Le malattie respiratorie, come asma e BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) sono caratterizzate da un’infiammazione sistemica e delle vie aeree, con conseguente ostruzione del flusso d’aria e deficit della funzionalità polmonare. La terapia farmacologica rimane il trattamento di elezione per questo tipo di patologie, ma la dieta e lo stile di vita costituiscono importanti fattori di rischio modificabili per lo sviluppo, la progressione e la gestione della malattia.
L'Importanza della Dieta Mediterranea
Analizzando vari tipi di stili alimentari, la dieta Mediterranea è risultata essere la più protettiva nei confronti delle patologie respiratorie, mentre il modello occidentale, detto “western diet”, caratterizzato da un elevato consumo di cereali raffinati, zuccheri, carni rosse e grassi saturi, è associata a un maggior rischio di sviluppo di asma, soprattutto nei bambini, e BPCO.
Alla base della dieta Mediterranea troviamo un consumo quotidiano di alimenti come frutta, verdura, cereali integrali, olio extravergine di oliva, semi e frutta secca, fonti di vitamine, minerali e antiossidanti. Tra questi ultimi, in particolare, spiccano la vitamina C, la vitamina E, i flavonoidi e i carotenoidi, come il licopene. Studi hanno dimostrato il loro effetto nella riduzione dell’infiammazione, nella prevenzione di allergie respiratorie e asma e nel mantenimento di una buona salute polmonare. Non ci sono, però, evidenze che una loro supplementazione, ovvero l’incremento dell’assunzione di questi nutrienti attraverso integratori alimentari, possa portare a un maggiore beneficio.
È stato osservato che bassi livelli di vitamina D, che viene sintetizzata tramite esposizione solare, possano portare a un maggior rischio di patologie respiratorie infettive ed esacerbare condizioni di asma e BPCO. Il consumo di olio di pesce e di supplementazioni di omega-3 potrebbero avere un ruolo protettivo contro BPCO e asma. Sono stati osservati effetti positivi sulla prevenzione del rischio di sviluppare asma nei bambini, supplementando le mamme durante la gravidanza con acidi grassi polinsaturi a lunga catena e DHA. Al momento non ci sono però raccomandazioni di supplementazione di omega-3 tra gli asmatici, ma è sicuramente consigliato un consumo regolare di pesce nella dieta.
Malnutrizione e Obesità
La malnutrizione per eccesso è sicuramente un fattore di rischio per lo sviluppo delle malattie respiratorie: il tessuto adiposo, infatti, causa effetti metabolici che contribuiscono a creare un link tra obesità ed asma. Da esso, infatti, vengono rilasciati acidi grassi liberi e adipochine che vanno a peggiorare lo stato infiammatorio. Gli interventi nutrizionali volti alla riduzione del peso possono dunque migliorare lo stato dell’asma, ma non solo: è stata anche osservata una relazione tra un indice di massa corporea (BMI) elevato e percentuale di massa grassa e sviluppo di BPCO.
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La perdita di peso e di massa muscolare sono caratteristiche comuni tra i pazienti affetti da CODP in stato avanzato. Le cause della sottonutrizione dipendono sia da una ridotta assunzione di nutrienti dovuta a inappetenza, depressione, dispnea durante i pasti, ma anche da un maggior dispendio energetico dovuto all’infiammazione sistemica e allo stress ossidativo. Interventi nutrizionali di supplementazione energetica e di aminoacidi ramificati aiutano ad aumentare il peso e a migliorare la sintesi proteica e la massa muscolare.
Il Piatto del Mangiar Sano: Una Guida Pratica
Come decidere cosa e quanto mangiare per seguire un’alimentazione sana ed equilibrata? Gli esperti di nutrizione di Harvard hanno ideato il piatto del Mangiar Sano, ovvero una guida per creare pasti salutari e bilanciati, utilizzando come unità di misura un piatto.
Componenti del Piatto del Mangiar Sano:
- Ortaggi e frutta (1/2 del piatto): Idealmente la parte preponderante del piatto dovrebbe essere riempita con verdura, cotta e/o cruda, tenendo presente che le patate e i legumi vanno esclusi da questa categoria. La parte più piccola del piatto è rappresentata, invece, dalla frutta. Vale la regola della varietà (scegli prodotti di colori diversi) e, se possibile, della stagionalità.
- Carboidrati complessi (1/4 del piatto): Scegli diverse varietà di cereali in chicco, meglio se integrali, e loro derivati come pasta e pane. In questa categoria rientrano anche patate, topinambur e pseudocereali come la quinoa. Limita i cereali raffinati come riso e pane bianco.
- Proteine (1/4 del piatto): Le fonti proteiche sono da alternare tra animali e vegetali:
- Pesce (fresco o surgelato) almeno 2-3 volte alla settimana;
- Uova 2 volte alla settimana;
- Carni magre (pollame) 2-3 volte alla settimana; limita la carne rossa ed evita pancetta, salumi e altre carni conservate;
- Legumi 2-3 volte alla settimana;
- Formaggi: vanno assunti con moderazione (1-2 volte alla settimana).
- Condimento: Usa oli sani, come l’extravergine di oliva (EVO) per cucinare e per condire. Si consiglia un consumo di latte e i latticini di 1-2 porzioni/die.
Esempi di Ricette per la BPCO
La dieta Mediterranea si basa sul consumo di frutta, verdura, cereali integrali, olio extravergine di oliva, pesce, frutta secca e semi. Essa apporta un pieno di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, preziosi alleati in grado di contrastare lo stato infiammatorio, tipico di numerose patologie, comprese quelle respiratorie, come asma e BPCO.
- Per le carote al forno basta mondarle e lavarle accuratamente, tagliarle a metà nel senso della lunghezza e condirle con un mix di curcuma, pepe, erbe aromatiche a piacere e sale.
- Il salmone, oltre ad essere una buona fonte di proteine, è ricco di acidi grassi omega-3 e di minerali come il fosforo e il selenio. Tritare la rucola con il Grana Padano e il basilico, aggiungendo l’olio a filo. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua. Tostare poi le fette di pane in forno a 180° fino a leggera doratura. Una volta sfornate, versare su ogni fetta un po’ di pesto di rucola e una fetta di salmone.
- I broccoli contengono potenti antiossidanti, in grado di inibire o neutralizzare il danno cellulare causato dai radicali liberi. Ciò può comportare una riduzione dell’infiammazione e un effetto protettivo generale per la salute, anche polmonare. In particolare nei broccoli vi è un componente chiave, noto come sulforafano, che è quello che conferisce a questo ortaggio un leggero sapore amaro. Alcuni studi hanno dimostrato che questo nutriente può svolgere un ruolo nel migliorare la disintossicazione dalle tossine presenti nell’aria, come il fumo di sigaretta. Tagliare e lavare i broccoli e cuocerli al vapore per una decina di minuti circa. Una volta pronti i broccoli, frullarli nel mixer insieme all’olio di oliva, un cucchiaio di acqua di cottura della pasta, le acciughe, un pizzico di sale e di peperoncino. Scolare la pasta, avendo cura di tenere da parte un po’ di acqua di cottura. Mettere la pasta in una padella con il pesto di broccoli, mescolare e saltare per qualche secondo; per rendere il tutto più cremoso è possibile versare qualche cucchiaio di acqua di cottura.
- L’insieme dei cereali (cous cous) con la fonte proteica derivante dai ceci rende il piatto completo dal punto di vista nutrizionale (piatto unico). Il datterino giallo è comunque molto ricco di antiossidanti e la curcuma aggiunta in cottura alle zucchine colora e rende ancora più salutare il piatto.
- Con questo piatto è possibile fare incetta di omega-3. Questi provengono non solo, come risaputo, dal pesce, ma anche dal sesamo e dai semi di lino. Questi semi rappresentano anche una buona fonte di fibra. Tritare grossolanamente i semi di lino con un mixer. Quando il tonno sarà ben avvolto dal condimento passarlo in un piatto con i semi di sesamo mescolati con i semi di lino tritati. Impiattare e fare riposare qualche minuto prima di servire. Si accompagna bene da un contorno di insalata mista fresca.
- Questo piatto abbonda di prodotti tipici della dieta Mediterranea. I capperi e le olive sono fonti di quercetina, un antiossidante ad azione antinfiammatoria, mentre la polpa di pomodoro apporta una buona quantità di licopene. Quest’ultimo è una molecola termoresistente e i processi di lunga cottura ne favoriscono una maggiore liberazione. Versare l’olio in una padella capiente antiaderente e fare soffriggere a fiamma bassa lo spicchio di aglio in camicia. Una volta dorato, togliere l’aglio e aggiungere i pezzi di pollo. Far rosolare a fiamma vivace e far dorare da ambo i lati per circa 10 minuti in tutto. Sfumare poi con l’aceto e abbassare la fiamma fino ad evaporazione. Aggiustare di sale e unire i capperi (precedentemente sciacquati dal sale) e le olive. Aggiungere la polpa di pomodoro e lasciare cuocere per 20 minuti a fiamma medio-bassa.
- Con questo piatto è possibile fare incetta di omega-3. Questi provengono non solo, come risaputo, dal pesce, ma anche dal sesamo e dai semi di lino. Questi semi rappresentano anche una buona fonte di fibra. Mondare i finocchi, tagliarli a fettine sottili, tamponarli con un panno pulito per eliminare l’acqua in eccesso e metterli in una ciotola capiente. Aggiungere la panatura, lasciandone da parte una piccola parte, e mescolare.
- Questa ricetta è una versione più leggera della classica caponata perché non prevede frittura, ma è comunque saporita come l’originale. Per prima cosa lavare e tagliare a cubetti le melanzane, il sedano e i peperoni, avendo cura di eliminare il picciolo, i semi e i filamenti bianchi. Lavare, sbucciare e tagliare anche i pomodori. Per facilitare la spelatura si possono tuffare per uno o due minuti in acqua bollente. Tritare finemente la cipolla e mettere a scaldare l’olio in una padella dai bordi alti. Unire sedano e cipolla e lasciare soffriggere per 2-3 minuti. Quando la cipolla si sarà ammorbidita, aggiungere le melanzane e mescolare per qualche minuto. Infine aggiungere peperoni e pomodoro e aggiustare di sale. Abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per 6-7 minuti, mescolando di tanto in tanto. Nel frattempo dissalare i capperi e unirli insieme alle olive alla caponata e proseguire la cottura per altri 5-6 minuti. Una volta pronto, aggiungere il basilico e lasciare riposare.
- Questo dessert, che può essere una buona soluzione anche per la colazione, prevede l’utilizzo di noci e dei semi di chia, che sono un’ottima fonte di acidi grassi omega-3, oltre che di fibra, calcio, magnesio e fosforo. Tritare i biscotti e le noci con un goccio di latte, fino ad ottenere un composto malleabile, che costituirà lo strato inferiore. Sistemare il composto sul fondo di un bicchiere o una coppetta.
- È un dolce sfizioso, ma anche sano e genuino, ottimo per un fine pasto, una merenda o una colazione. Tritare il cioccolato finemente con un mixer. Sciogliere il burro chiarificato e frullarlo con i datteri, l’uovo e la bevanda vegetale. Tagliare grossolanamente a coltello le mandorle e tenerle da parte. In una ciotola setacciare farina, lievito e vaniglia. Aggiungere gli ingredienti liquidi precedentemente frullati e il cioccolato. Amalgamare. Da ultimo aggiungere le mandorle e mescolare velocemente.
Stile di Vita e Attività Fisica
Una corretta alimentazione e l’attività fisica sono da sempre considerate aspetti fondamentali per avere uno stile di vita sano e per evitare di conseguenza l’insorgenza di patologie metaboliche, cronico - degenerative e complicanze respiratorie. È infatti ormai noto e sostenuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che una dieta poco sana e uno stile di vita sedentario costituiscono il quarto fattore di rischio di morte in tutto il mondo; sono infatti considerati le principali cause di insorgenza di numerose patologie non trasmissibili come cancro, diabete, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie.
L’attività fisica è un importante mediatore dei processi infiammatori che interessano, sia positivamente che negativamente, il sistema immunitario, anche a seconda della sua tipologia e intensità; alcuni studi, infatti, sostengono che quest’ultima sia una variabile importante, così come la frequenza, la tipologia di esercizio e il tempo dedicato all’attività stessa. I soggetti malnutriti affetti da BPCO, per esempio, potrebbero beneficiare di integrazione di supplementi specifici per il muscolo, come gli aminoacidi. Non sono necessarie, invece, integrazioni di vitamine e minerali se la dieta risulta equilibrata. Nonostante l’ampia diffusione di questa conoscenza, meno del 50% della popolazione svolge effettivamente l’attività fisica raccomandata e meno del 25% consuma cibi sani.
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La Malnutrizione nei Pazienti con BPCO
Una recente segnalazione pubblicata ha posto in relazione lo stato nutrizionale dei pazienti con BPCO di grado da moderato a grave, con stadio di malattia II - III (vedi “Classificazione GOLD della BPCO come indice di gravità pneumologica”), e la loro massa magra, sottolineando quanto la malnutrizione incida sulla prognosi della malattia anche attraverso le negative conseguenze da essa provocate, quali osteoporosi, astenia, atrofia muscolare e conseguente disabilità, e di quanto l’eccessiva perdita di peso e di massa magra di questi pazienti riduca, talora in modo significativo, la loro aspettativa di vita.
Qualsiasi condizione che porti il paziente con malattia respiratoria ad un’insufficiente introduzione alimentare di proteine ( dieta eccessivamente ipoproteica), specie se associata ad insufficiente apporto nutrizionale calorico in rapporto all’età, al metabolismo corporeo personale ed al fabbisogno energetico (dieta ipocalorica), rischia di aggravare la già precaria condizione respiratoria del paziente. I muscoli del torace, infatti, sono il motore che garantisce l’attività respiratoria, consentendo quell’adeguata escursione inspiratoria ed espiratoria della cassa toracica che rende possibile l’espansione e la deflazione periodica dei polmoni ed il loro relativo ricambio d’aria.
L’insufficiente apporto di calorie e di sostanze proteiche con la dieta, infatti, fa si che spesso in questi pazienti, specie in quelli con ridotta massa magra, non venga rispettata la quotidiana minima quantità raccomandata di fabbisogno energetico, con conseguente inadeguato funzionamento dei muscoli respiratori e aggravamento degli indici di funzionalità respiratoria riferiti al deficit di forza muscolare, tra i quali la stessa capacità vitale(VC). Spesso questi pazienti vanno incontro più facilmente a fatica respiratoria secondaria a malfunzionamento dell’attività del diaframma, muscolo che in condizioni normali di riposo sostiene quasi il 90% del lavoro muscolare respiratorio.
In presenza di dieta anormalmente ipoproteica ed ipocalorica, esiste un concreto maggior rischio di infezioni respiratorie sia nei pazienti con BPCO che, ancor più, nei pazienti in ossigenoterapia per insufficienza respiratoria (vedi “ L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo”). Essendo gli anticorpi (immunoglobuline) responsabili della corretta vigilanza immunitaria null’altro se non proteine, l’inadeguato apporto alimentare di tali elementari principi nutritivi verrebbe stornato dalla disponibilità ad assemblare molecole proteiche con funzione difensiva, sui cicli metabolici atti a garantire l’apporto energetico all’organismo, dovendosi privilegiare tali aspetti “energetici” basali (“prima l’energia per funzionare”) rispetto a quelli immunitari (“poi il “lusso” delle difese immunitarie”).
Non si tenga conto del solo peso complessivo dei pazienti con BPCO, enfisema polmonare e insufficienza respiratoria, in quanto spesso in questi casi si assiste alla possibilità di un peso corporeo in linea con quello atteso ma a scapito della massa magra di questi soggetti. I fattori più spesso responsabili della perdita di peso e di massa magra legati alla ridotta introduzione calorica nei pazienti con BPCO e insufficienza respiratoria, consistono in una riduzione dell’appetito in parte riferibile alla dispnea e alla ridotta ossigenazione del paziente, in parte alla sindrome depressiva che spesso accompagna i soggetti affetti da malattie respiratorie croniche, con minor ricerca di cibo ( iporessia) o completo rifiuto dello stesso (anoressia), spesso associata a disaffezione per il piacere di procurarsi gli alimenti e di cucinarli.
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La ridotta introduzione calorica tende ad accentuarsi nel tempo a causa del precoce senso di sazietà che subentra nei pazienti che, inadeguatamente nutriti, percepiscono il senso di sazietà sempre più precocemente per la riduzione del volume dello stomaco.
Le strategie dietetico-nutrizionali nei pazienti respiratori affetti da malnutrizione, preliminarmente stabilite sulla base di una valutazione della condizione nutrizionale del paziente, saranno diversamente orientate in funzione della gravità stessa del sottopeso. E’ chiaro che diverso sarà trattare un paziente con BPCO e BMI appena inferiore a quel 19 che ne definisce lo stato di “sottopeso” (vedi tabella sopra), altro sarà occuparsi del reintegro proteico-calorico in un paziente con grave insufficienza respiratoria e BMI < 16, condizione questa che può prevedere anche la nutrizione enterale con sondino naso-gastrico o quella per via parenterale (endovenosa).
Raccomandazioni Generali
Un corretto stile di vita è importante sia per il mantenimento dello stato di salute e della prevenzione delle malattie sia per rallentare il peggioramento dello stato di salute nel corso di malattie croniche, tra cui la BPCO. L’infiammazione dell’albero respiratorio nel paziente con BPCO sembra essere una modifica della normale risposta infiammatoria del tratto respiratorio ad agenti irritanti cronici come il fumo di sigaretta. Una percentuale elevata di pazienti con BPCO con insufficienza respiratoria presenta segni di malnutrizione soprattutto per quanto riguarda un apporto non adeguato di proteine e di calorie. Risulta quindi facilmente comprensibile come una alimentazione volta alla riduzione della infiammazione e dello stress ossidativo sia utile nei pazienti affetti da BPCO.
Alimenti da Preferire e da Evitare
Tra i potenziali alimenti nocivi, è stata segnalata un'associazione inversa statisticamente significativa tra il consumo frequente di carni lavorate e rosse e la funzionalità polmonare, in accordo con l'evidenza di effetti dannosi in altre malattie non respiratorie e mortalità per tutte le cause.
Due recenti ampi studi prospettici di popolazione condotti su uomini e donne svedesi, hanno confermato l'associazione inversa e indipendente tra un elevato consumo a lungo termine di frutta (sia negli uomini che nelle donne) e verdura (solo negli uomini) e l'incidenza di Bpco, con rischio inferiore del 35% negli uomini e del 37% nelle donne. Queste associazioni dietetiche benefiche erano particolarmente evidenti tra i fumatori.
Alimenti da limitare o evitare:
- Snack ipercalorici (es: patatine fritte, barrette di cioccolato con burro d’arachidi, etc.)
- Merendine industriali e alimenti da fast food in genere (bacon croccante, crocchette di pollo fritte, etc.), in quanto tali alimenti possono contenere grassi (trans) che, se consumati in eccesso, aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.
- Dolci (torte, pasticcini, biscotti, frollini, gelatine, budini, caramelle, gelati, marmellate, etc.), miele e zucchero in senso lato (anche sciroppi).
- Il consumo di elevate quantità di sale provoca un irrigidimento dei muscoli delle vie respiratorie, riducendo così il flusso sanguigno nei polmoni. L’apporto quotidiano di sale raccomandato è di circa 5-6 grammi, ovvero 2-2,4 grammi di sodio.
Alimenti raccomandati:
- Frutta fresca: consumarne tre porzioni al giorno, meglio se con la buccia (naturalmente se commestibile e ben lavata).
- Verdura cruda e cotta, da assumere in porzioni abbondanti (almeno due al giorno).
- Pesce (fresco o surgelato), da consumare non meno di tre quattro-volte alla settimana. Privilegiare soprattutto quello azzurro e il salmone, in quanto rappresentano un’ottima fonte di Omega-3.
- Frutta secca a guscio (noci, mandorle, nocciole) o semi oleosi.
- Formaggi, da consumare (una-due volte a settimana) come secondo piatto alternandoli a carne, pesce e uova. Si consiglia, in special modo, il consumo di Grana Padano DOP in quanto molto ricco di proteine ad alto valore biologico, inclusi i 9 aminoacidi essenziali, oltre che di vitamine e minerali con potere antiossidante come la vitamina A, zinco e selenio.
- Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile).
- Legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, etc.), in quanto rappresentano una buona fonte di proteine vegetali (possono pertanto essere considerati come dei veri e propri secondi piatti, da non mangiare come contorno).
- Olio di oliva (da usare a crudo per condire gli alimenti e dosandone le quantità).
Consigli Pratici per la Gestione del Peso
In caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda di perdere i chili in eccesso e di ridurre la circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato"; valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati invece ad un rischio cardiovascolare “elevato". Il sovrappeso peggiora i sintomi della BPCO, poiché sostenere un peso maggiore comporta anche un maggior lavoro per il corpo e impedisce ai polmoni di dilatarsi completamente.
Ulteriori Raccomandazioni
- Non fumare: rinunciare alle sigarette è la chiave del trattamento.
- Praticare attività fisica regolare in base alle proprie condizioni cliniche (minimo 150 minuti a settimana, ottimali 300 minuti). La strategia migliore consiste nel farsi guidare da un medico o da un fisioterapista prima di iniziare a svolgere attività fisica.
I dieci alimenti più ricchi di fibre
- Fagioli secchi 17,5 grammi di fibre per 100 di prodotto
- Lenticchie secche 13,8 grammi di fibre per 100 di prodotto
- Mandorle secche 12,7 grammi per 100 di prodotto
- Orzo perlato 9,2 grammi per 100 di prodotto
- Lamponi 7,4 grammi per 100 di prodotto
- Fichi secchi 13 grammi per 100 di prodotto
- Pasta integrale 6,4 grammi per 100 di prodotto
- Pane integrale 6,5 grammi per 100 di prodotto
- Farro 6,8 grammi per 100 di prodotto
- Carciofi 5,5 grammi per 100 di prodotto
(tutti i dati sono tratti dalla tabella di composizione degli alimenti dell'Inran)
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