Alimentazione nell'Antica Roma e Grecia: Un Confronto

L'alimentazione nell'antica Roma e Grecia era profondamente radicata nelle risorse disponibili e nello status sociale. Un'analisi comparativa rivela interessanti somiglianze e differenze tra le abitudini alimentari di queste due grandi civiltà.

L'Alimentazione nell'Antica Roma

I Romani dividevano la loro alimentazione in tre pasti quotidiani.

  • Ientaculum (Colazione): Un pasto frugale a base di pane, latte, formaggi, miele, frutta o spesso avanzi del giorno precedente. Appena levatosi il romano faceva una ricca colazione (chiamata ientaculum) che consumava in piedi. Gli adulti di solito consumavano gli avanzi della sera prima (come olive, capperi, uovo, un po’ di formaggio, pane, miele); i bambini latte e focaccette, dolci o salate.
  • Prandium (Pranzo): Un pasto veloce, spesso consumato in piedi, con verdure, olive, uova e frutta. A mezzo giorno era regola una sosta generale, e gli abitanti della città erano soliti mangiare in centro in un locale pubblico (in semplici osterie come le popinae o thermopolia; o in locande come le cauponae) o compravano qualche cosa dai venditori ambulanti (uno dei prodotti più venduti era la torta di ceci). Il pranzo (prandium) era comunque un pasto molto ridotto.
  • Cena (Cena): Il pasto principale, consumato nel tardo pomeriggio. Al tramonto finiva la giornata lavorativa e la famiglia si riuniva a cena (cena o coena), il pasto principale della giornata. Inizialmente la cena era un pasto leggero ma poi in epoca imperiale divenne uno dei momenti principali della giornata, simbolo soprattutto per i ceti più elevati di opulenza e ricchezza.

Cosa si imbandiva sulla tavola dei Romani? Sappiamo che mancavano molti cibi oggi diffusi. Tra gli agrumi figuravano il limone e il cedro. Il Mediterraneo era ricchissimo di pesce: sarde, sardine, acciughe, sgombri, orate, saraghi, torpedini, sogliole e tonni, triglie e dentici, scorfani, muggini, passere e lamprede, ostriche, aragoste, calamari, seppie, polipi, mitili ecc.

Anche la carne non mancava dalla tavola dei romani, a parte i bovini - che erano utilizzati quasi esclusivamente per il lavoro nei campi - i Romani mangiavano: maiali, agnelli, capretti, polli, oche, anatre, piccioni e colombacci; selvaggina (lepri, cinghiali, pernici, fagiani, cervi, caprioli, tordi e beccafichi). Rane e lumache erano poi una specialità. Lardo, salsicce di ogni tipo (in particolare quella lucanica) e prosciutti arricchivano la dieta, mangiate spesso insieme alla polenta (puls) di grano di farro.

Le verdure costituivano spesso l’antipasto: asparagi, carciofi, barbabietole, cavoli, cime di rapa, carote, cardi, rape, cipolla, porri, zucche e cetrioli; così come varie insalate, cotte o crude: lattuga, crescione, cicoria, indivia, malva. Seguivano poi i legumi: fave, lupini, lenticchie, ceci, piselli. Funghi e tartufi erano infine cibi prelibati, così come le tavole dei romani erano ricche di formaggi (di pecora e capra in prevalenza), frutta fresca (mele, pere, melograni, lazzeruole, mele cotogne, prugne, more di rovo e gelso, ciliegie, pesche, albicocche, fichi e uva; poponi, meloni, cocomeri) e secca (noci, nocciole, mandorle, pinoli, datteri) e immancabili le olive.

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I formaggi, in particolare, rappresentavano un alimento alla base della dieta dei romani e ne esisteva una grande varietà provenienti da varie regioni dell’impero. Le ricette di Columella ci danno notizie su come dovevano essere fatti i formaggi romani: distinti in formaggi molli e formaggi duri, quest’ultimi di più lunga conservazione e fatti di latte fresco senza aggiunta di acqua. Erano poi cagliati a volte con fiori di cardo selvatico o carciofo, con semi di zafferano o con linfa di foglie di fico. Columella ricorda poi un formaggio affumicato e indurito in salamoia, insaporito con fumo di lega di melo.

Cereali

Ma il quadro dei prodotti alimentari disponibili in età romana non sarebbe completo se non si ricordassero i cereali. Per secoli essi furono alla base dell’alimentazione. Si coltivavano sin dai tempi antichi orzo, grano duro (farro o spelta), segale, avena, miglio e panico.

  • Orzo: Forse il primo cereale ad essere coltivato, alla base dell’alimentazione dei soldati.
  • Farro: Frantumato e cotto in semolini o farinate.
  • Grano Nudo (Triticum): Introdotto nel V sec. a.C., consentì di produrre farina e quindi di impastare pane e focacce.
  • Avena: Destinata per lo più all’alimentazione animale.
  • Miglio e Panico: Usati per la puls o farinata, cibo base per i poveri.
  • Segale: Poco considerata, spesso mischiata con il farro.

Il pane dei romani era d’infiniti tipi: bianco, nero, lievitato, gallette secche (per i marinai), panini raffinati ai semi di papavero, anice, finocchio, sedano e cumino, ecc. (con infiniti nomi e forme). Il panettiere (pistor o triticarius, o se faceva anche le focacce placentarius) aveva a disposizione tre tipi di farina a seconda del livello di setacciatura: il fior di farina (siligo o pollen), il tipo intermedio (simila o similago) e una farina integrale (cibarium), non setacciata.

Salse e Condimenti

Le salse erano una delle specialità della cucina romana (cfr. Apicio). Vi erano delle più diverse, per carni, pesce, verdure e uova. Spezie, bacche ed erbe aromatiche erano tra gli ingredienti principali (zenzero, chiodo di garofano, zafferano, senape, cardamomo; semi di papavero, finocchio, cumino, anice, sedano e sesamo; bacche di mirto, alloro, ginepro; menta, santoreggia, origano, prezzemolo, levistico, cerfoglio, aneto, coriandolo, spigo e lavanda).

Quali ingredienti liquidi si usava: vino, mosto cotto, salsa di pesce (garum), vino passito (passum), olio, aceto e acqua. L’amido era usato come addensante, ma si usavano anche uova e pane sbriciolato. A volte si aggiungevano tritati di noci, pinoli, nocciole, datteri, prugne.

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Bevande

Dalle bevande calde a quelle fredde (vino, latte, acqua, birra, tisane, ecc.). In campagna si beveva acqua e latte (di capra e pecora). Molto apprezzato era anche il latte di cammella. Quello di cavalla e asina erano usati per lo più nella cosmesi.

Altra bevanda comune era la birra (cervisia): già prodotta in grande quantità fin dai tempi degli egizi (considerati i suoi inventori), era fermentata dal frumento e dall’orzo, ma priva del luppolo e quindi si conservava per breve tempo. Invece il vino era un prodotto divino, regalato agli uomini da Bacco e fu la bevanda più apprezzata e bevuta nel mondo antico. Nessuna cena o convivio era impensabile senza il vino.

Il vino romano tuttavia non poteva essere conservato a lungo, e gli venivano aggiunti stabilizzanti e conservanti (in Grecia acqua di mare; ma anche resina, catrame, radice di ireos e di giaggiolo, calcio e sali di piombo). Il vino viaggiava per tutto l’impero in anfore, era molto forte e non veniva mai bevuto puro (era infatti filtrato e annacquato di solito con tre parti di acqua). Vi era poi la posca, una bevanda rinfrescante a base di aceto di vino (o vino inacidito) in uso nell’esercito.

L'Alimentazione nell'Antica Grecia

Anche alla base dell’alimentazione dei Greci troviamo i cereali, soprattutto orzo e frumento, con la cui farina si preparavano focacce sia salate che dolci (con aggiunta di miele o frutta secca). Si consumava poca carne, a vantaggio dei legumi e, nelle zone costiere, del pesce azzurro.

Sappiamo anche che i Greci allevavano galline per le uova, utilizzate per frittate o dolci, e che erano dediti alla produzione di alcuni tipi di formaggi, soprattutto da latte di pecora o di capra.

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I greci avevano intuito che una corretta alimentazione consentiva ai loro atleti di essere più prestanti e performanti durante i giochi olimpici. Il pranzo rappresentava il pasto principale, dove si mangiava in maniera abbondante rispetto agli altri due della giornata per poi riposarsi prima di tornare al lavoro fino a sera. A pranzo i greci consumavano solitamente sia spiedi di carne o carne grigliata che pesce preparato alla stessa maniera, accostati a legumi e olive. I condimenti più utilizzati erano olio d'oliva, cipolle ed aglio accompagnati da un tipo di pane, più simile a delle focacce, spesso realizzato con farina di grano o di orzo. La cena utilizzava le rimanenze del pranzo costituendo un pasto più frugale.

Confronto tra le Diete

L’alimentazione del popolo romano non si discostava molto da quella egiziana o greca: cereali, frutta, verdura, legumi, uova e formaggi. Entrambe le civiltà basavano la loro alimentazione sui cereali, legumi, frutta e verdura. Tuttavia, i Romani tendevano a consumare più carne rispetto ai Greci, soprattutto tra i ceti più abbienti. Entrambe le culture apprezzavano il vino, anche se con diverse modalità di preparazione e consumo. I Romani, inoltre, utilizzavano salse elaborate e spezie in misura maggiore rispetto ai Greci.

Tabella Comparativa

Alimento Antica Roma Antica Grecia
Cereali Orzo, farro, grano, segale, avena, miglio Orzo, frumento
Carne Maiale, agnello, pollame, selvaggina Poca, a favore di legumi e pesce
Pesce Ampia varietà Pesce azzurro, soprattutto nelle zone costiere
Legumi Fave, lupini, lenticchie, ceci, piselli Ampio consumo
Formaggi Pecora, capra Pecora, capra
Bevande Vino, birra, acqua, latte Vino

In conclusione, l'alimentazione nell'antica Roma e Grecia rifletteva le risorse agricole, le influenze culturali e le distinzioni sociali. Mentre entrambe le civiltà condividevano una base alimentare simile, le loro abitudini e preferenze alimentari presentavano notevoli differenze.

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