazione di questi cetacei.Questo perché i delfini in cattività si comportano diversamente rispetto a quelli che vivono negli oceani e possono sviluppare liberamente le loro abitudini di caccia.

Grazie all’avanzamento della tecnologia, abbiamo a disposizione video e fotografie subacquee che mostrano in che modo i delfini catturano la loro preda in acque di media profondità. Tuttavia, tali documenti non sono sufficienti per stabilire una solida teoria sulle loro abitudini alimentari.

Data la difficoltà di portare a termine determinate ricerche negli oceani, è molto complesso anche rintracciare i gruppi di delfini. Questo sarebbe l’ideale per verificare le loro tecniche di caccia ed i criteri di selezione delle prede nel loro habitat naturale; tuttavia, i metodi per eseguire tale monitoraggio sono scarsi e costosi.

Pertanto, fino ad oggi ciò che sappiamo sull’alimentazione dei delfini si basa principalmente sugli studi condotti su esemplari trovati morti nelle aree costiere. Dall’analisi degli elementi presenti nel tratto digestivo è stato possibile stimare la composizione della dieta.

Importanza di una Dieta Variata

L’importanza di una dieta variata è fondamentale per la salute e la sopravvivenza dei delfini. Una dieta diversificata assicura che i delfini ricevano tutti i nutrienti necessari per mantenere una buona salute, supportare la loro attività fisica e favorire la riproduzione. Inoltre, la capacità di adattarsi a diverse fonti di cibo può essere cruciale in periodi di scarsità alimentare o cambiamenti ambientali.

Minacce e Conservazione

Alcune specie di delfini potrebbero scomparire globalmente prima di quanto temiamo. I pericoli per questi animali marini sono davvero tanti e la colpa è quasi sempre dell’essere umano. L’accesso al cibo per i delfini è sempre più minacciato da fattori ambientali come l’inquinamento, il cambiamento climatico e la pesca eccessiva, che riducono la disponibilità di prede. Proteggerli dalle minacce che stanno distruggendo i loro ambiente e decimandone le popolazioni è un dovere di tutti.

Tra le principali cause di morte dei delfini vi sono l’inquinamento marino e la pesca professionale. Per garantire la sopravvivenza dei delfini, è fondamentale adottare strategie di conservazione che includano la gestione sostenibile delle risorse ittiche, la protezione degli habitat dei delfini e la riduzione dell’inquinamento marino.

Ecco alcune delle principali minacce che i delfini affrontano:

  • Delfinari e parchi acquatici: troppi sono i delfini catturati in mare aperto e imprigionati nelle vasche di delfinari e parchi acquatici, costretti a esibirsi in spettacoli ridicoli per tutta la loro tristissima esistenza in cattività. Denunce e indagini hanno gettato luce su privazioni e abusi sugli esemplari nei delfinari come nel caso del delfinario degli orrori di Rimini.
  • Massacri di Grindadráp e Taiji: i delfini vengono ancora cacciati oggigiorno e quelle delle isole Fær Øer e di Taiji sono forse le più folli stragi di cetacei del Pianeta dove le acque si tingono del loro sangue. Sono centinaia gli esemplari trucidati nelle baie, uccisi a colpi di arpione, sventrati, lacerati dai coltelli.
  • Spiaggiamenti: il numero di delfini spiaggiati ogni anno è a dir poco impressionante.
  • Plastica e reti da pesca: tra le principali cause di morte dei delfini vi sono l’inquinamento marino e la pesca professionale.

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