Cercare di definire una cultura porta con sé il rischio di semplificare e generalizzare, ma è necessario affrontare la questione della cultura della dieta per comprenderne appieno le implicazioni.
Cos'è la Cultura della Dieta?
La cultura della dieta è un sistema di credenze che:
- Discrimina e ha una storia razzista, classista e sessista.
- Promuove la perdita di peso, indipendentemente dal costo per la persona in termini di salute mentale e fisica.
- Dipinge un’idea distorta del cibo, che è fatto per avere calorie e grassi, è ciò che lo rende energetico e quindi utile alla nostra sopravvivenza.
In altre occasioni, invece, la sua influenza è più insidiosa e apparentemente meno diretta, come in un articolo dal titolo: “Aumenta il tuo intake di nutrienti e ti aiuta nella tua missione per perdere peso”. La tua missione.
Oppure in un post su Instagram: “sì, questa ricetta ha parecchie calorie e grassi, ma ogni tanto te lo meriti”.
Il Paradosso dell'Alimentazione Moderna
Oggi ci troviamo di fronte a una sorta di paradosso: da un lato abbiamo una grande offerta di cibo e tantissime occasioni per consumarlo, spesso in modo spropositato, dall’altro, presi dalle mille incombenze della giornata o dalla pigrizia, diventiamo sempre più sedentari. Si crea quindi uno scompenso fra entrate e uscite.
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“Il nostro peso dipende dall’equilibrio o meno delle entrate e delle uscite. In altre parole, da quanto mangiamo e da quanta energia spendiamo.
L'Importanza dell'Ascolto di Sé e della Consapevolezza
È quindi necessario andare in terapia per perdere peso? Di sicuro però, mettere ordine tra le priorità, imparare ad ascoltarsi e ad accettarsi, e diventare consapevoli delle ragioni che ci spingono a dimagrire, rappresenta il "grosso" del lavoro.
Impara ad ascoltarti sempre di più e cura l'aspetto di "consapevolezza". Se hai il dubbio di essere sazio, probabilmente lo sei.
Non mangiare in piedi, o davanti al frigo; siediti e metti a tavola solo i cibi che pensi mangerai. Ridimensiona le emozioni che provi davanti allo specchio o sulla bilancia, perché dipendono prima di tutto dal tono dell'umore. Se il confronto ti frustra, prima di tutto limitalo. Ricorda che il disagio peggiorerà sia le tue prossime condotte alimentari.
Proiettati sull'obbiettivo: come sarò al termine del mio percorso? Cerca situazioni e compagnie positive (che non significa fare baldoria); non è una guerra e non dev'esserci sofferenza.
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Dieta: Un Termine Sovraccarico
Dieta: quante volte è capitato di sentire questo termine associato esclusivamente al processo di dimagrimento, spesso per ragioni prettamente estetiche, slegate da effettive necessità cliniche. La dieta può essere associata a fattori di salute o culturali, così come la perdita di peso.
“Parlare di dieta è uno degli argomenti preferiti della gran parte delle persone. Chi lo fa per sentirsi meglio, chi per necessità di salute, chi perché pratica sport. Siamo in un’epoca digitale e la tentazione di cercare sul web una ‘dieta’ è troppo forte per non provarci, il numero di risultati che i motori di ricerca propongono è impressionante: un paio di milioni di dati.
Il Metabolismo: Un Fattore Spesso Frainteso
“Una domanda che spesso mi sento fare in ambulatorio riguarda il metabolismo, quando si è in sovrappeso e si vuole perdere peso, se non si ottengono i risultati sperati si pensa che sia colpa del metabolismo. Siamo sicuri di sapere di cosa stiamo parlando? Per metabolismo basale si intende il numero, espresso in kcal, di energia consumata dal nostro organismo a riposo. Dipende principalmente dalla composizione corporea, quanta massa magra e massa grassa si ha: più è elevata la massa magra più si consuma.
Per soddisfare i fabbisogni dell’organismo, per fortuna, dobbiamo mangiare, un indubbio piacere che è però anche un vero e proprio dovere.
Carboidrati: Amici, Non Nemici
“Il primo passo di chiunque voglia perdere peso è, quasi sempre, l’eliminazione da un giorno all’altro dei carboidrati dalla propria dieta. Si tolgono pasta e pane pensando che siano i responsabili dell’aumento di peso. Non c’è niente di più sbagliato, perché il gruppo dei carboidrati, se consumati nelle giuste quantità, è indispensabile per mantenere un buono stato di salute e di forma fisica. I carboidrati sono la forma di carburante più efficace per il nostro organismo e svolgono moltissime funzioni. Sono infatti indispensabili per il funzionamento del cervello, dei muscoli e del cuore e rappresentano una piccola riserva prontamente disponibile di energia, custodita nel fegato sotto forma di glicogeno. Come abbiamo detto, un’alimentazione equilibrata deve essere composta dal 55-60% delle calorie giornaliere da carboidrati. Questo significa che ogni pasto (colazione, pranzo e cena), deve includere almeno una porzione, anche ridotta, di un carboidrato.
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“Attenzione anche a tutti i prodotti lavorati dall’industria: spesso sono molto ricchi di grassi poco sani e di zuccheri. Da questo punto di vista, leggere le etichette aiuta sicuramente a orientarsi nelle scelte. Negli ultimi anni sempre più persone escludono il glutine dalla propria dieta presumendo un’intolleranza a questa frazione proteica alla base del gonfiore o della mancata perdita di peso. Spesso si ricorre a prodotti senza glutine senza che ci sia una vera indicazione.
Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI)
Il disturbo da alimentazione incontrollata (DAI) si caratterizza per la presenza di episodi di abbuffate ricorrenti. Talvolta, le abbuffate si alternano a periodi in cui la quantità di cibo che si mangia è sostanzialmente ridotta. Mangiare in quantità eccessiva occasionalmente non significa avere un disturbo da alimentazione incontrollata.
Il disturbo da alimentazione incontrollata, talvolta, può svilupparsi a seguito di una dieta rigida, in particolar modo se si saltano i pasti e si eliminano completamente alcuni cibi. Il DAI può essere curato e la maggior parte delle persone potrà stare meglio con l’aiuto di terapie dedicate.
Alimentazione Compulsiva: Un Bisogno Psicologico
Spesso, durante la lettura di queste note, sentirete parlare di alimentazione compulsiva. Perche' si mangia senza fame? Uso il termine "compulsivo" per indicare che il bisogno di mangiare e' solo psicologico, che manca la necessita' fisica di mangiare, cioe' quei segnali che il nostro corpo ha per farci capire che bisogna introdurre carburante; il mangiatore compulsivo mangia anche se non ha il cosiddetto buco allo stomaco.
Essere grassi non e' sempre sinonimo di alimentazione compulsiva, cosi' come l'essere magri non la esclude. Il sovrappeso e' quel peso che riflette il cibo in eccesso rispetto alle necessita' del corpo.
Senza disciplina e volonta', infantile, incapace alla sobrieta', goloso, senza controllo, debole, spiacevole, ma soprattutto grasso: e' quello che molti pensano dei grassi, e' quello che molti grassi pensano di se stessi. Dobbiamo dire che e' falso.
Affrontare l'Ansia Senza Cibo
La soluzione indicata e' sbagliata: e' stato detto di non fare qualcosa (mangiare) che bisogna fare; se e' un mangiatore compulsivo lei deve mangiare quando ha problemi. Quando lei cerca di controllare il mangiare sta pensando: "mangiare e' male, non farlo!", invece di occuparsi delle ragioni di questo impulso; il problema e' la difficolta' di affrontare l' ansia senza cibo.
I grassi che seguono una dieta pensano che sia necessario limitare quello che mangiano, non importa il metodo. Il mangiatore compulsivo non puo' immaginare la propria vita senza limitazione del cibo, ma anche senza immaginarsi a mangiare tutto quello che passa alla sua vista.
Dieta/eccesso/disprezzo di se stesso: e' un ciclo che puo' durare tutta la vita, e a volte e' veramente cosi'. Il nostro corpo resiste alla dieta. Fare molte diete favorisce l'accumulo di grasso.
L'Ossessione per il Controllo del Peso e del Cibo
Purtroppo, viviamo in una societa' ossessionata dal controllo del peso e del cibo. Anche se puo' sembrare incredibile, milioni di persone si svegliano tutte le mattine, si guardano allo specchio ed esclamano "Oddio!". Non solo e' inquietante che tante persone rifiutino il proprio corpo, ma anche che questo rifiuto ha conseguenze gravi.
La disistima verso se stessi non conduce ad un cambiamento di vita, ma ispira una sensazione di sconfitta. Quanto piu' ci si sente inaccettabili, meno possibilita' di cambiare si hanno. I bambini sono meglio disposti a fare qualcosa se si sentono amati ed appoggiati più di quando si sentano minacciati o intimoriti. Noi adulti non siamo diversi.
Quando ci si sente bene con se stessi, si e' disposti a conoscere gente nuova, e a fare cose nuove, se ci si sente rifiutati, e' più probabile che ci si chiuda nel proprio appartamento. E' al supermercato a far la coda alla cassa. Le copertine delle riviste annunciano: "Quest'estate sara' una persona diversa", "questa e' la nuova strada verso la bellezza", "Raggiunga un corpo piu' bello con dieci minuti al giorno di...".
Oppure incontra un'amica che ha perso un sacco di chili, e' molto elegante e il suo sentimento di invidia e' forte. Spesso ci attacchiamo all'idea che noi possiamo trovare la dieta che funzioni. Questa volta sara' diverso, e rientriamo nel ciclo perverso limitazione/eccesso.
Perche' e' tanto importante essere magri la prossima estate, cosa pensiamo di raggiungere dimagrendo, a parte mostrare le nostre ossa pelviche? Pensiamo che la magrezza ci permettera' di raggiungere un obbiettivo. Il corpo si utilizza per vendere qualunque cosa, e tutti quanti speriamo di poter raggiungere molto piu' di un corpo piu' magro. La nostra societa' dice che un corpo magro puo' conquistare qualunque cosa, dal successo professionale ad una eccellente vita sessuale.
La Soluzione Magica e le Diete
Nel mondo, non sono molte le cose che possiamo dominare, cerchiamo di pianificare le cose con realismo, per comprare un appartamento o cercare un lavoro, ci aggreghiamo a partiti o associazioni sperando in un mondo piu' pulito; purtroppo, non tutto ci va per il verso giusto, e a questo punto, a volte pensiamo alla soluzione magica. Quanti non hanno sognato nella vita di vincere la lotteria? Tutti sappiamo che vincere e' una possibilità remota, ma a volte pensare di avere una soluzione ai problemi, per quanto remota e' sempre meglio che non averne affatto. Le diete si comportano nello stesso modo, si rapportano al nostro desiderio di avere una possibilita' di successo.
Se ha pensieri simili, e' probabilmente intrappolata nel gioco; il giocatore di "cambi il corpo, cambiera' la vita" ha una serie interminabile di pensieri critici per il corpo, che sta MALE e richiede disperatamente una soluzione.
Le Regole Non Scritte del Gioco "Cambia il Corpo, Cambierà la Vita"
Regola n. 1: Grasso e' cattivo I grassi non sono considerati solo persone di grandi dimensioni, ma anche privi di salute, instabili, inaffidabili, incapaci di avere cura di se stessi e indegni di essere amati.
Regola n. 2: I grassi mangiano troppo Alcuni studi scientifici affermano che molti grassi mangiano come molte persone magre e sicuramente conosciamo persone magre che mangiano piu' di tanti grassi. Si aumenta di peso quando si mangia piu' di quello che si consuma, ma il punto nel quale il corpo smette di consumare e immagazzina grasso e' specifico per ogni organismo. Ognuno ha un punto di equilibrio e alcuni sono programmati per essere piu' grassi e altri per essere piu' magri, come c'e' chi e' piu' alto e chi e' piu' basso. La maggior parte degli adulti possono seguire una dieta e raggiungere un peso diverso da quello stabilito dal proprio equilibrio individuale, ma il corpo tendera' anche seguendo una dieta ferrea al suo peso naturale, che per alcuni e' diverso da quello desiderato, anche se questo e' difficile da accettare.
Regola n. 3: Magro e' bello La nostra cultura preferisce le donne e gli uomini magri; questa preferenza e' determinata storicamente e esprime cambi di cultura e di valori. Quando il cibo era meno abbondante, grasso era simbolo di bellezza e di ricchezza. La gente ricca aveva abbastanza cibo da mangiare troppo e quindi era grassa. Oggi la magrezza e' lo specchio del fatto di possedere abbastanza da poter fare a meno del cibo.
Regola n. 4: Mangiare richiede controllo I partecipanti al gioco "cambia il corpo, cambiera' la tua vita", lottano in continuazione per ottenere piu' controllo su quello che mangiano. Mangiare si controlla solo con restrizioni. Non solo c'e' un momento e un luogo per mangiare, ma ci sono alimenti proibiti che si devono mangiare con parsimonia.
Regola n. 5: La critica conduce al cambio Ci si deve criticare e castigare per essere magri. Tutti quelli che hanno seguito una dieta sanno che le punizioni non servono. Il risultato e' spesso una sensazione spiacevole e quando si e' in difficolta', spesso bisogna mangiare. L'idea che sia necessario soffrire per ottenere un risultato e' molto diffusa, ma totalmente irrazionale.
La Volontà Non Basta
A tutti noi è stato insegnato che si puo' vincere sempre, basta la volonta'. Si puo' ottenere tutto se ci impegnamo allo spasimo. Ma mangiare compulsivamente e' un problema molto serio, che non si puo' risolvere solo con la buona volonta'. Molti si rendono conto dell'insuccesso delle diete, ma ritengono non vi siano altre possibilita'.
Tante volte mangiare e' una forma di resistenza alle restrizioni alimentari. Ogni volta che ha seguito una dieta per essere meglio accettato dagli altri, e' caduto in eccessi, in altre parole ha tentato di difendersi dalla grande pressione sociale perché facesse la dieta. Da una parte soffre per il peso e per la dipendenza dal cibo, pero' dall'altra non e' dimagrito e non ha mangiato di meno. Continua a essere convinto che mangiare e grasso siano negativi, ma ha resistito a questo punto di vista ogni volta che ha commesso un eccesso. Quell'eccesso e' stata la sua forma di dire "BASTA". Lei esige che la gente l'accetti per quello che e', l'ascolti e la capisca. Da una parte e' depresso perche' non riesce a cambiare il corpo, dall'altra e' un ribelle. Come ribelle e' bravissimo. ma la sua ribellione fino ad ora è stata sterile, E' necessario avere un piano migliore, una ribellione senza un piano e' inefficace e ha condotto all'anarchia attuale.
Quando i mangiatori compulsivi ricorrono al cibo e' perche' sono preoccupati per qualcosa e tentano mangiando di aiutarsi. Questi sforzi per aiutarsi meritano il massimo rispetto, ma mangiare non risolve i problemi della vita, e' come mettere un po' di gelato su una ferita ad un piede. Il cibo a cui ricorre quando ha un problema non puo' risolverlo.
Abbandonare i "Se Potessi..."
I mangiatori compulsivi vivono una vita di "Se potessi..." Se potessi smettere di mangiare, se potessi perdere 5 chili, se potessi essere magra... Se potessi essere più magra e' una forma di dire: mi odio cosi' come sono. Abbandonare i "se potessi" aiutera' a risolvere il suo problema con il cibo e ad abbassare il peso, ma contemporaneamente ad accettare il proprio corpo cosi' come e' adesso.
Anche se le sembra che le stiamo chiedendo che si rassegni a vivere in un corpo grasso, non e' la rassegnazione che le raccomando. "Adesso sono così. Non so quello che mi riservera' il futuro. L'autodisprezzo fa in modo che si senta male e che mangi. Il primo passo e' rendersi conto del momento in cui pensiamo negativamente al cibo o al peso, e questo e' difficile. Questo atteggiamento negativo verso noi stessi corrisponde ad una nostra seconda natura, e quindi, quando ha questi pensieri non e' facile notarli.
I mangiatori compulsivi devono avere una comprensione benevola verso se stessi e verso gli altri. Avra' più comprensione per questa necessita' e, naturalmente, non si castighera' per avere mangiato. Anzi, potra' avere curiosita' di capire percha' ha avuto questo impulso verso il cibo.
"La gente e' di diversi pesi e di diverse altezze, forma degli occhi o del naso. "Questo e' il mio aspetto attuale. Puo' non piacermi, pero', per il momento e' così. E' arrivato il momento di tornare a guardarsi allo specchio con lo stesso piacere di quando era bambino. Arrivare a dire a se stessa "IO SONO COSI', QUESTA SONO IO" richiede che lei si conosca esattamente e si possa descrivere senza giudicarsi.
Pensi per un momento al suo viso. I nostri visi sono ben lontani dall'essere tutti uguali e conformi ad un modello comune di bellezza. Ciononostante, ognuno si e' abituato all'aspetto della sua faccia, forse perche' siamo abituati a vederla quotidianamente allo specchio. Se lei guarda allo specchio il suo corpo senza esprimere giudizi, come fa con la faccia, potra' arrivare ad un grado di accettazione simile. Cominci poco a poco. Si guardi qualche minuto al giorno. Pensi di essere uno scultore che sta descrivendo una scultura. Cominci dalla parte superiore della testa e segua verso il basso. Se si dice qualcosa di negativo o comincia a giudicare quello che vede, e' arrivato il momento di lasciare lo specchio. Se lei e' uno di quelli che non possono separarsi dalla bilancia, la tenga fuori dal suo raggio d'azione.
L'Armadio: Un Riflesso delle Nostre Aspirazioni e Angustie
Quante parti di voi stanno appese all'armadio? Gli armadi dei mangiatori compulsivi riflettono aspirazioni, angustie e compromessi. Mentre alcuni gettano i propri vestiti dopo averli usati qualche anno, i mangiatori compulsivi non gettano mai nulla. "Chissa' che non possa tornare a mettermelo un giorno". Deve restare nell'armadio solo la roba che le stia bene e che le piaccia. Accettarsi come si e' significa non criticarsi per il corpo che si ha. Sentirsi bene con i vestiti che uno ha e' espressione della sua accettazione. Esca a comprare vestiti nuovi.
Prima di uscire, pensi a che vestiti le piacerebbe avere. Attenta, comprare vestiti puo' essere molto spiacevole per chi ha una storia di odio per il proprio corpo. Per questo cerchi di trasformarlo in qualcosa di piacevole. Guardi le riviste di moda, i modelli e colori che le piacciono. Si dica: " Che aspetto voglio avere ora, non quando sarò 30 kg di meno?". Scelga un negozio con molta scelta, si prenda il tempo necessario, si provi i vestiti che crede, o non se ne provi nessuno, se non è a suo agio; la prima uscita puo' essere per vedere. Non e' il momento di comprare se non si sente a suo agio e se non sa cosa comprare. Non si fissi sulle taglie. Vestirsi significa che comodita' e moda vanno appaiate.
Abbandonare la Dieta: Un Atto di Libertà
Molti grassi hanno paura di ingrassare se non stanno a dieta; in realta', chi riuscira' a non stare a dieta e a permettersi tutti i cibi sara' piu' rilassato, con piu' capacita' di controllo e mangera' meno. Spesso, all'idea di abbandonare la dieta, la gente ride come se avessi suggerito un gesto d'azzardo. Gran parte della vita ha censurato quello che aveva in bocca. Se ha paura, ha ragione.
Fino ad ora la paura di abbandonare la dieta e' stata paura di perdere il controllo e aumentare di peso, ma le diete non permettono a lungo di controllare quello che che si mangia e quindi il peso. Fino ad ora l'unico momento in cui mangiava quello che voleva e' stato l'eccesso. Quando ha commesso l'eccesso, e "sgarrato" alla dieta, ha perso il controllo, ed ora ha paura di tornare a perdere il controllo e di non perdere peso se mangia quello che vuole e abbandona la dieta. Quando mangiava 5 paste una dietro l'altra lo faceva anche come reazione alla dieta, ma abbandonare la dieta vorra' dire conoscere le sue necessità e i suoi desideri reali. Sara' necessario dominare la paura prima di poter pensare ad una autoregolazione. Quando avra' eliminato tutti i "dovrei" e i "non dovrei" sara' capace di molto piu' controllo in questo campo.
Chi abbandona la dieta continua a mangiare troppo se vive questa esperienza come un esperimento, se dice a se stesso che smettera' di fare diete, o di sottoporsi a restrizioni alimentari solo se dimostrera' di poter avere cibi golosi in casa senza poi mangiarli. E' impossibile offrire questa sicurezza. Abbandonare la dieta e' il primo passo verso la soluzione. Non deve terminare la dieta come se si trattasse di una forma diversa e nuova di dieta. Questo spesso accentua il mangiare con ansia. Se abbandonerà realmente la dieta non desidererà più il cibo nello stesso modo.
L'autodisprezzo e l'aumento di peso vanno di pari passo.
Legalizzare il Cibo: Un Esempio Pratico
"Ho molte carote nel frigo, perche' quando ho la necessita' di mangiare, ne prendo una." "Ma sono veramente le carote quello che vuoi mangiare quando senti la necessita' di mangiare?" - "Naturalmente no". E' un colloquio con una paziente, alla quale avevo chiesto cosa le piacesse avere nel frigo, e per lei fu un vero sforzo dire quali alimenti avrebbe voluto. "In questo momento, visto che ho citato le carote, potrei dire una torta di carote, con molto burro e zucchero." Le suggerii di comprarsi tre torte di carote, una di riserva, perche' poteva essere possibile che ne dovesse mangiare parecchia per potersi convincere che da quel momento in poi la torta di carote sarebbe sempre stata a sua disposizione. Legalizzare il cibo significa che ognuno puo' avere tutti i cibi che desidera, che nulla e' piu' proibito. Il modo di dimostrarlo a se stesso e' assicurarsi di avere sempre a disposizione in abbondanza i cibi che desidera. Una foglia d'insalata non puo'...
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