Alimentazione e Morbo di Crohn: Guida Completa

La sigla IBD, che significa malattia infiammatoria idiopatica intestinale, si riferisce a due malattie principali: la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Ogni anno, queste patologie colpiscono circa 9 italiani su 100.000.

Cos'è il Morbo di Crohn?

La malattia di Crohn è un processo infiammatorio cronico che può interessare qualsiasi tratto del canale alimentare. Per questo motivo, è anche chiamata Enterite Regionale, Ileite Terminale, Colite Granulomatosa o Colite Transmurale. Colpisce con più frequenza l’intestino tenue ed il colon prossimale. Colpisce prevalentemente gli adulti giovani e in particolare le donne, ed è più diffusa negli USA e in Europa settentrionale rispetto alle zone mediterranee.

Anche le cause della Malattia di Crohn sono ancora sconosciute; vengono considerati diversi fattori: genetici, infettivi, immunologici, dietetici e psicosomatici. La maggiore diffusione negli ultimi anni, soprattutto nelle nazioni maggiormente industrializzate, ha suscitato la curiosità dei ricercatori sulle variazioni delle abitudini alimentari di questi ultimi 60 anni.

Sintomi e Manifestazioni

La patologia può colpire diversi punti del tratto gastrointestinale e può manifestarsi con determinati sintomi: diarrea cronica, dolori addominali, crampi ma anche nausea e perdita di appetito. La malattia, poi, alterna fasi di remissione a fasi di riacutizzazione dei sintomi.

Il processo infiammatorio cronico può interessare qualsiasi tratto del canale alimentare, ma il quadro clinico varia notevolmente in base alla localizzazione e all’estensione della malattia. La forma più comune è quella ileocolica, che si presenta con diarrea, a volte con sangue e febbre. Il quadro clinico può variare da una forma gravissima, quasi fulminante, con febbre alta e continua, diarrea mucosanguinolenta, dimagramento, anemizzazione, fino a forme più lievi in cui i sintomi non vengono riconosciuti per molti anni o addirittura attribuiti ad alterazioni psicosomatiche della motilità intestinale.

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Importanza dell'Alimentazione nel Morbo di Crohn

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (in inglese “IBD”, Inflammatory Bowel Disease) sono aumentate molto negli ultimi anni. L’IBD colpisce il sistema digestivo, per questo la nutrizione e la dieta del paziente vengono influenzate completamente alla diagnosi della malattia, così come le successive scelte alimentari. Anche durante le fasi di remissione della malattia, il ruolo dell’alimentazione è centrale. Dopo un’accurata valutazione nutrizionale, lo specialista dovrà formulare una dieta personalizzata, in base alle esigenze di ogni paziente, alla sintomatologia presente, alla gravità delle lesioni e alla loro localizzazione.

La dieta da seguire se si soffre di queste patologie tiene conto delle intolleranze alimentari e dei cibi che non impegnano eccessivamente i tratti intestinali infiammati. Alcuni cibi possono rendere i sintomi più gravi in una fase non di remissione. È bene non consumare quei cibi estivi che possono scatenare il riacutizzarsi della malattia. Una buona pratica è quella di tenere un diario alimentare.

Cosa Mangiare e Cosa Evitare

È consigliabile mangiare paste di piccolo formato, riso, semolini, pane bianco tostato: sono vietati i cibi integrali. La carne deve essere magra e poco fibrosa, mentre le carni grasse, gli insaccati (tranne prosciutto crudo, cotto e bresaola) e la cacciagione sono da evitare. La verdura è severamente vietata e la frutta può essere usata solo sotto forma di spremute o succhi di frutta.

Man mano che le condizioni del paziente migliorano si passa ad una dieta meno rigida e si comincia gradatamente ad introdurre frutta e verdura. Le verdure sono più digeribili se cotte, passate o a purè, è preferibile usare verdure povere di fibre quali patate, carote, zucchine, fagiolini privati dei semi e dei fili mentre per le verdure crude si possono utilizzare pomodori privati dei semi e della buccia, cuori di radicchio ed insalata. In estate c’è molta disponibilità di frutta fresca, ma questa, così come la verdura fresca e i cereali integrali, è ricca di fibre e, spesso, la dieta che si deve seguire è a basso contenuto di fibre. Pertanto, se ci si accorge che frutta e verdura consumate crude provocano disturbi gastrointestinali, è indicato cuocerle, in particolare al vapore, o consumare frutta facilmente digeribile come per esempio il melone.

Il consiglio che si dà ai pazienti con malattia di Crohn è quello di fare più pasti meno abbondanti e dunque più frequenti nel corso della giornata. Attenzione ad alcol e caffeina, soprattutto se si stanno assumendo dei farmaci.

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Alimenti da Evitare o Limitare

  • Cibi integrali
  • Carni grasse, insaccati (eccetto prosciutto crudo, cotto e bresaola), cacciagione
  • Verdure crude (inizialmente)
  • Alcol e caffeina
  • Grassi trans
  • Solanacee (melanzane, patate con la buccia e pomodori)
  • Alimenti ricchi di zuccheri (Fodmap)

Alimenti Consigliati (nelle fasi di remissione)

  • Paste di piccolo formato, riso, semolini, pane bianco tostato
  • Carne magra e poco fibrosa
  • Verdure cotte e passate (patate, carote, zucchine, fagiolini senza semi)
  • Frutta sotto forma di spremute o succhi
  • Frutta facilmente digeribile (melone)

Stenosi Intestinale e Alimentazione

I pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali possono andare incontro a complicanze legate all'infiammazione che colpisce l'intestino. In particolare, nella malattia di Crohn a carico dell'ultima parte dell'intestino tenue - e cioè l'ileo, la sede più colpita - si può verificare una delle manifestazioni più tipiche di questa patologia, ovvero la stenosi intestinale.

Una stenosi è di fatto una "strozzatura" di un tratto dell'intestino, causata dall'ispessimento delle sue pareti, esito dell'infiammazione acuta. In questo modo, il lume intestinale si riduce e il passaggio del contenuto si fa più difficoltoso, ponendo il paziente a rischio di occlusione intestinale. In presenza di una stenosi ileale, si possono presentare alcuni sintomi specifici, detti subocclusivi. Il paziente può infatti lamentare dolore addominale, nausea, vomito, alterazioni nel modo di andare di corpo e febbre.

Consideriamo infatti che il rischio occlusivo può accrescere anche in funzione del tipo di cibi ingeriti, che potrebbero in alcuni casi peggiorare la condizione. A questo proposito, non esistono indicazioni valide per tutti, ma sicuramente durante la fase di attività di malattia e in particolare in presenza di stenosi ileali è consigliato limitare il consumo di fibre: cibi come frutta e verdura, legumi e cereali integrali possono infatti peggiorare la sintomatologia e aumentare il rischio di occlusione.

Attenzione, però: le fibre non vanno mai escluse del tutto. In particolare, può essere utile consumare la verdura cotta a vapore che sembra dare meno disturbi rispetto a quella cruda. Meglio evitare i cereali integrali, preferendo quelli raffinati, mentre la frutta andrebbe consumata senza buccia. Attenzione poi a evitare di ingerire accidentalmente parti dure come i noccioli che potrebbero fisicamente occludere una stenosi particolarmente serrata.

Un buon consiglio, valido per tutti, e in particolare per i pazienti con malattia di Crohn attiva e stenosi ileale, è quello di bere molti liquidi, soprattutto acqua: almeno due litri al giorno sono importanti.

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Additivi Alimentari e Malattie Infiammatorie

Malattie infiammatorie croniche dell’intestino, obesità e sindrome metabolica potrebbero dipendere anche da sostanze di uso comune nella produzione industriale di cibo. A sollevare la questione un articolo apparso sulla rivista Nature, in cui si rivela un possibile legame fra alcuni tipi di additivi alimentari e l’infiammazione intestinale. Gli additivi oggetto dello studio americano sono presenti quasi in ogni piatto.

Difficile prendere misure precauzionali, conferma Silvio Danese, responsabile della sezione malattie croniche intestinali dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Milano. «Condivido il consiglio di limitare le quantità di cibo, per il resto, neppure sappiamo se le dosi usate nello studio corrispondono a quelle reali. La cosa interessante è che questo lavoro punta il dito sull’ambiente come fattore cruciale nello sviluppo di questi disturbi, anche rispetto ai geni da sempre considerati i primi responsabili».

Fra i sintomi comuni a malattia di Crohn e colite ulcerosa vi sono dolori addominali, diarrea, sangue nelle feci, perdita dell’appetito e del peso corporeo. Le cause sono ancora poco note. La principale è la conferma che si tratta di malattie multifattoriali, causate cioè da un insieme di elementi che interagiscono e creano le condizioni ottimali per lo sviluppo del disturbo.

Esempi di additivi alimentari sotto esame:

  • La carbossimetilcellulosa (o E466): stabilizzante, addensante e emulsionante in molti cibi.
  • Il polisorbato 80 (E433): emulsionante e stabilizzante usato in bevande alcoliche, prodotti da forno e dolciumi.

Proteine Vegetali e Morbo di Crohn

Le principali fonti di proteine vegetali:

  • Lupini: 16,7 g di proteine per 100 g di lupini cotti.
  • Fave: 5,2-6,1 g di proteine per 100 g di fave (a seconda che siano cotte o crude).
  • Ceci: 20,9 g di proteine per 100 g di ceci secchi (7 g nel prodotto cotto).
  • Seitan: 36 g di proteine per 100 g di prodotto.
  • Lenticchie: 22,7 g di proteine per 100 g di lenticchie secche (7 g nel prodotto cotto).
  • Piselli: 9,1 g di proteine per 100 g di piselli cotti (5,1 g nel prodotto in scatola scolato, 3,0 g nel prodotto surgelato).
  • Fagioli: 23,6 g di proteine per 100 g di fagioli crudi (8 g nel prodotto cotto).
  • Soia: 36,9 g di proteine per 100 g di soia secca e farina di soia (5 g nello yogurt, 2,9 g nel latte).

Attività Fisica e Fumo

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) hanno un’eziologia multifattoriale e fumo di sigaretta, alimentazione e attività fisica sono importanti fattori di rischio per l’insorgenza di queste patologie e recenti studi indicano anche come questi fattori potrebbero aggravare uno stato di malattia già in atto. Lo svolgimento di regolare attività fisica è fortemente raccomandato. Secondo le indicazioni dell’OMS, si dovrebbero svolgere ogni settimana almeno 150 minuti di attività aerobica moderata oppure 75 minuti di attività intensa.

Per quanto riguarda la malattia di Crohn, il fumo si associa a una malattia più complicata e potenzialmente a rischio di intervento: i pazienti fumatori, infatti, tendono ad assumere una maggiore quantità di steroidi e di terapie immunosoppressive a essere sottoposti più spesso a chirurgia rispetto a chi non fuma. Nella colite ulcerosa, invece, a dispetto di quello che veniva ritenuto un ruolo protettivo nel fumo nell’insorgenza della patologia, gli studi più recenti mostrano come non vi siano in realtà differenze sostanziali nell’evoluzione di malattia e il rischio di chirurgia tra i pazienti fumatori e i non fumatori.

Integrazione Nutrizionale

Nelle fasi acute è necessario tenere a riposo l’intestino e per questo si ricorre alla Nutrizione Parenterale Totale che in circa il 50-70% dei casi può portare alla remissione della sintomatologia acuta. Nelle prime fasi risulta utile anche la Nutrizione Enterale che svolge azione positiva sulla remissione delle malattie infiammatorie intestinali. Si possono anche somministrare miscele per via orale con particolari caratteristiche nutrizionali: assenza di lattosio, basso residuo fibroso, basso potere osmolare così da permettere un parziale riposo intestinale.

La quota proteica si aggira attorno ad 1,5-1,8 gr/Kg al giorno, la quota lipidica si aggira attorno al 25-30 % delle calorie totali giornaliere, solo in presenza di steatorrea vengono somministrati acidi grassi a media catena, (oli MCT), mentre la quota glucidica, corrispondente al 55-60 % delle calorie totali, è rappresentata da carboidrati complessi; vengono limitati gli zuccheri semplici visto il loro alto potere osmotico che favorisce la diarrea.

Tabella Riepilogativa Alimenti Consigliati e Da Evitare

Categoria Alimenti Consigliati Alimenti Da Evitare
Carboidrati Pasta di piccolo formato, riso, semolino, pane bianco tostato Cibi integrali
Proteine Carne magra e poco fibrosa Carni grasse, insaccati (eccetto prosciutto crudo, cotto e bresaola), cacciagione
Verdure Verdure cotte e passate (patate, carote, zucchine, fagiolini senza semi) Verdure crude (inizialmente)
Frutta Spremute, succhi, frutta facilmente digeribile (melone) -
Bevande Acqua (almeno 2 litri al giorno) Alcol, caffeina
Grassi Oli MCT (in caso di steatorrea) Grassi trans

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