L’alimentazione del cervo è un argomento affascinante che riflette l’adattabilità e la resilienza di questi mammiferi nel loro habitat. Comprendere cosa mangia il cervo non solo ci offre uno spaccato sulla loro biologia e ecologia ma ha anche implicazioni dirette sulla gestione delle risorse forestali e sulla conservazione della biodiversità.
I cervi sono erbivori ruminanti che si nutrono di una vasta gamma di piante, inclusi erba, foglie, germogli, e talvolta anche frutta e funghi. La loro dieta varia notevolmente in base alla stagione, alla disponibilità di cibo, e all’habitat in cui vivono. Questa flessibilità alimentare consente ai cervi di adattarsi a diversi ambienti e di sopravvivere in condizioni climatiche variabili.
Aspetto e Dimensioni del Cervo
Il cervo è un mammifero della famiglia dei Cervidi. In Italia è diffuso su tutto l’arco alpino da Cuneo a Udine. Il cervo ha un tronco allungato e snello, il collo lungo e stretto, gli occhi di media grandezza sono vivaci con pupille ovali.
Il mantello è aderente e liscio e la colorazione subisce variazioni a seconda della stagione, del sesso e dell’età. Il mantello estivo è brunastro tendente al rossiccio mentre quello invernale è grigio-bruno. Nelle femmine i colori sono più sbiaditi mentre i giovani hanno un manto rossastro con macchie bianche.
I palchi (le corna dei cervidi) sono la caratteristica principale dei maschi. Ogni anno i palchi cadono per poi ricrescere. La lunghezza va da un minimo di 70 cm ad un massimo di 130 cm con un peso medio di 4-6 Kg.
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I maschi adulti possono essere lunghi sino a 2,55 m e alti, al garrese, sino a 1.50 m, con un peso che va dai 150 ai 250 kg. Le femmine sono più piccole con una lunghezza al massimo di 2 m e 100 Kg di peso. La coda non supera i 20 cm di lunghezza.
Habitat del Cervo
L’habitat originario del cervo è costituito da zone boschive con radure e aree di boscaglia poco fitta generalmente pianeggianti e a basse altitudini. Successivamente si è spinto in zone montuose ed impervie per sfuggire all’uomo.
Alimentazione Stagionale del Cervo
- Primavera: In primavera si ciba di erbe fresche e tenere, germogli, foglie novelle e ramoscelli. Questo periodo dell’anno è cruciale per accumulare riserve energetiche in previsione dell’inverno.
- Estate: In estate invece mangia grano maturo, avena, carote e barbabietole.
- Autunno: In autunno, la dieta si sposta verso frutti e semi che forniscono lipidi essenziali per il mantenimento del peso corporeo.
- Inverno: In inverno, quando la neve ricopre ogni cosa, si accontentano di cortecce, arbusti secchi e radici scavate a colpi di zoccoli. Possono scarseggiare, di corteccia di alberi.
Il cervo ricerca cibo soprattutto di notte.
Impatto del Foraggiamento e Necessità Nutrizionali
Il foraggiamento dei cervi può avere un impatto significativo sulle risorse forestali. In assenza di predatori naturali e in presenza di abbondanti risorse alimentari, le popolazioni di cervi possono crescere rapidamente, portando a un sovraffollamento che può danneggiare la vegetazione forestale. Questo non solo riduce la biodiversità ma può anche compromettere la rigenerazione forestale.
I cervi necessitano di una dieta equilibrata che includa carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali. I carboidrati forniscono l’energia necessaria per le attività quotidiane, mentre le proteine sono cruciali per la crescita e la riparazione dei tessuti. I grassi sono una fonte concentrata di energia, particolarmente importante durante l’inverno.
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Strategie Alimentari Adattive
Per far fronte alle variazioni stagionali della disponibilità di cibo, i cervi hanno sviluppato diverse strategie alimentari adattive. Queste includono la capacità di cambiare dieta in base alla stagione, l’utilizzo di habitat diversi per accedere a varie risorse alimentari, e la capacità di digerire una vasta gamma di materiale vegetale.
Comportamenti Alimentari Insoliti
E’ la conferma che non sempre i cervi si accontentano di “pietanze” vegetali, soprattutto quando devono far fronte a richieste alimentari supplementari. Altre registrazioni hanno messo in luce l’attitudine dei cervidi di puntare alle uova di gallo cedrone o di altri comuni uccelli della fauna statunitense; mentre sull’isola scozzese di Rum sono stati avvistati ungulati nutrirsi di uccelli marini.
«Sono animali erbivori», spiegano gli scienziati, «ma di tanto in tanto amano sfamarsi con qualcosa di “strano”». Un motivo potrebbe anche essere legato alla necessità di assumere calcio in grandi quantità, cosa che non accadrebbe sfamandosi solo di vegetali.
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