Alimentazione della Faina: Cosa Mangia Questo Abile Predatore

La faina (Martes foina) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi. Questo agile predatore, diffuso in gran parte dell’Europa e dell’Asia, ha sviluppato una dieta estremamente variegata che gli permette di adattarsi a diversi ambienti, dalle aree boschive a quelle urbane. L’alimentazione della faina rivela non solo le sue abilità di cacciatore ma anche la sua importanza nell’ecosistema.

Caratteristiche della Faina

La faina ha un corpo che misura 45-50 cm, a cui vanno sommati 25 cm di coda, per un peso medio di circa 2 chilogrammi. Di colore marrone, con schiariture su muso, fronte e guance: le orecchie sono tondeggianti e orlate di bianco, sulla gola e sul collo è presente una caratteristica macchia bianca. Mentre le zampe sono di colore marrone scuro, come se indossasse calzari, zampe che usa come mani per afferrare il cibo mentre si muove da un ramo ad un altro. La livrea invernale è castana con sfumature grigiastre, mentre quella estiva assume una colorazione bruno rossiccia.

Si differenzia dalla martora comune in quanto fisicamente risulta più minuta e quindi le zampe e il muso più corti, le orecchie e gli occhi di dimensioni minori. È un animale principalmente solitario, che delimita un proprio territorio di estensione decisamente esteso e compreso fra i 15 e i 210 ettari. La faina è attiva prevalentemente di notte, mentre passa il giorno nei rifugi.

Habitat e Riproduzione

L’habitat naturale della faina sono le foreste popolate da alberi ad alto fusto, con cime a forma di coni, attraverso i cui rami si muovono con grande abilità e destrezza. Vive nella parte più profonda della foresta, nell’ambiente umano e trova rifugio in piccoli spazi della natura come buchi negli alberi e nelle pietre e usa persino i nidi fatti da uccelli e scoiattoli come letto. La faina può vivere sia a livello del mare che a 1.700 metri sopra, ecco perché è possibile vederla presente in gran parte dell’Europa e del Medio Oriente.

In Italia la faina è diffusa un po’ ovunque, dal piano fino a oltre 2000 metri e più, dove si sofferma però solo durante il periodo estivo. Manca solo in Sardegna e in Sicilia. In merito alla riproduzione della faina, addirittura tende ad uscire dal suo territorio anche nelle ore diurne, ed è cosa straordinaria essendo un animale notturno e si può udire il suo lamentoso richiamo di accoppiamento.

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Una volta riuscito l’accoppiamento, cosa non proprio semplice, in quanto avviene dopo vari rifiuti della femmina, la monta mordendola ai lati del collo, dove sono presenti depositi di grasso sottocutaneo. Ecco che la femmina viene fecondata e la gravidanza dura circa otto mesi, al termine dei quali partorisce da uno a quattro cuccioli. Gli otto mesi di cui prima sono dovuti al fatto che l’impianto dell’ovulo fecondato avviene nella primavera dell’anno successivo all’accoppiamento e l’embrione comincia a svilupparsi a partire da febbraio. I piccoli dopo due mesi iniziano a staccarsi dalla madre, iniziando ad esplorare la foresta.

Alimentazione della Faina

La faina è un animale onnivoro che adatta la sua dieta in base alla disponibilità di cibo nell’ambiente in cui vive. La sua alimentazione può includere una vasta gamma di prede, come roditori, uccelli, insetti e frutta. La flessibilità del suo regime alimentare è uno dei segreti del successo ecologico di questa specie.

Dal punto di vista nutrizionale, la dieta della faina è ricca di proteine e grassi, elementi essenziali per il suo metabolismo energico. I roditori, componente principale della sua dieta, forniscono una fonte importante di proteine, mentre gli insetti e alcuni tipi di frutta contribuiscono con grassi e zuccheri. Le faine mostrano una chiara preferenza per i piccoli mammiferi, come topi e ratti, che costituiscono una parte significativa della loro dieta. Tuttavia, non disdegnano uccelli, uova, e, in misura minore, alimenti di origine vegetale.

La faina è un mammifero di origine carnivora, va alla caccia in cerca della sua preda, utilizzando principalmente la vista e l’udito per localizzare topi da campo e ratti acquatici. Si affida prima all’olfatto per localizzare le tane e seguire le tracce, permettendogli così di scegliere la migliore strategia per catturare la preda. Questo mustelide preferisce uscire di notte e rifugiarsi durante il giorno, e di solito mantiene riserve di cibo durante l’estate e la primavera, per avere cosa mangiare in inverno.

Preferisce scoiattoli, uccelli, uova, conigli, lepri, pesci, anfibi, lumache, ratti, insetti, larve e altre specie di invertebrati. Ma non disdegna anche frutta e verdura selvatiche a seconda della stagione cosa offre. Si nutre anche di miele grazie al suo essere immune alle punture di ape e vespa. A sua volta però la faina è una preda dell’aquila reale, il lupo e della volpe.

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La dieta variata della faina riflette la sua eccezionale adattabilità e la sua importanza nell’ecosistema come controllore naturale delle popolazioni di roditori e insetti.

Impatto sull'Ecosistema

L’alimentazione della faina ha un impatto significativo sull’ecosistema. Da un lato, contribuisce al controllo delle popolazioni di roditori, prevenendo sovrappopolazioni che potrebbero danneggiare colture e risorse forestali. Dall’altro, la predazione di uccelli e l’uso di nidi può avere effetti negativi su alcune specie vulnerabili.

Adattabilità Alimentare

La faina dimostra notevoli capacità di adattamento nel suo regime alimentare. In ambienti urbani, ad esempio, può nutrirsi di rifiuti umani o di cibo per animali domestici. Questa flessibilità alimentare è una strategia di sopravvivenza che le permette di colonizzare ambienti altamente variabili.

La Martora e la Faina in Val Grande

Nel 2018, i ricercatori Alessandro Balestrieri, Andrea Mosini e Nicola Saino hanno redatto una relazione esaustiva sulla presenza di queste due specie di mustelidi in Val Grande: se la faina è molto diffusa in ogni parte del parco ed è il mustelide più diffuso su tutto il territorio, meno bene se la passa la martora, la cui presenza è stata rilevata solo in val Pogallo, valle Intrasca e nella valle de Il Fiume.

La faina si stabilisce in quote medie, evitando quelle più elevate, mentre la martora è legata ai rimboschimenti, in particolare di conifere, dove può trovare un ambiente più adatto e favorevole. Grazie al vasto spettro di campioni fecali raccolti riguardanti la faina, inoltre, è stato possibile appurare come gran parte della sua dieta sia composta da micromammiferi, sebbene in autunno la frutta diventi un elemento importante della sua alimentazione, fino al 40% del totale giornaliero. Uccelli e insetti, invece, hanno importanza secondaria nella nutrizione di questo mustelide.

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