Alimentazione e Diverticoli: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

La presenza di diverticoli nell'intestino è una problematica comune nei paesi industrializzati e aumenta progressivamente con l’età, colpendo oltre il 50% della popolazione al di sopra dei 50-60 anni. Quando parliamo di diverticoli ci riferiamo a piccole deformazioni a forma di sacco che possono nascere lungo le pareti intestinali per via di un indebolimento delle fibre muscolari del colon e dall’aumento della pressione dell’intestino.

Cos'è la Diverticolite?

La diverticolite (o "malattia diverticolare del colon") è una condizione caratterizzata dalla formazione di piccoli sacchetti o estroflessioni della parete intestinale chiamati diverticoli, che si sviluppano prevalentemente nel colon, in particolare nel tratto sinistro (sigma). La loro presenza è molto comune dopo i 50 anni e, nella maggior parte dei casi, rimane asintomatica. Tuttavia, in alcune persone possono causare sintomi o complicanze, come l’infiammazione (diverticolite).

Così si presentano i diverticoli, minuscole cavità simili a piccoli sacchettini che si possono formare in molti punti dell'apparato digerente, ma principalmente nel colon. I diverticoli sono estroflessioni, ovvero piccole ernie, della mucosa intestinale che si presentano sotto forma di prominenze arrotondate. Le dimensioni possono variare da quelle di un pisello a quelle di una nocciola, interessando tutto il colon, in particolare il sigma ed il tratto discendente.

Possono essere singoli ma più spesso multipli; di rado colpiscono prima dei 40 anni mentre sono una condizione piuttosto frequente sopra i 60 anni, senza grosse differenze di sesso. Tuttavia la stitichezza, il meteorismo (flatulenze), le alterazioni dell’alvo e/o i sintomi tipici del colon irritabile possono essere una possibile spia dei diverticoli.

Mentre nel 75% dei casi rimane asintomatica, nel restante 25% i diverticoli si infiammano e causano dolore addominale spesso localizzato al quadrante inferiore sinistro dell’addome, gonfiore addominale, costipazione e diarrea. Estremamente utile una diagnosi differenziale rispetto alla sindrome del colon irritabile. In una percentuale piccolissima può dare luogo ad una diverticolite acuta con comparsa di febbre dolore addominale intenso e irregolarità della funzione intestinale con eventuale perdita di sangue nelle feci.

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Quando uno o più di essi si infiamma, si parla di diverticolite che dà segni di sé con un dolore localizzato nel quadrante inferiore sinistro dell’addome accompagnato talvolta da febbre, nausea o vomito o anche da scariche diarroiche. Solo in rari casi i diverticoli possono andare incontro a complicazioni e dare origine a sanguinamento, e quindi a anemizzazione e carenza di ferro, ma anche a dolori addominali molto importanti e, nei casi più gravi, a perforazione intestinale con conseguente peritonite.

La diagnosi in alcuni casi avviene in maniera occasionale durante una colonscopia o indagini radiologiche. In caso di diverticolite acuta le tecniche radiologiche sono da preferire all’esame endoscopico che va comunque programmato dopo la riduzione dei sintomi, così da accertare la diagnosi e differenziarla da altre possibili malattie croniche informatori o eventuali forme infiammatorie tumorali dell’intestino.

Sintomi della Diverticolite

Molti pazienti non presentano alcun sintomo (diverticolosi asintomatica). Quando i diverticoli causano disturbi, si parla di malattia diverticolare sintomatica, con sintomi quali:

  • Dolore o fastidio addominale, spesso localizzato nella parte sinistra inferiore dell’addome;
  • Gonfiore o meteorismo;
  • Alterazioni dell’alvo (stipsi, diarrea o alternanza di entrambe);
  • Nausea o malessere generale.

In caso di complicanze, come la diverticolite, possono comparire:

  • Dolore addominale intenso e persistente, soprattutto a sinistra;
  • Febbre;
  • Nausea e vomito;
  • Cambiamenti nell’alvo;
  • In casi gravi, segni di peritonite o infezione sistemica.

Diagnosi della Diverticolite

La diagnosi si basa su:

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  • Visita medica ed esame obiettivo;
  • Esami del sangue per valutare la presenza di infiammazione;
  • Ecografia addominale o TC addome, particolarmente utili in caso di sospetta diverticolite;
  • Colonscopia (indicata a distanza da un episodio acuto), utile per confermare la presenza di diverticoli e per escludere altre patologie.

Complicanze della Diverticolite

Le principali complicanze della diverticolite sono:

  • Diverticolite acuta (infiammazione dei diverticoli);
  • Ascessi addominali;
  • Perforazione intestinale con peritonite;
  • Stenosi o restringimenti del colon;
  • Fistole intestinali;
  • Emorragia diverticolare (sanguinamento rettale).

Alimentazione Durante la Fase Acuta della Diverticolite

Durante la fase acuta, la diverticolite deve essere trattata con il riposo a letto, una terapia farmacologica specifica (prescritta dal medico) e una completa sospensione dell’alimentazione per via orale al fine di non far lavorare l’intestino, ricorrendo quindi alla nutrizione artificiale. Quando l’infiammazione si sarà ridotta, si può riprendere gradualmente la normale alimentazione adottando inizialmente una dieta liquida o semiliquida e a ridotto tenore in fibra.

La dieta per la diverticolite acuta dovrebbe essere principalmente liquida o semiliquida e, quando è in atto l’infiammazione, con alimenti a basso contenuto di fibre come:

  • Pasta, riso o semolino in brodo, conditi con olio crudo;
  • Carne (tritata o omogeneizzata);
  • Pesce (anch’esso tritato);
  • Uova

In seguito si può aumentare la consistenza dei cibi aggiungendo pane bianco secco, grissini, fette biscottate, prosciutto crudo e bresaola. Anche in presenza di infiammazione ai diverticoli sono permessi frutti come la banana e la mela. Tra le verdure si può mangiare zucchine, carote e patate (le verdure vanno lessate). Anche i centrifugati possono far parte della dieta.

Questo tipo di alimentazione, povera in fibre e scorie, deve essere seguita dal medico specialista e protratta solo per periodi di tempo limitati. Nelle settimane successive all’episodio infiammatorio (diverticolite), può verificarsi una temporanea intolleranza al lattosio, cioè allo zucchero del latte. In questi casi, è opportuno eliminare temporaneamente dalla dieta il latte e gli altri alimenti che contengono lattosio (oppure consumare alimenti delattosati, se ben tollerati). Latte e latticini potranno essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi.

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Alimenti da Evitare Durante la Fase Acuta

Nella dieta per combattere la diverticolite si dovrebbe evitare:

  • Cioccolato;
  • Cibi fritti e piccanti;
  • Bevande alcoliche e gassate;
  • Cibi cucinati con grassi aggiunti (soprattutto di origine animale).

Dopo la fase acuta è bene eliminare per un breve periodo gli alimenti ad alto contenuto di lattosio tra i quali il latte e i formaggi freschi. È importante evirare la frutta e la verdura da cui non è possibile togliere i semini.

È sconsigliato anche il consumo delle bevande dolcificate con edulcoranti artificiali.

Verdure che contengono fibre molto dure e filamentose, come finocchi, carciofi, fagiolini, etc. Tè, caffè, cola e tutte le bevande che contengono sostanze nervine in genere (es. Carni grasse (es. Bevande gassate (es. Condimenti grassi (es. Sale.

Alimentazione nella Fase di Quiescenza

Obiettivo della dieta, quando i diverticoli non sono infiammati (fase di quiescenza), è la corretta funzionalità intestinale. Aumentare l’apporto di fibra nella dieta che dovrebbe ammontare a circa 30-40 grammi giornalieri. Per rispettare questa dose è possibile ricorrere a delle bustine di crusca e di altre fibre a base dipsyllium, glucomannano, inulina anche associati ai fermenti lattici.

La dieta da seguire dopo la diverticolite prevede la reintroduzione della fibra alimentare. La fibra è un nutriente fondamentale per facilitare il transito intestinale: ammorbidisce le feci e ne aumenta il volume. Per contrastare la stitichezza è utile assumere anche alimenti fermentati come il Kefir, e crauti oppure tofu.

Alimenti Consigliati nella Fase di Quiescenza

  • Verdura: con l’indicazione di apportare più fibra all’organismo. Vanno quindi privilegiati le specie più ricche: quindi agretti, asparagi, cavolfiore, carciofi, funghi, broccoli, melanzane, cicoria, patate. Ma c’è anche un altro elemento da curare: l’acqua che aiuta ad aumentare il volume delle feci. Le verdure che la trattengono meglio sono lattuga, radicchio, sedano e carote, zucchine e cipolle. Sono indicati anche i centrifugati di verdure. Quindi per rispondere al duplice obiettivo di accumulare fibre e acqua, non solo è consigliato il consumo di almeno una porzione di verdura a pranzo o cena, cruda o cotta, ma anche di minestroni e passati di verdure, meglio se messi in tavola la sera.
  • Frutta: la scelta anche per la frutta può essere molto varia fra prugne, mele, mele cotogne, pere, arance, mandarini, albicocche e frutta secca.
  • Latte e latticini a basso tenore in lattosio, come yogurt o Grana Padano DOP. Questo formaggio, oltre ad essere naturalmente privo dello zucchero del latte, è il più ricco di calcio altamente biodisponibile tra tutti i formaggi comunemente consumati, inoltre apporta proteine ad alto valore biologico (con i 9 aminoacidi essenziali e ramificati), vitamine importanti come B2 e B12 e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio.
  • Pesce, fresco o surgelato, da consumare non meno di due o tre volte alla settimana.
  • Olio extravergine d’oliva, da usare a crudo e con moderazione (dosare con il cucchiaino, non versare direttamente dalla bottiglia).

Consigli Comportamentali

Uno stile di vita sano diventa importante in una ottica di prevenzione.

  • Praticare regolarmente attività fisica (es. camminare almeno 20-30 minuti al giorno e fare ginnastica). L’esercizio fisico costante aiuta a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, migliora la motilità intestinale e riduce il ristagno di feci nei diverticoli.
  • Va evitato il fumo che è nemico (anche) dei diverticoli sia in fase di quiescenza sia soprattutto quando sono infiammati.
  • Raggiungere un peso corporeo adeguato alla propria altezza. In caso di sovrappeso od obesità, è bene eliminare i chili di troppo attraverso la regolare attività fisica e una dieta adeguata.
  • Assumere apporti adeguati di vitamina D. Il ruolo di questa vitamina liposolubile nella malattia diverticolare è stato studiato a lungo e valori ottimali sono necessari per la sua prevenzione.
  • I probiotici possono avere un ruolo protettivo nella prevenzione delle recidive di diverticolite.

Trattamento della Diverticolite

Il trattamento dipende dalla gravità:

  • Nei casi lievi e asintomatici: dieta ricca di fibre, idratazione adeguata e attività fisica regolare;
  • In caso di sintomi moderati: modifiche dietetiche, probiotici e farmaci antispastici;
  • In caso di diverticolite lieve: terapia antibiotica, riposo intestinale, dieta liquida;
  • Nei casi gravi o complicati (ascesso, perforazione, peritonite): ricovero ospedaliero e, se necessario, intervento chirurgico.

Diverticolite e Intervento Chirurgico

L’intervento può essere indicato in caso di:

  • Perforazione o peritonite;
  • Ascessi non drenabili per via percutanea;
  • Stenosi o occlusione intestinale;
  • Episodi ricorrenti di diverticolite con ridotta qualità di vita;
  • Emorragie massicce o persistenti.

L’intervento, in elezione o in urgenza, prevede generalmente la resezione del tratto di colon interessato (sigmoidectomia), preferibilmente eseguita in laparoscopia.

Tempi di Recupero Post-Operatorio

Dopo una resezione laparoscopica non complicata:

  • Il ricovero ospedaliero dura circa 4-7 giorni;
  • Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene entro 2-4 settimane;
  • Il recupero può richiedere più tempo nei casi operati in urgenza o in presenza di complicanze.

Tabella Riepilogativa Alimenti Consigliati e Sconsigliati

Alimenti Consigliati Alimenti Sconsigliati (Fase Acuta)
Pasta, riso, semolino in brodo Cioccolato
Carne tritata o omogeneizzata Cibi fritti e piccanti
Pesce tritato Bevande alcoliche e gassate
Uova Cibi cucinati con grassi aggiunti
Banana, mela Alimenti ad alto contenuto di lattosio (temporaneamente)
Zucchine, carote, patate (lessate) Frutta e verdura con semini

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