Il lupo (Canis lupus) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Canidi, un predatore all'apice della catena alimentare. Un tempo presente in quasi tutte le zone dell’emisfero boreale, nei secoli scorsi è stato perseguitato da una caccia indiscriminata che ne ha minacciato l’esistenza portando alcune specie sull’orlo dell’estinzione. Negli ultimi decenni sono stati avviati numerosi piani di protezione e re-introduzione.
I lupi sono carnivori generalisti e opportunisti, in grado di sopravvivere con diverse risorse alimentari e in diversi tipi di habitat. Non è facile raccontare la dieta di un predatore generalista. Dal punto di vista ecologico, un predatore generalista è in grado di adattarsi ad una gran vastità di fonti di cibo.
Struttura Sociale e Abitudini di Caccia
Il lupo è il classico animale che vive in branco (è possibile però trovare anche lupi solitari) che è formato da una coppia riproduttiva (chiamata coppia alfa) e da alcuni giovani lupi della figliata precedente. Nel branco possono anche essere presenti uno o due adulti subordinati, in genere fratelli della coppia alfa. Le dimensioni del branco variano da 3-4 lupi fino a 20-30 in funzione della quantità di cibo disponibile nella zona. La media è di 5-9 lupi. Il territorio di un branco varia da 130 a 13.000 km2 ed è difeso contro gli intrusi.
La vita in branco permette al lupo di cacciare anche prede di notevoli dimensioni, che altrimenti sarebbero impossibili da predare. Nella caccia viene esaltata la cooperazione e la coordinazione all'interno del branco. Le potenziali prede vengono localizzate grazie ai sensi molto sviluppati che i lupi utilizzano per elaborare le informazioni: l’odorato e la capacità di leggere le tracce. Sfruttando la loro resistenza e velocità nella corsa, i lupi inseguono la loro preda fino a sfiancarla. Nonostante le raffinate tecniche di caccia, non bisogna credere che ogni inseguimento si concluda con la cattura della preda.
Il lupo ricerca il cibo spostandosi su lunghe distanze, intercettano la preda mediante l’olfatto e la insegue in gruppo per catturarla. Le prede preferite sono gli animali di grossa taglia che possono fornire cibo per più giorni a tutto il branco. Essa indica anche un approvvigionamento differenziato dei vari principi nutritivi: le proteine e le calorie vengono tratte dalla carne, i minerali dalle ossa, la fibra dal contenuto intestinale, il materiale indigeribile (che funziona da stimolo della peristalsi intestinale) dalla pelle e dalle ossa. Di solito viene consumato un solo pasto al giorno, seguito da un periodo di tranquillità e di riposo.
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Dieta del Lupo in Italia
In Italia la dieta del lupo include principalmente ungulati selvatici, come cinghiali, cervi, daini, camosci e caprioli. In base agli studi effettuati in Italia nel corso degli anni, la dieta del lupo in Italia è costituita quasi esclusivamente da ungulati selvatici, in particolare il cinghiale in Appennino o cervo, capriolo e camoscio sulle Alpi.
I dati sulla dieta dei lupi nelle Alpi mostrano che predano principalmente animali di grandi dimensioni, in particolare ungulati selvatici (cervo, capriolo, daino, camoscio, muflone e cinghiale). Gli individui più vulnerabili agli attacchi sferrati dai lupi sono in genere quelli più giovani, vecchi o malati in quanto meno esperti o abile nello sfuggire al predatore.
La dieta del lupo può essere integrata con carcasse, piccoli vertebrati, invertebrati, animali domestici e persino piante. Resta il fatto che il lupo è essenzialmente specializzato nella predazione di grossi erbivori selvatici, ma può includere nella propria dieta, all'occorrenza, anche mammiferi di piccole dimensioni (e.g., uccelli, marmotte, lepri, piccoli roditori), come anche frutti, carcasse, animali domestici e, in alcuni casi negli anni passati più che adesso, rifiuti.
In particolare, le analisi di oltre 10.000 escrementi raccolti dal 1999 a oggi mostrano come gli ungulati selvatici costituiscano la parte preponderante della dieta del lupo sulle Alpi (èpiù del 90%), mentre gli ungulati domestici assumono un'importanza modesta; altrettanto ridotto è risultato il peso dei mammiferi di piccole dimensioni (marmotte, lepri, piccoli roditori). Tra gli ungulati domestici, la quasi totalità dei casi riscontrata è rappresentata da ovini e caprini.
La specie predilige il più delle volte cibarsi di animali selvatici, meno frequentemente di domestici. Cervi, caprioli, camosci, mufloni e cinghiali costituiscono la principale fonte alimentare del lupo; in ambiente alpino raramente si ciba anche di frutta, lepri, piccoli mammiferi e uccelli.
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Dieta in Ambienti Antropizzati
I risultati della ricerca condotta nell'inverno del 2021 sul primo branco della pianura alessandrina, nei pressi del torrente Orba, mostrano ancora una volta che la specie presenta un comportamento alimentare marcatamente selvatico, anche in ambienti fortemente antropizzati e con elevata disponibilità di animali domestici. Capriolo, lepre, minilepre, nutria (per la prima volta documentata in Piemonte tra le prede del lupo) e cinghiale costituiscono infatti il 92% della dieta del predatore.
Adattabilità e Variazioni nella Dieta
Il lupo è un carnivoro generalista ed opportunista, con una dieta molto diversificata basata principalmente sulle prede più disponibili delle zone che frequenta e che quindi può spaziare dai bisonti del Nord America, a cervi, caprioli e camosci dell’Europa centrale, arrivando alla lepre artica, che conta il 55% della dieta del lupo artico e fino anche ai salmoni o altri animali marini, come i lupi della British Columbia - Canada o dell’Alaska.
La dieta varia a seconda degli ambienti frequentati e dalla stagione. Il Lupo si nutre di animali selvatici e in mancanza di questi di Anfibi, Rettili, topi, Molluschi ed altri invertebrati. Molto spesso si rivolge verso gli animali domestici a causa della maggiore facilità con cui questi possono venire catturati. Il lupo (Canis lupus) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Canidi. Un tempo presente in quasi tutte le zone dell’emisfero boreale, nei secoli scorsi è stato perseguitato da una caccia indiscriminata che ne ha minacciato l’esistenza portando alcune specie sull’orlo dell’estinzione.Negli ultimi decenni sono stati avviati numerosi piani di protezione e re-introduzione.
La necessità alimentare del lupo può variare molto a seconda dello status sociale, della stagione e dello stato di salute. Una carcassa di un cavallo o di una vacca invece, può sfamare un branco numeroso di lupi per quasi una settimana.
Occasionalmente, ma sempre più spesso, si osservano lupi in alimentazione su rifiuti di origine antropica. I rifiuti, in alcuni casi, possono essere la principale fonte alimentare di specie opportuniste, come volpi e cinghiali. Il condizionamento di animali selvatici alla presenza di cibo fornito dall’uomo non è mai positivo. In quest’ultimo caso, le conseguenze non sono mai buone. Questo fenomeno è sempre più in aumento in Italia, a causa dell’aumento di lupi in aree periurbane e rurali, e alla noncuranza di proprietari di cani e gatti, lasciati spesso incustoditi anche durante la notte.
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Anche da studi condotti in Piemonte, si evidenzia come gli ungulati selvatici costituiscano sempre e comunque la parte predominante della dieta (intorno al 90%), anche in estate quando le predazioni sui domestici sono regolarmente accertate, probabilmente perché spesso i domestici non vengono consumati completamente a causa del prelievo della carcassa per lo smaltimento successivo alle procedure di accertamento dei danni.
Tabella: Componenti Principali della Dieta del Lupo in Italia
| Componente | Percentuale Approssimativa | Note |
|---|---|---|
| Ungulati Selvatici | 70-90% | Cinghiali, cervi, caprioli, camosci |
| Ungulati Domestici | 5-15% | Ovini, caprini, bovini |
| Piccoli Mammiferi | 2-5% | Lepri, roditori, marmotte |
| Carcasse | Variabile | Importante in alcune aree |
| Rifiuti Antropici | In aumento | Principalmente in aree periurbane |
Impatto del Lupo sull'Ecosistema
Il lupo ha un importante ruolo di selezionatore nelle popolazioni di ungulati, in quanto la caccia con inseguimento comporta spesso la predazione degli individui più deboli. L’azione predatoria del lupo non sempre può regolare le popolazioni delle prede mantenendole a bassa densità, ma sicuramente può renderle più mobili. Questa paura di essere costantemente predati rende le prede molto mobili e vigili, portando le grandi masse di individui a spostarsi con maggiore frequenza.
A completare una dieta variegata c’è la preziosa risorsa rappresentata dalle carcasse degli animali rinvenuti morti. Le carcasse di grossi animali sono una fonte alimentare importante per molti branchi di lupi e individui solitari. Questa fonte alimentare, seppur non di altissima qualità come delle prede fresche, può rappresentare oltre l’80% della dieta di alcuni branchi di lupi, in aree ad alta densità di allevamenti zootecnici.
Tecniche di Caccia e Consumo delle Prede
La tecnica di caccia del lupo dipende dal tipo di preda: su prede di grandi dimensioni, come bisonti, cervi nordamericani o bovini adulti, di solito i lupi agiscono in branco e solitamente l’animale è attaccato prima ai quarti posteriori, in modo da essere immobilizzato e atterrato. Su prede di dimensioni medio-piccole, come caprioli o altri ungulati di modeste dimensioni, anche un lupo singolo può effettuare un attacco efficace, che solitamente si compie con un morso preciso nella regione retromandibolare (collo), così da inattivare la preda.
La modalità di consumo delle prede molto probabilmente ha inizio dalla parte corrispondente al punto di attacco, probabilmente perché a questo livello la carne risulta già esposta. In seguito vengono consumati, in successione, i muscoli, gli organi interni quali cuore, polmoni, fegato e tutti gli altri.
Un lupo può mangiare fino ad 8 kg di carne per pasto ed è un animali che non butta via niente: mangia tutto anche i peli e le ossa. Il fabbisogno giornaliero medio di carne di un lupo in Italia è quantificato in circa 2-5 kg. Il lupo si è adattato ad una alimentazione non uniformemente cadenzata nel tempo, riuscendo a resistere per molti giorni senza cibo. Questi lunghi periodi di digiuno sono seguiti da grandi e rapide ingestioni di cibo: il loro stomaco ha, infatti, grandi capacità dilatatorie e la digestione avviene in poche ore.
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