Alimentazione del Falco Pellegrino: Cosa Mangia e Come Caccia

Il falco pellegrino (Falco peregrinus) è un uccello rapace diurno noto per la sua velocità e abilità nella caccia. Questo articolo esplora in dettaglio l'alimentazione del falco pellegrino, le sue prede preferite, le tecniche di caccia e le abitudini alimentari in diversi habitat.

Caratteristiche Generali del Falco Pellegrino

Il falco pellegrino è un rappresentante estremo degli uccelli da preda con una struttura corporea massiccia. Il piumaggio della testa è nero con riflessi rossastri e alla base del becco si trova una macchia scura a forma di baffi (mustacchio). La parte superiore del corpo è grigio scuro e tende a schiarirsi al di sopra della coda. La gola e le parti laterali del collo sono bianchi. La parte inferiore si evidenzia per il color bianco rosato con delle sottili striature nere sul petto.

Il maschio e la femmina sono piuttosto simili, anche se il piumaggio della femmina è leggermente più scuro. Il becco di questo splendido falco è color ardesia con la punta nera. Il giovane si differenzia per svariate caratteristiche: la presenza di piccole striature chiare sul capo scuro e di bordature marroni sulle ali; la colorazione fulva della parte inferiore del corpo; la scura tonalità delle zampe, da grigio bluastro a grigio verdastro. Nel corso del secondo inverno il giovane cambia il piumaggio, acquisendo tutte le tonalità dell’adulto.

Ciò che distingue principalmente il maschio dalla femmina sono le dimensioni: quest’ultima è più grande di un terzo del maschio, raggiungendo i 700-1000 g contro i 400-650 g del compagno. La lunghezza del corpo è di circa 40-50 cm e l’apertura alare varia tra gli 80 e i 110 cm.

Dieta e Abitudini Alimentari

L’alimentazione di questo falco comprende principalmente uccelli, dalle dimensioni di un passero a quelle di un colombaccio o di un germano reale. Nelle zone interne preda piccioni domestici e selvatici, tortore, corvidi, alcuni rapaci e passeriformi di ogni genere. Lungo le coste e le zone paludose la dieta si modifica, includendo uccelli marini (come i gabbiani e le starne) e anatre.

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Talvolta non rifiuta i piccoli mammiferi terrestri (come le arvicole), i pipistrelli e gli insetti. Le prede più grosse sono catturate solo dalle femmine. Il falco pellegrino preda quasi esclusivamente altri uccelli, che costituiscono una percentuale delle sue prede compresa tra il 77% e il 99%. I principali uccelli di cui si nutre appartengono alla famiglia dei Columbidi: tra questi troviamo la Tortora Luttuosa, la pernice bianca (Lagopus muta), gli urogalli, piccioni, uccelli limicoli, uccelli acquatici e piccoli uccelli canori.

Tecniche di Caccia

La caccia è eseguita sia in volo esplorativo che in agguato: nel primo caso il falco plana molto in alto osservando i movimenti degli uccelli sottostanti e nel secondo caso si apposta in una posizione dominante (ad esempio una roccia, ma anche un edificio come un grattacielo). Di norma la preda è catturata in volo, con una picchiata verticale velocissima che si conclude con un’artigliata mortale: la vittima è riagganciata ancora in aria oppure è recuperata a terra.

In altri casi il Pellegrino sferra l’attacco dal basso, risalendo dopo una picchiata con cabrata; altre volte si porta appena al di sotto della preda e, senza farsi scorgere, l’afferra all’improvviso. Talvolta è possibile ammirarlo librarsi nell’aria, per alcuni secondi, grazie a battiti d’ala molto veloci: questa posizione detta dello “spirito santo” (comune anche in altri falchi) gli consente di scrutare lo spazio circostante. Nonostante le strategie di caccia siano svariate e raffinate, la possibilità di insuccesso è piuttosto elevata (sino al 60%).

Il falco pellegrino inizia la caccia da un posatoio elevato che gli consente di avere un buon punto di osservazione, come una scogliera o un albero molto alto, e spicca il volo una volta individuata la preda. Potrebbe comunque anche librarsi in volo per cercare attivamente delle prede. Il falco pellegrino ha maggiori probabilità di successo nella cattura delle prede se parte da un punto elevato per effettuare la sua picchiata. Nonostante catturi la preda con gli artigli, il falco pellegrino generalmente la uccide con il becco rompendo le vertebre cervicali.

La preda viene poi trasportata su un posatoio dove viene spiumata e mangiata, oppure conservata per essere consumata in seguito.

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Tabella delle Prede Comuni del Falco Pellegrino

Tipo di preda Esempi Habitat
Uccelli Passeri, colombacci, germani reali, piccioni, tortore, gabbiani, anatre Varie (zone interne, coste, zone paludose)
Mammiferi Arvicole, pipistrelli Zone interne
Insetti Vari Varie

Habitat e Distribuzione

Grazie alla sua grande capacità di adattamento ad ambienti diversi (ossia un’elevata plasticità ecologica) abita nei luoghi più disparati (dagli isolotti, alle falesie e alle montagne oltre i 3000 metri in Asia). Non occupa le zone desertiche o troppo aride e nemmeno quelle eccessivamente boscate. E’ praticamente una specie cosmopolita ed è assente dal Sahara, dall’Asia centrale e da gran parte del Sud America.

Il falco pellegrino predilige gli habitat aperti, come praterie, tundra e campi. In America settentrionale questi uccelli scelgono di nidificare in ambienti aperti con scogliere o grattacieli.

Curiosità

Il falco pellegrino raggiunge la preda dopo una picchiata di oltre 300 km orari. In particolare la velocità massima in picchiata di un falco pellegrino è di 385 km/h. Il che vuol dire che è l’animale più veloce della Terra.

È interessante citare degli avvistamenti che confermano la positiva diffusione della specie:

  • 1 ind. in volo direzionale verso sud osservato in loc. Ca’ Fornoni (Favaro VE) il 23/10/92.
  • 29/8/93 1 ind. osservato in caccia presso il rifugio Posa Puner (Miane-TV).
  • 27/10/93 1 ind. osservato in volo presso il rifugio Loff (Cison - TV) (Lombardo).
  • Recuperato 1 ind. giovane ferito a Villorba nell’ultima decade di ottobre 1993.
  • 1 ind. giovane è stato osservato in caccia sopra un campo non coltivato al margine del fiume Piave in loc. Saletto di Breda di Piave (TV) il 15/08/94.
  • Una coppia è stata avvistata sopra un traliccio elettrico posto in mezzo al Piave (Spresiano TV) il 9/10/94.
  • Osservato in volo presso l’Isolona a Ciano del Montello (TV) sul Piave il 31/07/94.
  • 1 ind. giovane attacca uno stormo di Gabbiani comuni in pastura, facendoli alzare tutti in volo il 30/10/94 a Montevideo (S. Donà di Piave - VE).
  • 1 ind. in abito giovanile osservato presso Ponte della Serra - Fonzaso (BL) il 21/06/95.
  • Il 17/08/95 presso il casello dell’autostrada a Vittorio Veneto (sud) osservato 1 ind. che aveva da poco catturato una Tortora dal collare e si dirigeva verso nord.
  • Il 13/06/95 una coppia ha già allevato 3 pullus sul Monte Grappa.
  • All’Isolona a Ciano del Montello osservato prima 1 ind. in caccia il 6/01/95 e poi 1 giovane sempre in caccia il 21/08/95.
  • Osservato più volte dal 10/03/96 al 21/04/96 al Passo San Boldo (BL) e dal 27/07/96 al 6/09/96, nonché il 26 e il 31/12/96, alle Grave di Ciano (TV).
  • Una giovane f in caccia a Ca’ Tron - Roncade (TV) il 21/08/96.
  • Una coppia osservata più volte dal 23/06/96 al 14/08/96 a Bosco di Vidor (TV).
  • 3 ind. osservati ripetutamente in caccia sopra il Colle di S. Giorgio a Maser dal 15/08/96 al 20/09/96 .
  • I dati raccolti nel 1996 testimoniano la presenza di 4 coppie nidificanti nel Monte Grappa ed una nell’adiacente Altopiano di Asiago. Delle prime una coppia non si è riprodotta a causa del ferimento di 1 ind. con una fucilata.
  • 10/03/96 1 ind. a Valmareno (TV).
  • 23/09/96 1 ind. adulto nella campagna a Caerano (TV).
  • 1 ind. in volo attorno le pareti dello Spiz Gallina a Soverzene (BL) il 24/03/96.
  • 1 ind. in caccia di Piccioni sopra la chiesa di Colle Umberto (TV) il 15/05/96.
  • Nell’inverno 1996 ed in quello del 1997 1 ind. f si è insediato nell’area delle Sorgenti del Fiume Sile (Vedelago - TV).
  • Il 20/06/97 osservati 2 ind. juv. da poco involati presso il Fadalto (TV).
  • Nel corso del 1997 è stata accertata la nidificazione di 4 coppie e nel 1998 di 5 coppie sul Massiccio del Grappa ed 1 nel vicino Altopiano di Asiago.
  • 1 ind. di grosse dimensioni presso le barene della Laguna dei Sette Morti in Laguna Sud il 21/07/97; 1 ind. sopra i Colli Asolani il 31/08/97, che condivideva il territorio di caccia con 1 Sparviere e 2 Poiane, un giovane e un adulto.
  • Il 27/11/97 1 ind. cacciava Tortore dal collare nei pressi delle abitazioni a Cendon di Silea (TV).
  • Il 4/04/98 osservato 1 ind. presso il Passo di S. Boldo (TV).
  • 1 ind. subadulto il 3/07/98 nella Tenuta “La Fagiana” (Eraclea), sostava sul terreno arato vicino ad un gruppo di Ardeidi ; 1 ind. il 6/09/98, in Valle Vecchia (Caorle), è stato attaccato da un gruppo di Grillai (Falco naumanni); 1 ind. il 23/11/98 osservato in volo presso Croce di Musile (VE).
  • Il 5/12/98 1 ind.

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