L'insufficienza renale cronica è un problema di salute pubblica con un'incidenza in continua crescita a livello globale. In Europa, i costi della dialisi assorbono una parte significativa della spesa sanitaria nazionale, rendendo il contenimento dei costi un obiettivo primario.
Un paziente con insufficienza renale al V stadio, definito "uremico", presenta alterazioni metaboliche e idroelettrolitiche che impattano significativamente sulla sua salute. Seguire il trattamento medico personalizzato è fondamentale per preservare uno stato di salute ottimale e migliorare la qualità della vita.
Nel momento in cui si inizia la terapia sostitutiva, le abitudini alimentari subiscono modifiche importanti. Le raccomandazioni caloriche-proteiche variano in base alla metodica di dialisi adottata, che sia emodialisi o dialisi peritoneale.
Principi Fondamentali dell'Alimentazione in Dialisi Peritoneale
L'apporto proteico è più elevato rispetto all'emodialisi, a causa delle maggiori perdite di nutrienti durante la dialisi peritoneale. In caso di peritonite, la perdita di proteine può aumentare significativamente. La dialisi peritoneale sfrutta l'osmolarità del glucosio per la depurazione del sangue, portando a un surplus di assorbimento dello zucchero.
Macronutrienti
I pazienti in terapia dialitica, che devono tenere sotto controllo l'apporto di potassio, sono da evitare soprattutto: la frutta secca e oleosa, i biscotti o altri tipi di dolci che contengono il cioccolato, alcuni tipi di pesce, spezie e le salse pronte in commercio.
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Alcuni sali dietetici, consigliati per chi soffre di ipertensione, tendono a sostituire il normale cloruro di sodio con il potassio: chi soffre di insufficienza renale cronica deve, pertanto, leggere con attenzione l'etichetta nutrizionale e la lista degli ingredienti.
Alimenti come pesce, carne, latte e derivati non possono e non devono essere allontanati completamente dalla dieta: l'abilità del dietista risiede nel pianificare un'alimentazione con un sufficiente apporto di proteine ma senza eccessi di fosforo.
Micronutrienti
La carenza di ferro è comune principalmente a causa di una diminuzione dell'assorbimento. Talvolta è necessaria una supplementazione orale. Un sufficiente apporto di vitamina C, presente in frutta e verdura, promuove l’assorbimento del ferro. Una diminuzione delle vitamine B1, B6, B9 e B12 in relazione a una dieta restrittiva e alla malnutrizione potrebbe essere evitata con una dieta ben equilibrata.
- Tiamina: 0,6-1,2mg/die
- Riboflavina: 1,1-1,3mg/die
- Piridossina: 10mg/die
- Acido Ascorbico: 75-90mg/die
- Ferro: 8mg/die per gli uomini, 15mg/die per le donne
- Zinco: 10-15mg/die per gli uomini, 8-12mg/die per le donne.
- Selenio: 55μg/die.
Intake supplementari dovrebbero essere consigliati ai pazienti che sono trattati con l'ESA (agente stimolatore di eritropoiesi) per mantenere un adeguato livello sierico di transferrina, ferritina ed emoglobina.
I supplementi orali di ferro vanno assunti tra i pasti (o almeno 2 ore prima o 1 ora dopo) per massimizzare l'assorbimento del minerale e non in contemporanea con i chelanti del fosforo.
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Alimenti da evitare o limitare
- Alcuni tipi di frutta tropicale ed estiva: banane, kiwi, avocado, pesche, albicocche.
- Tra le verdure va controllato il consumo di: spinaci, carciofi, patate, rucola e le erbe aromatiche.
Alcuni accorgimenti aiutano a controllare l'apporto finale di potassio: si consiglia di tagliare la verdura in piccoli pezzi e di bollirla in abbondante acqua, per permettere al minerale di sciogliersi.
Si suggerisce di non utilizzare il liquido di cottura, così come di non cuocere a vapore, al forno micro-onde o con la pentola a pressione.
Alimenti Consigliati
In zucchine lesse, rape lesse, carote lesse, bieta, cicoria, melanzane, cetrioli e cipolla vi è un basso contenuto di potassio.
Per quanto riguarda la frutta, si possono tranquillamente consumare: fragole, mele, pere, mandaranci e la sciroppata. Arance, ciliegie, mandarini ed uva sono a medio contenuto di potassio.
Distribuzione Energetica dei Pasti
La distribuzione energetica dei pasti deve essere dipartita in cinque eventi giornalieri: una prima colazione, due merende, di cui una a metà mattina ed una a metà pomeriggio, un pranzo ed una cena.
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- Colazione: Un alimento solido ed uno liquido.
- Merende: Fondamentale per evitare di giungere al pasto principale successivo troppo affamati (yogurt con cereali, infuso e fette biscottate, o un piccolo panino).
- Pranzo e Cena: Composti da un primo piatto, una pietanza, un contorno e una porzione di pane, seguiti da frutta fresca di stagione.
Malnutrizione in Dialisi
La malnutrizione è una complicanza frequente in dialisi, presente in una percentuale variabile di pazienti. Essa può essere di due tipi:
- Malnutrizione calorica-proteica (Protein Energy Wasting, PEW).
- Malnutrizione per eccesso.
Le cause maggiori di malnutrizione sono correlate alla condizione uremica, alla metodica di dialisi, alla terapia medica e a fattori psicologici-economici.
Attività Fisica
Un altro accorgimento consta nello svolgere dell'attività fisica: non significa seguire programmi di allenamento estenuanti, ma è sufficiente andare in bicicletta, camminare o, se le condizioni fisiche lo permettono, frequentare dei corsi di nuoto.
Seguire uno stile di vita attivo è infatti un ottimo aiuto nell'eliminazione di potassio.
Gestione dei Fluidi
Ridurre il consumo di liquidi può essere difficile per i pazienti in emodialisi quando si raccomanda di aumentare questo nel caso di insufficienza renale terminale. A causa della diminuzione della diuresi (quantità di urina prodotta), l’acqua (e i rifiuti) si accumula. È quindi essenziale rimuovere l’eccesso per evitare un sovraccarico di liquidi che causa affaticamento al cuore. Ridurre il consumo di liquidi limita l’aumento di peso tra le sedute di dialisi.
Il Ruolo del Dietista
Seguire la dieta è fondamentale per i pazienti, indipendentemente dalla metodica adottata: il piano alimentare rende più efficace il trattamento dialitico e migliora lo stato di nutrizione del soggetto.
Per la stesura di un piano dietetico adeguato e gradito, il dietista deve tenere conto delle preferenze dei cibi degli uremici cronici: carne rossa, pesce e pollame, uova, in emodialisi, sono meno graditi rispetto alla peritoneale. In questo modo si unisce il piacere e il diletto al dovere e al rispetto delle norme dietetiche al fine di preservare uno stato di salute il più ottimale possibile.
È opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente.
Tabella riassuntiva dei fabbisogni nutrizionali in dialisi peritoneale:
| Nutriente | Raccomandazione |
|---|---|
| Proteine | 1,0-1,5 g/kg peso corporeo ideale/die |
| Energia | 30-35 kcal/kg peso corporeo ideale/die |
| Potassio | 70 mEq/die (con monitoraggio) |
| Fosforo | < 1 g/die |
| Sodio | Limitato in caso di ipertensione |
| Vitamine idrosolubili | Supplementazione, soprattutto B1, B6, C e acido folico |
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