Linee Guida per l'Alimentazione dei Vitelli da Carne

Negli ultimi anni, le preoccupazioni riguardo le condizioni di benessere dei vitelli negli allevamenti da latte stanno crescendo. Una non adeguata gestione della vitellaia, infatti, oltre a peggiorare la condizione sanitaria degli animali, comporta gravi problemi di benessere animale, come alterazioni del comportamento, paura, dolore e fame. Tassi di mortalità così elevati sono un campanello d’allarme per condizioni subottimali di benessere e salute degli animali.

L’analisi dei dati resi disponibili dal sistema informativo veterinario nazionale (Vetinfo - www.vetinfo.it) relativi ai vitelli nati in stalle da latte in Italia mostra che, tra il 2020 e il 2024, la mortalità tra 0 e 6 mesi di età (calcolata sulle nascite registrate in Bdn), è aumentata in entrambi i sessi. I dati nazionali mostrano un incremento della mortalità dei vitelli tra 0 e 6 mesi, con valori che nel 2024 hanno raggiunto l’8,7% nei maschi e il 9,6% nelle femmine. In particolare, in Europa, è stata riportata, per le stalle da latte, una mortalità pre-svezzamento variabile tra il 3% e l’11%, con i vitelli maschi che mostrano una mortalità più alta del 40% rispetto alle femmine.

Gestione del Parto e Prime Cure

Il vitello bovino nasce in uno stato di agammaglobulinemia, cioè privo di anticorpi, a causa della particolare struttura della placenta nella specie bovina, che impedisce il passaggio delle immunoglobuline dalla madre al feto durante la gestazione. Questa condizione lo rende estremamente vulnerabile ai microrganismi presenti nell’ambiente in cui nasce.

Sebbene la presenza in allevamento di un box specificamente dedicato al parto non sia obbligatoria, essa è fortemente raccomandata dalla comunità scientifica e prevista nei protocolli di valutazione ClassyFarm. I materiali e le attrezzature utilizzati nel box parto devono essere puliti, disinfettati e non nocivi, come previsto dal D.Lgs. 126/2011 e dal D.Lgs.

Secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 126/2011, Allegato I, punto 10, i vitelli di età inferiore alle 2 settimane devono potersi sdraiare su una superficie pulita, confortevole e coperta con lettiera.

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Importanza della Colostratura

La somministrazione tempestiva e corretta del colostro rappresenta un passaggio cruciale per garantire al vitello una solida immunità passiva. Il colostro deve essere somministrato il prima possibile dopo la nascita, entro le prime 6 ore di vita (D. Lgs. 126/2011, All.

Dal punto di vista fisiologico, è preferibile che il colostro venga assunto per suzione, direttamente dalla madre o tramite biberon. L’uso della sonda esofagea per facilitare la somministrazione del colostro dovrebbe essere riservato esclusivamente a quei rari casi in cui il vitello non riesca ad alimentarsi in autonomia. L’impiego non necessario di questo strumento, infatti, causa stress, aumenta il rischio di errori nella somministrazione e inibisce l’attivazione della doccia esofagea.

Qualità e Gestione del Colostro

Il colostro materno fresco è in genere la scelta più comoda, economica e immediata. Tuttavia, la sua quantità e qualità può variare molto da animale ad animale, a seconda della razza, del numero di lattazioni, della gestione durante il periodo di asciutta, della condizione corporea (Bcs) e di altri fattori genetici. Per questo motivo, è necessario misurare con strumenti specifici la concentrazione di anticorpi nel colostro prima della somministrazione.

Per valutare la qualità del colostro non è per forza necessario fare ricorso ad analisi eseguite in laboratorio. Un colostro di buona qualità si presenta denso (densità superiore a 1050) e giallastro, con almeno 60 g/L di gamma-globuline (corrispondenti a un valore di almeno 23%, se misurato con un rifrattometro in scala Brix) e con una carica batterica totale inferiore a 100.000 Ufc/mL.

Una comoda alternativa al colostro materno fresco è la predisposizione in stalla della cosiddetta banca del colostro, che consiste nel conservare, tramite congelamento, dosi di colostro di alta qualità (valori Brix superiori a 25%) provenienti da vacche sane dell’allevamento stesso. Questa soluzione, se attuabile in base alla condizione sanitaria dell’allevamento e se ben gestita, è spesso preferibile all’uso del colostro artificiale, perché garantisce un corredo anticorpale specifico per i patogeni presenti nell’ambiente in cui vivrà il vitello.

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Il colostro materno può essere congelato in sacchetti con chiusura ermetica, disposti in orizzontale per facilitare congelamento e scongelamento. Per garantire la tracciabilità dei lotti della banca del colostro, è buona pratica registrare per ogni prelievo e somministrazione l’identificativo della bovina donatrice, la data, la modalità di somministrazione e l’identificativo del vitello ricevente.

La qualità del colostro non dipende solo da fattori materni, ma anche dalle modalità di raccolta e conservazione dello stesso. Anche le attrezzature per la somministrazione devono essere lavate e disinfettate prima e dopo ogni uso.

Infine, per ottimizzare l’efficacia della colostratura, è necessario prestare attenzione anche alla quantità assunta dal vitello. Dopo i primi due pasti, la somministrazione di colostro, latte “di transizione” o latte misto-colostro, deve continuare per almeno altri 4 giorni.

Monitoraggio dell'Efficacia della Colostratura

Per verificare se la colostratura è stata effettuata correttamente, è necessario analizzare il siero del vitello. Il prelievo andrebbe eseguito in vitelli nati da almeno 24 ore e con massimo 7-10 giorni di vita. Il veterinario aziendale può inviare il siero a un laboratorio di analisi, dove i test di riferimento comprendono la determinazione delle gamma-globuline o la quantificazione delle immunoglobuline G (IgG) e il dosaggio della gamma-glutamil-transferasi (Ggt).

L’importanza di valutare questi parametri, come evidenziato anche dalla scelta di inserire la loro analisi nella nota ministeriale, deriva dal significato biologico di queste sostanze. In particolare, le immunoglobuline G rappresentano una protezione passiva immediata per il vitello appena nato, poiché sono gli anticorpi principalmente presenti nel colostro e garantiscono una difesa contro gli agenti infettivi. Se il dosaggio delle immunoglobuline è un utile indicatore della qualità del colostro somministrato, la determinazione della gamma-glutamil-transferasi (Ggt) è utile per verificare l’effettiva somministrazione del colostro al vitello.

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  • Ggt alta ma immunoglobuline basse: la colostratura è stata fatta correttamente per tempistica e quantità, ma il colostro era di scarsa qualità.
  • Ggt bassa e immunoglobuline basse: la colostratura non è stata fatta o comunque il vitello non ha ricevuto il colostro né in quantità né con tempistiche adeguate, evidenziando un mancato adempimento del D.Lgs.

La corretta colostratura è una pratica dal valore igienico-sanitario importantissimo. Un monitoraggio regolare del trasferimento dell’immunità consente di verificare l’efficacia del protocollo adottato e di individuare tempestivamente eventuali criticità, prima che queste si traducano in problemi clinici o interventi ispettivi.

Poiché ogni azienda presenta caratteristiche strutturali e gestionali uniche, è essenziale che allevatore e veterinario aziendale definiscano procedure scritte e specifiche, adattate alla realtà di ciascuna stalla. Sebbene la normativa vigente indichi un tempo massimo di 6 ore per la prima somministrazione di colostro (D.Lgs.

Alimentazione Lattea e Svezzamento

L'alimentazione lattea del vitello da latte può basarsi sull’uso di latte intero, in polvere o fermentato. il progressivo sviluppo del rumine. Lo svezzamento della manza da latte si effettua nel momento in cui l’animale consuma 2 kg di concentrato al giorno, ossia nel periodo compreso tra l’ottava e la decima settimana. Per il vitello da carne, l’alimentazione della madre gioca un ruolo importante e, di conseguenza, deve essere presa in considerazione. Se la madre non produce latte a sufficienza, deve essere distribuito del concentrato per giovani bovini ed è opportuno scegliere un concentrato ricco di cellulosa.

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