Alimentazione e Tumore al Polmone: La Dieta Giusta per la Prevenzione e il Supporto

Il tumore del polmone è il tumore più frequente al mondo, rappresentando circa il 13-17% di tutti i casi ed è responsabile del 19% delle morti per cancro. L’incidenza è bassa prima dei 40 anni ma aumenta fino ai 75-80 in molte popolazioni.

La maggior parte dei casi sono diagnosticati ad uno stadio avanzato a causa della relativa mancanza di sintomi clinici nella fase iniziale. Solo 1% dei casi originano dall’ereditarietà di mutazioni genetiche, le quali invece generalmente compaiono a causa dell’esposizione ambientale e dai fattori dello stile di vita.

Tra gli altri fattori di rischio clinici ci sono le infezioni polmonari, l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, all’inquinamento domestico ed ambientale così come l’esposizione lavorativa a sostanza nocive come i metalli pesanti, gli idrocarburi policiclici aromatici, il radon e l’amianto.

I polmoni sono facilmente esposti ai cancerogeni, i quali possono dar origine a prodotti infiammatori ed ossidanti che hanno l’abilità di interagisce con il DNA, formare addotti chimici e causare danno genetico. Il fumo costituisce la causa principale di tutte le principali forme istologiche del tumore al polmone contribuendo per il 50-80% di tutti i casi al mondo.

Si sa che il i fumatori attivi hanno un rischio almeno venti volte maggiore rispetto ai non fumatori. In particolare l’aspetto più determinante sul rischio è certamente la durata del tabagismo. Ma è stato osservato che il rischio diminuisce quando si interrompe il fumo e gli effetti favorevoli sull’organismo sono apparenti persino quando si dice stop in età avanzata.

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Smettere di fumare rappresenta perciò la strategia primaria per prevenire il tumore al polmone.

Alimentazione e Tumore al Polmone: Quale Dieta Seguire?

Sussiste l’evidenza che la dieta per il tumore al polmone deve essere ricca di verdure e di frutta possa esercitare effetti protettivi sul tumore al polmone. In particolare si stima che un più alto consumo di prodotti di origine vegetale abbassi il rischio del 8-18%. E ciò sembra più evidente nei fumatori e per almeno quattro etti di frutta e verdura al giorno.

Negli ultimi anni i composti vegetali ad azione bioattiva hanno attirato particolare attenzione. Tra quelli più indagati ci sono sicuramente i polifenoli, che sono presenti nei prodotti di origine vegetale come la frutta e la verdura e che secondo numerose evidenze riducono il rischio di vari tipi di cancro.

Molti studi di laboratorio e di natura epidemiologica suggeriscono che i polifenoli abbiano un potenziale ruolo nel controllo dei processi tumorali. In particolare i polifenoli agiscono su più meccanismi di prevenzione oncologica. Intervengono, infatti, come antiossidanti neutralizzando l’azione delle molecole ossidanti che danneggiano i lipidi, le proteine ed il DNA delle cellule, oltre a controbilanciare lo stress ossidativo causato dai cancerogeni.

In secondo luogo sono in grado di interagire con le proteine cellulari inibendo l’attività degli enzimi coinvolti nella trasformazione dei precursori cancerogeni in altri intermedi più dannosi. Infine i polifenoli possono aumentare l’attività dei processi detossificanti agevolando la formazione di sostanze meno tossiche e la loro escrezione attraverso la bile e l’urina.

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In tutto il mondo le diete a prevalenza vegetale sono ricche di polifenoli come l’acido fenolico, quercetina, stilbeni, licopene, beta-criptoxantina, carotenoidi e luteina. Molte ricerche sostengono, perciò, che un consumo abituale di polifenoli attraverso gli alimenti possa agire in modo protettivo sulla nostra salute e che quindi possa esservi una correlazione tra alimentazione e tumore al polmone.

Un alto consumo di carne, soprattutto se cotta ad alte temperature o processata industrialmente, può incrementare il rischio e ciò potrebbe essere collegato alla formazione di nitrosammine durante la cottura. Inoltre gli studi osservazionali mostrano che un basso livello di vitamina D è associata al tumore al polmone, mentre un apporto adeguato di carotenoidi di origine alimentare è protettivo.

Quindi c’è l’evidenza che uno stile alimentare sano possa ridurre il rischio di tumore al polmone. Ciò trova conferma nel fatto che le verdure, la frutta, il pesce, la carne magra sono stati associati con un minor rischio. Inoltre una dieta tipicamente occidentale a base di cereali raffinati, prodotti di origine animale e zuccheri è stata associata ad una maggiore probabilità di ammalarsi di tumore al polmone, mentre una dieta sana come quella mediterranea agisce in maniera opposta.

Ad ogni modo gli effetti benefici dell’alimentazione per il tumore al polmone sembrano dipendere più dalla combinazione ed interazione delle componenti alimentari piuttosto che dall’azione di una manciata di nutrienti.

Inoltre, è emerso che il consumo abituale di yogurt e/o prebiotici ha effetti positivi anche sul medio-lungo termine, modulando il microbioma e riducendo il rischio, per esempio, di patologie vascolari, neoplasie gastrointestinali ecc. Incrociando poi i vari dati è emerso che il consumo sia di fibre sia di yogurt è inversamente correlato al rischio tumorale. In conclusione, dunque, un’elevata assunzione di fibre e yogurt sembrerebbe ridurre significativamente il rischio di tumore al polmone, suggerendo un possibile utilizzo di probiotici e prebiotici nella prevenzione oncologica.

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Strategie Nutrizionali Durante il Trattamento

Alla diagnosi i sintomi più comuni sono spossatezza, dolore, mancanza di appetito, tosse ed insonnia. Successivamente la chemioterapia è spesso accompagnata da nausea, vomito, perdita dei capelli, mentre la radioterapia provoca la comparsa di difficoltà nella deglutizione, infiammazione della gola e dell’esofago.

Ne consegue che molti dei sintomi lamentati dai pazienti, anche per cause legate alle terapie, hanno un impatto notevole sulla nutrizione dell’organismo, cioè ostacolano la capacità di raggiungere un introito nutrizionale adeguato ed aumentano il rischio di malnutrizione.

Non è un caso che i tassi di malnutrizione nei pazienti con tumore al polmone siano particolarmente elevati, persino rispetto ad alti tipi di cancro, coinvolgendo almeno una persona su tre. È ben chiaro che la malnutrizione e la perdita di peso hanno effetti negativi sull’efficacia delle terapie.

Accanto agli effetti negativi sulla funzionalità psico-fisica e sociale, un alto numero di studi ha evidenziato che la perdita ponderale o la malnutrizione è associata ad una minore efficacia terapeutica. Benché i meccanismi alla base siano ancora poco chiari si ipotizza che ciò potrebbe essere collegato alle problematiche cardiache, polmonari e da una minore risposta immunitaria.

Tenendo conto di tutto ciò è importante prevenire ed intervenire su questi aspetti nutrizionali attraverso la supervisione di uno specialista al fine di impostare un supporto nutrizionale bilanciato. Ecco perché le strategie nutrizionali sono di vitale importanza per migliorare il benessere ed aumentare le capacità di risposta dell’organismo anche in chiave terapeutica.

Consigli Pratici per Gestire gli Effetti Collaterali

Un’alimentazione adeguata è di aiuto per affrontare al meglio gli effetti collaterali delle cure e i sintomi della malattia. I sintomi di un tumore e gli effetti collaterali delle terapie oncologiche, come la mancanza di appetito e la nausea, possono influire negativamente sulla qualità di vita dei pazienti.

La selezione degli alimenti, la distribuzione dei pasti nel corso della giornata e altre attenzioni possono essere di aiuto per contrastare i problemi che si vivono durante i trattamenti e per recuperare le forze.

Nausea e Vomito

La soluzione maggiormente consigliata per contrastare nausea e vomito è mangiare poco e spesso, spezzando i tre pasti principali in 6-8 spuntini al giorno.

  • Consumare alimenti secchi, come pane e cereali se possibile integrali.
  • Mangiare cibi freschi o a temperatura ambiente, evitando il più possibile quelli caldi o piccanti e quelli fritti.
  • Assumere solo piccoli sorsi di liquidi durante i pasti per evitare di sentirsi pieni.
  • Bere la maggior parte dei liquidi tra i pasti preferendo acqua, tisane tiepide e bevande tra cui quelle a base di zenzero o menta.

Perdita di Appetito

Per stimolare l’appetito è fondamentale mantenersi fisicamente attivi il più possibile. Per contrastare la perdita di peso per mancanza di appetito, può essere d’aiuto preferire cibi ad alto contenuto proteico o calorico, come legumi, uova, carne (preferibilmente bianca) e pesce, frutta secca a guscio, e consumare bevande arricchite di particolari elementi nutritivi.

Stipsi

Per risvegliare l’intestino pigro si può optare per cibi ricchi di fibre, come cereali integrali, verdura e frutta con la buccia. Invece si consiglia di mangiare senza esagerare e a piccole dosi, eventualmente sotto forma di creme, i cibi che favoriscono la formazione di gas, come legumi, broccoli e cipolle.

Diarrea

Le raccomandazioni sono di bere lontano dai pasti e di distribuire questi ultimi nel corso della giornata. È bene sapere che, oltre a limitare i cibi grassi, fritti, o speziati, dolci, latte e latticini e le gomme da masticare, può essere utile mangiare alimenti ricchi di potassio e di sodio (come banane e mele) e di fibre solubili (come il riso e i fiocchi d’avena), magari ridotti in crema.

Spossatezza

Si suggerisce di puntare su cibi integrali, legumi, fibre con un po’ di olio extravergine di oliva, che aiutano a mantenere livelli di energia più stabili nel tempo.

Fastidi in Bocca

Per avere un po’ di sollievo può essere utile bere spesso piccole quantità di liquidi, ma anche succhiare cubetti di ghiaccio e ghiaccioli alla frutta. Un altro utile suggerimento può essere di evitare cibi che richiedono una masticazione faticosa, come quelli più asciutti e che tendono a impastare la bocca, come cracker e grissini.

Vampate

Molti pazienti riferiscono che il disturbo è scatenato da tè, caffè o altre bevande contenenti caffeina, dall’alcol, dai cibi speziati, oltre che dal fumo e dalle emozioni.

Un Caso a Parte: Il Tumore al Seno

Alcuni ricercatori dell’Istituto nazionale tumori (INT) di Milano hanno mostrato che un’alimentazione appropriata può persino migliorare la prognosi delle pazienti operate di tumore al seno. È la conclusione del progetto Diana 5, nel corso del quale sono state seguite e osservate per molti anni oltre 2.000 donne operate al seno. I risultati hanno mostrato gli effetti positivi di un esercizio fisico quotidiano associato a una dieta basata su cereali integrali, legumi, verdure di stagione, un po’ di frutta e semi oleaginosi, e un consumo occasionale di cibi di origine animale.

Mangiare in Ospedale e a Casa

Per molti pazienti mangiare a sufficienza è un vero e proprio sforzo, tanto che solo l’idea di doversi nutrire può essere una fonte di stress e ansia. Si potrebbe chiedere ai familiari di portare alimenti più graditi, farsi riscaldare i cibi dagli infermieri oppure ottenere la collaborazione di volontari, parenti o amici al momento del pasto.

D’altra parte, per chi sta vicino ai pazienti oncologici può essere molto frustrante non riuscire ad aiutarli a mangiare. Tuttavia, non dovrebbero costringerli contro voglia, né colpevolizzarsi o risentirsi se i loro sforzi non ottengono i risultati sperati.

Altri Fattori Importanti

  • Selenio: Gli alimenti vegetali sono le fonti dietetiche principali di selenio nella maggior parte dei paesi nel mondo. Il contenuto di selenio degli alimenti dipende dalla ricchezza di selenio del suolo nel quale crescono le piante o sul quale sono allevati gli animali. Gli alimenti più ricchi di selenio sono le frattaglie e i pesci, seguono carni e cereali integrali e prodotti lattiero caseari. La frutta e le verdure presentano un contenuto variabile in rapporto al terreno di coltivazione, ma comunque basso. Tra tutti gli alimenti, i derivati del frumento sono la maggiore fonte alimentare di selenio in Italia.
  • Arsenico: La sua presenza nell’acqua può essere legata sia a processi di cessione degli elementi da parte dei minerali sia ad attività umane. Le fonti di inquinamento umano di arsenico sono molteplici: esso ha svariati usi industriali ed è anche impiegato abbondantemente nella produzione di pesticidi per l'agricoltura.

Attività Fisica e Stile di Vita

Le persone adulte (dai 18 anni in su) dovrebbero praticare almeno dai 150 ai 300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata a settimana, oppure almeno 75-150 minuti di attività fisica aerobica intensa, inserendo almeno 2 volte a settimana esercizi di rinforzo muscolare. Per i bambini e i ragazzi si raccomandano almeno 60 minuti di attività fisica moderata e almeno 3 volte a settimana di attività intensa per rinforzare il sistema scheletrico e muscolare.

Lo stile di vita green non si arresta in palestra: lascia a casa l’auto, spegni la luce quando non ti serve, non lasciare l’acqua aperta, scarta la carta e limita il consumo di carni rosse e salumi.

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