La noce moscata è il seme decorticato ricavato dalla parte interna di una pianta indonesiana chiamata Myristica fragrans: si tratta di una spezia dall'uso antichissimo, impiegata anche nella medicina tradizionale da secoli. Ingrediente immancabile della besciamella, la noce moscata ha un sapore raffinato, dolce ed esotico, con una leggerissima nota piccante: si usa per realizzare ripieni di paste fresche, salse, secondi e contorni, ma soprattutto dolci golosi a cui dà un tocco particolare. Ma quali sono i suoi benefici? Ci sono controindicazioni rispetto ad un uso quotidiano?
Noce moscata: da dove viene e quali sono i suoi benefici
La Myristica fragrans Houtt è un albero della famiglia Myristicaceae originario delle isole Molucche, in Indonesia: oggi è coltivato in quasi tutte le intertropicali. Da questa pianta si ricavano non una, ma ben due spezie: il seme decorticato, la noce moscata appunto, e il macis, ovvero la parte esterna che ricopre il seme. Il suo nome viene da "noce di Mascate" in riferimento alla Capitale dell'Oman, luogo al quale si deve la sua commercializzazione. Diffusa da sempre nei mercati dei Paesi arabi, in Europa viene considerato un prodotto ricercato solo dal XVI secolo: in poco tempo diventa talmente apprezzata da suscitare conflitti e ostilità tra i Paesi occidentali, che volevano aggiudicarsene il monopolio.
Oltre a conquistare per il suo sapore, la noce moscata contiene una serie impressionante di sostanze bioattive, che possono aiutare a prevenire le malattie e promuovere la salute generale. La noce moscata è costituita dal seme, intero o macinato, di diverse piante del genere Myristica, in particolare Myristica fragrans (famiglia Myristicaceae). Il seme dell’albero Myristica fragrans costituisce la vera noce moscata e si presenta ovoidale, compatto, di color bruno, rigato all’esterno. L’arillo non è altro che il rivestimento del seme. Il macis avvolge il seme di noce moscata.
La noce moscata è stata usata nell’antichità (in India e in altre regioni dell’Asia) per curare ansia, crampi allo stomaco, nausea e diarrea. Nella medicina ayurvedica indiana, la noce moscata è stata usata per trattare ansia, nausea, diarrea, colera, crampi allo stomaco, parassiti, paralisi e reumatismi, ed è anche sfruttata come afrodisiaco.
La noce moscata ha proprietà carminative e depurative, per questo è usata da secoli per preparare decotti e infusi utili a contrastare nausea, dolori di stomaco, vomito e disturbi digestivi in genere: aiuta a espellere i gas che si formano nello stomaco e nell'intestino e ad attenuare i dolori delle coliche. Efficace anche nel depurare reni e fegato, grazie alle sue proprietà antimicotiche e antibatteriche diventa un importante disinfettante delle vie urinarie.
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La noce moscata ha anche effetti sull'umore: ha un potere rilassante ed è utile in caso di stress e ansia, favorisce il rilassamento serale e previene l’insonnia. Nei ratti ha dimostrato di migliorare il tono dell'umore, con funzione antidepressiva. La noce moscata è rinomata per le sue proprietà afrodisiache; in diverse medicine tradizionali viene inoltre utilizzata come antimicotico, antidepressivo, digestivo e carminativo.
La noce moscata è ricca di composti anti-infiammatori chiamati monoterpeni, tra cui sabinene, terpineolo e pinene. Uno studio randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, ha esaminato gli effetti clinici dell’uso topico di un estratto di noce moscata in pazienti con neuropatia diabetica dolorosa. Dopo quattro settimane di trattamento, i pazienti hanno mostrato, all’interno del "gruppo noce moscata", un significativo miglioramento del dolore, dei punteggi dell’umore e delle funzioni quotidiane. I pazienti hanno riportato anche un miglioramento dell’umore e della debolezza generale, senza nessun effetto avverso.
Uno studio condotto su conigli ha osservato che l’estratto di noce moscata ha ridotto il colesterolo totale e LDL, e i trigliceridi. I ratti che non hanno ricevuto l’estratto di noce moscata hanno subìto danni significativi ai tessuti e morte cellulare a seguito del trattamento.
La miristicina esibisce diverse proprietà, quali antimicrobica, insetticida e larvicida. Uno studio simile ha dimostrato che somministrare ai topi maschi la stessa dose di estratto di noce moscata, insieme a un estratto di chiodi di garofano, ha aumentato significativamente la loro attività sessuale rispetto a un gruppo di controllo.
Controindicazioni: la noce moscata è allucinogena?
La noce moscata ha tante proprietà ed è bene usarla con cura. La miristicina, principale componente dell'olio essenziale ricavato da Myristica fragrans, se consumata a dosaggi elevati ha un effetto simil-stupefacente, che provoca allucinazioni e convulsioni: si parla però di una soglia superiore ai 5 grammi. Niente paura: la dose quotidiana massima è di 2 grammi, una dose davvero difficile da raggiungere se la si usa come spezia, come avviene in tutte le tradizioni culinarie.
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Superare i 2-8 grammi può già esporre a rischi, a seconda della sensibilità individuale. Se ne consiglia l'impiego esclusivamente come aromatizzante alimentare, in dosi minime, come da tradizione gastronomica. Anche se l'impiego in minime dosi è generalmente considerato sicuro, si consiglia la massima prudenza.
Nonostante i benefici, un uso eccessivo della noce moscata può provocare effetti dannosi. La noce moscata contiene miristicina ed elemicina, sostanze capaci di interferire col normale funzionamento del sistema nervoso centrale - più precisamente, a livello di alcuni neurotrasmettitori - in maniera "simile" a quella di alcune droghe. Questi composti, in alte dosi, possono interferire con il normale funzionamento del sistema nervoso centrale. Il meccanismo è legato all'inibizione degli enzimi monoaminossidasi (MAO), responsabili della degradazione di neurotrasmettitori eccitatori come la serotonina. La sensibilità a questi effetti dipende da fattori individuali, come età, peso corporeo, stato di salute generale.
I sintomi da intossicazione da noce moscata, in ogni caso, sono: sudorazione eccessiva, vomito, diarrea, convulsioni. La tossicità della noce moscata può causare sintomi gravi, come battito cardiaco accelerato, nausea, disorientamento, vomito e agitazione. Il consumo di quantità elevate di noce moscata può causare diversi sintomi avversi, come difficoltà di concentrazione, aumento della sudorazione, palpitazioni, dolori fisici e, in casi estremi, allucinazioni e delirio. Sono stati segnalati casi di intossicazione da noce moscata nelle persone che hanno ingerito 5 grammi di noce moscata, che corrispondono a circa 1-2 mg di miristicina per kg di peso corporeo.
A volte, la noce moscata viene assunta a livello ricreativo per i suoi effetti psicoattivi, al fine di indurre allucinazioni; spesso, viene associata ad altre droghe allucinogene, il che aumenta il rischio di pericolosi effetti collaterali. Una revisione ha riportato che dal 2001 al 2011 sono stati rilevati oltre 30 casi documentati di avvelenamento da noce moscata. L’indagine ha rivelato che quasi il 50% dei casi era intenzionale, con solo 17 esposizioni non intenzionali.
È sconsigliata assolutamente in gravidanza, perché potrebbe creare problemi allo sviluppo del feto, ma anche per soggetti affetti da problemi neurologici o epilessia. Se stai prendendo medicinali per la depressione è bene consultare il tuo medico prima di assumere noce moscata. L'uso della noce moscata richiede cautela in presenza di alcune condizioni patologiche o durante l'assunzione di farmaci specifici. In presenza di terapie farmacologiche, come MAO-inibitori o anticolinergici, l'assunzione di noce moscata può essere pericolosa.
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Non risultano interazioni tra il consumo di noce moscata e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. Occorre inoltre considerare che la noce moscata viene consumata in quantità così piccole da rendere il suo contributo nutrizionale trascurabile. L’assunzione di noce moscata in dosi elevate può causare effetti collaterali anche gravi (battito cardiaco accelerato, nausea, disorientamento, vomito e agitazione).
Come usare in cucina la noce moscata
In commercio la noce moscata si può trovare in polvere o in semi interi, sia marroni sia bianchi: ti suggeriamo di acquistare le noci e grattugiarle solo al momento dell'uso, per ottenere il massimo dalla sua fragranza. La noce moscata viene solitamente utilizzata in quantità molto basse, sotto forma di polvere grattugiata direttamente sulla pietanza.
La noce moscata è usata in cucina come ingrediente sia in ricette sia dolci sia salate, prima fra tutte quella della besciamella. Grazie al suo aroma esotico e un po' piccante, viene spesso inserita nei ripieni delle paste fresche come cappelletti, ravioli e tortellini, ma anche nelle salse di cannelloni e lasagne. La noce moscata viene usata per aromatizzare verdure arrosto o in padella, purè di patate, ma anche vellutate e zuppe di legumi: è ottima anche in abbinamento a secondi di carne bianca o al pesce.
Si usa in maniera più abbondante in pasticceria, per arricchire biscotti, impasti di torte, creme e marmellate. Nel resto del mondo la noce moscata è altrettanto diffusa, in particolare nella cucina mediorientale, indonesiana e indiana, soprattutto nella regione del Kerala, dove viene usata anche in versione affumicata e spesso fa parte del mix garam masala.
E il macis? Dal sapore più delicato e dal colore rosso brillante, anche l'involucro della noce moscata viene utilizzato in cucina, in particolare in spezzatini e stufati tradizionali, ma anche pietanze a base di pesce. Spesso viene usato anche per preparare liquori e infusi alcolici, come ad esempio il vin brulé.
Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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