L'allattamento al seno offre innumerevoli vantaggi per l'accrescimento dell'individuo, tra cui la completezza nutrizionale, la sicurezza e sterilità, il basso costo economico, una migliore integrazione affettiva madre-figlio e vantaggi per la salute a breve, medio e lungo termine.
L'Importanza dell'Alimentazione Materna
Durante l'allattamento, il fabbisogno calorico e idrico della donna aumentano in proporzione alla produzione di latte. L'aumento del fabbisogno energetico è garantito in parte dalle scorte accumulate durante la gravidanza, mentre la restante quota calorica va reintegrata con l'alimentazione. È sufficiente alimentarsi seguendo il naturale appetito, senza fare particolari rinunce e seguendo una dieta sana, bilanciata e variata in base ai propri gusti.
La dieta della mamma deve essere ricca, varia e ben bilanciata poiché durante l’allattamento il fabbisogno calorico aumenta di circa 350 calorie al giorno e poiché la produzione di latte richiede molte energie. Durante l'allattamento, è consigliabile mangiare cibi come frutta (sia fresca che secca), verdura di stagione (cruda e cotta), carboidrati (pasta, riso, pane e cereali, anche integrali) e proteine animali e vegetali (carne, pesce, uova, latticini e legumi). Tutti alimenti vari che forniscono nutrimenti ed energia alla mamma e al bambino.
La donna può seguire il suo regime alimentare abituale purché abbia una dieta varia e bilanciata, ricca di alimenti di origine vegetale come legumi, frutta e verdura e fonti proteiche sia animali sia vegetali. In questo modo, vengono garantiti, oltre a un adeguato apporto di fibre alimentari, anche altri importanti nutrienti come proteine, alcune vitamine, minerali e acqua.
Va sottolineato che il contenuto nel latte materno di alcune vitamine dipende unicamente dalla dieta della mamma ed una loro carenza non può essere in nessun modo compensata. Per questo, la dieta della mamma che allatta deve essere in particolare ricca di alimenti che forniscano iodio, DHA e vitamine A, B12, C e D.
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Alcol e Fumo: Alimenti e Comportamenti Sconsigliati
Il principale divieto in allattamento è legato a tutte le bevande alcooliche: birra, vino e superalcolici. L’alcool infatti arriva al latte materno ed è quindi fortemente sconsigliata l’assunzione, in caso di un consumo leggero bisogna comunque distanziare l’allattamento di almeno due ore. È preferibile inoltre limitare il consumo di cioccolata, caffè e tè perché hanno un noto effetto eccitante sul sistema nervoso, con effetti sulla modulazione del sonno del bambino o della bambina. È preferibile limitare l’assunzione di insaccati e affettati, che sono fonte di grassi saturi, dolci e bevande zuccherine, così come certe forme di cottura degli alimenti (fritture).
Come altri aromi, anche l’alcol e il fumo di sigarette sono percepiti nel latte materno, seppure non sia stato dimostrato che la trasmissione di tali aromi al latte possa creare propensione al consumo di alcol o di sigarette.
Consigli Pratici per l'Alimentazione Durante l'Allattamento
È sufficiente adottare qualche precauzione nella scelta dei cibi e seguire qualche piccolo consiglio pratico:
- Nei primi sei mesi assumere circa 500 kcal in più al giorno, aumentando soprattutto la quota proteica (es. incremento delle porzioni di primo e secondo piatto, l’aggiunta di uno spuntino a base di latte, yogurt, formaggio o frutta secca);
- Incrementare l’assunzione di liquidi giornalieri (2-3 litri di acqua al giorno, possibilmente oligominerale o altri liquidi);
- Condurre uno stile di vita sano; il movimento, insieme alle indicazioni dietetiche, favorisce la corretta nutrizione del lattante e impedisce alla madre di acquisire un surplus di peso;
- Evitare le bevande alcoliche e non fumare. Sono tollerati 1 bicchiere di vino o una lattina di birra, facendo però attenzione ad aspettare 3-4 ore prima della poppata. È bene evitare di bere più di 2 tazzine di caffè al giorno.
- Durante l’allattamento è sconsigliato assumere crudità di mare per i rischi infettivi che ne derivano.
Bisogna mantenere le proprie abitudini alimentari, tenendo bene a mente che più l’alimentazione della mamma è varia, più il bambino, attraverso il gusto del latte materno, ha la possibilità di sperimentare nuovi sapori. Questo lo abituerà alla transizione verso lo svezzamento, intorno al 6° mese. Studi dimostrano che gli allattati al seno assumono con più facilità i prodotti vegetali.
Esempio di Schema Alimentare Giornaliero
- Colazione: Un caffè abbinato a una spremuta (due arance fresche), due fette di pane tostato con un velo di burro (o crema di frutta secca) e uno di marmellata.
- Spuntino: Uno yogurt bianco intero con frutta fresca e una manciata di noci o mandorle.
- Pranzo: Una tisana accompagnata da qualche fetta biscottata con un velo di miele e un po’ di frutta fresca.
- Cena: Seguire le indicazioni per una dieta varia ed equilibrata, privilegiando alimenti di origine vegetale e fonti proteiche.
L’allattamento è una condizione caratterizzata dall’aumento delle richieste nutrizionali energetiche rispetto alla gravidanza. La produzione di un litro di latte richiede circa 700 kcal, e la spesa energetica per il latte secreto in quattro mesi di allattamento equivale all’incirca al costo energetico totale dell’intera gravidanza. Dimagrire dopo il parto allattando è sicuramente possibile, ma la questione va affrontata con cautela. La priorità è garantire un apporto calorico sufficiente alla produzione di latte e fornire alla donna l’energia necessaria per accudire il proprio bambino. La doverosa precisazione che bisogna fare è che in realtà l’andamento del peso corporeo dopo il parto non sempre è prevedibile. Non è infrequente che il peso pregravidico venga recuperato anche dopo i 12-18 mesi dal parto. A qualunque mamma stia pensando di dimagrire dopo il parto allattando, va sconsigliata qualsiasi restrizione dietetica “fai da te” nel periodo del puerperio (ovvero nei 40 giorni dopo il parto).
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Tabella Riepilogativa: Incrementi Giornalieri Raccomandati
| Alimento/Nutriente | Incremento Raccomandato |
|---|---|
| Energia | +500 kcal |
| Proteine | +21g |
| Pasta, Riso (o altri cereali) | +50g (meglio se integrale) |
| Pane | +60g (meglio se integrale) |
| Carne | +30g |
| Pesce | +50g |
| Legumi freschi | +50g |
| Yogurt bianco | +125g |
| Latte parzialmente scremato | +150 ml |
| Frutta fresca | +80g |
| Verdura cruda | +1 porzione |
| Verdura cotta | +1 porzione |
Il Ruolo del Latte Materno nello Sviluppo del Gusto del Bambino
La letteratura più recente ha evidenziato i benefici dell’allattamento al seno, rispetto alle formulazioni commerciali di latte, sull’accettazione di nuovi alimenti nei primi mesi di vita del bambino. Essendo l’alimentazione naturale dei neonati allattati al seno caratterizzata da una grande varietà di sapori/odori, l’esperienza sensoriale che il bambino riceve attraverso il latte materno lo prepara e lo aiuta, durante lo svezzamento, ad accettare i nuovi alimenti con più facilità, grazie alla probabile precedente esposizione, attraverso il latte, a certi sapori.
È importante, quindi, che i bambini sperimentino attraverso il latte materno i sapori che derivano dal consumo di alimenti salutari come frutta e verdura e in tal senso, l’aumento del consumo di frutta e verdura tra le donne in gravidanza e in allattamento può essere un’efficace strategia per favorire il consumo di questi alimenti nel bambino.
La precoce esposizione ai sapori/ odori percepiti nel latte materno derivati da una dieta della madre ricca di frutta e verdura, e la durata dell’allattamento, possono influire sulla predisposizione del bambino al consumo di questi alimenti. Va aggiunto che, nei primi sei mesi di vita il gradimento di sapori nuovi, e di conseguenza la quantità assunta dell’alimento, aumenta molto più rapidamente di quanto non avvenga nei bambini in età prescolare e scolare o negli adulti. Ne consegue che le preferenze acquisite in questa fase della vita possano avere effetti permanenti.
Proprio perché le fasi prenatale e neonatale sono periodi particolarmente sensibili per l’apprendimento dei sapori e la formazione delle preferenze, l’alimentazione della madre può essere un fattore determinante per favorire precocemente la corretta esposizione ad alimenti salutari.
In sintesi, le prime esperienze sensoriali con composti aromatici dal liquido amniotico e dal latte materno durante i cosiddetti periodi “sensibili” di apprendimento dei sapori, sono fattori determinanti all’origine delle preferenze di gusto, e possono condizionare il comportamento nel passaggio ad alimenti solidi, creando propensioni e avversioni che a loro volta incidono sulla salute e sul benessere del neonato, del bambino e quindi dell’adulto.
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