Alimentazione Raccomandata nel Linfoma Non-Hodgkin

Il linfoma non-Hodgkin (LNH) è un gruppo eterogeneo di neoplasie maligne che originano dai linfociti, cellule fondamentali del sistema immunitario. Questi tumori possono manifestarsi in diverse sedi del corpo, inclusi linfonodi, milza, midollo osseo e altri organi. Il linfoma non-Hodgkin comprende una vasta gamma di tumori che si sviluppano dai linfociti B o T. A differenza del linfoma di Hodgkin, il LNH presenta una maggiore variabilità clinica e prognostica. I sintomi più comuni includono l’ingrossamento indolore dei linfonodi, spesso localizzati in aree come il collo, le ascelle o l’inguine. Altri segni possono comprendere febbre persistente, sudorazioni notturne profuse e perdita di peso non intenzionale.

Altri sintomi possono includere affaticamento, prurito diffuso e dolore o senso di pienezza addominale, soprattutto se la milza è ingrossata. La diagnosi si basa su una combinazione di esami clinici, imaging e biopsia dei tessuti coinvolti.

Numerosi studi hanno dimostrato che la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte malattie, tra cui le neoplasie, inizia a tavola. Le nostre abitudini alimentari svolgono un ruolo fondamentale per la protezione e per il benessere del nostro organismo.

Ruolo dell'Alimentazione Durante il Trattamento

Una delle domande più frequenti che viene posta all’onco-ematologo da parte dei suoi pazienti è: “Dottore, ma io cosa posso mangiare?”. La risposta potrebbe sembrare semplice, ma in realtà è molto complessa se si considera che con una corretta alimentazione possiamo controllare alcuni degli effetti collaterali delle terapie oncologiche riguardanti l’apparato digerente e che, invece, un’alimentazione inadeguata protratta nel tempo potrebbe portare a uno stato di malnutrizione.

La chemioterapia, utilizzata nel trattamento del LNH, può causare effetti collaterali che influenzano l’appetito e la capacità del corpo di assorbire i nutrienti. Una corretta alimentazione può aiutare a gestire sintomi come nausea, vomito e alterazioni del gusto. Ad esempio, consumare piccoli pasti frequenti e preferire cibi freddi o a temperatura ambiente può ridurre la sensazione di nausea.

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È importante includere nella dieta proteine di alta qualità, come carne magra, pesce, uova e legumi, per favorire la riparazione dei tessuti e mantenere la massa muscolare. Anche frutta e verdura fresche sono fondamentali per fornire vitamine e minerali essenziali. Consultare un nutrizionista specializzato in oncologia può essere utile per sviluppare un piano alimentare personalizzato, adattato alle esigenze individuali e alle specifiche reazioni al trattamento.

Adottare uno stile alimentare corretto e adeguato al proprio stato nutrizionale, sia in corso di terapia che nelle fasi successive, consente quindi una migliore tollerabilità dei trattamenti e un vantaggio in termini di qualità della vita. Durante la chemioterapia per il LNH, è consigliabile privilegiare alimenti che supportano il sistema immunitario e forniscono energia senza sovraccaricare l’organismo. Alimenti ricchi di proteine, come pollo, pesce, uova e legumi, sono fondamentali per la riparazione dei tessuti e il mantenimento della massa muscolare.

È importante includere cereali integrali, come riso integrale e avena, che offrono energia sostenuta e fibre per la salute digestiva. L’olio d’oliva extravergine è una fonte salutare di grassi monoinsaturi e può essere utilizzato per condire le pietanze. Al contrario, è consigliabile evitare alimenti ad alto contenuto di zuccheri raffinati e grassi saturi, come dolci industriali, snack confezionati e cibi fritti. Questi alimenti possono contribuire all’infiammazione e non forniscono nutrienti essenziali. Inoltre, alcuni cibi possono aumentare il rischio di infezioni, come carne cruda o poco cotta, uova crude e latticini non pastorizzati.

Un piano alimentare settimanale equilibrato può aiutare i pazienti con linfoma non-Hodgkin a mantenere un adeguato stato nutrizionale durante la chemioterapia. L’integrazione con supplementi nutrizionali può essere necessaria in alcuni casi durante la chemioterapia per il linfoma non-Hodgkin, soprattutto se l’apporto dietetico risulta insufficiente o se si verificano carenze specifiche. Ad esempio, in presenza di anemia, potrebbe essere indicata l’integrazione di ferro, mentre una carenza di vitamina D potrebbe richiedere supplementazione specifica.

Inoltre, alcuni integratori a base di erbe o antiossidanti potrebbero ridurre l’efficacia dei trattamenti chemioterapici o aumentare il rischio di effetti collaterali.

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Linee Guida Generali per l'Alimentazione

È fondamentale osservare un’alimentazione sana e completa, che apporti tutti i nutrienti necessari all’organismo per affrontare la malattia e le cure. Il gusto del cibo potrebbe modificarsi a causa di alterazioni della mucosa del cavo orale, pertanto è importante individuare gli alimenti di proprio gradimento e meglio tollerati, al fine di nutrirsi nella giusta misura. In parallelo, è necessario un adeguato apporto di acqua, secondo le quantità indicate dal medico specialista. Alcuni regimi di chemioterapia si associano, inoltre, ad incremento del peso, legato prevalentemente al trattamento con steroidi.

L’osservazione di corrette abitudini alimentari consente di limitare l’aumento di peso e ridurre le conseguenze a breve e lungo termine dei corticosteroidi, quali il diabete e la sindrome metabolica. Un corretto regime alimentare, associato a una attività motoria regolare ed adeguata alle capacità fisiche individuali, consente inoltre di limitare la perdita di massa magra (muscoli, sarcopenia) correlata ai trattamenti.

Un’alimentazione sana è naturalmente composta da frutta e verdura e da una moderata quantità di carne, poco sale e no alcool. Si possono identificare alcune linee guida:

  • Mangiare quando si ha fame.
  • Masticare il cibo molto bene e lentamente per non gonfiare la pancia.
  • Fare tanti piccoli pasti. È meglio fare 5 o 6 piccoli pasti al giorno piuttosto che continuare a rispettare la regola dei 3 pasti (colazione, pranzo e cena).
  • Prima di iniziare un pasto, cercare di rilassarsi e mettersi a proprio agio.
  • Aggiungere proteine alla dieta, soprattutto per i pazienti non più giovani per evitare l’insorgenza di sarcopenia. Le proteine più adatte sono quelle vegetali, decorticati per evitare troppa fibra, come la crema di cereali e legumi.
  • Mangiare formaggio, prevalentemente stagionato come integratore di calcio e ferro e non come sostituto dei pasti.
  • Evitare il latte, specialmente nelle enteriti da chemio o radioterapia perché in questa fase si riduce la capacità di digerire il lattosio, con conseguente diarree.
  • Optare per alimenti a basso contenuto di fibre solo se si è inappetenti e se le quantità di cibo ingerite sono insufficienti. Infatti, per una ottimale regolarità intestinale le fibre digeribili sono importanti. Evitare le insalate, le bucce e le cuticole.
  • Idratarsi il più possibile, soprattutto nei giorni successivi alle somministrazioni dei chemioterapici. Anche l’acqua potrebbe avere un cambio del gusto: per ovviare a questo disturbo, può essere utile aggiungere gocce di limone o usare tisane. L’idratazione riveste un ruolo fondamentale nella regolarizzazione del tratto intestinale. In caso di dissenterie è opportuno ridurre la quantità di liquidi ai pasti (minestroni, brodi, …) a favore di cibi più secchi. In caso contrario, in caso stitichezza, è utile incrementare l’apporto idrico in concomitanza con i pasti.
  • L’utilizzo di integratori alimentari in modo indiscriminato e senza supervisione non è consigliabile. Vi possono essere possibili interazioni farmacologiche con i farmaci della chemioterapia e possono determinare alterazioni degli esami bioumorali.

Alimenti Consigliati

Oltre a queste indicazioni di carattere generale, i nutrienti utili per affrontare al meglio il periodo delle cure oncologiche e ridurne i possibili effetti collaterali sono contenuti nei seguenti alimenti, che quindi sono consigliati:

  • Pesce azzurro, magro e di piccola taglia preferibilmente pescato nei nostri mari (es. sogliola, merluzzo, orata, sgombro, sardine, spigola, sarago, polpo).
  • Omega 3 da olio extravergine di oliva, frutta secca e semi oleosi.
  • Proteine vegetali in forma raffinata (es. creme di legumi).
  • Verdure a foglia tenera, spinaci, carote cotte, zucchine.
  • Frutta di stagione, evitando banane, uva, fichi, cachi, datteri e frutta tropicale per gli eccessi zuccherini, e arance rosse e pompelmo per le possibili interazioni farmacologiche; sì al limone.
  • Pasta o riso e altri cereali integrali.
  • Tè deteinato o caffè decaffeinato, camomilla, caffè d’orzo, yogurt magro alla frutta da latte delattosato.
  • Acqua non gassata.

Alimenti da Evitare

Al contrario, ci sono alcuni alimenti che andrebbero evitati in parte o del tutto durante il trattamento oncologico:

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  • Proteine animali provenienti da carne rossa e conservata, che possono produrre sostanze tossiche per la mucosa dell’intestino o favorire processi infiammatori.
  • Crostacei, molluschi, che possono sensibilizzare ad allergie, mitili.
  • Latte (in particolare in presenza di enterite) poiché il danno all’intestino tenue può compromettere la capacità di digerire il lattosio scatenando possibili diarree.
  • Zucchero e farine molto raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, quali patate e mais, dolci di pasticceria.
  • Cibi piccanti, eccessivamente conditi, fritture.
  • Salumi e insaccati, formaggi cremosi o grassi, carni grasse.
  • Alcolici.
  • Bevande con zuccheri aggiunti.

Alimentazione Dopo il Trattamento Anti-Tumorale

La dieta dopo la chemioterapia dovrà ritornare a un equilibrio fondato su verdure e cereali poco raffinati, legumi e pesce, prestando attenzione alle fonti non carnee di ferro e di altri sali minerali essenziali ed evitando gli alimenti ad alto indice glicemico, zuccheri raffinati, amido di mais e patate. Si possono ricominciare a mangiare occasionalmente le proteine animali, ma con moderazione, preferendo le carni bianche, pollo, tacchino, coniglio allevati a terra, evitando salumi e le carni conservate in genere.

Naturalmente, questi suggerimenti sono generali. È essenziale definire la propria alimentazione, anche in base a specifiche caratteristiche del trattamento proposto e dei suoi possibili effetti collaterali, a stretto contatto con il medico, che può rispondere a ogni domanda e indirizzare verso una consulenza con un nutrizionista.

Dieta Anticancro

La dieta anticancro si basa prevalentemente su alimenti di provenienza vegetale: cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g). Appartengono a questa famiglia gli ortaggi come cavolfiori, broccoli, cavolo e ravanelli, tutti alimenti che aiutano a rafforzare le difese immunitarie e a proteggere le cellule eliminando i radicali liberi.

Le crucifere sono, infatti, ricche di indolo-3-carbinolo, una molecola capace di contrastare il cancro alla mammella, e glucorafanina, una sostanza in grado di bloccare la crescita dei tumori. Questa sostanza abbonda in frutta e ortaggi di colore giallo-arancione tra cui carote, zucca, patate dolci, albicocche, pesche, melone, nespole e mango dalle note proprietà antiossidanti. Tutti questi vegetali sono particolarmente raccomandati a chi ha fatto o fa uso di tabacco, in quanto il betacarotene sarebbe in grado di rigenerare le cellule dell’epitelio respiratorio.

Sono alimenti ricchi di fibre solubili in acqua e per pertanto svolgono un ruolo di protezione soprattutto dal cancro al colon, allo stomaco, alla prostata e ai polmoni. Sì, dunque al consumo di lenticchie, piselli, fagioli, ceci, etc. Sono considerati un alimento chiave della dieta antitumorale grazie soprattutto alla presenza di licopene, un antiossidante che attacca i radicali liberi, contenuto anche in alcuni frutti come cocomero, pompelmo rosa, arance sanguigne e melone cantalupo.

Ad alto contenuto di allicina, una sostanza simile allo zolfo che protegge le cellule, soprattutto quelle del colon, dalle tossine che provocano il cancro, oltre a bloccare lo sviluppo delle cellule cancerogene che sono già presenti. È probabilmente la più rinomata tra le vitamine per la sua nota capacità di potenziare le difese dell’organismo. La vitamina C stimola, infatti, le difese immunitarie, facilita l’assorbimento del ferro e interviene nella sintesi di alcuni ormoni e neurotrasmettitori.

È presente in grande quantità nella frutta secca, come mandorle, noci e nocciole ma anche nell’olio extravergine di oliva. Sono sostanze in grado di rinforzare la membrana delle cellule, che diventano così meno suscettibili all’attacco di agenti esterni. Così come esistono cibi anticancro, ci sono anche alimenti che possono aumentare il rischio di neoplasie: tra questi troviamo alimenti altamente calorici, bevande zuccherate o alcoliche e cibi industrialmente raffinati (anche quelli precotti e preconfezionati, che contengono grandi quantità di zuccheri e grassi, di cui è meglio limitare il consumo).

Limitare il consumo di carne rossa ed evitare quello di carni conservate (comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti e wurstel). Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti.

Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali variando spesso gli alimenti della dieta. L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata. Tenere sotto controllo il peso anche attraverso la pratica giornaliera dell’esercizio fisico.

Gestione degli Effetti Collaterali Attraverso l'Alimentazione

I disturbi più comuni che possono insorgere durante il ciclo di chemio o radioterapia sono il calo dell’appetito e l’alterazione del gusto, l’infiammazione delle mucose, la diarrea, la stipsi, la nausea e/o il vomito. Tali disagi, di intensità variabile da persona a persona, dal tipo di terapia oncologica e dal dosaggio, sono per lo più passeggeri e scompaiono solitamente dopo alcuni giorni dal trattamento. È bene però sapere cosa mettere nel piatto in presenza di ciascuno di essi.

Calo dell’appetito o alterazioni del gusto

Consumare acqua lontano dai pasti, bere poco a tavola e sostituire l’acqua con tisane ai semi di finocchio, di anice stellato o tè (meglio se verde).

Infiammazione delle mucose

In caso di uno stato infiammatorio sia del cavo orale che dell’intestino, sono da preferire:

  • Cerali integrali e legumi (lenticchie rosse e legumi interi) sotto forma di crema
  • Riso integrale
  • Verdura verde
  • Pesce (sgombro bollito, salmone o pesce azzurro)
  • Frutta fresca e/o secca (noci, noccioline)
  • Soia
  • Semi di zucca e di lino
  • Olio extravergine di oliva e olio di riso

Vanno evitati invece carni rosse e conservate, uova, fritti, snack salati, pomodori e succhi da essi derivati, grassi, formaggi grassi, dolciumi, cioccolato, pizza e farine raffinate, prodotti integrali cotti al forno, cibi speziati o duri, bevande zuccherate e frizzanti, bevande contenenti caffeina, agrumi, alcolici.

Diarrea

In caso di questo disturbo è bene frazionare in 5-6 piccoli pasti o spuntini i soliti 3 pasti principali. È consigliato bere (lentamente) da 8 a 12 bicchieri di liquidi al giorno suddivisi fra acqua e integratori salini, mantenuti a temperatura ambiente. Fra gli alimenti, sono da preferire quelli ricchi di sodio o potassio - banane, arance, succo di pesca e albicocca, patate bollite e purè -; i cibi poveri di fibre (riso integrale, pane tostato), yogurt bianco e pesce il cui grasso riduce l’infiammazione. Sono sconsigliati carne e formaggi, bevande molto calde o molto fredde, zuccherate e frizzanti, birra, vino, bevande alcoliche e contenenti caffeina, agrumi, latte o alimenti che lo contengono (gelati, frappè, panna acida), alimenti molto speziati, fritti e dolci.

Stipsi

La stipsi può essere causata dai farmaci chemioterapici e antidolorifici o da insufficiente attività fisica. È indicato, in presenza di questa condizione, bere molto (preferibilmente lontano dai pasti) sia acqua ma anche bevande a base di mela e agar agar, tè, succhi di frutta meglio se alla prugna. Impostare poi una dieta ricca di fibre, cibi integrali con pane integrale a lievitazione naturale o con i semi di lino, riso integrale o altri cereali i(sempre integrali) accompagnati da verdure. I cibi andrebbero sempre masticati a lungo per favorire la digestione.

Nausea e vomito

Frazionare i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto, masticare lentamente il cibo che deve essere a temperatura ambiente. Scegliere soprattutto cibi salati e asciutti (ad esempio gallette di riso integrale già salate), evitando fritti o cibi con forte odore, cereali cotti al formo e proteine animali.

Tabella Riassuntiva Alimenti Consigliati e Da Evitare

Categoria Alimenti Consigliati Alimenti da Evitare
Proteine Pesce azzurro, carni bianche (pollo, tacchino), legumi Carni rosse, carni conservate (salumi, insaccati)
Carboidrati Cereali integrali (riso integrale, avena), pasta integrale Farine raffinate, zuccheri raffinati, patate, mais
Grassi Olio extravergine di oliva, frutta secca, semi oleosi Grassi saturi (cibi fritti, dolci industriali)
Frutta e Verdura Verdure a foglia verde, carote, zucchine, frutta di stagione (evitare eccessi di zuccheri) Agrumi (interazioni farmacologiche), frutta tropicale (eccesso di zuccheri)
Bevande Acqua non gassata, tè deteinato, caffè decaffeinato, tisane Bevande alcoliche, bevande zuccherate
Latticini Yogurt magro delattosato, formaggi stagionati (con moderazione) Latte (specialmente in caso di enterite), formaggi grassi e cremosi

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