Alimentazione Mista del Neonato: Vantaggi e Svantaggi

Se non hai ancora avuto il tuo bambino, una delle cose a cui forse stai già pensando è se allattare al seno o in formula. Ma sapevate che potete anche mescolare i due metodi? A Minutus vogliamo aiutarvi a prendere la decisione migliore per voi e per il vostro futuro bambino.

L'allattamento misto si verifica quando il bambino, oltre a poppare dal seno, assume latte (materno o artificiale) anche attraverso il biberon. Le motivazioni possono essere le più varie.

Quando Considerare l'Alimentazione Mista

Anche se l’allattamento al seno è un bellissimo processo di legame e per i primi 6 mesi sarà ideale per il bambino, ci sono ragioni per cui una madre può considerare l’alimentazione mista. A volte l’allattamento al seno può essere difficile per la madre o il bambino. La decisione di passare all’allattamento misto è tua, e qualsiasi metodo tu abbia scelto per il tuo bambino sarà il migliore per entrambi.

Ecco alcune situazioni in cui l'allattamento misto può essere preso in considerazione:

  • La mamma non produce abbastanza latte e si trova così costretta a ricorrere anche al latte artificiale. Questo può spesso essere risolto scoprendo se hai davvero una bassa fornitura e, se è così, prendendo provvedimenti per aumentare la quantità di latte materno che stai producendo. Una carenza di latte materno può essere temporanea e molte madri riescono ad aumentare la loro produzione in modo che sia sufficiente per il loro bambino. Tuttavia, una piccola percentuale di donne ha una bassa produzione di latte perché non ha abbastanza tessuto mammario che produce latte. Questo può essere dovuto a una precedente riduzione del seno o a un intervento chirurgico o a un’altra condizione medica.
  • L'allattamento al seno sembra non soddisfare i fabbisogni del bambino, che non aumenta abbastanza di peso. I genitori che considerano l’alimentazione mista possono preoccuparsi che il loro bambino perda o non guadagni abbastanza peso. Tutti i bambini crescono in modo diverso e il loro peso può cambiare in momenti diversi. A volte un peso inferiore del bambino non è un motivo di preoccupazione, o dura per un breve periodo a causa di un problema temporaneo con la fornitura di latte o l’alimentazione.
  • La necessità di passare a un allattamento misto è dettata dal ritorno al lavoro della donna e dalla conseguente riduzione del tempo a disposizione.
  • Alcune mamme possono considerare l’allattamento misto perché si sentono a disagio ad allattare in un luogo pubblico o perché torneranno presto al lavoro. È importante sapere che molti problemi di allattamento o di aumento di peso possono essere risolti e che l’aiuto è disponibile. Se stai pensando di allattare al seno dopo l’allattamento misto, dovrai mantenere la tua scorta di latte materno. Saranno anche in grado di aiutarvi a gestire l’alimentazione mista, a seconda delle circostanze e dell’età del vostro bambino.
  • Necessità di passare da quello esclusivo con il biberon a quello al seno dopo che circostanze precedenti l'avevano costretta ad abbandonarlo.
  • Ci sono molte ragioni per cui le donne non possono o non vogliono allattare esclusivamente al seno. E sì, ci sono donne che semplicemente non possono allattare (soltanto) al seno o che sono temporaneamente impossibilitate ad allattare. Le cause possono essere anatomiche oppure ormonali o può trattarsi di disturbi legati all'allattamento al seno. Fortunatamente, oggi è disponibile eccellente latte prebiotico, quindi è altamente raccomandato tentare l'allattamento al seno e, contemporaneamente, nutrire il bambino anche con il biberon.

Vantaggi e Svantaggi dell'Allattamento Misto

Una delle prime preoccupazioni che potrebbero tormentare una mamma che ha bisogno di ricorrere all'allattamento misto riguarda la perdita dei vantaggi derivanti dall'allattamento al seno. L'allattamento misto non comporta però necessariamente la rinuncia a questi, soprattutto se quello che viene somministrato con il biberon è comunque latte materno; inoltre alcuni vantaggi possono essere mantenuti anche quando al latte materno viene aggiunto quello artificiale.

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Se, infatti, la necessità di alimentare il piccolo esclusivamente con formule artificiali lo priva di alcuni dei fattori alla base dell'effetto protettivo del latte materno, l'allattamento misto permette di fornirgli ancora alcuni degli anticorpi che lo proteggono dalle infezioni.

L'introduzione del latte artificiale potrebbe però modificare la flora intestinale del bambino e la consistenza delle sue feci; inoltre la minore digeribilità rispetto al latte materno potrebbero portare a una riduzione della frequenza delle scariche. Per questo prima di iniziare a utilizzarlo è bene chiedere consiglio al pediatra o a un altro esperto di alimentazione infantile.

Inoltre quando l'allattamento misto prevede l'assunzione di latte materno dal seno e di latte artificiale dal biberon è importante ricordare le possibili conseguenze sulla produzione di latte materno. Questa, infatti, è stimolata proprio dall'allattamento al seno, ma solo se è frequente ed efficace. Il fatto che il bambino sia allattato al seno meno spesso del previsto porta alla riduzione della produzione di latte materno.

Se però l'allattamento misto viene scelto quando il bambino non è più un neonato l'effetto è meno pronunciato, per questo se possibile è meglio evitare di introdurre il biberon prima che il bambino abbia compiuto 8 settimane di vita.

Bambini di 8-9 mesi possono essere allattati al seno anche solo poche volte al giorno senza che la quantità di latte materno si riduca fino a non essere più sufficiente, e a partire dall'anno di vita è possibile affidarsi all'allattamento misto attaccando il piccolo al seno anche solo una o due volte al giorno.

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Come Combinare Allattamento al Seno e Biberon

Una volta presa la decisione è importante capire come combinare l'allattamento al seno con quello al biberon. Nel caso in cui il bambino continui a ricevere solo latte materno le principali difficoltà con cui ci si può ritrovare a che fare riguardano la necessità di spremere il latte dal seno e quella di far accettare al bambino il biberon.

Quest'ultima impresa può essere difficoltosa. Succhiare dal biberon richiede infatti operazioni diverse da quelle necessarie per succhiare dal seno ma in generale, il bambino non deve essere forzato ad attaccarsi alla tettarella.

Un consiglio potrebbe essere cambiare la posizione del piccolo rispetto a quella assunta quando poppa dal seno o offrirgli il biberon quando non ha ancora molto appetito. Anche chiedere aiuto a qualcuno perché si offra di far provare per le prime volte il biberon al piccolo potrebbe essere utile; in questo modo, infatti, si potrebbe ridurre la distrazione creata dall'odore del latte materno. In alcuni casi potrebbe invece essere utile scaldare la tettarella con un po' di acqua calda e lasciare che il bambino ci giochi un po' se non vuole subito poppare, provarne di diversi tipi o scaldare il latte a diverse temperature.

Quando invece è necessario introdurre il latte artificiale l'operazione può risultare più semplice se il numero di poppate al seno viene ridotto gradualmente. A seconda dei casi il biberon può essere utilizzato prima, dopo o in sostituzione totale della poppata al seno; saranno il pediatra o l'ostetrica a spiegare qual è la scelta migliore per la singola mamma. Nel caso in cui il bambino non riesca ad alimentarsi bene potrebbe ad esempio essere consigliato di usare il biberon prima di allattare al seno.

Alcune volte il biberon viene addirittura introdotto all'interno di una poppata al seno, soprattutto se il bambino ha bisogno di sentirsi rassicurato. In casi particolari, può essere necessario ricorrere a un dispositivo per l'allattamento supplementare, uno strumento che permette al piccolo di assumere il latte da una sorta di biberon mentre sta già poppando al seno.

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Ridurre gradualmente il numero di poppate aiuta le mamme a evitare di ritrovarsi con seni pieni di latte, perdite di liquido dal capezzolo e mastiti. In genere sono necessari da tre a sette giorni per far sì che il seno si abitui a fornire latte per una poppata in meno. Per questo se il passaggio all'allattamento misto è una scelta programmata è bene iniziare a organizzarsi qualche settimana prima che diventi indispensabile, in modo da consentire non solo al bambino, ma anche a se stesse, di abituarsi alla novità.

Qualora il ricorso al biberon dovesse invece essere solo una soluzione temporanea o occasionale la riduzione della produzione di latte è un effetto indesiderato, in questo caso sarebbe meglio evitare di ricorrere al biberon più di una volta al giorno, e se le poppate non sono molto ravvicinate è bene che la mamma tiri il latte della poppata che viene saltata.

L’utilizzo del tiralatte aiuta anche ad aumentare la produzione nel caso in cui si voglia passare all'allattamento esclusivo al seno. Quando quest'ultima sarà aumentata sarà possibile ridurre gradualmente le poppate dal biberon fino a sostituirle completamente con quelle al seno. E se il bambino dovesse avere difficoltà ad attaccarsi? Niente sarebbe meglio di un po' di coccole pelle a pelle: il contatto diretto aiuta infatti a facilitare l'attacco.

6 Fatti Utili sull'Allattamento Misto

  1. All'inizio allattamento esclusivo al seno: Si consiglia di iniziare l'allattamento misto solo una volta che l'allattamento al seno è già ben avviato. Il tempo necessario perché l'allattamento al seno si consolidi può variare da persona a persona, generalmente si parla di 6-8 settimane.
  2. Regolare la produzione di latte: Quando si instaura questa alternanza tra seno e biberon, probabilmente si va incontro al problema di riuscire a controllare o mantenere la produzione di latte dal seno. In fin dei conti, l'offerta è regolata dalla domanda, quindi somministrare (o estrarre) meno latte, comporta una riduzione del flusso di latte. Di conseguenza è importante allattare regolarmente anche nel caso dell'allattamento misto, oppure estrarre il latte di tanto in tanto.
  3. Alimentazione supplementare al momento del pasto: Se decidi di dare l'aggiunta perché temi che il bambino non sia sazio, è importante che tu ti attenga alla seguente regola: allattare sempre prima al seno e solo dopo offrire il biberon.
  4. Regolarità: Una routine regolare è l'ideale sia per il bambino che per il seno. È così che la produzione di latte e la digestione si stabilizzano e, a parte questo, la maggior parte dei bambini ama i rituali sempre uguali perché danno loro sicurezza.
  5. Latte artificiale/latte in polvere: Il latte prebiotico è molto simile al latte materno in termini di composizione ed è quindi la scelta di elezione per l'allattamento misto. Proprio come l'"originale", il latte prebiotico contiene solo lattosio come fonte di carboidrati. Il latte "1" (latte di avviamento o iniziale) può essere utilizzato come prebiotico in una fase iniziale. Oltre allo zucchero del latte, contiene anche amido o maltodestrina. Nel latte di proseguimento (latte "2"), consigliato a partire dai 6 mesi di età, vengono utilizzate anche altre forme di zuccheri o carboidrati. Da un punto di vista puramente nutrizionale, il passaggio al latte di proseguimento non è necessario. Il latte di proseguimento può risultare più saziante, ma si ottiene lo stesso effetto con l'introduzione degli alimenti complementari. Il vantaggio del latte prebiotico è che è possibile somministrarlo proprio come il latte materno, ovvero secondo necessità.
  6. Tettarelle: Scegli una tettarella che assicuri il flusso più lento possibile, così che il latte non fuoriesca troppo velocemente.

L’allattamento esclusivo, gli studi lo confermano, è il più grande investimento di salute per la donna e il suo bambino. Ci sono però alcune situazioni in cui potrebbe essere richiesto, per un tempo più o meno breve, il supporto di un’integrazione di latte. Quando si presenta uno scenario di questo tipo, la scelta sul tipo di integrazione da offrire dovrebbe ricadere in primis sul latte materno (somministrazione di latte spremuto manualmente o tirato tramite l’ausilio di un tiralatte), in alternativa sul latte materno donato, reperibile nelle apposite banche e, laddove queste opzioni non fossero possibili, sulla formula artificiale.

Come Orientarsi Rispetto a Dosi e Quantità Durante l'Allattamento Misto?

Anche in questo caso, non si può prescindere da un’attenta osservazione del bambino e dalla lettura dei suoi segnali di fame e sazietà. Per quanto riguarda la modalità con cui offrire le integrazioni, lo strumento che salta subito in mente è il biberon. Se la scelta dovesse invece ricadere sul biberon, teniamo presente che anche in questo caso, con dei piccoli accorgimenti, questo ausilio può essere utilizzato in maniera rispettosa dell’allattamento.

Come? Proprio come se offrissimo il seno! La mamma terrà il bambino molto vicino al proprio corpo (volendo anche pelle a pelle), cercando il contatto visivo e rispettando i suoi segnali di fame e sazietà. È molto importante inoltre cambiare lato, anche più volte nel corso della poppata, per garantire una stimolazione equilibrata e armonica e concedere piccole pause durante la suzione, proprio per far sperimentare al bambino una poppata con modalità quanto più vicina a quella che si realizzerebbe al seno.

Il rischio infatti è quello di un’offerta “subita passivamente”, piuttosto che una richiesta attiva.

Per quanto riguarda la scelta della formula, nonostante sul mercato siano presenti numerose marche, la loro composizione deve obbligatoriamente attenersi a degli standard definiti; sono dunque tutte equivalenti dal punto di vista nutrizionale, tant’è che non vi sono prove scientifiche che evidenzino benefici o svantaggi di una formula rispetto a un’altra. La differenza consiste nella possibilità di scegliere la formula liquida, pronta all’uso ma più cara, o quella in polvere da ricostituire.

Come sempre, sarà bene scegliere un luogo accogliente (comodità e sicurezza sono le parole d’ordine) per nutrire il proprio bambino e godersi questo momento di intimità.

Problemi Comuni Durante l'Allattamento Misto

Tra i problemi associati all’utilizzo di formula artificiale, la fa da padrone il binomio “allattamento misto e stitichezza del neonato o lattante”. Ciò può dipendere dalla composizione della formula stessa, che risulta difficile da digerire, o dalle differenze in termini di microbioma intestinale di ogni bambino. In ogni caso il risultato è lo stesso: la funzionalità intestinale non riesce a essere espletata in maniera ottimale.

Altro problema a cui si può andare incontro durante l'allattamento misto è quello della compromissione della produzione di latte. Ciò accade soprattutto se la formula viene offerta prima del seno e se si seguono schemi rigidi che, non tenendo conto della specificità di ogni singolo bambino, prevedono l’offerta di quantitativi standard, da aumentare magari repentinamente.

A tal proposito occorre sottolineare come il rischio di compromissione della produzione di latte sia elevato se l’integrazione viene fatta troppo precocemente rispetto all’avvio della produzione stessa e se la donna non è adeguatamente accompagnata, sostenuta e informata. Troppo spesso, infatti, nell’immediato post-partum arriva la proposta dell’integrazione senza che ve ne sia una reale necessità, ipotizzando che il quantitativo di latte dei primi giorni sia insufficiente.

Una delle difficoltà maggiori che si possono incontrare in corso di allattamento misto è il rifiuto del seno da parte del bambino o una sorta di sua “confusione”. Potrebbe succedere infatti che il piccolo replichi al seno la suzione con le stesse modalità che utilizza per la tettarella.

Ricordiamo a tal proposito che lo stimolo sensoriale che il bambino riceve nel cavo orale è diverso: la tettarella è di una consistenza più dura rispetto al seno.

In ultimo, ma non per importanza, tra i problemi più comuni legati all'allattamento misto vi è il rischio di una sovra-alimentazione. Troppo spesso infatti si offre più di quello che il bambino richiede e vengono ignorati i suoi segnali di sazietà; un atteggiamento, quello dell’adulto, che contiene in sé un significato profondo, non immediatamente esplicito.

È come se dicessimo ai nostri bambini: «Sono io a sapere quanto devi mangiare. Il tuo sentire, la tua percezione di sazietà, poco conta».

Si fa ancora fatica, purtroppo, ad abbandonare l’idea che l’utilizzo della formula preveda l’attinenza a uno schema standard: l’offerta di un quantitativo prestabilito da incrementare di un tot al giorno e da riproporre indiscutibilmente non prima delle tre ore circa.

Il risultato è un beverone molto carico che il bambino “deve” terminare, spesso in un tempo prestabilito dall’adulto. Questo approccio andrebbe decisamente rivisitato in favore di un maggiore ascolto dei segnali che il nostro bambino è in grado di esprimere.

Offrire latte al bambino, che sia attraverso il seno, con formula o in modalità di allattamento misto, rappresenta il primo gesto di cura che ciascun genitore mette in atto nei confronti del proprio figlio, e sarebbe bello se si spostasse l’attenzione dal concetto di alimentazione sensu stricto a quello di nutrimento inteso nel suo senso più profondo.

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