Alimentazione Scorretta nei Giovani: Cause, Conseguenze e Soluzioni

Quello dei disturbi del comportamento alimentare in adolescenza è un tema da lungo tempo dibattuto sia in ambito scientifico che pedagogico. Questi disturbi sono purtroppo molto diffusi e aumentati in seguito alla pandemia di Covid-19, ecco perché è ancora più urgente e importante diffondere un’informazione corretta a proposito, insegnando alle persone che ruotano attorno al mondo degli adolescenti a cogliere i campanelli di allarme.

Durante l’adolescenza, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) rappresentano malattie psichiatriche complesse, non scelte volontarie, che coinvolgono aspetti fisici, psicologici e relazionali. In Italia, si osserva un abbassamento progressivo dell’età di insorgenza, con casi riscontrati anche tra i 8 e i 9 anni.

Tipi di Disturbi Alimentari

Tra i più frequenti troviamo l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge-eating). Il DSM-5 riconosce diversi tipi di DNA: Pica, Disturbo da ruminazione, Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID), Anoressia nervosa, Bulimia nervosa, Disturbo da alimentazione incontrollata (BED) e forme con specificazione/senza specificazione.

  • Anoressia Nervosa: Si osserva una marcata riduzione dell’assunzione di cibo, associata a una forte paura di ingrassare e un’eccessiva spinta alla magrezza nonostante l’adolescente sia già sottopeso o magra/o.
  • Bulimia Nervosa: Non descritto nel testo, ma comunemente caratterizzata da episodi di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori (vomito autoindotto, uso di lassativi, esercizio fisico eccessivo).
  • Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge-Eating): Si osservano invece frequenti episodi di abbuffata senza condotte compensatorie. Durante le abbuffate l’adolescente mangia in modo molto più veloce del normale, fino a sentirsi eccessivamente pieno/a. Di solito le abbuffate avvengono in solitudine e vengono vissute con vergogna e disgusto dall’adolescente stesso/a, fino a provare successivi profondi sentimenti di tristezza e di colpa.

Cause e Fattori di Rischio

Essendo malattie complesse non c’è una sola causa che può spiegarne l’insorgenza, bensì si parla di fattori di rischio (biologici, psicologici e socio-ambientali) che possono predisporre e rendere più probabile l’esordio. La maggiore responsabilità nel causare i disturbi dell’alimentazione è attribuita ai modelli presenti nella società (pressione sociale) che mostrano come desiderabili figure eccessivamente magre e spingono, soprattutto i giovani, a cercare di somigliargli.

Tuttavia, le cause di questi disturbi sono complesse ed è più corretto considerarli come il risultato di fattori genetici, biologici e psicologici che una volta scatenati da eventi ambientali particolari, danno inizio al disturbo.

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Segnali d'Allarme e Sintomi

Spesso i segnali iniziali - isolamento, alterazioni dell’umore, eccessiva attività fisica, negazione del problema - restano nascosti o sottovalutati. È innanzitutto importante sapere che i disturbi alimentari sono malattie psichiatriche che portano a un’alterazione nel consumo del cibo e che hanno conseguenze significative sulla salute fisica, così come sul funzionamento psicologico e sociale.

Come dicevamo, i sintomi di questi disturbi tendono a venire nascosti. È molto importante osservare il comportamento dell’adolescente durante i pasti.

Comorbidità Psichiatriche

I DNA spesso coesistono con altri disturbi psichiatrici: si stima che il 70 % dei pazienti presenti almeno un altro disturbo, come depressione, disturbi d’ansia, disturbi della personalità o uso di sostanze.

Prevalenza dei Disturbi Alimentari

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), come anoressia, bulimia e binge-eating, sono in aumento. In Europa ne soffrono circa 20 milioni di persone, con incidenza più alta tra i 15 e i 25 anni. In Italia la prevalenza è crescente, anche tra adolescenti più giovani, e segnala una vera emergenza nell’ambito della salute mentale.

In Italia, alcuni studi pubblicati rilevano una percentuale compresa tra lo 0.2 e lo 0.8% per l’anoressia e dell’1-5% per la bulimia, in linea con i dati forniti dagli altri paesi. Dai dati riportati in letteratura, si deduce che tra le ragazze di 15-18 anni, massimo il 5% può presentare qualche disturbo collegato all'alimentazione (considerando anche i disturbi così lievi da non essere ben accertati).

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Una ricerca condotta su un campione complessivo di 770 persone di età media pari a 25 anni, tutte con una diagnosi di un disturbo dell’alimentazione, che si sono rivolte ad un’associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia, i disordini alimentari e l'obesità, ha rilevato una percentuale del 70,3% di bulimia nervosa, del 23,4% di anoressia nervosa, del 6.3% di disturbi dell’alimentazione non specificati per lo più corrispondenti a obesità.

Il rapporto tra femmine e maschi è di circa 9 a 1 ma il numero dei maschi è in crescita, soprattutto in età adolescenziale e pre-adolescenziale. Il disturbo da alimentazione incontrollata, invece, colpisce indifferentemente maschi e femmine di età compresa tra i 30 e i 40 anni.

Come Affrontare il Problema

Saper riconoscere i disturbi alimentari in adolescenza, o per meglio dire i possibili campanelli d'allarme, è fondamentale per genitori e educatori al fine di poter attivare una richiesta di aiuto più precocemente possibile. Questo permette di arrivare a contattare con maggiore rapidità e prontezza gli specialisti nel trattamento di queste malattie e quindi di supportare nel modo migliore chi ne soffre.

Prima di tutto è importante avere consapevolezza di ciò che rappresentano queste problematiche, che non sono capricci degli adolescenti ma malattie gravi e serie di cui un individuo non si ammala volontariamente. Poi occorre riconoscere i sintomi di cui abbiamo parlato precedentemente e saperli osservare senza giudizio.

È importante poi che i genitori aprano un dialogo empatico con l’adolescente stesso, esprimendo con l’opportuna calma e in assenza di giudizio le loro preoccupazioni e il loro dispiacere. È bene evitare di farlo/a sentire in colpa, sbagliato/a o malato/a, ed evitare di parlare di questi aspetti nel momento dei pasti (meglio scegliere un momento tranquillo che favorisca la possibilità di un miglior dialogo, che faccia sentire l’adolescente compreso/a nella sua difficoltà).

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Per favorire una comunicazione empatica e un maggior avvicinamento emotivo tra i genitori e l’adolescente è bene tenere in mente quelle che Gordon ha definito le barriere della comunicazione, che possono fornirci una mappa utile su cosa è preferibile non fare. Tra queste, evitare di: fare la predica, rimproverare, criticare, ridicolizzare, minimizzare.

È poi fondamentale contattare il medico di base o il pediatra per poter far richiesta di accesso ai servizi specializzati nei disturbi alimentari presenti sul territorio. Questo allo scopo di fare una valutazione approfondita e confermare o meno la diagnosi, per poi attivare eventualmente un opportuno programma di trattamento. Queste patologie, infatti, necessitano di servizi specializzati che prevedano interventi multidisciplinari e integrati, ovvero un progetto terapeutico di tipo psichiatrico, nutrizionale e psicologico.

Ruolo della Famiglia e della Scuola

Le famiglie e la scuola svolgono un ruolo cruciale: un clima di ascolto attento, senza giudizi, può spingere a chiedere aiuto prima possibile. Il riconoscimento precoce dei sintomi (perdita di peso drastica, disinteresse per il cibo, isolamento, ecc.) è essenziale.

Conseguenze della Mancanza di Cura

Se una persona con disturbo dell’alimentazione non si cura può avere delle ripercussioni negative sul suo rendimento scolastico o lavorativo e sulle relazioni familiari o sociali in genere. In qualche caso, le conseguenze di alcuni disturbi dell’alimentazione sull'organismo possono rivelarsi addirittura mortali.

Tabella: Sintesi dei Disturbi Alimentari

Disturbo Alimentare Caratteristiche Principali
Anoressia Nervosa Restrizione alimentare, paura di ingrassare, distorsione dell'immagine corporea
Bulimia Nervosa Abbuffate seguite da comportamenti compensatori (vomito, lassativi, esercizio fisico eccessivo)
Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED) Episodi di abbuffate senza comportamenti compensatori

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