Alimentazione del Cinghiale: Cosa Mangia e Come si Adatta

Il cinghiale (Sus scrofa) è una specie tipica della fauna europea e italiana, originariamente diffusa in gran parte della penisola. Da sempre considerato una preda ambita per la sua carne e un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, solo nel corso del XX secolo ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l'uomo, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, il maiale.

I cinghiali hanno corpi tozzi e potenti con un doppio strato di pelliccia grigio-marrone lo strato superiore è duro e irto di peli; lo strato inferiore è molto più morbido. Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un'altezza al garrese che può sfiorare il metro e un peso massimo di un quintale circa. I maschi maturi hanno zanne che sporgono dalla bocca. Animali di grandi dimensioni, i cinghiali possono raggiungere gli 80 cm di altezza alla spalla.

Il cinghiale è oggi l’ungulato più diffuso in Italia, presente su un’area di 190 km quadrati, cioè sul 64% del territorio italiano. La maggior parte dei cinghiali vive in gruppi conosciuti come sounders, composti da femmine adulte e dai loro piccoli. I maschi adulti sono solitari e cercano le femmine solo nella stagione dell’accoppiamento, che avviene in inverno. I maschi rivali combatteranno usando le loro zanne per determinare l’accesso alle femmine. Una cucciolata di fino a 10 maialini nasce in primavera. I maschi rimangono con il gruppo fino a quando i maialini hanno circa un anno di età.

Dieta e Comportamento Alimentare

Si tratta di animali dalla dieta onnivora e molto varia, come dimostra la dentizione mista e lo stomaco scarsamente specializzato, con solo due compartimenti. I cinghiali sono come i porci anche nell'alimentazione. Sono onnivori e hanno un alimentazione molto ampia.

Cosa mangia il cinghiale? Il cinghiale è un onnivoro opportunista con tendenza frugivora, perché pur basando la dieta sul consumo dei frutti del bosco (ghiande, castagne e faggiole), si adatta a modificare anche drasticamente l’alimentazione in base alla disponibilità. La quota principale della dieta è costituita da vegetali, dei quali il cinghiale utilizza sia le parti aeree (gemme, frutti, bacche e semi, ma anche sistemi fogliari), che le parti sotterranee (radici, rizomi, tuberi). Gli alimenti di origine animale, sono quantitativamente meno importanti ma sempre presenti in tutte le stagioni. Il cinghiale ricerca attivamente soprattutto invertebrati presenti nel terreno (lombrichi, larve, ecc.), ma consuma opportunisticamente anche altre prede (piccoli Mammiferi, nidiacei, uova, anfibi, ecc.) o carcasse di altri animali.

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Ogni tanto i cinghiali cacciano attivamente, scegliendo piccoli animali come rane e serpenti, ma anche prede di una certa dimensione, come cerbiatti ed agnelli. La loro dieta, composta principalmente dal 10% di proteine e dal 90% di erbe e piante, è una testimonianza della loro abilità di adattamento estrema. Nonostante la predominanza di alimenti vegetali, i cinghiali mantengono una flessibilità nella loro alimentazione, integrando la loro dieta con insetti e piccoli animali durante la stagione più calda.

Nonostante la preferenza dei cinghiali per i vegetali e cereali rispetto alla carne, essi dimostrano una notevole adattabilità nella scelta del cibo quando le risorse alimentari diventano scarse. In tali situazioni, si rivolgono a una vasta gamma di fonti proteiche, che includono carogne, resti di animali, mammiferi come topi e conigli, uccelli, uova, anfibi come rane e rospi, piccoli rettili, insetti e invertebrati come vermi. La loro dieta può temporaneamente comprendere anche carcasse di animali morti, tra cui cervi, conigli, uccelli e altri piccoli animali. Questa flessibilità nel regime alimentare evidenzia la loro capacità di adattamento e di sopravvivenza in condizioni ambientali mutevoli.

Segni della sua presenza sono i buchi e i solchi nel terreno che l'animale scava con il muso alla ricerca di vegetali, lombrichi ed insetti, svolgendo in questo modo l'areazione del terreno, la dispersione e la gemmazione dei semi.

Habitat e Adattabilità

I cinghiali europei sono tipici abitatori dei boschi ben maturi e in particolare dei querceti, mentre le sottospecie africane e asiatiche sembrano preferire le aree aperte e paludose. In generale il cinghiale si dimostra però assai adattabile in termini di habitat e colonizza praticamente ogni tipo di ambiente a disposizione. Pertanto, il cinghiale evita le aree desertiche, rocciose e quelle a forte precipitazione nevosa, dove per l'animale risulta disagevole grufolare.

Il cinghiale ha un'elevata valenza ecologica ed è ampiamente adattabile a differenti condizioni ambientali, purchè siano soddisfatte le esigenze di base della specie: presenza di acqua, cibo e buona copertura vegetale. L'habitat preferenziale è il bosco di querce ma vive e prolifera anche nelle faggete montane.

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Allevamento del Cinghiale: Consigli Pratici

Alla fine per esperienza personale, tutti i miei amici che hanno dei cinghiali li usano come "discariche", ovvero gli danno quello che trovano in primis che andrebbe buttato che per il cinghiale è commestibile (es. patate marcie), ma hanno un alimentazione basata su crusca e avena, oltre che verdura. Il controllo del peso si effettua tramite "piani di prelievo", ovvero programmando come macellare le bestie in base al loro peso presunto che cresceranno (per lo meno cosi fanno da me), ma una dieta povera e ricca di alimenti che riempono, ma non nutrono aiuta molto, come un dinamismo nel cambiare rapidamente dieta in caso di problemi. Per il discorso grasso, dipende dalla razza il peso ideale per avere una buona resa senza tanto "grasso".

Come sex ratio va bene, ma stai attento a separare i maschi (futuri), dato che nel periodo degli amori in uno spazio ristretto è certo che si "picchieranno" per la monta. E' successo anche ad un mio amico di avere 2 cinghiali (ultra selvatici e presi nei boschi) maschio e femmina, in cui il maschio cercava di far abortire la scrofa al fine di ricoprire la femmina, quindi dovresti stare attento all'indole del maschio. Un altro consiglio è di cercare, al fine di aumentare l'attività fisica dei verri, di non portare il cibo sempre nello stesso punto, ma stimolare il movimento/cerca all'interno del recinto (se è abbastanza grande e agevole l'operazione). Cerca, se possibile, di piantare dei castagni, dato che forniscono un ottimo alimento per i cinghiali, come prevedi un "guado" ove le bestie possano "lavarsi".

Prima di tutto un bel recinto con rete maglia elastica 4x4cm con fili di 4 mm altezza 220 cm di cui 30 cm interrati insieme a due filo spinati e pali in legno di H 3 metri poi ha fatto il registro di stalla per non avere possibili sanzioni, acquistati da un allevatore con certificato cosi da poterli dichiarare. Se il cinghiale è originale e non frutto di accoppiamenti con maiali domestici i primi mesi cresce normale ma poi per far alzare il peso non facile in più difficilmente troverai un " cinghiale" grasso...puoi dare da mangiare tutto quello che vuoi ma preferisce erba e frutta fresca e metti in conto che nel recinto in poco tempo sembrerà un campo di battaglia dove ci sono passati i carri armati.

Interazioni con l'Uomo e l'Ambiente

Quando le risorse naturali risultano insufficienti o più difficilmente accessibili, il cinghiale, grazie alla sua adattabilità, non esita ad utilizzare risorse di origine antropica, causando danni diretti e indiretti ad agricoltura e zootecnia. I danni all’agricoltura, provocati da consumo diretto, attività di scavo e calpestio, sono molto variabili, a seconda delle disponibilità di risorse naturali, ma anche della morfologia del paesaggio e dell’assetto agronomico. Il cinghiale è in grado di danneggiare praticamente tutti le tipologie colturali, dai prati pascolo ai cereali e alle produzioni ortofrutticole, arrivando talvolta a compromettere porzioni molto rilevanti del raccolto. In Italia non si hanno dati esaustivi sull’impatto del cinghiale sull’agricoltura, ma stime recenti indicano la specie quale responsabile del 90% dei 10 milioni di Euro di danni causati all’anno dagli Ungulati.

I vari sistemi di prevenzione dei danni da cinghiale ricorrono a dissuasori di tipo chimico (olfattivi o gustativi), acustico (i cosiddetti “cannoncini” o altre fonti sonore più diversificate) o a barriere meccaniche o elettriche. L’efficacia e il costo di applicazione dei diversi sistemi variano in relazione alle modalità di applicazione e alle caratteristiche delle colture da proteggere; quindi la scelta va fatta valutando con attenzione il rapporto tra costi e benefici. Il sistema più diffuso e meno impattante sull’ambiente prevede l’installazione di recinzioni elettrificate, attive tutto l’anno o nei periodi di effettivo pericolo. Dato che la specie non corre rischi dal punto di vista conservazionistico, i danni alle attività antropiche possono essere limitati anche attraverso piani di controllo numerico.

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I cinghiali sono grossi e forti, e non esitano ad attaccare se disturbati: per questo motivo, è piuttosto raro che un predatore scelga di cacciare questi animali, qualora disponga di altre specie meno impegnative. Anche il lupo preda il cinghiale: nonostante tendano a nutrirsi dei cuccioli lasciati incustoditi, alcune popolazioni locali di lupo (fra cui quelle italiane, siberiane e spagnole) si nutrono abitualmente anche di cinghiali adulti. Il metodo di caccia raramente è impostato su un attacco diretto al cinghiale, che reagirebbe caricando a testa bassa: gli attacchi avvengono generalmente alle spalle (con qualche lupo che distrae l'animale) e sono indirizzati alla zona di carne morbida del perineo, provocando la morte dell'animale per dissanguamento.

Nel Parco i piccoli di cinghiale costituiscono la preda principale del lupo.

È stato dimostrato che la ricomparsa del lupo sulle Alpi italiane ha portato, nelle valli in cui si è insediato, a una scomparsa delle femmine e dei piccoli di cinghiale (in genere migrati nelle valli vicine), lasciando solo i maschi che possono opporre resistenza ai lupi.

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