I cinghiali, appartenenti alla famiglia dei Suidi (Suidae), sono animali dalle abitudini crepuscolari e notturne.
Durante il giorno, i cinghiali riposano distesi in buche nel terreno che essi stessi scavano col muso e gli zoccoli fra i cespugli. I cinghiali europei sono tipici abitatori dei boschi fitti e in particolare dei querceti, mentre le sottospecie africane e asiatiche sembrano preferire le aree aperte e paludose.
In generale il cinghiale si dimostra però assai adattabile in termini di habitat e colonizza praticamente ogni tipo di ambiente a disposizione. Nei territori occupati dai cinghiali deve tuttavia essere sempre presente una fonte d'acqua, dalla quale l'animale non si allontana mai molto.
In Italia la specie è distribuita, seppure con areale discontinuo, dalla Valle d'Aosta fino alla Calabria, oltre che in Sardegna, in Sicilia, nell'isola d'Elba e in altre piccole isole, dove però è stato introdotto dall'uomo. Popolazioni meno numerose si incontrano in alcune regioni prealpine e sui monti di Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli.
L'Alimentazione dei Cinghiali Cuccioli
I cinghiali sono mammiferi, e quando le femmine partoriscono, il primo alimento dei cinghialetti è il latte materno. Generalmente, i cinghiali vengono svezzati a circa sei mesi di età.
Leggi anche: Cosa Mangiare con le Emorroidi
Ad esempio, il facocero del deserto, anche se non smette di consumare latte completamente fino ai sei mesi di età, a tre settimane inizia a mangiare erba e la madre li allatta circa ogni quaranta minuti. I cinghialetti possono anche consumare le feci della madre.
La femmina del potamocero (P. larvatus), invece, allatta i piccoli fino a due-quattro mesi e, a differenza delle specie precedenti, dove i maschi non provvedono alle cure dei piccoli, qui il padre porta la prole a pascolare.
Infine, nei cuccioli di S. scrofa, in media, lo svezzamento avviene tra le otto e le dodici settimane. In questa specie, la mortalità tra i piccoli è alta quando ci sono grandi gruppi che competono per il cibo.
Durante il periodo di gestazione, l’alimentazione è fondamentale per garantire la salute della femmina gravida. Bisognerà garantire alla femmina una maggior quantità di cibo.
Dieta Onnivora del Cinghiale Adulto
La diversità degli spazi in cui vivono i cinghiali ci dà un'idea della varietà della loro dieta:
Leggi anche: Gastrite: Cosa Non Mangiare
- Dieta onnivora: le due specie S. scrofa e P.
- Come abbiamo visto i cinghiali sono onnivori quindi dovremmo offrire loro: verdure, semi, cereali e radici.
Scopriamo cosa mangiano i cinghiali adulti di alcune delle specie più famose di cinghiali:
Facocero del deserto (Phacochoerus aethiopicus)
Questa specie è generalista:
- Erbe
- Radici
- Arbusti
- Frutta
- Tuberi
- Insetti e carogne: in carenza di altri alimenti.
Facocero comune (Phacochoerus africanus)
Questo tipo di cinghiale è più specialista in termini di piante di cui si nutre, la sua dieta è basata su:
- Erba
- Bacche
- Corteccia
- Radici
- Ceppi
- Bulbi
Non disdegnano piccoli mammiferi, carogne, insetti e larve.
Cinghiale (P. larvatus)
La dieta di questa specie è completamente onnivora, che comprende:
Leggi anche: Consigli Alimentari per l'Helicobacter
- Radici
- Frutti
- Insetti
- Piccoli animali
- Cuccioli di altri animali
Cinghiale (S. scrofa)
Come forse già sapete il cinghiale è ghiotto di ghiande, ma può cibarsi anche di frutti, bacche, tuberi, radici e funghi, il cinghiale non disdegna di integrare di tanto in tanto la propria dieta con materiale di origine animale, come insetti e altri invertebrati, uova e talvolta anche carne e pesce, provenienti questi principalmente da carcasse dissotterrate.
Ogni tanto i cinghiali cacciano attivamente, scegliendo piccoli animali come rane e serpenti, ma anche prede di una certa dimensione, come cerbiatti ed agnelli.
In generale, i cinghiali sono molto attivi nella ricerca di cibo, e si organizzano in gruppi.
Adattabilità e Impatto Ambientale
La loro dieta, composta principalmente dal 10% di proteine e dal 90% di erbe e piante, è una testimonianza della loro abilità di adattamento estrema.
Nonostante la predominanza di alimenti vegetali, i cinghiali mantengono una flessibilità nella loro alimentazione, integrando la loro dieta con insetti e piccoli animali durante la stagione più calda. Nonostante la preferenza dei cinghiali per i vegetali e cereali rispetto alla carne, essi dimostrano una notevole adattabilità nella scelta del cibo quando le risorse alimentari diventano scarse.
In tali situazioni, si rivolgono a una vasta gamma di fonti proteiche, che includono carogne, resti di animali, mammiferi come topi e conigli, uccelli, uova, anfibi come rane e rospi, piccoli rettili, insetti e invertebrati come vermi.
La loro dieta può temporaneamente comprendere anche carcasse di animali morti, tra cui cervi, conigli, uccelli e altri piccoli animali. Questa flessibilità nel regime alimentare evidenzia la loro capacità di adattamento e di sopravvivenza in condizioni ambientali mutevoli.
Il cinghiale è una specie estremamente adattabile, in grado di occupare una grande varietà di ambienti, con popolazioni più o meno consistenti a seconda delle disponibilità di cibo e rifugio e delle condizioni climatiche.
In Italia la miglior combinazione di questi fattori si può ritrovare in alcuni ambienti forestali come i boschi cedui o la macchia mediterranea, laddove non vi siano climi troppo siccitosi o con neve al suolo persistente.
Inoltre la specie può compiere spostamenti stagionali anche di alcuni chilometri, per sfruttare ambienti occasionalmente idonei come le aree agricole con coltivazioni appetite (es. cereali o vigneti) o addirittura le aree urbane, attratto dai rifiuti o dal cibo distribuito ai gatti randagi.
Il cinghiale è un onnivoro opportunista con tendenza frugivora, perché pur basando la dieta sul consumo dei frutti del bosco (ghiande, castagne e faggiole), si adatta a modificare anche drasticamente l’alimentazione in base alla disponibilità.
La quota principale della dieta è costituita da vegetali, dei quali il cinghiale utilizza sia le parti aeree (gemme, frutti, bacche e semi, ma anche sistemi fogliari), che le parti sotterranee (radici, rizomi, tuberi).
Gli alimenti di origine animale, sono quantitativamente meno importanti ma sempre presenti in tutte le stagioni. Il cinghiale ricerca attivamente soprattutto invertebrati presenti nel terreno (lombrichi, larve, ecc.), ma consuma opportunisticamente anche altre prede (piccoli Mammiferi, nidiacei, uova, anfibi, ecc.) o carcasse di altri animali.
Quando le risorse naturali sono scarse, le produzioni agricole risultano particolarmente attrattive e possono arrivare a rappresentare la quota più importante della dieta.
Il cinghiale ha un'elevata valenza ecologica ed è ampiamente adattabile a differenti condizioni ambientali, purchè siano soddisfatte le esigenze di base della specie: presenza di acqua, cibo e buona copertura vegetale. L'habitat preferenziale è il bosco di querce ma vive e prolifera anche nelle faggete montane.
Il cinghiale è onnivoro e si ciba sia di sostanze vegetali (ghiande, castagne, cereali, tuberi, funghi, frutta) sia dia animali invertebrati e piccoli vertebrati. Segni della sua presenza sono i buchi e i solchi nel terreno che l'animale scava con il muso alla ricerca di vegetali, lombrichi ed insetti, svolgendo in questo modo l'areazione del terreno, la dispersione e la gemmazione dei semi.
Senza dubbio il cinghiale rappresenta l'ungulato più difficile da gestire. La flessibilità ecologica, l'elevata fertilità, la grande mobilità, il comportamento gregario, l'interesse per le colture cerealicole, lo rendono una specie ad alto impatto.
I cinghiali possono causare alcuni inconvenienti nelle zone di semina, poiché entrano in queste aree in cerca di cibo. Questo li ha resi oggetto di caccia, lasciando i loro piccoli senza la madre e senza protezione.
tags: #alimentazione #cinghiale #cucciolo #cosa #mangia