Insetti come Fonte di Proteine Alternativa: Una Soluzione Sostenibile per il Futuro Alimentare

Con l’aumento della popolazione mondiale e del reddito medio globale, sta crescendo anche il consumo di proteine animali. Queste due dinamiche sono particolarmente rilevanti quando si pensa al consumo di proteine animali che è correlato con la popolazione e con il reddito: chi esce dalla povertà di solito incrementa il proprio consumo di carne e pesce, a cui aspirava durante gli anni più duri.

Gli allevamenti a terra e in acqua richiedono quantità sempre maggiori di proteine e diventa sempre più difficile ottenerle in maniera sostenibile. Questo fenomeno rappresenta un enorme problema di sostenibilità, infatti attualmente l’80% della superficie agricola è destinata a foraggi e alimenti per animali. Gli allevamenti sono responsabili di circa il 20% delle emissioni di gas serra globali, maggiore che per le automobili; infatti, il metano, prodotto dalla digestione dei grandi animali è un gas serra quattro volte più potente dell’anidride carbonica.

Inoltre, per produrre la farina di pesce, uno degli ingredienti fondamentali per la nutrizione di pesci e animali monogastrici (principalmente avicoli e suini), è già utilizzato più di un terzo di tutto il pescato. Si è così innescato un circolo vizioso: più pesce viene pescato e meno ne rimane per la riproduzione; meno pesce c’è e più il prezzo sale; più il prezzo sale e più alto è l’incentivo a pescarne di più, spesso anche illegalmente, sforando le quote pesca.

L’aumento della domanda di carne e pesce porrà delle sfide colossali all’umanità, perché al momento non si hanno abbastanza risorse per riuscire ad espandere la produzione di animali senza creare gravi problemi ambientali. L’impedimento principale per l’espansione della produzione animale sono le proteine, necessarie per l’accrescimento degli animali allevati. È imperativo, quindi, trovare soluzioni alternative a quelle attuali.

Gli insetti rappresentano una fonte alternativa di proteine molto sostenibile, ma poco considerata finora. Il potenziale per lo sviluppo di questo nascente settore è enorme, sebbene vi sia ancora poca chiarezza legislativa. Gli insetti contengono molte proteine, possono essere allevati producendo un minore impatto sulle risorse naturali rispetto agli allevamenti tradizionali e in enormi quantità.

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Benefici degli Insetti come Fonte Proteica

Gli autori della relazione recentemente pubblicata nella rivista “Nutritional Bulletin” sostengono che gli insetti hanno generalmente livelli elevati di proteine animali e importanti micronutrienti, con una minore impronta ambientale rispetto alle alternative tradizionali, e che possono essere allevati con gli avanzi.

La relazione, descritta come revisione narrativa, sottolinea che ci sono domande riguardanti l’impatto dell’alimentazione degli insetti e come questa potrebbe influenzare la loro sicurezza come risorsa alimentare. Riflette su come conservare i benefici per l’ambiente dell’allevamento di insetti, anche incrementandone la produzione. Mette inoltre in evidenza la necessità della futura ricerca di istituire una metodologia chiara per la trasformazione e l’immagazzinamento, definire pratiche di allevamento e attuare regolamenti in materia di sicurezza degli alimenti e dei mangimi.

L’entomofagia non è una cosa nuova - esistono prove archeologiche che dimostrano che l’essere umano si è evoluto come specie entomofaga. La relazione spiega che in parti dell’Africa centrale, a volte, fino al 50 % delle proteine alimentari derivano dagli insetti e che il loro valore di mercato è più alto di quello di molte fonti di proteine animali alternative.

Viene citato l’esempio della Tailandia dove, nel 1978, un’infestazione da locuste (Patanga succincta) si è trasformata in una campagna governativa per promuovere la commestibilità della locusta, che ha avuto un tale successo, che la locusta da parassita delle coltivazioni si è trasformata in uno snack popolare. In un’interessante inversione, il suo valore di mercato è ora tale che alcuni agricoltori coltivano colture specifiche per alimentarle.

Gli insetti sono ricchi di nutrienti, hanno un impatto ambientale ridotto, richiedono meno spazio e fanno già parte della dieta naturale di maiali, polli e pesci. La ricerca dimostra che incorporare gli insetti nel mangime dei polli da carne non sembra produrre una riduzione nei tassi di crescita e in alcuni casi ha incrementato i tassi di crescita dei pulcini.

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PROTEINSECT (Enabling the exploitation of Insects as a Sustainable Source of Protein for Animal Feed and Human Nutrition) si è concluso nel 2016. L’obiettivo del consorzio era di agevolare la valorizzazione degli insetti come fonte proteica alternativa per l’alimentazione umana e animale.

Quando si parla di alimentazione e futuro sostenibile, gli insetti commestibili vengono spesso proposti come un'alternativa alla carne rossa. Le proteine degli insetti sono pienamente comparabili a quelle della carne rossa, e in certi casi possono essere considerate persino superiori in termini di sostenibilità e benefici accessori (come fibre e micronutrienti).

Gli insetti sono riconosciuti come una fonte proteica alternativa e sostenibile, qualificata dalla Fao come «sana e altamente nutriente, ricca di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali».

Secondo uno studio pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition, «gli insetti contengono valori compresi tra i 9,96 e i 35,2 grammi di proteine per 100 grammi, contro i 16,8-20,6 della carne».

L'impiego di insetti come fonte alternativa di proteine non è nuovo: essi vengono regolarmente consumati in molte parti del mondo. Pertanto, le principali aziende del settore puntano ancora sul mercato dell'alimentazione animale. Questo mercato rappresenterebbe dai 30 ai 50 milioni di euro a livello mondiale.

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È nel 2017 che l'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha autorizzato le proteine animali trasformate in acquacoltura per sostituire le farine di pesce, per gli animali da compagnia e per l'alimentazione del pollame e dei maiali. Gli insetti sono runa fonte proteica di alta qualità, acidi grassi e aminoacidi essenziali; costituiscono quindi un'ottima alternativa alle proteine animali utilizzate soprattutto nell'alimentazione dei pesci e degli animali domestici.

Nel 2018 l'EFSA ha autorizzato l’uso di insetti interi e di preparazioni a base di insetti nell'alimentazione umana attraverso la regolamentazione sui "Nuovi alimenti" (Novel food).

Secondo le stime delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale raggiungerà i 9,7 miliardi di persone entro il 2050, con una crescente richiesta di proteine animali per sostenere lo sviluppo economico e sociale. In questo contesto, l’utilizzo degli insetti come fonte proteica rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile. Gli insetti sono infatti una fonte proteica altamente nutritiva e ricca di vitamine e minerali, con un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto alle fonti proteiche tradizionali.

Specie di Insetti Edibili e Profilo Nutrizionale

Gli insetti edibili sono una fonte proteica alternativa che viene utilizzata da secoli in molte parti del mondo. Tra gli insetti che vengono maggiormente consumati troviamo cavallette, grilli, vermi del miele e coleotteri, ma ci sono anche altre specie che possono essere utilizzate come cibo.

Dal punto di vista nutrizionale, gli insetti sono una fonte eccellente di proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali. In particolare, alcune specie di insetti contengono livelli di proteine superiori a quelli delle fonti proteiche tradizionali come la carne bovina o di pollo. Ad esempio, 100 grammi di cavallette secche contengono circa 20-25 grammi di proteine, rispetto ai 18 grammi presenti in un hamburger di manzo.

Vantaggi Ambientali e Sostenibilità

L’utilizzo degli insetti come fonte proteica alternativa può avere numerosi vantaggi dal punto di vista ambientale e sostenibile. Infatti, gli insetti richiedono meno risorse per essere allevati rispetto agli animali da allevamento tradizionali e producono una quantità inferiore di gas a effetto serra. Inoltre, possono essere alimentati con sottoprodotti dell’industria agroalimentare, riducendo così la quantità di rifiuti prodotti.

Il consumo di insetti potrebbe anche avere un impatto positivo sulla sicurezza alimentare, in quanto il loro allevamento può essere effettuato anche in ambienti urbani, riducendo la dipendenza dalle zone rurali per la produzione alimentare.

Dal punto di vista ambientale, gli insetti sono un ottimo modo per ridurre la nostra impronta di carbonio. Ogni chilogrammo prodotto avrà richiesto cinque volte meno acqua rispetto alla lavorazione di proteine tradizionali ed emesso 5 volte meno gas a effetto serra rispetto alla produzione di carne bovina.

La mosca soldato nera (Hermetia illucens/Black Soldier Fly), ad esempio, è particolarmente interessante per la sua capacità di svilupparsi in una grande varietà di substrati in decomposizione e per il suo breve ciclo di sviluppo (4 settimane).

Secondo l'OMS, con la crescita della popolazione mondiale, la domanda alimentare aumenterà del 50% entro il 2050, determinando automaticamente un crescente fabbisogno di terreni agricoli e acqua per irrigarli. Il consumo di carne tradizionale rappresenterebbe, secondo la FAO, il 18% delle emissioni di gas a effetto serra nel mondo. Tenendo conto della sempre crescente pressione sulle nostre risorse naturali, la necessità di una produzione sostenibile di proteine nasce per preservare e nutrire il pianeta.

In un recente report pubblicato dalle Nazioni Unite [1] viene valutato l’impatto ambientale dell’allevamento animale. Nello specifico, per quanto riguarda il consumo di acqua, si stima che per la produzione di un chilo di carne di maiale siano necessari 3500 L di acqua, 2300 L per un chilo di carne di pollo e addirittura 43000 L per un chilo di carne di vitello [1]. In più, l’anidride carbonica emessa per produrre un chilo di carne di vitello è pari a 150 kg [1].

Ad esempio, l’anidride carbonica emessa per produrre un kg di proteine dai bachi da seta è di circa 15 kg, una quantità decisamente minore rispetto quella che viene emessa per produrre un kg di proteine animali [1]. Anche se non esiste, invece, un valore preciso per quanto riguarda il consumo di acqua necessaria all’allevamento di insetti, si possono stimare valori di gran lunga inferiori rispetto all’allevamento animale, considerando inoltre che alcuni insetti, come i bachi da seta, sono resistenti alla siccità.

Effetti Benefici sulla Salute Umana

Nonostante i potenziali benefici dell’utilizzo degli insetti come fonte proteica, l’inclusione di questi alimenti nella dieta occidentale è ancora ostacolata da fattori culturali. In molte culture occidentali, infatti, gli insetti sono associati all’idea di cibo disgustoso o di infestazione, e sono quindi considerati poco appetibili. Inoltre, esistono anche problemi legati alla sicurezza alimentare e alla valutazione del rischio, che necessitano di un’attenta regolamentazione per garantire la qualità e la sicurezza degli insetti destinati al consumo umano.

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi sul consumo di insetti come fonte proteica, e le ricerche hanno dimostrato che questi alimenti possono contribuire in modo significativo all’apporto di nutrienti nella dieta umana. Inoltre, alcuni studi hanno suggerito che il consumo di insetti potrebbe avere anche effetti benefici sulla salute umana, come la riduzione dei livelli di colesterolo e il miglioramento della funzione intestinale. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questi risultati e comprendere meglio i potenziali effetti benefici del consumo di insetti sulla salute umana.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, gli insetti rappresentano alimenti di tutto rispetto se comparati alle carni. Infatti, il contenuto proteico di locuste e cavallette varia dal 18 al 32%, a seconda della specie; quello dei grilli varia dall’8 al 25% e per i bachi si parla di numeri intorno al 15% [1]. Il contentuto proteico della carne di vitello è intorno al 22% e tale valore si osserva anche per alcuni alcuni pesci [1].

Nonostante questo, nei paesi occidentali l’opinione che abbiamo rispetto agli insetti è veramente negativa. Infatti vengono associati a malattie, infezioni, sporcizia e scarse condizioni igieniche. Facciamo di tutto per cacciare dalle nostre case formiche, ragni, mosche e scarafaggi. Perchè dovremmo mangiarli, averli sul nostro tavolo o nella nostra bocca?

Recentemente nell’Unione Europea è entrata in vigore la nuova procedura di autorizzazione (Reg UE 2015/2283) per le nuove sostanze alimentari (novel food) tra cui sono inclusi anche gli insetti. Il consumo alimentare di insetti e molto diffuso in Asia, in alcuni paesi dell’Africa e in sud America. In questi posti, gli insetti sono considerati cibo di e solo per ricchi.

Originariamente, anche in Europa si consumavano gli insetti. Dall’Egitto, il consumo alimentare di insetti si diffuse rapidamente in Europa [3]. Le ragioni per cui questa tradizione sparì, furono lo sviluppo dell’agricoltura e successivamente l’urbanizzazione. Infatti, dall’allevamento animale non si ricavano solo le carni, ma anche pelli, latte e lana che potevano essere messe in commercio.

In più, l’urbanizzazione ha visto l’abbandono degli ambienti rurali a favore di una vita cittadina dove il contatto con la natura è minimo così come l’esposizione agli insetti stessi. Proprio per questo motivo, le popolazioni asiatiche o della foresta amazzonica continuano ancora a mangiare insetti. In paesi come la Cina o l’Indonesia, dove il mercato egli insetti è redditizio, gli insetti vengono allevati in ambienti controllati dove l’umidità e la temperatura sono monitorati costantemente. Queste condizioni minimizzano il rischio di contaminazioni e il contatto con germi e batteri responsabili di malattie.

Per cui l’idea che infezioni o malattie possano essere trasmesse dall’insetto all’uomo non ha al momento evidenze scientifiche. Infatti, sebbene non sia stato fatto nessuno studio a tale proposito, si pensa che difficilmente infezioni possano essere trasmesse dagli insetti agli uomini considerando che i due genomi sono totalmente diversi. A questo proposito è bene sottolineare di evitare di mangiare insetti selvatici trovati in contesti naturali aperti quali boschi o prati.

Gli insetti vengono attualmente utilizzati in larga scala per l’alimentazione di animali, come uccelli, pesci e animali domestici in generale. Tuttavia la loro commercializzazione per l’alimentazione umana è un campo praticamente inesplorato. Soltanto un numero esiguo di start-up e insectpreneurs (imprenditori di insetti) hanno messo i loro prodotti in commercio (un pacchetto di 100 g di farina di grilli costa intorno agli 8 euro su Amazon).

L’opinione dei consumatori è molto più positiva di quello che ci si aspetterebbe. Una recente ricerca condotta in Italia e pubblicata sul British Food Journal ha messo in evidenza che il 40% dei partecipanti ha un atteggiamento positivo al consumo di insetti [4]. Lo studio ha anche dimostrato come il differente atteggiamento dipenda dal livello di istruzione, dal sesso e dalla predisposizione a cibi e sapori di altre nazioni e culture.

SUSINCHAIN è un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 che ha proprio lo scopo di contribuire allo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di mangimi e alimenti dall’utilizzo degli insetti come fonte alternativa di proteine. Il progetto coinvolge due partener italiani: Università di Torino e Università Politecnica delle Marche.

Il consorzio SUSINCHAIN ha identificato le strategie necessarie e le attività ad esse correlate per superare gli ostacoli esistenti all’interno della filiera al fine di svilupparne tutte le potenzialità. In tale prospettiva, il progetto mira a testare, valutare e dimostrare la fattibilità di tecnologie, prodotti e processi recentemente sviluppati per la produzione di mangimi e/o alimenti derivanti da insetti.

Queste attività forniranno agli attori della filiera coinvolti nel progetto SUSINCHAIN le conoscenze e le informazioni necessarie atte a ridurre il prezzo dei prodotti derivanti dagli insetti, trasformare gli insetti in modo più efficiente e introdurre sul mercato la molteplicità degli impieghi derivanti dall’utilizzo degli insetti come fonte alternativa di proteine, considerata sostenibile e sicura per la nutrizione animale e umana.

Ciò permetterà un ulteriore potenziamento e sviluppo della commercializzazione nel settore degli insetti edibili in Europa, con conseguente sostituzione delle proteine animali con quelle derivante dagli insetti, in misura pari al 10% negli alimenti per animali e del 20% nei prodotti alimentari e un aumento di mille volte in entrambi i volumi di produzione e forza lavoro nel 2025.

Alternative Proteiche Oltre agli Insetti

Tuttavia, chi non si sente pronto a sperimentare gli insetti nel piatto, ha a disposizione diverse alternative proteiche alla carne. Le proteine, dopo l’acqua, costituiscono la parte maggiore dei tessuti: sono uno dei principali nutrienti indispensabili nella dieta dell’uomo. Hanno una funzione prevalentemente plastica (servono per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino delle cellule) e, in misura minore, energetica.

Legumi

Sono una ottima fonte di proteine: ne contengono oltre il doppio dei cereali e anche più di quelli della carne, anche se di qualità inferiore. Le proteine, infatti, non sono tutte uguali: quelle di origine animale si definiscono complete, in quanto una singola porzione è in grado di soddisfare pienamente il fabbisogno dell'organismo in termini proteici. Le proteine derivanti da alcune fonti vegetali, come appunto i legumi, invece, si definiscono incomplete: una singola porzione non copre il fabbisogno dell'organismo, e per raggiungerlo occorre consumare, insieme, un'altra fonte alimentare. Per migliorare la qualità proteica e aumentare l’assimilazione degli aminoacidi, è bene associare i legumi ai cereali (la “complementazione proteica”): largo a piatti tipici della tradizione, come pasta e fagioli oppure riso e piselli. Una porzione al giorno, inoltre, aiuta ad abbassare il livello di colesterolo.

Frutta Secca

In vetta alla classifica dei frutti più proteici ci sono i pinoli, con 31 grammi per etto, seguiti dalle arachidi (che in realtà sono legumi, ma vengono considerati frutta secca perché i valori nutrizionali sono simili), 26, dalle mandorle, 22, dai pistacchi, 18, dagli anacardi, 15, e dalle nocciole, 13,8.

Alghe

Le microalghe rappresentano una delle fonti più promettenti di proteine. In particolare 100 grammi di spirulina, da secoli usata come alimento in Asia, contiene almeno 60 grammi di proteine, una percentuale non riscontrabile nella carne né in altre fonti vegetali. Inoltre è anche ricca in pro-vitamina A, calcio, magnesio e ferro.

Soia

A differenza di altri legumi, i semi di soia sono una proteina completa, paragonabile in termini di qualità alle proteine animali, ma hanno un basso contenuto di grassi e contengono anche fibre e ferro. Mangiare 25 grammi di proteine della soia al giorno, invece della carne, può aiutare a ridurre i livelli di colesterolo.

Quinoa

Non è la quantità di proteine che contiene a essere notevole, ma il tipo: a differenza dei cereali, la quinoa contiene tutti gli amminoacidi essenziali che si trovano nelle proteine animali. E può essere un buon sostituto del riso e della pasta.

Grano Saraceno

Non è un cereale, ma può essere macinato per ottenere una farina. Inoltre, ha una composizione vicina a quella del grano. Ma, rispetto a questo cereale, fornisce molte più proteine (oltre 12 grammi per etto), che hanno un valore nutritivo migliore, perché ricche di aminoacidi essenziali. Anche l’apporto calorico è simile a quello dei cereali: circa 314 calorie per 100 grammi.

Latte e Derivati

Latte, formaggio e anche yogurt sono ottime fonti proteiche e contengono anche il calcio, prezioso per la salute delle ossa. Lo yogurt greco, in particolare, contiene il doppio delle proteine rispetto allo yogurt “classico” (in 225 grammi ce ne sono circa 23 grammi) e meno carboidrati: è adatto anche a chi segue una dieta con pochi zuccheri.

Uova

Un uovo grande fornisce quasi 6 grammi di proteine. Si tratta di un alimento a basso contenuto di grassi saturi, che assicura anche diverse vitamine del gruppo B, incluse le B6 e B12, la tiamina, la riboflavina e l’acido folico.

Seitan

Si ottiene dalla lavorazione della farina di cereali, come il grano o altri cereali, separando l’amido dalla parte proteica, il glutine. È poco calorico: contiene 120 calorie per etto e il 18% di proteine. La carenza di lisina, un aminoacido presente in molte proteine, può essere facilmente compensata con altre fonti di proteine, come legumi, uova e formaggi.

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