Il Prof. Valter Longo Ph.D, leader nel campo della nutrizione per la Longevità, ha fondato L-Nutra nel 2009 per tradurre più rapidamente le scoperte fatte in laboratorio su genetica, nutrizione, digiuno, e longevita in terapie per la prevenzione e cura delle malattie.
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Valter Longo ha deciso di donare il 100% dei proventi del suo libro best seller "La Dieta della Longevita" e il 100% delle sue azioni e consulenze della societa L-Nutra in beneficenza alle Fondazioni Non-profit Create Cures negli USA e Fondazione Valter Longo in Italia.
Le fondazioni del Prof. Longo offrono programmi di assistenza nutrizionale, che includono diete detox e dieta mima digiuno, e si estendono anche a scuole, famiglie, anziani e all’organizzazione di eventi e festival culturali.
La Dieta Mima Digiuno (DMD)
Insieme al suo team di ricerca, il Prof. Longo ha sviluppato una serie di Diete Mima Digiuno (DMD), dei regimi alimentari che simulano i benefici del digiuno per il nostro corpo, con variazioni specifiche per la condizione o la malattia che intendono curare.
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ProLon è una tecnologia basata sulla nutrizione di precisione testata clinicamente per mantenerti in uno stato di digiuno mentre nutri il tuo corpo con il cibo. Resetta il tuo corpo e permettigli di rigenerarsi dall'interno in soli cinque giorni.
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Questo ricercatore ha sviluppato un sistema nutrizionale, da rispettare per pochi giorni all'anno, che - secondo studi preliminari - potrebbe garantire un qualche beneficio in termini di aumento dell'aspettativa di vita e miglioramento dello stato di salute generale.
I Pilastri della Longevità
Lei ha identificato “i pilastri della longevità”: l’epidemiologia, gli studi clinici, lo studio dei centenari, lo studio dei sistemi complessi. In questi pilastri della longevità vedo una certa multidisciplinarietà: biologia, chimica, lo studio dei centenari.
C’è, soprattutto, lo studio di sistemi complessi. Quello dei sistemi complessi è un pilastro molto importante perché è l’unico basato su qualcosa che noi conosciamo totalmente, perché lo costruiamo noi.
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Costruiamo lo space shuttle e sappiamo come invecchia, come si ossida, come perde funzione, quali parti devono essere cambiate e quando. Ci permette di vedere le modifiche di qualcosa che molecolarmente sappiamo esattamente cos’è.
L'Importanza della Nutrizione
Lei ha capito che le malattie croniche non trasmissibili possono trovare una risposta importante di tipo nutrizionale, anche terapeutica. Tant’è vero che ad un certo punto le viene in mente che i malati oncologici potevano trarre beneficio da un digiuno di diversi giorni, addirittura bevendo solo acqua.
Io ho sempre visto la nutrizione, partendo dal lievito, come un controllo pseudo farmaceutico, dei geni che controllano, a loro volta in maniera molto coordinata, le funzioni cellulari. Queste funzioni cellulari possono includere il controllo del tasso d’invecchiamento e potenzialmente il ringiovanimento.
Per quanto concerne il digiuno, era capire che questo dà dei segnali opposti alle cellule normali e a quelle del cancro. La cellula del cancro è per definizione una cellula ribelle e quindi nessuno aveva mai, che io sappia, trovato un modo di distinguere le cellule cancerogene dalle cellule normali.
Il digiuno in effetti era forse uno dei pochi modi in cui tutte quelle normali andavano da un lato e tutte quelle del cancro dall’altro. Da lì il digiuno ad acqua, che molti hanno visto come “sì, vabbè, ha testato questa cosa per vedere l’effetto che fa”. E invece no, c’era una teoria molto precisa che poi ha funzionato sui topi.
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Successivamente, abbiamo fatto il primo studio clinico, all’USC Norris Comprehensive Cancer Center, dove tantissimi pazienti hanno rifiutato il digiuno ad acqua, vedendolo come una presa in giro.
Sì, questa non era un’intuizione, perché noi da tanti anni lavoravamo proprio su quello che dicevo prima, la connessione tra ogni ingrediente e ogni via di segnalazione. Per noi il cibo non è cibo; per noi il cibo è una composizione, un cocktail di farmaci.
Noi vediamo il cibo come un cocktail di farmaci, ognuno dei quali fa accadere qualcosa. L’IGF-1 è il principale fattore di crescita nel corpo umano, come lo è anche nel topo.
Utilizziamo questa conoscenza per dare da mangiare al paziente, ma allo stesso tempo per ridurre l’IGF-1 soprattutto dopo 4-7 giorni. Diabete, cancro, sclerosi multipla. La mima-digiuno viene studiata da anni per più patologie.
Il pacchetto secondo noi è fondamentale. Sono migliaia di anni che si parla di cibo come medicina, però questo non è mai successo. Sì, abbiamo le diete, ma poi è difficilissimo implementarle.
Allora noi abbiamo pensato di mettere il cibo proprio nel pacchetto così da permettere all’Università, all’ospedale, di testarlo in quel mondo come se fosse un farmaco, standardizzato in maniera molto precisa. Abbiamo cercato di introdurre questo concetto: dobbiamo mettere la medicina in un box, deve essere sempre identica per quell’uso.
Sarà uno studio un po’ più conclusivo per i pre-diabetici. Il cancro è molto più complicato del diabete, nel senso che ci sono tantissimi tipi di cancro, tantissime terapie. Adesso ci sono una ventina di studi clinici sul cancro.
Uno di questi studi preliminari, che aveva solo 14 pazienti nel gruppo della mima-digiuno più chemioterapia, e 84 pazienti nel gruppo di controllo, ha mostrato quasi un raddoppio della sopravvivenza media del paziente con tumore alla mammella triplo negativo. Si tratta di risultati iniziali, ma molto interessanti.
Linee Guida Alimentari del Prof. Longo
Lei dice alle persone in buona salute, o comunque prive di patologie particolari: “Ci si deve nutrire in un certo modo fino a 25 anni, poi in un modo specifico fino ai 65, e ancora diversamente dopo i 65”.
E se una persona è leggermente in sovrappeso dopo i 65 anni non è detto che sia un aspetto negativo - lei dice - anzi può essere più protetta da malattie. Dice anche che se una persona over 65 torna a mangiare proteine animali questo va bene.
Mancano completamente i professionisti della longevità, mancano i professionisti della salute. Recentemente, ho fatto una presentazione insieme al Dean della School of Medicine di Stanford e gli ho detto che la scuola di medicina dovrebbe iniziare e finire con dei corsi di longevità sana. Ma non è così a Stanford, non è così a Harvard, non è così a Milano.
C’è una personalizzazione, una conoscenza molecolare dei pilastri e una modulazione che va fatta sia nei pazienti col cancro sia nelle persone normali. Cambiare, vedere come va dopo un mese, rimodificare, dopo 3 mesi rifarlo, poi fare nuovi test. È un lavoro che non esiste adesso, non lo fa nessuno a parte i team presso le cliniche della mia fondazione, ed è un lavoro fondamentale.
Professore, le malattie autoimmuni aumentano del 17% all’anno. Significa che dovremmo essere molto preoccupati. Anche questa esplosione di malattie autoimmuni ha delle radici in vari fattori: probabilmente in tanti farmaci assunti, mescolati a nuovi ingredienti nel cibo e non solo.
Direi ai ministri europei, e anche del mondo: “Rendiamoci conto che il sistema americano, per esempio, che spende quasi il 20% del Pil in sanità, è al 40esimo posto nella qualità dei sistemi sanitari mondiali”. Non ci vuole un genio per capire che c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo. L’Europa sta commettendo lo stesso errore.
Non ci si arriva con delle idee lanciate una tantum. In questi giorni, per esempio, ogni volta che si accende la Tv si sente parlare del Festival di Venezia. Siamo bombardati di notizie su questo evento. Però non si parla mai del 60% di sovrappeso e obesità in Europa. Non possiamo permetterci di fare così.
Questa dieta rallenta l'invecchiamento, riduce il grasso addominale, rigenera l'organismo e previene le malattie croniche. Questo corso è indicato a chiunque voglia conoscere i segreti della longevità, l’importanza della genetica e com’è possibile intervenire attraverso l’alimentazione per poter vivere un'esistenza lunga e sana.
Consigli Pratici per la Dieta della Longevità
«Oggi sappiamo che alcuni cibi insieme all’attività fisica agiscono come un vero e proprio “farmaco” che ci aiuta a prolungare la giovinezza», spiega Romina Cervigni, biologa nutrizionista e responsabile scientifico della Fondazione Valter Longo Onlus. «Ciò che decidiamo ogni giorno di portare in tavola è in grado di agire sui meccanismi cellulari che ci fanno invecchiare prima e ammalare e modificarli in positivo o in negativo», spiega l’esperta. «L’invecchiamento è, infatti, il principale fattore di rischio delle malattie croniche, tra cui quelle cardiovascolari, il diabete, il cancro».
Per inibire i geni che fanno invecchiare occorre puntare su menù quotidiani ricchi di vegetali, di carboidrati complessi e di grassi buoni e poveri di nutrienti pro-invecchiamento.
5 Regole Base della Dieta della Longevità
- Nei menù più pesce e legumi e meno carne: Un consumo frequente di carne e derivati è in grado di attivare geni capaci di farci invecchiare prima. La regola da seguire a tavola dunque è consumare con moderazione le proteine, dando priorità nei menù al pesce e a quelle di provenienza vegetale, presenti in ceci, fagioli, lenticchie e in generale nei legumi, nella frutta secca e nei cereali.
- Riducete il consumo di zuccheri semplici: Pasta, pane, dolci, prodotti da forno, snack industriali consumati in eccesso aumentano il rischio di invecchiare prima e ammalarsi di diversi disturbi. Meglio dunque dare priorità nei menù ai carboidrati complessi, presenti in quantità diverse nei cereali integrali, nei legumi e anche nelle verdure.
- Abbinate la frutta secca a quella fresca: Noci e mandorle sono ideali abbinate alla frutta fresca. I grassi che contengono ritardano l’assorbimento degli zuccheri della frutta che dovrebbe essere considerata a tavola simile a un dessert, quindi da consumare senza eccessi perché è ricca di zuccheri semplici che favoriscono i processi di invecchiamento.
- Alternate le verdure crude a quelle cotte: Le verdure devono essere presenti in tutti i pasti della giornata. L’ideale è alternare quelle cotte a quelle crude. Alcune vitamine di cui sono ricche per le loro caratteristiche termolabili vengono perse con la cottura. Altre invece hanno bisogno del calore per essere assorbite meglio.
- Praticate il digiuno delle 12 ore: Metterlo in pratica è molto semplice: basta fare colazione al mattino 12 ore dopo la cena. I vantaggi? Il digiuno notturno ci consente innanzitutto di sincronizzare il ritmo circadiano, migliorare il metabolismo e avere più energia mentale.
La Dieta della Longevità in Estate
- La stagionalità: È importante rispettare sempre la stagionalità dei prodotti, in particolare di frutta, verdura e pesce.
- La frutta: La Dieta della Longevità raccomanda l’assunzione giornaliera di 150 grammi di frutta, ossia circa un frutto di dimensioni medie al giorno.
- Il pesce: La Dieta della Longevità consiglia di consumarlo 2 o 3 volte alla settimana. La miglior scelta è sicuramente il pesce azzurro di piccola taglia come alici, sgombri, sardine, sarde e acciughe.
- I grassi: Per la Dieta della Longevità, è molto importante la qualità dei grassi introdotti: è bene privilegiare quelli mono e poli-insaturi di qualità.
- Il digiuno notturno: Rispettare un digiuno notturno di 12 ore.
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