Alimentazione dei Suini da Ingrasso: Fabbisogno Nutrizionale e Sostenibilità

Siamo sempre stati abituati a pensare che il suino, meglio conosciuto come maiale, mangi di tutto. D’altronde quella dei suini è una specie onnivora che, soprattutto quando si trova allo stato brado si nutre di radici, semi, frutti, foglie, tuberi e anche insetti. Quindi guardando alla natura, possiamo capire come questo pensiero non si discosti molto dalla realtà dei fatti. Tuttavia questo non significa che il suino si nutra di rifiuti o scarti alimentari.

Cosa Mangia il Maiale?

All’interno degli allevamenti, il mangime che gli allevatori usano per nutrire i propri suini è spesso composto da materie di prima qualità, anche nel caso in cui si tratti di sottoproduzioni industriali. Fra di essi è la farina di mais che gioca un ruolo preponderante: dovrebbe infatti costituire più della metà della dieta dei suini. Al mais va aggiunta la farina di soia ovvero quello che resta dei suoi semi una volta estratto l’olio in essi contenuto. Anche la crusca è un alimento indispensabile nell’alimentazione del suino.

I suini appena svezzati hanno ovviamente bisogno di particolari accorgimenti dal momento che non riescono a digerire bene l’amido. Un problema che in questa fase è bene tenere sempre presente. In particolare la quantità di fioccati ed estrusi andrà ridotta a mano a mano che il suinetto cresce e sostituita con amido crudo.

Per i maiali all’ingrasso invece è raccomandata un’alimentazione “in broda”: in sostanza si tratta di farina diluita in liquido che può essere sia acqua che acqua miscelata con siero di latte ovvero il residuo della caseificazione.

Alimentazione della Scrofa

L’alimentazione della scrofa deve tenere necessariamente conto anche della gravidanza dell’animale ed è per questo che ci sono due tipi distinti di alimentazione. Nei 3 mesi, 3 settimane e 3 giorni di gravidanza la scrofa mangia poco. Le bastano 2-2,5 kg al giorno di un mangime fibroso contenente il 30-40% di crusca, dal momento che non ha un forte fabbisogno energetico. Tutto l’opposto del periodo di allattamento (circa un mese) dal momento che deve sfamare una nidiata di suinetti. Per questo ha in media bisogno di 5-6 kg di mangime al giorno, un mangime che però dovrà essere più ricco di proteine, amido e grassi.

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Data la variabilità degli ingredienti che fanno parte della dieta del suino è ovvio che un mangime per maiali come il nostro semplifica e non di poco la vita dell’allevatore. Nei nostri mangimi infatti usiamo molti più alimenti di questi di cui abbiamo parlato fin’ora studiando sempre formule innovative ed ottimizzate al meglio.

Sostenibilità Ambientale e Riduzione delle Emissioni

Per il settore suinicolo, la sostenibilità ambientale e la riduzione delle emissioni rappresentano un’importante obiettivo strategico per il mantenimento della propria competitività. Infatti, il mangime è indicato come il principale responsabile degli impatti ambientali nella produzione di carne suina. Dati i vincoli imposti dai disciplinari, che limitano fortemente l’impiego di materie prime caratterizzate dalla “circolarità” del loro percorso produttivo, servono approcci di formulazione che integrino più soluzioni e sappiano sfruttare la sinergia tra le opzioni permesse.

Nelle formule da ingrasso la fonte proteica più utilizzata è la farina di estrazione di soia che viene integrata in media al 13% nella prima fase di alimentazione fino a scendere a circa l’8% nell’ultima fase di alimentazione. Ed è proprio agendo sul livello di inclusione di soia che si possono ottenere diete più sostenibili. (2016), ha evidenziato la possibilità di sostituirla parzialmente utilizzando fonti proteiche locali il cui profilo amminoacidico sia corretto con l’uso di aminoacidi di sintesi.

Tra le materie prime autorizzate dai principali disciplinari per le Dop italiane, il pisello ed il girasole sembrano essere le più interessanti, sia in termini nutrizionali che di disponibilità. Per quel che riguarda il pisello, viene impiegato con cautela per i timori legati alla presenza di vari fattori anti-nutrizionali ed il basso contenuto in amminoacidi solforati. Allo stesso modo, anche la farina di estrazione di girasole, rispetto a quella di soia, ha tipicamente contenuti inferiori di proteine e lisina digeribile ed un maggiore contenuto di fibra.

Come secondo fattore applicabile per ridurre l’impatto delle diete, vi è la riduzione della quota proteica, soprattutto nelle diete da ingrasso, a partire dai 100-120 kg di peso, dove il fabbisogno proteico non è più molto elevato. Dunque, basandoci sulla letteratura, abbiamo ipotizzato la possibilità di ridurre il livello di soia nelle diete per suini in ingrasso, attraverso l’impiego di girasole e pisello ed un accurato bilanciamento del profilo amminoacidico delle diete, attuando in sinergia la riduzione della quota proteica (ma non di lisina) negli ultimi tre mesi di alimentazione, sempre nel rispetto delle prescrizioni del disciplinare della Dop del prosciutto di Parma.

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Studio sull'Alimentazione Alternativa

Per la prova sono stati allevati 1930 suini accasati in un sito da ingrasso afferente al Gruppo Martini Spa. In entrata il gruppo Co aveva un peso medio pari a 36.2 kg, mentre il gruppo Trt aveva un peso medio pari a 35.0 kg.

Trascorsi dieci giorni dall’accasamento, un campione di 251 suini (126 suini del gruppo Co e 125 suini del gruppo Trt) è stato selezionato, contrassegnato e con una marca auricolare numerata. La mortalità e gli animali spostati in infermeria sono stati registrati quotidianamente, mentre il consumo alimentare è stato registrato mensilmente.

Inoltre mensilmente, nei box con gli animali con marca auricolare, sono state valutate le lesioni alla coda secondo il protocollo Welfare Quality®, ed i risultati sono stati espressi come indice di punteggio delle lesioni (Lsi), che considera sia la frequenza sia la gravità delle lesioni.

Al termine della fase di ingrasso, trascorsi 182 giorni dall’accasamento, i suini sono stati macellati nello stabilimento del gruppo Martini. La dieta non ha influenzato il peso degli animali a nessuno dei tre rilevamenti. Nell’ultimo rilevamento prima delle macellazioni il peso medio degli animali del gruppo Co era pari a 177 kg, mentre il peso medio degli animali del gruppo Trt era pari a 180 kg.

Risultati dello Studio

Lo studio condotto dimostra la possibilità di sostituire la soia nelle diete da ingrasso e la possibilità di ridurre la quota proteica nell’ultima fase di alimentazione nel rispetto del disciplinare del Prosciutto di Parma. Per quanto riguarda il pisello, diversi studi hanno testato l’inclusione di questa materia prima fino al 30% in diete bilanciate per il profilo amminoacidico, senza evidenziare effetti negativi sulle performance degli animali. Per quanto riguarda la farina di girasole, la letteratura è controversa. La nostra ricerca ha confermato che l’inclusione di farina di girasole tra il 2,5% e il 5% non ha compromesso le prestazioni degli animali.

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Benessere Animale e Lesioni alla Coda

Connesso alla sostenibilità della produzione suinicola, il tema del benessere è oggi di grande interesse. Tra i temi rilevanti vi sono le lesioni alla coda in quanto la sua morsicatura è considerato un parametro “spia” per valutare il benessere dei suini. In questo studio il gruppo Trt ha mostrato una minore incidenza di lesioni alla coda in diversi periodi di prova. Non abbiamo trovato in bibliografia dati simili; la nostra ipotesi è che nonostante il livello di fibra grezza sia simile tra le diete, il maggiore tenore in fibra insolubile e lignina del girasole, possa avere prolungato il senso di sazietà degli animali, fattore che promuove un comportamento positivo, soprattutto quando gli animali sono sottoposti ad un regime alimentare razionato.

Inoltre, negli ultimi tre mesi di allevamento si dovrebbe riconsiderare il livello proteico delle formule, in quanto il fabbisogno di azoto degli animali si riduce sensibilmente.

Cosa Non Dare da Mangiare ai Maiali

Nonostante la loro fama, e sebbene siano onnivori, dare da mangiare ai maiali quello che capita può essere molto dannoso.

  • Qualsiasi prodotto a base di carne: pasticci, panini con salsiccia, pancetta e formaggio, pizza, salame e altre carni da gastronomia e scarti da tavola senza un'adeguata cottura e vagliatura.
  • Qualsiasi carcassa o parte di carcassa di mammiferi o uccelli (cruda e non cotta). Sono compresi sangue, frattaglie, pelle o piume. I suini che si nutrono di carcasse sono anche a rischio di contrarre malattie contagiose per l'uomo.
  • Qualsiasi prodotto ittico e lische.

Fabbisogno Nutrizionale Specifico

È quindi importate prestare attenzione ai fabbisogni nutrizionali del suino per una crescita ottimale e sana. Le scrofe e le scrofette asciutte richiedono 2,5 kg al giorno di alimento. I verri richiedono 2,0 kg al giorno. I suini in accrescimento e da carne, quando svezzati a 3-5 settimane con un peso corporeo di 11-13 kg devono continuare a essere alimentati con la dieta di partenza fino al raggiungimento dei 18.

Tutti i suini hanno bisogno di una quantità sufficiente di acqua pulita da bere. È molto importante anche verificare che la pressione dell'acqua che passa attraverso gli abbeveratoi sia adatta al gruppo di età dei suini per consentire un'assunzione sufficiente. A titolo indicativo: 0,5 litri/min per suinetti, 1,0 litri/min per suini in accrescimento e scrofe asciutte e 2,0 litri/min per scrofe in lattazione.

Programmi di Alimentazione di Precisione

Elemento chiave della fase di allevamento dei suini è l’alimentazione. Il cibo deve contenere, infatti, il giusto fabbisogno energetico e deve essere equilibrato, in modo che non manchino elementi essenziali alla crescita e che possa garantire lo sviluppo di una carne sana e di qualità. Gli ingredienti dei mangimi vengono preventivamente selezionati, controllati ed analizzati in modo che il prodotto finito possa preservare la salute degli animali stessi che ne usufruiscono.

I porcellini e gli adulti hanno esigenze nutrizionali diverse, così come le diverse specie di maiali, utilizzate normalmente nella filiera, hanno esigenze nutrizionali diverse e specifiche. Per stabilire un Programma Nutrizionale adeguato per suini ad Alta Produttività, è necessario tenere conto della genetica, dei fabbisogni nutrizionali, dei fattori che influenzano tali fabbisogni e dell'interazione metabolica tra genotipo, alimentazione, riproduzione e ambiente. Questa comprensione è essenziale se vogliamo ottenere sia la produttività nell'ingrasso che la longevità nella riproduzione.

Nei sistemi di produzione tradizionali, i suini nelle fasi di accrescimento e ingrasso sono generalmente stabulati in gruppi e alimentati con la stessa razione per un certo periodo di tempo. Le diete in questa fase sono generalmente formulate per soddisfare l'animale con il più alto livello di fabbisogno nel gruppo.In questo senso, l'approccio di Alimentazione di Precisione mira a fornire nutrienti in proporzioni vicine all'esattezza in relazione ai fabbisogni quotidiani dell'animale, sia nella quantità che nella composizione della dieta. Andretta et al. La Nutrizione di Precisione è uno strumento che migliora l'efficienza complessiva della produzione.

Differenze Nutrizionali tra Maschi e Femmine

La determinazione dei fabbisogni nutrizionali per sesso è stata oggetto di ricerca in numerosi lavori scientifici, sia nel caso di maschi castrati che interi, al fine di soddisfare più precisamente i fabbisogni. In un recente studio (Aymerich et al., 2020) abbiamo confrontato i fabbisogni di Lys DIS tra maschi interi e femmine nel periodo da 70 a 105 kg di PV. I risultati hanno confermato una risposta lineare differenziata all'aumento della LIS DIS: EN tra i due sessi. I maschi hanno mostrato un maggiore aumento della crescita ed una maggiore diminuzione dell'indice di conversione (IC) aumentando il rapporto lisina-energia. Allo stesso modo, la modellizzazione dei fabbisogni per sesso ha mostrato che i maschi richiedono il 17% o più di Lis DIS rispetto alle femmine.

In conclusione, alimentare in modo diverso maschi interi e femmine è un'opportunità per ridurre al minimo i costi e massimizzare i benefici nei suini da ingrasso (> 70 kg di peso vivo). D'altra parte, la concentrazione di Lys DIS della dieta è correlata positivamente al contenuto di proteina grezza (PG).

Tabella 1: Esempio di Composizione Chimica delle Diete (da Studio Martini Spa)

Parametro Gruppo Co Gruppo Trt
Fonte Proteica Principale Farina di Soia Farina di Soia, Girasole, Pisello
Livello di Sostituzione Soia - Parziale

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