Laura Rossi e la Nutrizione: Un Approccio a 360 Gradi

La biologa Laura Rossi, ricercatrice del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), ha coordinato diversi studi che mettono in luce l'importanza della dieta mediterranea, le sfide poste dalla neofobia alimentare e la necessità di combattere lo spreco alimentare.

Dieta Mediterranea in Italia: Una Sfida Costante

Nonostante il punteggio medio di conoscenza nutrizionale in Italia sia alto, la percentuale della popolazione italiana che segue davvero la dieta mediterranea è molto bassa: appena il 13,3% ha un’aderenza alta al modello teorizzato negli anni '50 dal fisiologo Ancel Keys nel Cilento.

«Questo studio restituisce una foto fedele di ciò che accade sulle nostre tavole», dice la biologa Laura Rossi. Dalla ricerca emerge infatti anche che il modello mediterraneo è seguito più fedelmente al centro nord e paradossalmente le regioni meridionali sono quelle che meno si attengono alle sue regole: su tutte è proprio la Campania, dove Keys teorizzò il proprio modello, a spiccare negativamente.

Le conseguenze le conosciamo da tempo: «Questi dati rispecchiano lo stato di salute nel paese», approfondisce Laura Rossi. «La Campania è anche la regione con la più alta percentuale di bambini obesi e l'obesità infantile è spesso correlata all'obesità adulta: una malattia che a sua volta può determinare altre patologie».

Errori Comuni nell'Aderenza alla Dieta Mediterranea

  1. Mangiamo male, no ai cibi ultra processati: «Non direi in modo netto che mangiamo male, anche perché in generale le regioni del sud dell'Europa stanno un po' meglio di quelle del nord. È altrettanto vero, però, che la tendenza è in negativo, anche perché tante altre nazioni stanno incentivando iniziative per il benessere alimentare, mentre noi tendiamo a dimenticarcene», dice la dottoressa Laura Rossi.
  2. Consumiamo troppo pochi legumi: «La dieta mediterranea è caratterizzata da una forte componente vegetale: oltre a frutta e verdura, ricche di vitamine e fibre, bisognerebbe inserire in modo ricorrente nella dieta anche i legumi, fonte di proteine», dice la dottoressa Rossi.
  3. I carboidrati vengono demonizzati: «Dal nostro studio emerge anche che la nuova tendenza è preferire le diete proteiche eliminando i carboidrati. C'è chi pensa che eliminare del tutto i carboidrati sia una panacea, ma non lo è: anzi, è pericoloso. I carboidrati vanno inseriti nella dieta, nelle giuste quantità e, preferibilmente, integrali, per evitare sbalzi glicemici. Sono fondamentali perché danno energia, forniscono fibra, servono a metabolizzare altre sostanze nutritive. Inoltre una dieta priva di carboidrati rischia di essere troppo ricca di grassi, specie se come fonte proteica si tende a preferire la carne rossa».
  4. Consumiamo troppi dolci: «Nella dieta mediterranea di cui parla Ancel Keys i dolci erano inesistenti, salvo quelli fatti con la frutta secca, quindi senza zuccheri aggiunti. Oggi invece dolci preparati con zuccheri e grassi, come quelli del burro o della panna, sono una costante delle nostre giornate, così come le bevande zuccherate. Dovrebbero essere un'eccezione: bisognerebbe riservarli alle occasioni speciali» dice la dottoressa Rossi.
  5. Poco esercizio fisico: «Non riguarda strettamente l'alimentazione, ma così come la convivialità, anche l'esercizio fisico è parte integrante della dieta mediterranea, e troppo spesso si sottovaluta. I contadini cilentani presi in esame da Keys lavoravano tutti i giorni nei campi, conducendo attività molto impegnative. Noi oggi invece trascorriamo la maggior parte del nostro tempo alla scrivania, e in qualche modo dovremmo compensare con lo sport», prosegue la dottoressa.
  6. Non tramandiamo abbastanza le buone abitudini: Da genitori abbiamo il dovere di trasmettere loro i valori della dieta mediterranea.

Neofobia Alimentare e Dieta Mediterranea

La neofobia alimentare è un fattore trainante dell’abbandono della dieta mediterranea. Allo stesso tempo i modelli alimentari e le strategie di alimentazione adottate dai genitori sono fortemente associati allo sviluppo della neofobia alimentare nei bambini.

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Tra la neofobia dei bambini e l’aderenza alla dieta mediterranea vi è una correlazione inversa: i più neofobici consumano meno alimenti alla base della dieta mediterranea come frutta, verdura e legumi.

Durante i pasti in famiglia, i figli possono osservare e acquisire le abitudini alimentari dei loro genitori e dei coetanei (ad esempio, I fratelli). Si tratta di un processo imitativo virtuoso: il vedere l’altro bambino mangiare un determinato alimento lo induce ad assaggiare e mangiare cibi come frutta e verdure.

Secondo la ricerca un’ampia percentuale degli intervistati non ha raggiunto le raccomandazioni relative al consumo di frutta (61,8%), verdura (73,3%), cereali o cereali a colazione (81,2%), legumi (53,8%) e pesci (34,7%).

Consigli ai Genitori

Il consiglio di Laura Rossi è quello di non scoraggiarsi e di dedicare tempo a convincere i propri figli a consumare piatti nuovi e salutari. È inoltre fondamentale inventarsi ricette nuove. La verdura bollita può apparire insipida per un adulto figuriamoci per un bambino. Si potrebbe optare per una verdura alla piastra o ripassata. La proposta di una polpetta di legumi anche mescolata con le patate e una verdura con il tempo può far piacere di più ai più piccoli cibi per i quali erano riluttanti.

Lotta allo Spreco Alimentare

Le persone che seguono le linee guida per una corretta e sana alimentazione sprecano meno cibo. Questo è l’inedito punto di vista sul tema della lotta contro gli sprechi che emerge da una ricerca del CREA. Una percentuale tra il 35 e il 40% del campione che dichiara di mangiare sano ha anche elevate abilità, oltre che l’abitudine, di evitare gli sprechi. Al contrario, il 30% degli italiani mostra una scarsa adesione alle raccomandazioni nutrizionali e sembra non aver ricevuto alcuna educazione, formazione o sensibilizzazione sul tema degli sprechi che fanno, spesso, parte del quotidiano.

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Comportamenti Antispreco

La ricerca del Crea ha evidenziato anche quali sono i comportamenti antispreco abituali per chi ha una dieta più salutare. Ciò si traduce nella capacità di programmare la spesa e l’utilizzo del cibo, nel valutare bene le porzioni e le quantità da cucinare, nell’evitare acquisti di impulso e nel riciclare gli avanzi. Molto importanti sono anche alcuni elementi legati alla sicurezza alimentare come la corretta conservazione degli alimenti e, per esempio, la gestione della differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione.

Educazione e Azioni Mirate

“Dai dati risulta evidente - spiega ancora la dottoressa Rossi - che chi ha a cuore la sostenibilità alimentare e le raccomandazioni nutrizionali è attento anche a quella ambientale e sociale, ma, nel prossimo futuro, è necessario identificare i sottogruppi di popolazione con minore attenzione a questi temi e pensare a campagne di sensibilizzazione tarate ad hoc su di loro per accrescere il tasso di adesione a stili di vita più sani e aumentare la consapevolezza in termini generali di sostenibilità”.

“Ci siamo resi conto che sprechi, consumi ed educazione viaggiano insieme e la nostra idea è che i programmi di educazione alimentare debbano includere sempre anche elementi di contrasto allo spreco. La strada per ridurre ancora quei kg che ogni giorno finiscono nei cestini è utile e funzionale per agire anche sul tema della salute. Stimolare le persone a mangiare meglio, le aiuterà a sprecare di meno”.

Importanza dell'Idratazione

Il tema dell’idratazione ha conquistato negli anni un posto di rilievo all’interno delle piramidi alimentari sviluppate a ogni livello. Oggi ogni rappresentazione grafica ha alla base l’acqua quale elemento essenziale per un corretto stile alimentare. L’acqua è sempre stata tratta come alimento essenziale nei LARN, ovvero nei livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti. Tutte le rappresentazioni (dal piatto alla pagoda) hanno alla base il bicchiere d’acqua per raccontare l’importanza della sana idratazione all’interno della sana alimentazione.

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