Alimentazione Sostenibile: Definizione e Principi

Il 22 aprile, come ogni anno, si celebra la Giornata Mondiale della Terra e sempre più spesso sentiamo parlare di Alimentazione Sostenibile. In un'epoca caratterizzata dai grandi consumi, la sostenibilità alimentare non solo è possibile, ma può cambiare le sorti del Pianeta.

Diceva Gandhi “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e per quanto questa possa essere considerata soltanto una quote acchiappa like da postare sui propri canali social, è il principio fondamentale su cui deve basarsi l’inizio di una rivoluzione che parte proprio dalla tavola. Eppure, ancora oggi, ci sono posti nel mondo che vivono una ricchezza alimentare ai limiti della realtà e un’antitesi che quotidianamente si trova a combattere contro malnutrizione e denutrizione a causa del sovrasfruttamento delle risorse disponibili.

L’impatto che lo stile alimentare ha sui polmoni del mondo e sugli oceani è letteralmente distruttivo. Ma è possibile, attraverso prodotti alimentari sostenibili, allentare questo rovinoso processo e salvare le sorti della Terra? Si, la risposta è certa.

Il concetto di sostenibilità riguarda anche il cibo che portiamo in tavola: una scelta più consapevole degli alimenti, insieme all’uso ponderato delle risorse, può far la differenza in un’epoca caratterizzata dai grandi consumi. Il nostro comportamento di consumo, infatti, causa in media 14 tonnellate di CO2 pro capite l'anno: il 16% è dovuto all’alimentazione.

A peggiorare la situazione in termini di impatto ambientale, la sovrapproduzione di carne: rispetto ai prodotti vegetali, la produzione di carne richiede molta più terra ed energia. A livello mondiale, il 33% delle superfici arabili non è destinato a cibi per l’uomo, bensì alla produzione di mangimi.

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Per parlare di alimentazione sostenibile è necessario partire dal concetto di sviluppo sostenibile, cioè lo sviluppo in grado di assicurare i bisogni della popolazione globale attuale senza compromettere le possibilità delle generazioni a venire.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) «le diete sostenibili sono diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future.

Definizione e Principi dell'Alimentazione Sostenibile

L’alimentazione sostenibile è quindi quello stile alimentare che riduce al minimo il consumo di acqua, suolo ed energia limitando l’uso di additivi e pesticidi, riducendo gli allevamenti e la pesca intensivi e frenare le emissioni di anidride carbonica.

L’alimentazione sostenibile è un approccio alimentare che mira a essere rispettoso dell’ambiente e dei lavoratori nel settore alimentare. L’obiettivo è creare un equilibrio tra la produzione alimentare e il massimo rispetto per l’ambiente, la salute umana e l’equità sociale.

Gli alimenti sostenibili sono quei cibi che, lungo tutta la filiera produttiva, hanno un impatto ambientale ridotto e che sono anche prodotti in modo responsabile dal punto di vista sociale ed economico. Un alimento è infatti davvero sostenibile solo se tutto ciò che riguarda la sua produzione segue alcune regole precise: questi alimenti sono associati a pratiche agricole e di produzione ecologiche, che evitano l’uso di pesticidi e fertilizzanti artificiali e promuovono la conservazione delle risorse naturali senza sfruttarle, tenendo al contempo conto dell’equità sociale nei processi di produzione.

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L’alimentazione sostenibile fa parte del contesto più ampio dello sviluppo sostenibile, un concetto che comprende aspetti ambientali, economici e sociali. Lo sviluppo sostenibile mira a equilibrare questi aspetti, garantendo giustizia sociale e preservando le risorse per le future generazioni.

Il legame che unisce le abitudini alimentari dell’uomo e i tre aspetti principali della sostenibilità (sociale, ambientale ed economica) è particolarmente stretto, e può essere sintetizzato nel concetto di sostenibilità alimentare. Dalle nostre scelte infatti possono dipendere una serie di conseguenze, dirette e indirette, sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, sulle diseguaglianze su scala internazionale e su una serie di dinamiche economiche legate alla filiera del cibo.

Da questa constatazione nasce il concetto di sostenibilità alimentare, che tradotto in termini semplici si concretizza nel consumo di cibi sani dal punto di vista nutrizionale, prodotti con tecniche che prevedano l’impatto ambientale più basso possibile in termini di utilizzo di risorse idriche e di emissioni di gas serra, con la massima attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi.

I tre pilastri di un’alimentazione sostenibile

  • Consumare meno cibo
  • Sprecare meno alimenti
  • Privilegiare nelle nostre scelte i prodotti vegetali rispetto a quelli di origine animale

Principi chiave per un'alimentazione sostenibile

Per far sì che la sostenibilità alimentare diventi parte della quotidianità, è importante che siano adottati alcuni comportamenti necessari a determinare la salubrità dell’ambiente: la responsabilità dei consumatori, in questo caso, è fondamentale.

Abituarsi ad un’alimentazione sostenibile è possibile a partire dalla scelta dei prodotti che mettiamo in tavola ogni giorno per il nostro nutrimento. Scegliere alimenti sostenibili e BIO significa fare bene prima di tutto a noi stessi proprio perché, è vero, siamo quello che mangiamo.

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Stagionalità

Non è una novità, i prodotti di stagione offrono più nutrienti rispetto a ingredienti provenienti dalle coltivazioni forzate.

Biodiversità

Alimentazione sostenibile significa “sfruttare” il più possibile i frutti che un territorio offre. Un’alimentazione sana è basata sulla varietà degli ingredienti che inseriscono nella propria dieta.

Riduzione degli sprechi

Lo dicevano i nostri nonni che toccarono con mano la devastazione della guerra, “in cucina non si butta via niente”.

Meno pesca e allevamenti intensivi

Lo hanno spiegato documentari e non solo, pesca e allevamenti intensivi sono un vero disastro per il Pianeta. Non solo aumentano vertiginosamente le emissioni di gas serra, ma prevedono un consumo di acqua spaventoso e producono centinaia di tonnellate di rifiuti che il Pianeta non è più in grado di sostenere.

Agricoltura Biologica e Allevamento

Per parlare di alimentazione sostenibile è necessario passare per allevamento e agricoltura biologici. Si tratta di tecniche di coltivazione e allevamento che rispettano i cicli naturali minimizzando il più possibile l’uso di additivi, pesticidi, OGM (Organismi Geneticamente Modificati) e fertilizzanti.

La natura è una macchina perfetta che si regola in autonomia in un perfetto equilibrio. L’uso di fertilizzanti e pesticidi, ad esempio, rischia l’uccisione di insetti utilissimi ad alcune colture e la diminuzione sostanziale dei naturali nutrienti dei cibi.

La buona notizia è che in Italia è in significativo aumento il numero di coltivazioni biologiche. I capi di bestiame devono essere abbattuti in luoghi non distanti dall’allevamento per evitarne lo stress e ridurne l’affaticamento.

La carne che arriva da un allevamento biologico costa di più? La risposta è sì, per motivi evidenti.

L’agricoltura biologica è un sistema integrato di produzione agricola, vegetale e animale. Consente di disporre di cibi più sani e saporiti e cerca al contempo di ridurre il più possibile l’impatto ambientale delle attività produttive.

Packaging Sostenibile

Il packaging è un tema molto caldo nel tema dell’alimentazione sostenibile. Quando si parla di food packaging non si parla solo dei delivery (aumentati esponenzialmente nell’ultimo anno a causa della pandemia globale), ma anche le confezioni in cui vengono messi i prodotti per la vendita.

Preferire alimenti con packaging plastic free o addirittura senza pack è la scelta più sostenibile che si possa fare. Questo può andare incontro anche alle start up che si occupano di produrre packaging in materiale riciclato o, addirittura, partendo da materiale non facilmente smaltibile.

Ciascun italiano produce oltre 528 kg di rifiuti l’anno, ad un costo medio di 186 euro per famiglia. Circa il 40% dei rifiuti è costituito da imballaggi. Tutto quello che acquistiamo ha bisogno di essere impacchettato o confezionato.

Gli imballaggi, giunti nelle nostre case e conclusa la propria funzione di “protezione e trasporto”, si trasformano in rifiuti da smaltire. Il problema dei rifiuti si risolve limitando a monte la quantità di scarti che produciamo.

Come consumatori possiamo scegliere di acquistare merci con meno imballaggi, poiché questi rappresentano un costo a carico dell’ambiente. Richiedono infatti risorse (energia, acqua, materie prime) per essere prodotti e hanno impatto sulle emissioni di gas serra, sulla biodiversità e salute umana. Inoltre, gli imballaggi incidono notevolmente sul prezzo del prodotto finito.

Per ridurre la produzione di plastiche, la Commissione europea ha lanciato la prima strategia contro la plastica: entro il 2030 tutti gli imballaggi, le confezioni in plastica presenti sul mercato dovranno essere convertiti in packaging riciclabile. Il consumo di plastica monouso nel frattempo verrà ridotto e l'uso intenzionale delle microplastiche verrà limitato. Saranno anche sviluppati dei marchi per produrre plastiche biodegradabili e compostabili.

Riduzione dello Spreco Alimentare

Ridurre al minimo, se non addirittura totalmente, lo spreco di cibo è il primo gesto che ogni persona può fare per affacciarsi al mondo dell’alimentazione sostenibile.

Molti chef sono impegnati attivamente su questo tema con svariati progetti innovativi, non ci resta che imparare e applicare queste semplici regole partendo dall’acquistare le giuste quantità di cibo sufficienti al fabbisogno e orientarsi a nuove pratiche come ad esempio il consumo delle bucce e degli “scarti” che nella maggior parte dei casi scarti non sono.

1 miliardo e 600 milioni di tonnellate di alimenti viene gettato, l’80% di questa quantità è ancora buono. Per ridurre gli sprechi in casa è buona norma preparare una lista della spesa e attenersi ad essa, controllando le date di scadenza al momento d’acquisto e riponendo gli alimenti in frigo massimo un’ora dopo.

I piatti pronti hanno fatto registrare il record di aumento delle quantità acquistate, con una crescita del 10% negli ultimi anni. I consumi di verdure pronte sono triplicati negli ultimi 10 anni, soprattutto le insalate pronte.

Evitare gli sprechi alimentari: questo è un inaccettabile paradosso del nostro tempo. Infatti da un lato vi è la necessità nei prossimi anni di incrementare la produzione alimentare del 60-70% per nutrire una popolazione sempre crescente. Infatti se fosse possibile recuperare gli sprechi, questi sfamerebbero 2 miliardi di persone al mondo.

Gli sprechi riguardano tutti i passaggi che portano gli alimenti dal campo alla tavola e colpiscono indistintamente tutti i Paesi. Nel nostro Paese, gli sprechi a livello domestico sono i più rilevanti, il 42% del totale e costano oltre 25 euro al mese a famiglia.

Con il cibo buttato vengono sprecati anche la terra, l’acqua, i fertilizzanti, le emissioni di gas serra che sono stati necessari per la sua produzione. L’ambiente è stato inquinato, sfruttato o alterato invano.

Dieta Mediterranea: Un Modello Sostenibile

Il modello alimentare mediterraneo è salutare anche per l’ambiente. Ma il modello alimentare mediterraneo, come già sottolineato dall’UNESCO, va oltre il concetto di cibo. Il termine stesso dieta deriva dal greco antico diaita (stile di vita) proprio ad indicare la valenza sociale e culturale della dieta mediterranea.

La dieta mediterranea prevede il consumo degli alimenti rispettando la stagionalità degli stessi. La dieta mediterranea prevede porzioni moderate e consumo di alimenti integrali e freschi, poco trasformati.

La dieta mediterranea, insieme all’attività fisica, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, il diabete e alcuni tipi di tumore (colon retto, mammella, prostata, pancreas, endometrio).

La doppia piramide alimentare e ambientale dimostra una strettissima relazione tra due aspetti di ogni alimento: il valore nutrizionale e l’impatto ambientale generato nelle fasi di produzione e consumo. I risultati mostrano che la dieta mediterranea ha un impatto ambientale inferiore del 60% rispetto alla tipica dieta occidentale, ricca di prodotti di origine animale e zuccheri.

Benefici dell'Alimentazione Sostenibile

Seguire un’alimentazione sostenibile, come indica la FAO, significa dare il proprio contributo per la sicurezza alimentare e migliorare la dieta individuale promuovendo l’agricoltura biologica e gli allevamenti a terra. Prediligere i prodotti del territorio, infatti, non solo aiuta a sostenere l’economia di prossimità ma anche ad abbassare in modo sensibile le emissioni inquinanti limitando il trasporto merci su grandi distanze. A questo importante beneficio si aggiunge la stagionalità, sinonimo di una buona e naturale coltivazione che preserva il benessere del territorio.

L’alimentazione sostenibile è fondamentale, inoltre, anche per la nostra salute: siamo quello che mangiamo, e non lo dobbiamo dimenticare mai. Scelte alimentari e di produzione sostenibili permettono un minor consumo di suolo, di acqua ed energia, limitando l’uso di pesticidi, la deforestazione, gli allevamenti intensivi e le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Un’alimentazione sana può far bene anche all’ambiente: dalla produzione alla tavola, le scelte che facciamo (packaging sostenibili, riciclo degli scarti alimentari, la scelta di alimenti prodotti in vertical farm) possono contribuire a ridurre le emissioni di CO2. Una dieta equilibrata e quindi delle scelte alimentari sostenibili sono salutari non solo per noi stessi ma anche per il pianeta in cui viviamo.

Come Adottare un'Alimentazione più Sostenibile

Cominciare a dare una mano al Pianeta, come avete letto, non è impossibile e non è poi così difficile. L’alimentazione sostenibile è la strada da intraprendere oggi stesso per fare del bene a sé stessi e all’intero Pianeta.

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Acquistare prodotti locali e a Km0: sono freschi e genuini.
  • Rispetta la stagionalità dei cibi. Frutta e verdura hanno una loro stagionalità.
  • Meno carne e più legumi. Un vegetariano consuma tra i 1.500 e i 2.600 litri d’acqua per alimentarsi quotidianamente, chi segue una dieta ricca di carne ne spende invece tra i 4.000 e i 5.000 litri; gli allevamenti intensivi inoltre producono il 14,5% dei gas serra nel mondo.
  • Scegliere prodotti provenienti da una pesca sostenibile fa bene alla salute, all’ambiente e all’economia locale.
  • Evitare prodotti con troppi imballaggi, che costituiscono quasi il 40% dei rifiuti prodotti.
  • Via i cibi preconfezionati, precotti o già pronti.
  • L’acqua? Usa quella del rubinetto.
  • Impara a risparmiare anche in cucina.
  • Zero sprechi alimentari. Quasi un terzo del cibo acquistato finisce nella spazzatura, ma possiamo evitarlo. Basta poco come pianificare la spesa e comprare solo ciò che userai a breve così da non ritrovare in frigo cibi scaduti.

La Strategia Europea per la Sostenibilità Alimentare

Nella sua strategia per la sostenibilità alimentare, l’Unione Europea si è data l’obiettivo di proteggere l’ambiente e garantire un’alimentazione sana per tutti, sostenendo i produttori, partendo dalla considerazione che il sistema alimentare, dalla fase di produzione fino al consumo e agli sprechi, ha un forte impatto sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza alimentare.

Risale al 20 maggio 2020 la presentazione della strategia “Farm to Fork”, grazie alla quale la Commissione europea si pone l’obiettivo di costruire un sistema alimentare sostenibile, per salvaguardare la sicurezza alimentare e tutelare i cittadini europei e la natura.

Gli obiettivi chiave della strategia per il 2030 sono di ridurre del 50% l’uso e il rischio dei pesticidi chimici, ridurre di almeno il 20% l’uso dei fertilizzanti, ridurre del 50% le vendite di antimicrobici per gli animali da allevamento e per l’acquacoltura, e destinare almeno il 25% della superficie agricola all’agricoltura biologica.

La strategia fa parte del Green Deal europeo e va di pari passo con la nuova strategia sulla biodiversità per il 2030 e alla nuova riforma della Politica Agricola Comune (PAC). L’obiettivo della strategia ‘dal campo alla tavola’ è il raggiungimento della neutralità climatica nell’UE entro il 2050.

Progressi e Sfide dell’Italia verso la Sostenibilità Alimentare

L’edizione 2024 del Rapporto Istat sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile offre uno spaccato rispetto al rapporto dell’Italia con la sostenibilità alimentare, che è strettamente legata agli SDGs come il Goal 2 (Sconfiggere la fame) e il Goal 12 (Consumo e produzione responsabili).

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