Alimentazione e Salute: L'Impegno della Fondazione Veronesi

La pandemia di Covid-19 ha cambiato il nostro modo di vivere, anche per quelle che sono le abitudini alimentari e legate all’attività fisica. Gli esperti lo avevano previsto tempo fa: a fronte dell’invecchiamento generale della popolazione in tutto il mondo, e in particolare in Italia, i tumori sono destinati ad aumentare in modo esponenziale. Le stime più recenti lo confermano: un italiano su tre si ammalerà di cancro nel corso della sua vita e i nuovi casi nel nostro Paese sono in crescita. Nel 2022 se ne sono registrati quasi 400mila.

«Con l’avanzare degli anni, da un lato si accumulano i danni al Dna che favoriscono la formazione di masse cancerose, dall’altro viene meno la capacità di riparazione cellulare dell’organismo - ricorda Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi, impegnata fin dalla sua nascita, nel 2003, sul fronte della prevenzione e del sostegno alla ricerca scientifica -. Ecco perché il pericolo di ammalarsi cresce con l’età, ma ognuno di noi può fare molto per limitare il rischio: una “cura” quotidiana a base di buone regole d’oro, facili e a costo zero.

Il Progetto UMBERTO: Un Approccio Innovativo alla Prevenzione

È stato ormai ampiamente dimostrato da numerosi studi, a livello globale, che oltre un terzo dei tumori non si svilupperebbe a fronte di stili di vita corretti. Gli specialisti lo ripetono da anni, ma il messaggio fa fatica a trasformarsi in impegno concreto. Anzi, le cattive abitudini nel nostro Paese sono sempre più diffuse: il 33% degli adulti è in sovrappeso, il 10% obeso, il 24% fuma, un terzo è sedentario. E le statistiche sono allarmanti pure per bambini e adolescenti.

Nasce da queste premesse il Progetto UMBERTO, sviluppato da Fondazione Veronesi (che lo sostiene con oltre un milione di euro in cinque anni) e IRCCS Neuromed di Pozzilli. «Di fronte a questa situazione è fondamentale investire risorse non solo per migliorare le terapie e la diagnosi dei tumori, ma anche per prevenirne l’insorgenza - sottolinea Paolo Veronesi -. È urgente studiare e valorizzare il ruolo degli stili di vita, soprattutto per quanto riguarda le abitudini alimentari.

Nutrigenomica e Prevenzione

«La nutrigenomica va di pari passo con la prevenzione, soprattutto delle malattie croniche cardiovascolari, cerebrovascolari e dei tumori, responsabili dei tre quarti dei decessi nei Paesi sviluppati - spiega Marialaura Bonaccio, epidemiologa all’IRCCS Neuromed e coordinatrice del progetto UMBERTO -. Un corretto stile di vita è la prima arma a disposizione di tutti per combattere la maggior parte delle malattie e l’obiettivo che ci prefissiamo è capire come le “buone abitudini” (soprattutto il cibo) possano davvero influenzare il nostro rischio a lungo termine di sviluppare una neoplasia, in particolare al seno, colon retto e prostata, le più diffuse».

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In concreto il progetto si avvale di una piattaforma informatica, una biobanca e una banca dati per approfondire il rapporto tra nutrizione e cancro, con un focus sulla dieta mediterranea, modello indiscusso di alimentazione sana ed equilibrata. Tanto da essere stata riconosciuta, già nel 2010, come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco proprio per le sue indiscutibili qualità benefiche.

«Quasi tutto ciò che sappiamo su dieta e cancro viene da ampi studi epidemiologici internazionali - conclude Bonaccio -, la novità di UMBERTO è che invece si basa esclusivamente sulla popolazione italiana e, nello specifico, sulla banca dati dello studio Moli-sani (attiva da oltre 20 anni e continuamente aggiornata) che contiene informazioni cliniche e comportamentali di oltre 25mila cittadini del Molise.

I Primi Risultati del Progetto UMBERTO

Milano, 28 giu. (Adnkronos Salute) - I primi risultati del progetto 'Umberto' di Fondazione Veronesi e Irccs Neuromed sul rapporto tra alimentazione e salute confermano "l'importanza della dieta mediterranea nel prevenire e controllare lo sviluppo di tumori e malattie croniche. Un campo di ricerca che ha visto importanti progressi negli ultimi anni, ma dove c'è ancora molto da scoprire".

Per fare il punto sul programma di studi, a poco più di 6 mesi dall'avvio, una delegazione dell'ente intitolato all'oncologo Umberto Veronesi ha visitato il Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell'Istituto di Pozzilli (Isernia). Il programma di ricerca, che prevede un impegno della durata di 5 anni e un investimento di 1.030.000 euro da parte di Fondazione Umberto Veronesi, si basa sull'analisi dei dati del progetto 'Moli-sani', maxi studio epidemiologico che ha coinvolto oltre 24mila cittadini del Molise.

"I primi risultati di questa alleanza scientifica stanno già arrivando - riferiscono Fondazione e Neuromed - con studi già pubblicati che affrontano diversi aspetti del rapporto alimentazione-salute. A cominciare da un aspetto ancora poco conosciuto: l'infiammazione subclinica o di basso grado". Spiega Marialaura Bonaccio, responsabile del progetto Umberto: "Sappiamo che l'infiammazione di basso grado è un fattore predisponente per le malattie cronico-degenerative. E un recente studio svolto nell'ambito del progetto ha rivelato che l'adesione alla dieta mediterranea per un periodo prolungato di tempo può ridurre questa infiammazione.

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"Un altro studio - aggiunge Maria Benedetta Donati, direttore del Neuromed BioBanking Center - ha esaminato il legame tra l'alimentazione e il rischio di sviluppare tumori del sistema nervoso centrale. In questo caso sono stati studiati specificamente i cibi ultra-processati, quelli che vengono sottoposti a più fasi di lavorazione, come possono essere ad esempio i cibi pronti o le merendine confezionate, ma anche alimenti 'insospettabili' come lo yogurt alla frutta. I risultati della ricerca fanno pensare che un incremento nell'assunzione di cibi ultra-processati si associ a un rischio maggiore di sviluppare tumori del sistema nervoso centrale".

"Con questo progetto stiamo osservando la dieta mediterranea da nuove angolazioni, per capire come gli alimenti caratteristici" di questo regime alimentare "possano influenzare il nostro rischio a lungo termine di sviluppare un tumore, in particolare a seno, colon-retto e prostata", afferma Donati.

"Grazie ai Big data e all'intelligenza artificiale - evidenzia Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico per Fondazione Veronesi - la ricerca scientifica può ottenere risultati sempre più precisi e significativi. Quello che ci aspettiamo dal progetto è che emergano elementi per poter trasformare le indicazioni sulla prevenzione da generiche a personalizzate. Gli effetti degli stili di vita sulla salute non sono uguali per tutti, come non lo è il rischio di tumori.

"Questo incontro con Fondazione Veronesi - commenta Giovanni de Gaetano, presidente dell'Irccs Neuromed - è stata un'occasione importante per fare il punto sulle ricerche in atto e sugli obiettivi della nostra piattaforma comune di ricerca. Comprendere meglio il legame tra la dieta mediterranea e i tumori, educando meglio la popolazione sull'importanza di una dieta equilibrata, è un elemento fondamentale della prevenzione del futuro.

L'Importanza di una Corretta Alimentazione nella Prevenzione dei Tumori

Studi scientifici dimostrano come ciò che si mangia possa influire significativamente sul rischio di sviluppare malattie oncologiche. Una corretta alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione dei tumori. Seguire una dieta ispirata alla tradizione mediterranea, ricca di vegetali, cereali integrali, legumi e pesce, e povera di grassi saturi, zuccheri raffinati e carni lavorate, può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare alcune forme di cancro.

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Seguire un’alimentazione sana deve diventare un’abitudine. L’alimentazione è uno dei fattori che può influenzare il rischio di sviluppare tumori, ma spesso circolano informazioni non supportate da evidenze scientifiche.

Dieta Sana: Cosa Devi Sapere

  • Cosa mangiare per ridurre il rischio di tumore?
  • Quale dieta scegliere?
  • Alimenti che fanno bene e male. Esistono davvero?
  • Come comporre un pasto sano?

Alimenti e Tumore: Cosa Considerare

  • Soia e rischio di tumore
  • Latte e rischio di tumore
  • Carne rossa e lavorata e rischio di tumore

Nutrienti e Composti

  • Carboidrati e tumori
  • Fibre e riduzione del rischio di tumore
  • Proteine animali o vegetali: quali scegliere?
  • Integratori e prevenzione tumori: sono davvero utili?
  • Vero e falso: alimentazione e tumori

Educare fin da subito i bambini - e, prima ancora, le loro famiglie - a seguire una dieta varia ed equilibrata equivale a porre le fondamenta per avere adulti più sani, meno esposti al rischio di veder deteriorarsi il proprio metabolismo e di sviluppare malattie cardiovascolari. Il corredo genetico condiziona il modo in cui si assorbono, metabolizzano e utilizzano i componenti della dieta. La branca della scienza che studia il ruolo della genetica nella risposta alla dieta è detta nutrigenetica. La prima dimostrazione dell’esistenza di una relazione tra dieta, geni e salute viene dalla caratterizzazione di alcune malattie rare.

Il Progetto UMBERTO È stato ormai ampiamente dimostrato da numerosi studi, a livello globale, che oltre un terzo dei tumori non si svilupperebbe a fronte di stili di vita corretti. Gli specialisti lo ripetono da anni, ma il messaggio fa fatica a trasformarsi in impegno concreto. Anzi, le cattive abitudini nel nostro Paese sono sempre più diffuse: il 33% degli adulti è in sovrappeso, il 10% obeso, il 24% fuma, un terzo è sedentario. E le statistiche sono allarmanti pure per bambini e adolescenti.

In generale, i giovani hanno dichiarato di trascorrere una media di quattro ore al giorno davanti a uno schermo e quanti sono diagnosticati del disturbo se erano 0.7 per cento all’inizio, dopo un anno risultano quasi raddoppiati (1.1 per cento). Un’ora in più dalla partenza, nel giro di un anno, rischia dunque di tradursi in un più elevato rischio di «abbuffate» senza controllo. Ogni anno il 9 settembre - il 9° giorno del 9° mese, alle 09:09 - si celebra la Giornata Internazionale per la prevenzione della Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati.

30% è la percentuale di tumori che una dieta equilibrata può prevenire, secondo il World Cancer Research Fund.

2 miliardi di persone al mondo sono obese o in sovrappeso, condizioni che aumentano il rischio di tumori.

Dieta sana è quella mediterranea, riconosciuta come una delle più efficaci per la prevenzione delle malattie croniche, inclusi i tumori.

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