Il Mirto, è la pianta arbustiva sempreverde e simbolo della Sardegna. Dalle foglie lucide e dai fiori bianco-rosacei, il mirto (o Myrtus Communis) cresce in tutta l’area mediterranea, ma non solo.
Origini e Diffusione del Mirto
Lo si può trovare in Irlanda e Inghilterra, dalla Spagna alla Francia, dalla Grecia all’Italia, e qui in particolare è praticamente simbolo della Sardegna. In questa regione all’inizio degli anni ’90 il mirto è stato oggetto di intensa attività di miglioramento genetico da parte del Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei dell’Università di Sassari.
Varietà e Coltivazione
Il risultato è stato la selezione di circa una quarantina di cultivar (varietà agrarie di una singola specie botanica) da destinare principalmente alla produzione del famoso liquore di mirto. Caratterizzato da una forte resilienza e adattabilità, cresce spontaneamente in diversi habitat, dal livello del mare fino alle colline.
Riproduzione del Mirto
La riproduzione del mirto attraverso i suoi semi, vale a dire le bacche, è praticamente la più semplice e indicata per la coltivazione domestica amatoriale. Si ottengono piantine meno robuste che a loro volta danno frutti non prima di 4 anni. Basta attrezzarsi con una cassetta da riempire di terriccio, sbriciolando le bacche e distribuendo questa sorta di “semenza” in maniera uniforme.
In seguito occorre innaffiare con frequenza e moderatamente, badando a non esporla all’esterno nei periodi e nelle zone troppo fredde. Il terreno va preparato evitando che si formino zolle dure che possono ostacolare la formazione delle radici. Per la coltivazione in vaso occorre un contenitore sufficientemente ampio per fare in modo che le radici si sviluppino senza ostacoli.
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Il vaso può essere riempito con semplice terriccio da campo arricchito con compost casalingo. Alla base è bene disporre dell’argilla espansa per evitare ristagni d’acqua. Il mirto richiede frequente annaffiatura, tuttavia bisogna prestare attenzione a farla asciugare per bene tra un’irrigazione e l’altra. Una volta che la piantina è cresciuta abbastanza la si può trapiantare alla fine dell’inverno, ad esempio a febbraio.
Il Mirto: Proprietà e Benefici
Molto efficace in caso di problemi di digestione e contro le cistiti il mirto possiede notevoli proprietà antinfiammatorie, utile anche per alleviare gengiviti ed emorroidi. Ha la capacità di rinforzare il sistema immunitario, è utile contro psoriasi, insonnia, meteorismo, ed è un astringente naturale per la diarrea. Come pianta dalle forti note aromatiche ha un rilevante contenuto di olio essenziale, di resine e ti tannini.
- Antisettiche: Il mirto è noto per le sue proprietà antisettiche e viene spesso utilizzato in prodotti per il trattamento di piccole ferite o affezioni cutanee.
- Astringenti: Le foglie e i frutti del mirto sono astringenti, utili per trattare piccoli problemi gastrointestinali o diarrea.
- Digestive: In alcune culture, il liquore di mirto viene consumato come digestivo alla fine dei pasti.
- Antiossidanti: Le bacche del mirto sono fonte di antiossidanti, utili per contrastare l’azione dei radicali liberi.
- Balsamiche e Espectoranti: Gli oli essenziali ottenuti dal mirto hanno proprietà balsamiche e possono essere utili in caso di affezioni delle vie respiratorie.
- Anti-infiammatorie: Grazie alla presenza di determinati composti, il mirto può avere un’azione anti-infiammatoria, utilizzata in alcune preparazioni topiche.
- Profumate: Il mirto viene spesso utilizzato in profumeria e in cosmesi per le sue note aromatiche fresche e leggermente balsamiche.
In campo erboristico, officinale e farmaceutico sono noti suoi utilizzi come ingrediente per la produzione di creme cosmetiche indicate per le pelli sensibili. Per le sue capacità antisettiche è da sempre usato per curare le affezioni delle vie respiratorie, può regolare inoltre i livelli di zucchero e di colesterolo nel sangue.
Esistono studi che ne rilevano le proprietà benefiche anche come antitumorale e con azione di contrasto contro demenza e Alzheimer. Non sono note particolari controindicazioni nell’assunzione del mirto tranne una soggettiva ipersensibilità allergica. Meglio non somministrarlo a donne in gravidanza o ai bambini al di sotto dei due anni di età.
Valori Nutrizionali del Mirto
Sotto il profilo nutrizionale è adatto a chi segue diete poiché ha solo 20 calorie per 100 grammi di bacche.
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Tabella dei Valori Nutrizionali per 100g di Bacche di Mirto:
| Valore Nutrizionale | Quantità | % AR* |
|---|---|---|
| Valore energetico (Calorie) | 20 kcal | 1% |
| Valore energetico (Kjoule) | 83,74 kJ | 1% |
| Grassi | 0,08 g | 0,1% |
| Grassi saturi | 0,02 g | 0,1% |
| Carboidrati | 4,20 g | 1,6% |
| Zuccheri | 3,40 g | 3,8% |
| Fibre | 0,20 g | 0,8% |
| Proteine | 0,70 g | 1,4% |
| Sale | 0,03 g | 0,5% |
* AR = assunzioni di riferimento di un adulto medio (8400 kJ / 2000 kcal) al giorno.
Usi Culinari del Mirto
Per scopi culinari vengono usate le foglie essiccate per insaporire le pietanze, sia a base di pesce che di carne. Nella tradizione gastronomica sarda il mirto è molto usato come condimento per insaporire e aromatizzare pollame bollito o arrosto, manzo, e selvaggina di penna (merli, storni, tordi). Non si poteva non menzionare anche l’utilizzo nella preparazione del maiale, o meglio del porceddu piatto tipico sardo che vede proprio il mirto tra gli ingredienti principali.
Viene prodotto anche il miele, diffuso sia in Sardegna che in Corsica, la marmellata, il thè freddo aromatizzato e il gelato al gusto di mirto.
Il Mirto: Tra Mito e Storia
La parola Mirto deriva dal latino Myrtos, termine legato al mito greco di Myrsine, ragazza dalle eccezionali doti atletiche che venne tramutata da Pallade proprio nella pianta a cui dona il nome. Da qui l’usanza diffusa nel popolo ellenico di cingere il capo dei vincitori dei giochi con corone fatte di mirto. Altre fonti vogliono che il mirto sia legato anche a Venere, dea dell’amore, che dopo il giudizio di Paride venne incoronata con un diadema fatto con questa pianta.
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Ovidio racconta che alla sua nascita Afrodite uscendo nuda dalla schiuma del mare si nascose dietro un cespuglio di mirto per ripararsi dagli sguardi. Con Venere ed altre figure divine o semi divine si deduce l’assimilazione del mirto al concetto di femminilità e fecondità. Questo legame tra vita, morte e rinascita è espresso anche nella leggenda di Dionisio che portò in dono delle piante di mirto ad Ade, dio degli inferi, per riavere indietro la madre Selene.
In epoca romana il mirto era considerato simbolo di gloria, di amore eterno e di prosperità. Non a caso la leggenda vuole che Romani e Sabini, dopo il ratto delle fanciulle si riconciliarono piantando due alberi di mirto ai piedi del Campidoglio. Sempre nell’antica Roma Tito Livio narra che l’Urbe era nata nel punto esatto in cui erano spuntati arbusti di mirto.
Nell’antica Roma, il mirto era considerato una pianta di grande importanza sacra e simbolica. Questa considerazione era strettamente legata alla figura di Venere, la dea dell’amore e della bellezza. Si diceva che dopo la nascita di Venere dal mare, ella si fosse rifugiata dietro un cespuglio di mirto per nascondersi, rendendo così il mirto sacro alla dea.
Oltre alla mitologia, nella vita quotidiana romana, il mirto aveva un ruolo nelle celebrazioni. Era tradizione, ad esempio, che gli sposi portassero corone di mirto durante le cerimonie nuziali. Il mirto simboleggiava non solo l’amore e la fertilità, ma anche la purezza e la verginità, rendendolo un accessorio ideale per le novizie.
Durante il medioevo dalle piante di mirto i profumieri ricavavano un essenza chiamata acqua degli angeli.
Il Liquore di Mirto: Tradizione Sarda
Tipico della Sardegna, al pari del limoncello campano, è ricavato dall’infusione delle bacche di mirto in alcol, acqua e miele. Ha un gusto intenso e un aroma persistente, è così radicato nella cultura del territorio che se ne tramandano non solo ricette locali ma, addirittura, di famiglia in famiglia.
Le sue origini vengono fatte risalire all’usanza popolare dell’Ottocento quando il mirto veniva preparato in casa tramite macerazione delle bacche mature, per lo più per il consumo personale. Fino agli anni ’90 la sua diffusione e notorietà era per di più regionale, ma ora è noto ed apprezzato sia a livello nazionale che internazionale, anche tramite canali e-commerce.
Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali lo ha inserito nella lista dei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) definendone anche metodi di raccolta, lavorazione, conservazione e produzione. Oggi a livello industriale ci sono circa 4 o 5 marchi certificati che lo realizzano commercialmente, e dato il crescente interesse per il prodotto i vari distretti si sono associati per promuoverne e tutelarne la qualità.
Mirto Bianco e Mirto Nero
Quando si parla di “mirto bianco” in realtà non ci si riferisce ad una specifica specie o varietà della pianta, ma piuttosto ad una qualità di “liquore di mirto” ricavata dai germogli (o bacche bianche) invece che dalle bacche mature. Nello stesso modo esiste anche una versione denominata mirto nero, a seconda delle caratteristiche di crescita e pigmentazione dei frutti.
Il sapore del mirto bianco è lievemente più aspro del liquore tradizionale, nota determinata sostanzialmente da semi che sono stati colti in uno stadio più acerbo.
Ricetta del Liquore di Mirto Fatto in Casa
Il liquore di mirto è una delle bevande più rappresentative e tradizionali della Sardegna, ma la sua popolarità si è diffusa in tutta Italia e anche oltre. La sua preparazione richiede pazienza e dedizione per ottenere un prodotto di qualità. Ecco come prepararlo.
Ingredienti:
- Bacche di mirto mature (circa 1 kg)
- Zucchero (circa 700 gr - 1 kg, a seconda dei gusti)
- Alcool puro a 95° (circa 1 litro)
- Acqua (circa 500 ml)
Procedimento:
- Inizia raccogliendo le bacche di mirto quando sono ben mature, preferibilmente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Una volta raccolte, è importante pulirle accuratamente da foglie e residui, evitando di lavarle con acqua per non perdere gli oli essenziali.
- Metti le bacche in un contenitore di vetro grande e versaci sopra l’alcool puro. Chiudi il contenitore ermeticamente e lascia macerare in un luogo buio e fresco per circa 40 giorni, agitando il contenitore ogni tanto.
- Trascorso il periodo di macerazione, prepara uno sciroppo. In una pentola, porta a ebollizione l’acqua e lo zucchero, mescolando fino a quando lo zucchero si è completamente sciolto. Lascia raffreddare lo sciroppo a temperatura ambiente.
- Una volta che lo sciroppo si è raffreddato, filtrate l’alcool macerato con un colino fine o un panno per separare le bacche. Unisci delicatamente l’alcool filtrato allo sciroppo raffreddato.
E' possibile modificare le quantità di acqua e di zucchero per rendere il liquore di mirto più adatto al vostro gusto, ricordandovi che se si possiede 1 litro di essenza (con alcool a 90°), unendovi 1 litro di sciroppo si dividerà la gradazione volumetrica dell’alcool per due, quindi si otterrà un liquore che avrà una gradazione di 45° circa. Aumentando la quantità di sciroppo, si otterrà quindi, una gradazione minore.