La dieta del gruppo sanguigno è un regime alimentare basato sull'idea che ogni gruppo sanguigno (0, A, B, AB) abbia specifiche esigenze nutrizionali.
La dieta del gruppo sanguigno, o emodieta, è uno stile alimentare secondo il quale ogni persona dovrebbe scegliere i cibi da portare in tavola in base al proprio gruppo sanguigno: A, B, 0 o AB.
Secondo questo regime alimentare, esiste una correlazione tra cibo e sistema immunitario. Il sangue è l’espressione del sistema immunitario e le abitudini alimentari sono il fattore che influisce maggiormente su questo sistema. Affinché la dieta possa rispondere alle esigenze di ogni individuo ed essere adeguata ai suoi specifici punti di forza e di debolezza, quindi, deve tenere conto del suo gruppo sanguigno e delle sue caratteristiche.
Origini e Principi della Dieta del Gruppo Sanguigno
La dieta del gruppo sanguigno è stata elaborata dal naturopata statunitense Peter D’Adamo, ma in Italia è diventata molto popolare grazie al medico Piero Mozzi. L’idea della dieta del gruppo sanguigno è stata introdotta negli anni ’90 dall’americano Peter J. D’Adamo.
Successivamente la teoria è stata ripresa e divulgata anche da altri autori, in particolare dal Dr. Piero Mozzi, un medico italiano specializzato in naturopatia, conosciuto per aver promosso la dieta basata sul gruppo sanguigno e che negli anni '90 ha fondato la Comunità Biologica di Mogliazze.
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Questa dieta si basa sul sistema di classificazione del sangue ABO, che divide il sangue in 4 categorie (A, B, AB, 0) a seconda della presenza o assenza degli antigeni A e B.
I diversi gruppi sanguigni sono comparsi nella storia evolutiva umana in momenti differenti. Più in dettaglio, il gruppo 0 sarebbe il gruppo più antico, mentre il gruppo A è espressione del primo grande cambiamento nello stile di vita dell’uomo: da nomade divenne sedentario. Il gene del gruppo B sarebbe invece comparso nelle popolazioni di nomadi che 10.000 anni fa si spostarono nelle zone montuose dell’Asia.
I diversi antigeni presenti sulla superficie dei globuli rossi sarebbero l’espressione dei cambiamenti nel sistema immunitario con cui l’uomo si sarebbe adattato, nel corso dei millenni, alle mutate condizioni alimentari, climatiche e ambientali. Sarebbero quindi responsabili della differente capacità di digerire i vari alimenti da parte di ogni persona.
Sono sostanze grazie alle quali il nostro sistema immunitario individua gli “intrusi” nell’organismo. Ogni persona può avere diversi tipi di antigeni.
Secondo D’Adamo i gruppi sanguigni si sarebbero evoluti in risposta alle differenti diete che l’uomo ha avuto nel corso della sua storia.
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Il Ruolo delle Lectine
Il collegamento tra cibo e sistema immunitario sono le lectine, una famiglia di proteine presenti negli alimenti. Tutte le lectine reagiscono in modo diverso ai singoli antigeni.
Quando ne incontrano uno “incompatibile”, le cellule si legano tra loro e formano dei grumi che in parte vengono smaltiti attraverso le vie urinarie e le feci.
Il Test dell'Indacano
La dieta del gruppo sanguigno si basa sul test usato da D’Adamo per verificare la compatibilità di tutti gli alimenti più comuni con i diversi gruppi sanguigni, in particolare sul test dell’indacano. Questa sostanza chimica viene prodotta dall’organismo quando una proteina non è stata ben digerita, quindi, secondo D’Adamo, maggiore è la sua concentrazione nelle urine, maggiore è la presenza di lectine incompatibili nell’organismo.
Linee Guida Alimentari per Ogni Gruppo Sanguigno
Secondo la dieta del gruppo sanguigno, per ogni gruppo ci sono cibi più o meno compatibili con il sistema immunitario, che ha la sua sede principale nell’apparato digerente. E’ qui che ogni alimento viene distrutto ed elaborato per poi essere trasportato, attraverso il sangue, in ogni cellula del corpo. Ma non tutti gli alimenti sono “a misura d’uomo”. Questo significa che il sistema immunitario riconosce e accetta solo determinati cibi, mentre altri sono in grado di scatenare infiammazioni anche croniche.
Queste infiammazioni possono causare disturbi come mal di testa, provocare aumento di peso, far aumentare i livelli del colesterolo e della pressione o sfociare in vere patologie.
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I due libri di riferimento per chi sceglie di seguire la dieta del gruppo sanguigno, “La dieta del dottor Mozzi” e “L’alimentazione su misura” di Peter D’Adamo, sono testi che forniscono le linee guida generali per scegliere i cibi giusti per ogni gruppo sanguigno.
Questo regime alimentare raccomanda comunque di monitorare le reazioni del proprio corpo ad ogni alimento per conoscere le proprie necessità individuali. Non esiste, infatti, una regola assoluta, perché ogni persona costituisce un mondo a sé.
Oltre ai cibi da mangiare e a quelli da evitare, per ogni gruppo sono proposti esempi di menù settimanale. Gli schemi alimentari non tengono conto della stagionalità dei cibi, quindi non devono essere seguiti alla lettera. Forniscono spunti per costruire il proprio menù sulla base delle specificità del proprio gruppo sanguigno.
- Almeno mezz’ora prima di fare colazione, bevi una tazza di acqua tiepida.
- A pranzo, non pesare gli alimenti e non contare le calorie. Mangia senza eccessi, in modo da alzarti da tavola con lo stomaco non del tutto pieno.
- Evita di mangiare carboidrati a cena, a meno che tu non abbia in programma di fare attività fisica subito dopo.
- Consuma frutta e verdura di stagione, preferibilmente biologiche e a km zero.
- Privilegia alimenti possibilmente senza glutine (con poche eccezioni).
Consigli e indicazioni per la dieta in base al gruppo sanguigno
La dieta del gruppo sanguigno propone un piano alimentare specifico per ogni gruppo sanguigno, basato su caratteristiche biologiche e digestive che, secondo la teoria, differiscono tra le persone proprio in base al loro gruppo sanguigno. Questa teoria suggerisce che ogni gruppo sanguigno abbia una lista di alimenti da preferire, neutri o da evitare per prevenire malattie croniche.
Secondo questa dieta, ogni gruppo sanguigno dovrebbe seguire raccomandazioni specifiche per ottimizzare il metabolismo, migliorare la digestione e mantenere un equilibrio nutrizionale in linea con le proprie predisposizioni fisiologiche.
- Gruppo 0: Si consiglia di evitare latticini, legumi, cereali e derivati (pane, pasta, riso, fagioli, ceci). Inoltre, queste persone tendono a essere più predisposte alla celiachia.
- Gruppo A: A questo gruppo viene consigliata l’assunzione di alimenti vegetali, come ortaggi, frutta, cereali, legumi e pseudocereali, limitando il consumo di carne e latticini e cercando di evitare cibi fritti e altamente processati.
- Gruppo B: Tra gli alimenti da evitare solo quelli ricchi di conservanti e zuccheri semplici.
- Gruppo AB: Questo gruppo sembra adattarsi con moderazione ad una dieta mista, evitando di esagerare con i latticini.
Critiche e Valutazioni Scientifiche
La dieta del gruppo sanguigno ha sollevato critiche e destato perplessità legate al fatto che è un regime alimentare privo di fondamento scientifico.
Anche la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro conferma che non esistono studi specifici che abbiano finora dimostrato i benefici della dieta del gruppo sanguigno sulla salute. Chi, seguendola, dichiara di sentirsi meglio, verosimilmente ha modificato la sua alimentazione in modo da renderla più vicina a una dieta salutare.
Ma il gruppo sanguigno non c'entra: è un elemento importante dal punto di vista medico, ma non esiste un legame scientificamente dimostrato con l’alimentazione.
L’analisi ha preso in esame 1500 soggetti, che avevano seguito la dieta del gruppo sanguigno e fornito informazioni dettagliate su tutti i cibi consumati abitualmente. Le indagini mirate a valutare i rischi cardiovascolari hanno evidenziato che l’aderenza a diversi regimi alimentari era associata a differenti marcatori di pericolo. Il basso rischio cardiometabolico riscontrato negli individui di gruppo sanguigno A non era dunque riconducibile a fattori genetici. Piuttosto a un regime alimentare protettivo per la salute.
«La dieta del gruppo sanguigno? Nessuno degli effetti riscontrati nei soggetti che l’hanno seguita può essere ricondotto alla classificazione del sangue». Stop ai falsi miti, dunque: almeno a tavola. L’ultima bocciatura per il regime alimentare ideato da Peter D’Adamo e diffuso nel mondo attraverso la pubblicazione del libro “Eat right for your type” è arrivata da un gruppo di ricercatori dell’università di Toronto.
Se le prime titubanze erano emerse dopo un’ampia revisione pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition sette mesi fa, l’ultima ricerca pubblicata sulla rivista Plos One non lascia adito a dubbi. I quasi 1500 soggetti arruolati nello studio hanno infatti fornito informazioni dettagliate su tutti i cibi consumati abitualmente.
È così emerso che l’aderenza a diversi regimi alimentari comportava la presenza di differenti marcatori di pericolo per la salute, nessuno dei quali correlato però all’appartenenza a un gruppo piuttosto che a un altro. Impossibile, dunque, ricondurre la genetica ad appena quattro macroaree.
Il basso rischio cardiometabolico riconosciuto agli individui di gruppo sanguigno A non era riconducibile a fattori genetici, ma a un regime alimentare che, geni a parte, è riconosciuto come fattore protettivo per la salute. Gli scienziati canadesi hanno infatti visto che, assegnando una medesima dieta a individui di gruppo sanguigno diverso, gli effetti non cambiavano.
Altro tema caro a D’Adamo è quello delle lectine. Si tratta di proteine in grado di legare specifici carboidrati, la cui funzione è quella di identificare e riconoscere molecole e organismi a livello cellulare. Oltretutto va sottolineato che le lectine possono essere facilmente eliminate con l’ammollo e la cottura dei legumi, gli alimenti che ne sono più ricchi: e visto che nessuno, in genere, consuma legumi crudi, il problema pare non avere alcuna rilevanza nel mondo reale.
Le diete per i gruppi A, AB e O hanno dato risultati positivi sui diversi marcatori considerati: indice di massa corporea, lipidi ematici, pressione e insulina. Nessun risultato significativo per la dieta del gruppo B.
Il dato rilevante è che i risultati positivi ottenuti con la dieta del gruppo A si osservavano sia per soggetti che effettivamente presentano tale gruppo sia per soggetti con gruppo sanguigno diverso. Non esiste quindi una correlazione specifica tra i benefici osservati in seguito alla dieta e il gruppo sanguigno specifico: i miglioramenti sono generali e sono del tutto indipendenti dal gruppo sanguigno del soggetto.
Alternative alla Dieta del Gruppo Sanguigno
I principi fondamentali della dieta del gruppo sanguigno sono estremamente distanti dalla filosofia di Melarossa, una dieta personalizzata ispirata al regime mediterraneo. L’appartenenza ad un determinato gruppo sanguigno, presupposto fondamentale della dieta del gruppo sanguigno, non entra quindi in gioco nell’elaborazione dei menù di Melarossa. Questi sono tarati sulle caratteristiche fisiche e sullo stile di vita di ogni utente.
Quindi pensati per assicurare il corretto bilanciamento dei nutrienti, in linea con le linee guida della Piramide Alimentare mediterranea. Si tratta anche di un apporto calorico commisurato al proprio fabbisogno.
Per quanto alcune raccomandazioni della dieta del gruppo sanguigno siano condivisibili (ad esempio, consumare frutta e verdura), quella di Melarossa è quindi una dieta che si basa su presupposti completamente diversi. Melarossa, infatti, si pone l’obiettivo di educare alla sana alimentazione.
Vista l’infondatezza delle premesse “scientifiche” su cui si basa questa dieta potremmo aspettarci una completa assenza di lavori scientifici sul tema.
Chi segue queste diete, indipendentemente dal gruppo sanguigno e dal tipo di dieta seguita, riduce il consumo di cibo spazzatura, riduce l’apporto energetico, aumenta probabilmente il consumo di alimenti freschi, carne, pesce, verdure, facendo attenzione anche a stagionalità, preparazione e cottura dei cibi.
La dieta del gruppo sanguigno non funziona perché per i soggetti O i fagioli sono tossici e la loro eliminazione garantisce un miglior equilibrio naturale dell’organismo.
Si tratta tuttavia di modelli poco bilanciati, che prevedono eliminazioni del tutto arbitrarie, che rinforzano la pessima idea che esistano cibi buoni e cibi cattivi, che creano fobie, ansie e severe limitazioni sociali. In definitiva la dieta del gruppo sanguigno non è altro che l’ennesima fad diet, una dieta alla moda, che dietro una barriera di pseudoscienza e di divieti più o meno arbitrari può ottenere buoni risultati grazie al trucco più vecchio del mondo: mangiare meno, mangiare alimenti freschie scelti con cura.
L’evoluzione e i gruppi sanguigni, i cacciatori-raccoglitori e i nomadi delle steppe, c’entrano poco, sono solo una ciliegina sulla torta.