Dietologo, Dietista o Biologo Nutrizionista: Come Scegliere?

Il problema dell'abusivismo nel campo della dietologia è presente in Italia da molti anni e contribuisce alla grande confusione che c'è in materia tra la popolazione. Alcune figure che si spacciano per nutrizionisti si presentano nei modi più disparati: “etologi alimentari”, “naturopati”,“iridologi”, “consulenti nutrizionali”, “personal trainer”.

Talora anche in centri di estetica, palestre, erboristerie o farmacie vengono elargiti consigli nutrizionali con grande libertà e fantasia. Inoltre ogni giorno siamo inondati da articoli, programmi radio o TV, spot pubblicitari che parlano di nutrizione. Diversi personaggi, presentatori, ostetriche, medici con le specialità più varie dispensano consigli dietetici di ogni tipo. Dalla dieta senza glutine consigliata a tutti indistintamente, alla dieta senza latte e latticini, da una dieta rigorosamente vegana alla paleodieta con tanta carne e verdure….

Quando il problema poi è l’obesità la situazione diventa ancora più intricata poiché i ciarlatani dell’industria della dieta fanno perdere peso più rapidamente rispetto a trattamenti seri convenzionali. E siccome le persone valutano l’efficacia di un trattamento in base a quanto peso perdono nel minor tempo possibile, finiscono per dare più credito a questi personaggi piuttosto che a veri esperti. Il passaparola di altri che si sono trovati bene è uno dei modi con cui le persone cercano degli “esperti”. Ci consigliano quindi di andare dal tal professionista in un ambulatorio privato, un poliambulatorio, una clinica o un ospedale.

Come Verificare le Competenze

È fondamentale verificare:

  1. Se chi ci ha visitato è realmente un medico.
  2. Quale specialità ha conseguito il medico che ci ha visitato.

Potremo scoprire che il dietologo o nutrizionista in questione, in realtà è specializzato ad esempio in ginecologia o in chirurgia plastica. Quindi non è un dietologo (medico specializzato in scienza dell’alimentazione). Il fatto di essere medico può dare un minimo di garanzia poiché se non opera secondo scienza e secondo la deontologia medica può essere chiamato a rispondere del suo operato di fronte al consiglio disciplinare dell’ordine.

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In genere la preparazione della classe medica nel campo della nutrizione è scadente sia in Italia che all’estero poiché i corsi universitari prevedono poche ore di studio in questa materia. La frequenza di corsi post laurea quali master o specialità affini alla nutrizione possono comunque dare anche al medico una buona preparazione nel campo della nutrizione. Ma non tutti li seguono.

Ruoli e Competenze dei Professionisti

Il Dietista

Il dietista è una figura presente da molti anni nei vari reparti ospedalieri e traduce in pratica prescrizioni dietetiche di pazienti che vengono inquadrati dal punto di vista diagnostico dai medici. Hanno una preparazione specifica in dietetica, conoscono la composizione dei cibi e come meglio abbinarli tra loro.

Il Biologo Nutrizionista

Una figura emergente nel campo dell’alimentazione è data dai biologi che - secondo quanto riporta il sito del loro ordine nazionale - nel momento in cui si laureano e si iscrivono all’ordine (Albo - Sezione A) si qualificano tout court come “nutrizionisti”. Seguire dei corsi di dietetica post laurea (master o specializzazioni) è facoltativo, conviene quindi controllare il curriculum di ogni biologo che sceglie di svolgere l’attività di nutrizionista. Sono professionisti con un ottimo background nel campo della biochimica e biologia e possono contribuire a diffondere delle informazioni corrette nel campo della nutrizione.

Altre Figure Professionali

Altre figure che non sono state discusse sono il farmacista specialista in scienza dell’alimentazione, il tecnologo alimentare che nei loro rispettivi ambiti possono essere degli esperti in nutrizione. Il medico durante il corso di studi (laurea), dedica poco tempo allo studio della nutrizione e dietetica, però impara a riconoscere le malattie e a prescrivere la terapia. Ad esempio è in grado di diagnosticare un diabete mellito o una celiachia e a prescrivere rispettivamente una dieta per diabete e una dieta per celiaci. Altro esempio è la diagnosi di obesità che può essere relativamente facile.

Alcune specialità che i medici possono conseguire dopo la laurea hanno maggior attinenza con la nutrizione umana, ad esempio endocrinologia e malattie del ricambio (diabetologo), igiene e medicina preventiva (operatori del SIAN), nefrologia che conosce molto bene la dietetica applicata all’insufficienza renale o altre ancora …dipende ovviamente dalla specialità. Nulla toglie che un oculista sia un bravo “nutrizionista” però è più probabile che sia un bravo oculista.

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L'Importanza della Sugar Tax

La questione è ormai un’emergenza anche per il servizio sanitario nazionale che deve gestire i problemi correlati alle patologie collegate all’obesità, come il diabete e le malattie cardiovascolari, con una spesa per le casse statali stimata tra i 6,5 e 16 miliardi di euro l’anno (*). L’eccesso di zuccheri è sicuramente una delle cause del problema. Secondo l’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell’Istituto superiore di sanità (2008-2012), gli italiani assumono circa 100 g al giorno di zuccheri semplici, pari al 20,7% delle calorie. Si tratta del doppio rispetto a quanto consigliato dall’Oms, che raccomanda di non superare il 10% delle calorie quotidiane.

Adottare in Italia una tassa del 20% sullo zucchero aggiunto alle bibite (ispirandosi al modello inglese), potrebbe generare un incasso di 470 milioni di euro, da investire in campagne di educazione alimentare, e altri strumenti per favorire una dieta sana. La cifra però è sovrastimata perché, in Gran Bretagna quando nel 2016 è stato deciso di introdurre la tassa, molte aziende hanno modificato le ricette riducendo o sostituendo gli zuccheri, dimezzando così le entrate previste. La scelta italiana non sarebbe comunque isolata, in tutto il mondo diversi Paesi hanno adottato una tassa sullo zucchero aggiunto alle bibite, per incentivare le aziende a modificare le ricette e creare un fondo destinato a realizzare programmi di prevenzione alimentare. Il Fatto Alimentare invita medici, nutrizionisti, dietisti e operatori del settore sanitario oltre alle società scientifiche a firmare questa lettera indirizzata al Ministro della salute Giulia Grillo. Il Fatto Alimentare ha preparato un dossier sulla sugar tax nei vari Paesi con l’analisi economica.

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