L'Alzheimer è una patologia neurodegenerativa ad andamento progressivo, la più comune forma di demenza, che determina una graduale perdita delle funzioni cognitive e dell’autonomia della persona. Secondo gli ultimi dati, l’Alzheimer colpisce una persona su 20 dopo i 65 anni, soprattutto le donne. A livello mondiale si calcola che siano 46,8 milioni le persone affette da una forma di demenza, in Italia sono più di 1,2 milioni, una cifra destinata a raddoppiare ogni 20 anni.
La buona notizia è che, grazie alle strategie di prevenzione, l’incidenza dell’Alzheimer sta calando in tutte le fasce d’età. Per contro il numero complessivo dei malati aumenta, e questo è legato al progressivo invecchiamento della popolazione.
Il Ruolo dell'Alimentazione
L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale nella persona che soffre di malattia di Alzheimer; permette infatti di preservare uno stato di salute ottimale nonostante la demenza spesso induca una malnutrizione. I disturbi mnemonici e cognitivi, la difficoltà nell’eseguire gesti abituali ed eventuali alterazioni del gusto e dell’olfatto o del centro che regola fame e sazietà possono intervenire nel compromettere la capacità di alimentarsi in modo equilibrato e corretto.
Occuparsi dell’alimentazione del malato è fondamentale per cercare di prevenire altri disturbi dovuti a scorretti regimi alimentari che si sovrapporrebbero ad una già difficile gestione della malattia.
Alimentazione Smisurata e Carente
- Alimentazione smisurata: Mangiare con avidità più del necessario senza rispettare l’ordine dei piatti, a volte ingurgitando il cibo che potrebbe essere tagliato male o cotto in modo incompleto andando incontro al rischio di soffocamento o di intossicazioni. Il rischio principale legato a questo tipo di atteggiamento è di sviluppare nel tempo obesità.
- Alimentazione carente: Dimenticarsi dei pasti, mangiare con selezione e resistenza introducendo meno cibo rispetto al fabbisogno energetico, potrebbe portare ad un rapido dimagrimento e lo sviluppo di uno stato di malnutrizione che può comportare una riduzione della massa muscolare, un fenomeno già in atto nelle persone anziane.
Prevenire l'Alzheimer a Tavola
Dato che la medicina ancora non ha trovato una cura per questo disturbo, la prevenzione è l’unica strada da intraprendere e, come per buona parte dei disturbi che interessano corpo e mente, l’alimentazione e lo stile di vita sono determinanti. Diverse ricerche hanno dimostrato che una alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo riducono di molto i livelli della proteina killer presente nel sangue, evitandone l’accumulo nel cervello.
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Per molti professionisti del settore, la dieta giusta è quella mediterranea, capace di diminuire del 40% il rischio di sviluppare l’Alzheimer. Bisogna, quindi, assumere regolarmente carne e pesce magri, fibre e verdure, cereali integrali e tutti quei cibi che regalano al corpo il corretto apporto di nutrienti, al fine di impedire o rallentare il manifestarsi di atrofia cerebrale.
In tal senso, sono essenziali gli acidi grassi omega-3 e le vitamine, specialmente la D che è alla base delle funzioni cognitive. I primi, presenti in ottime dosi in pesce, olio extravergine di oliva e frutta secca, sono ottimi per garantirsi la giusta fluidità della membrana dei neuroni e combattono l’azione atrofizzante della proteina.
Le vitamine, i minerali e gli antiossidanti, presenti in frutta e verdure, ostacolano l’azione dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. L’uva, per esempio, è ricca di polifenoli e dà manforte nel mantenere attivo il metabolismo celebrale e riduce il rischio di sviluppare la malattia.
Alimenti Utili per la Prevenzione
- Verdure a foglia verde
- Uova
- Pesce e molluschi, ricchi di omega-3 e vitamina B12
- Olio d’oliva, frutta secca e semi oleosi
Consigli sullo Stile di Vita
Lo stile di vita gioca un ruolo non secondario nell’insorgenza delle malattie neurodegenerative. È ormai dimostrato che un regime alimentare povero di zuccheri semplici, sale, grassi e proteine animali ha un effetto protettivo sulla fitta rete di neuroni. Stesso discorso può essere esteso al fumo, altrettanto pericoloso per la mente. Quanto all’alcol, invece, sembra che un moderato consumo abbia un effetto protettivo, se si è visto come chi beve un bicchiere di vino al giorno abbia una prospettiva di vita più lunga rispetto a chi è astemio.
Ma alla dieta è necessario abbinare un’adeguata razione di attività sportiva. Sì invece a corsette leggere o lezioni di ginnastica che contrastano la rigidità muscolare ma anche quella di pensiero.
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Per uno stile di vita “Salva Alzheimer” non bisogna tralasciare anche la socializzazione, come seguire un corso oppure ritrovarsi con gli amici al bar, senza però cogliere l’occasione per abusare degli alcolici che invece sono un nemico del cervello. Ottimi anche i giochi da tavolo, le parole crociate o la semplice lettura di un buon libro.
Un cervello attivo è un cervello che sarà in grado di proteggersi meglio dai danni procurati dall’Alzheimer. Su questo sono tutti d’accordo, grazie a diversi studi che suggeriscono una correlazione tra una maggiore istruzione da giovani e un ridotto rischio di sviluppare demenza durante la vecchiaia.
Un programma integrato di esercizio fisico e stimolazione cognitiva, svolto in gruppo, può non solo migliorare la memoria e le funzioni motorie in persone con decadimento cognitivo lieve (MCI), ma anche modulare in senso positivo l’infiammazione sistemica, uno dei processi biologici alla base delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Gestione dei Disturbi Alimentari nei Malati di Alzheimer
Tra le persone malate di Alzheimer sono molto diffusi i disturbi alimentari, che possono trasformarsi anche in comportamenti inappropriati. In genere questo disturbo compare nelle fasi intermedia e avanzata della malattia e talvolta la loro comparsa è del tutto imprevedibile e improvvisa e potrebbe essere collegata in qualche maniera alla presenza di malattie organiche o all’assunzione di alcuni farmaci.
Le persone malate di Alzheimer spesso non si nutrono in maniera adeguata, se vengono lasciate indipendenti nella gestione di questa attività, soprattutto nelle fasi intermedia e avanzata della malattia. Di solito, le persone che soffrono di demenza hanno scarso appetito, questo può accadere perché non vengono riconosciuti i cibi che ci si trova nel piatto, altre volte la causa possono essere i denti o le protesi dentarie non adatte, ma allo stesso un’incapacità a riconoscerlo e dirlo.
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Consigli Pratici per l'Alimentazione
- Routine: Lasciare più tempo; servire il cibo direttamente nel piatto, evitando che la persona con demenza si serva da sola. Togliere i condimenti dopo averli usati e preparare pasti più piccoli e frequenti, soprattutto se la persona dimentica di aver mangiato. Servire il pasto principale a mezzogiorno, per evitare difficoltà digestive notturne, ecc.
- Stoviglie e preparazione della tavola: Cercare di trovare delle stoviglie speciali, piatti infrangibili, sottobicchieri antiscivolo e contenitori per le bevande che non si rovescino facilmente. Usare se possibile una tazza per il cibo, perché è più facile tenere in mano una tazza piuttosto che dover usare coltello e forchetta; fare in modo che ci sia un contrasto di tonalità tra piatti e tovaglia ed evitare tovaglie dai disegni troppo forti che potrebbero causare confusione.
- Preparazione del cibo: Preparare cibi che si possano prendere con le dita, soprattutto se la persona con demenza ha difficoltà a usare coltello e forchetta o è irrequieta e non resiste a lungo a tavola. Sminuzzare il cibo a bocconcini per rendere superfluo l’uso del coltello e se la persona non può mangiare cibi solidi preparare del cibo diluito invece che proporre omogeneizzati per bambini. Evitare il latte o il succo di limone, che tendono ad aumentare le secrezioni e possono aggravare i problemi respiratori o l’eventuale tendenza a sbavare.
Assicurare un'Adeguata Idratazione
È importante fornire alla persona con demenza una quantità di liquido sufficiente per evitare disidratazione, stipsi e aggravamento dello stato confusionale. Se possibile, incoraggiala a bere almeno 1 litro e mezzo di liquidi (8 tazze) al giorno. È bene accertarsi che le bevande non siano troppo calde, perché altrimenti la persona con demenza potrebbe scottarsi senza rendersene conto. In caso di evidente nervosismo è meglio evitare le bevande stimolanti (caffè, tè, cioccolata, ecc.) e preferire le bevande di frutta e il latte come pure le bibite decaffeinate; altrimenti è giusto lasciar bere alla persona quello che è abituata a bere.
Creare un Ambiente Tranquillo Durante i Pasti
Oltre al cibo, dobbiamo curare anche il momento del pasto, che deve essere innanzitutto tranquillo. Ecco alcuni consigli che possono aiutare:
- Limitare le distrazioni; servire i pasti in un ambiente tranquillo, lontano dalla televisione e da altre distrazioni.
- Mantenere una tavola semplice, evitando piatti, tovaglie e tovagliette a fantasia che potrebbero confondere la persona.
- Controllare la temperatura del cibo.
La difficoltà a esprimersi o l’incapacità a riconoscere un cibo o a ricordarne il sapore, mettono in difficoltà il malato, stressandolo. In generale, poi, vale sempre la regola della flessibilità.
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