Alimentazione delle Larve e degli Adulti del Cervo Volante (Lucanus Cervus)

Il Lucanus cervus, comunemente noto come Cervo Volante, è un coleottero appartenente ad una ampia famiglia di coleotteri a cui appartiene anche il famoso Lucanus cervus (o Cervo volante), larve ed adulti sono innocui e anche protetti visto il loro numero in diminuzione (è considerato infatti come vulnerabile nella scala dello Stato di conservazione della IUCN - International Union for the Conservation of Nature).

Ciclo Vitale e Alimentazione

In realtà, osservando le sue fasi vitali si scopre quanto sia effimero l'aspetto per cui è tanto celebre. Il cervo volante resta infatti allo stadio larvale per la maggior parte della propria esistenza, che può durare anche 5 anni, mentre la fase adulta si consuma nello spazio di un'estate.

Alimentazione delle Larve

Le uova vengono deposte alla base di tronchi di alberi morti o morenti. Le larve diventano molto grandi e si nutrono di legno svolgendo un ruolo importante nella decomposizione ed eliminazione di piante morte o morenti. È in questa fase, silenziosa e nascosta ai nostri occhi, che il cervo volante svolge il suo cruciale ruolo di specie saproxilica. Cibandosi di legno morto, contribuisce a rinnovare e a far rinascere l'ecosistema forestale.

Una volta schiuse le uova, si originano delle larve di colore biancastro, arcuate, morbide, simili a quelle del ‘Maggiolino’. Hanno sei piccole zampette arancioni, dello stesso colore della testa che mostra due affilate e potenti chele scure che servono ad incidere il legno per il nutrimento e scavare lunghe gallerie. Il lunghissimo periodo larvale, solitamente comprende 3 stadi e può durare fino a 4-6 anni, prima della trasformazione in pupa.

Dopo 3-5 anni, raggiungono una lunghezza di circa 10 centimetri; se nel frattempo non sono state predate da picchi, ghiandaie, volpi e tassi, le larve a quel punto lasciano il legno per il suolo, dove si costruiscono bozzoli che li proteggono fino all'autunno, periodo nel quale avviene la metamorfosi in individui adulti.

Leggi anche: Forza 10 Mono Diet

Alimentazione degli Adulti

Con la primavera usciranno finalmente dal bozzolo e inizieranno i loro rumorosi voli crepuscolari. È soprattutto nelle ore tra il pomeriggio e la sera che il cervo volante diventa più attivo, spostandosi di albero in albero per cibarsi di linfa. La femmina, dotata di mandibole più piccole, è in grado di penetrare il legno e succhiare il fluido vegetale; paradossalmente, l'ingombrante apparato mandibolare del maschio lo limita e lo costringe ad attingere solo la linfa che fuoriesce spontaneamente dalle cortecce.

Importanza Ecologica

Non c'è termine più sbagliato di "legno morto" per definire un tronco abbandonato nel bosco. Quello che un tempo era un albero continua in realtà a essere fondamentale per innumerevoli funzioni ecologiche. Si stima che il 30% della biodiversità in una forestale sia costituito da specie saproxiliche, cioè tutti quegli organismi - per lo più batteri, funghi, invertebrati - che si alimentano direttamente o indirettamente di legno appartenente a piante abbattute o non più viventi.

La presenza del Lucanus cervus al contrario costituisce una sorta di "sigillo di qualità" per gli ambienti di foresta e proprio per questo la specie è tutelata dalla Direttiva Habitat.

Descrizione e Dimorfismo Sessuale

E’ sicuramente uno dei coleotteri più grandi esistenti in Europa, che può raggiungere una lunghezza fino a 8 cm. Si riconosce facilmente per le sue robuste mandibole che ricordano le corna di un cervo, molto più sviluppate soprattutto nei maschi.

Malgrado l’aspetto apparentemente minaccioso, il Cervo volante è innocuo per l’uomo, dato che le sue grandi mandibole vengono utilizzate solo nei duelli con gli altri maschi, o per trattenere la femmina durante la stagione degli accoppiamenti, in quanto la muscolatura non sarebbe sufficiente a farle muovere con forza, per il loro eccessivo peso.

Leggi anche: Cosa Mangia il Cervo

La specie si contraddistingue per la colorazione lucida brunastra e per il marcato dimorfismo sessuale. Il corpo è suddiviso in 3 parti: capo, torace e addome. Nel capo, oltre alle mandibole, sono presenti due antenne munite di spazzola e le sei zampe che si trovano lungo l’addome hanno struttura a pettine. Le ali sono 4, di cui le prime due molto robuste e prive di nervatura (dette elitre, come negli altri coleotteri). Appaiono rigide e coriacee, con la funzione di ricoprire e proteggere le ali posteriori, di aspetto più leggero e membranoso, ripiegate sotto le prime.

A volare sono per lo più i maschi, alla ricerca delle femmine che invece tendono a essere meno attive e a restare nascoste sotto gli strati più fitti del sottobosco.

Habitat e Distribuzione

In Italia si trova nelle regioni settentrionali e in quelle centrali, fino all’Umbria e alla Campania.

Scendendo di quota, troviamo l'ambiente del bosco maturo di latifoglie, autentico regno del cervo volante. Da segnalare che in Piemonte è presente anche una specie affine, il Lucanus tetraodon, con cui il Lucanus cervus condivide gli habitat del lungofiume Ticino. A distinguerli, la posizione del dente interno delle mandibole e la diversa conformazione delle antenne.

Minacce e Conservazione

Tuttavia il futuro di questi coleotteri, strettamente legati all’ambiente dove vivono, risulta piuttosto compromesso, specialmente nelle ultime decine di anni. Anche se inserito nell’elenco delle specie da tutelare a minaccia di estinzione, dalle normative di protezione dell’Unione Europea e della ‘Convenzione di Berna’, le popolazioni dei Lucanus cervus sono in drammatico declino. Una delle cause principali è la perdita di habitat da imputare al deterioramento e alla distruzione delle aree boschive, causata da incendi, da processi di eccessiva urbanizzazione e da disboscamenti in concomitanza anche con la rimozione dei vecchi tronchi.

Leggi anche: Bramito del cervo: un'esperienza unica

Il modo in cui oggi sono gestite le foreste, basato su cicli brevi di tagli e orientato a rimuovere dal suolo il materiale legnoso, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di interi ecosistemi. Quest'ultima è un'invenzione umana che nel nome di un ordine tutto antropocentrico priva querceti, castagneti e faggete di quella biomassa vegetale essenziale a un bosco ricco di biodiversità.

Anche gli acari dell’ordine dei Monogynapsidi possono rappresentare una minaccia per il Cervo volante, in quanto tendono a parassitarlo attaccandosi alle membrane che collegano la testa al resto del torace.

tags: #cervo #volante #alimentazione #larve #e #adulti

Scroll to Top